Luglio 2mila |
19
luglio 2mila |
SEGNI DELLA
PRESENZA DI DIO
|
|
|
Mi avete riconosciuto
nell'azzurro terso del cielo? Ero una di quelle ali che erano
di scorta all'immagine di Gesù trionfante. E noi con
Lui! Caro papi, il Signore lascia
in giro continuamente i segni della Sua presenza, ma quanti li
sanno vedere? Non dico interpretare, ma vedere con
gli occhi e con il cuore la poesia di certi tramonti e di tanti altri
spettacoli ineguagliabili, che Egli ci offre con cura e generosità gratuita.
Non si può vedere
il Signore se gli occhi Ne sono distolti, perché lo
sguardo è attratto dalle manifestazioni del nulla, che
infarciscono la mente di volgarità, di sciatteria, di violenza
e di falsità.
Non si può vedere
il Signore con il cuore, se il cuore non è aperto all'amore per
tutto ciò che lo circonda in uomini, esseri viventi e
cose, ed
è invece tutto pieno di sé, ermeticamente
chiuso in se stesso e per se stesso?
Il
dramma dell'umanità, che io ho lasciato non per ignavia o
stanchezza, ma perché il mio cuore era ormai colmo dell'Amore
di Dio, sta proprio nella cecità del cuore e nel disamore
degli occhi a godere del concreto
significato della vita del corpo e dello spirito.
Voi,
miei cari, siate sempre accorti e sensibili ai segni che vi giungono,
e fatene tesoro e ricchezza da condividere.
Ciao dalle vostre ali. 
|
24
luglio 2mila |
LA
CHIAVE E' IL TEMPO NON LO SPAZIO |
|
| Miei cari, il mio spirito è tutto
rivolto a voi perché coscientemente raggiungiate la serenità
che guida e conduce alla riappropriazione della vita spirituale.
Dicendo serenità mi riferisco a quella condizione, in verità
assai rara, che si verifica quando l'orizzonte della vita appare
sgombro di qualsiasi contaminazione diafragmatica, sicché
ti sembra di poterlo toccare con mano, e con esso tutte le cose che abbraccia
appaiono così nitidamente vicine ed ingrandite
da darti l'impressione di essere già lì.
Cos'è la contaminazione diafragmatica
se non l'errore di accomodazione che rende sfocata all'orizzonte la
visione della realtà spirituale dei primi
palpiti di vita? La superbia, l'orgoglio, la presunzione sono paragonabili
alla caligine, alla nebbia, alla foschia, che confondono e fanno svanire
distanze e limiti, abbracci e allontanamenti.
Non è vero dunque, miei cari, che
la vita disegnata, promessa e ridisegnata dal Signore cominci
oltre l'orizzonte della morte, piuttosto inizia quando superbia, orgoglio
e presunzione vengono sepolte per sempre, e lo spirito appare in
tutta la sua essenza disarmante e pre...vista.
D'altronde è il tempo e non lo
spazio, il quando e non il dove, la chiave che apre le porte
dell'eternità. Perché il dove è già
eterno e il tempo si traduce nell'istante della morte, che non
è più orizzonte. Da quell'istante, poco importa quanto
purgatorio impiegherà l'anima a diventare paradiso, perché
è già spirito per tutti i secoli dei secoli. Amen
Mi ricordo bene di certe sensazioni già
condivise con te, caro scriba. A ripensarci bene l'emozione del
paradiso è proprio dietro l'angolo. Vero.
Ciao
e bacioni a tutti.
|
25
luglio 2mila |
Spogliarsi
d'estate
LE STAGIONI
DELLA VITA
|
|
Ciao papi caro, finalmente in
perfetta sintonia per fare una delle nostre chiacchierate. Che
ne dici di parlare dell'estate? E' la stagione più solare.
Per questo l'uomo
è condizionato ad immergersi intensamente nella
natura per goderne a pieno, riducendo al massimo tutto ciò che lo
separa da essa, dalle vesti al pudore.
Certo,
occorre che questo suo spogliarsi non avvenga in maniera avventata
e repentina, altrimenti i vantaggi del tuffo salutare potrebbero
essere vanificati, e mi riferisco non solo alla salute del corpo,
ma anche al corretto esercizio del senso del pudore, che non deve
provocare, ma testimoniare l'armonia che regola i rapporti tra natura
umana e natura natura.
Solo la sintonia permette di superare i
fastidi che derivano da questo contatto diretto, al quale l'uomo
si è disabituato nelle
altre stagioni. Orbene, anche nella vita dell'anima
sembrano esistere le stagioni. In alcune di esse sembra che
l'anima sia restia ad aprirsi, a spogliarsi degli orpelli e delle sovrastrutture.
Prima o poi, arriva la stagione in cui deve spudoratamente concedersi
alla luce e al calore della stagione della vita eterna, e tutto ciò è possibile
se si spoglia per ritrovare la sintonia col suo
creato.
Sintonia: parola magica con
la quale vicissitudini, sofferenze, disgrazie, dolori, avversità,
distanze si annullano; o piuttosto ritorno alle
origini di un
mondo in cui il sole non scotta, la luce non ferisce, la natura
non è nemica né
infastidisce, il pudore non condiziona perché non
ha motivo di essere, proprio come ai tempi del paradiso
terrestre?
Dove puoi farti quattro chiacchiere direttamente con Dio, senza
temere, senza tremare, senza avere pudore? Con il cuore
in mano e saturo di Lui.
Questa è la stagione di cui ti
parlo, caro papi. Questa è la sintonia alla
quale faccio sempre riferimento. Questa dovete cercare, coltivare e raggiungere
se volete godere appieno l'esplosione dell'estate
eterna che l'Amore di Dio vi offre in ogni istante.
Buon proseguimento. Ciao per
tutte le stagioni. Ciao |

Agosto 2mila |
8
agosto 2mila |
CUORE
|
|
| Tantissimi bacini, miei
cari, dal vostro pippo speciale. I vostri cuori sono
il mio cuore anche nella mia condizione di spirito.
Cos'è dunque questo cuore al
quale facciamo sempre riferimento quando vogliamo esprimere sentimenti
definiti astrattamente astratti, come il bene, l'amore, la tenerezza,
l'entusiasmo? Che esaltiamo come centro d'energia dell'Amore di
Gesù per l'umanità? Perché il cuore e
non il cervello, organo sicuramente più complesso e sofisticato
di cui è dotato anche il Corpo glorioso di Gesù?
E come possono essere contenuti e compressi in un organo, relativamente
piccolo come il cuore, dei sentimento così incomprimibili
ed incontenibili come l'amore?
Quante domande, quante risposte evase, rimandate
o accomodate! Che fiume di cavillose disquisizioni, di fumose argomentazioni
più astratte degli stessi astratti sentimenti in argomento,
quante chiacchiere, quante asserzioni pretestuose e presuntuose,
quante mode!
Vediamo di chiarirci le idee partendo
da una verità indiscutibile. L'uomo, da che mondo è
mondo, ha sempre riposto nel cuore, il suo, quello degli altri,
quello della divinità, il centro delle pulsioni positive.
E non a caso. Infatti, il cuore pulsa dal primo all'ultimo
atto della vita senza mai fermarsi, senza un attimo di tregua,
ed è bello e normale pensare che, come pulsa il cuore dell'uomo,
come pulsa la vita dell'uomo e dell'universo visibile, allo
stesso modo pulsa il mondo dell'invisibile e dello spirito, senza mai
fermarsi per tutta l'eternità.
Altra convinzione da sfatare: l'inconsistenza,
l'astrattezza del bene. Come si può definire astratta
un'idea che infonde concreta energia, palpabile benessere, manifesta
salute? Vogliamo parlare dell'entusiasmo e della forza d'animo,
capaci di centuplicare la forza fisica trasformando un pigmeo in
un gigante? E l'amore: che cosa non si fa per l'amore?
La domanda non è retorica. L'Amore di Dio, cuore
dell'energia pura, ha creato ogni forma di vita e le ha conferito
impulsi, battiti vitali ed eterni. Con buona pace dell'astrattezza.
L'Amore di Dio ha punito l'errore umano nella
materia e ne ha decretato la precarietà. L'Amore di Dio si è incarnato facendosi
uomo Egli stesso, ed ha assunto le sembianze eterne di Gesù.
L'Amore di Dio si è fatto
donna nel Corpo eterno della Vergine Maria Madre di Misericordia. Alla
faccia dell'astratto.
Certo voi ben sapete, miei cari, che vi è
un'altra forza, un altro sentimento cosiddetto astratto che pulsa
nel cuore degli esseri umani e nel cuore dell'universo. E' il
male. Anch'esso è palpabile ed è
in grado di dar vita a fenomeni, eventi, realtà, al punto
tale che molti ne sono suggestionati e convinti molto
di più di quanto possano esserlo del bene. Ma, come vi
ho detto, il male è stato incarcerato da Dio nella
materia, e condannato alla precarietà. Verrà infatti
il tempo nel quale sarà ridotto in polvere e la materia
ne sarà purificata
per sempre.
Nell'attesa che ciò avvenga, aprite il vostro
cuore immortale all'ingresso di Dio.
Provvederà Egli stesso
a liberarlo dal male e a renderlo cuore di eterna gioia, e di Amore
senza fine.
Bacioni di cuore. vostro
|
11
agosto 2mila |
TUTTO
CIO' AVVIENE PERCHE' NON TI SEI ARRESO
|
|
| Ciao
mio caro vecchio papi nonché scriba fedele, io vorrei che
tu potessi toccare con mano la gioia che provo quando prendi carta,
penna e sinergia e ti lasci guidare dall'amore che ci unisce persempre.
Vorrei anche trasmetterti l'emozione che mi prende nel vedere
tramutarsi in parole il mio pensiero con il moto della penna,
che governi in questa maniera atipica con la quale cerchi ancora
di convincere te stesso e gli altri che tutto avviene fuori dalla
tua volontà.
Neanche per sogno, caro papi. Tutto ciò
avviene perché tu hai sempre e fortemente voluto che
avvenisse, perché non ti sei mai arreso all'idea consolidata
che il dolore annichilisce, che la disperazione è incurabile
e soprattutto che la morte è senza pietà.
Poi perché
mi hai lasciato venire quassù con la stessa fiducia,
che mi accordasti quella sera che ci siamo separati nel nostro legame
terreno, per non lasciarci mai più.
Gioia, emozione, pensiero, caro papi mio, mi animano come
sempre e come vedi. Infatti nulla è cambiato, se non la
precaria condizione di vivente mortale,
che si è tramutata in quella di vivente immortale,
indubbiamente più
appagante.
Ho sempre temuto la morte dei valori della vita mentre non ho mai
avuto paura della morte. Quando
mi è venuta a liberare dal peso della materia ho sofferto
molto meno di quanto si soffra o si faccia soffrire per un'ingiustizia,
un tradimento, una cattiva azione. La morte non è
ingiusta né tradisce, se non nella mente umana. Essa rappresenta
un elemento, un evento paragonabile alla nascita, in cui gioia
e dolore, attesa e apprensione, speranza e paura, si intrecciano
e si scacciano rafforzandosi vicendevolmente. Poi, la vita
prende il sopravvento, e questa volta è inarrestabile.
Stai dicendo a mamma che la penna scorre
leggera e senza attrito apparente. Per forza! Essa è animata
dall'amore che non crea frizioni, perciò, è
leggera come lo spirito che dà la vita, la fondatezza
e l'indissolubilità del vincolo eterno. Vincolo che
non pesa e non opprime ma esalta e sublima, perché unisce
a Dio perché Dio lo vuole, lo determina
e lo consacra.
Gioia, emozione, pensiero non sono solo sentimenti
umani, ma rallegrano gli spiriti nell'eternità, come fanno
parte di Dio sin da quando Egli ideò, progettò
ed attuò la vita. Certo, sono sentimenti rivolti solo in positivo.
Non si portano appresso scoramento e disillusioni, anche se l'essere
umano fa di tutto per far rimpiangere pure al Padreterno il giorno
in cui l'ha creato. Ma il Creatore non conosce rimpianti,
né rimorsi o scoramenti di sorta, mentre vi posso assicurare
che è cocciuto come tutti i pastori e non si dà
per vinto sino a quando non riporta all'ovile tutte le sue pecorelle
smarrite.
Ecco perché non si deve aver paura
della morte. Nel divino disegno essa rappresenta
la porta attraverso la quale il Buon Pastore riconduce ogni creatura
al calore protettivo
del Suo Amore; perché il Cuore di Dio è un ovile senza
confine e senza tempo, dove la sicurezza è rappresentata
dalla Sua costante presenza. Così come Egli è sempre
presente in ogni istante di vita del genere umano.
Ma l'uomo
trova più spontaneo lamentarNe l'assenza, il disinteresse,
il distacco dalle vicende terrene e, invece di cercarLo con
un pò
più di umiltà, si parla addosso e si crede il protagonista
di una vita, che gli è stata data in prestito per dar modo
al suo pastore di riportarlo nel gregge. Del quale io già
faccio parte e nel quale le vostre vite e le nostre vicende si
ricomporranno persempre.
Ve lo assicuro, quant'è vero che sono
pecorella. Beeeeeh, cioè ciao. 
|
18
agosto 2mila |
|
|
|
Caro papi, hai capito che cosa siamo venuti
a fare quassù anzitempo? Siamo stati chiamati perché
la nostra vita, eterna nello spirito, è molto più
importante ed utile di quanto sarebbe stata la nostra vita nella
carne, giacché il Signoreinpersona ci avrebbe affidato la
tutela e la guida di tante giovani anime, desiderose e bisognose
di testimoniare Gesù, Gesù il figlio di Dio, quello
che noi conosciamo nel corpo glorioso e nello spirito santo, lo stesso Gesù che
rivive nelle giovani membra e si fa
carico delle croci che si portano nelle loro giovani anime ancora
odoranti di Grazia.
Le ingiustizie, le violenze, le sopraffazioni
morali e materiali, la povertà esteriore ed interiore, le
guerre, la fame, l'assoluta ineguaglianza, l'intolleranza e il disprezzo
dei simili, l'egoismo sfrenato ed insaziabile più della fame
dei popoli, l'insofferenza e l'indifferenza per le altrui disgrazie,
il cinismo, l'ignoranza di Dio e della Sua parola, l'ermetismo dei
cuori al Suo Amore.
Noi siamo stati chiamati nella freschezza
dello spirito e degli impeti giovanili a preparare l'esercito
di Dio, destinati a rileggere l'esperienza umana di Gesù
come l'unica possibile a superare la tentazione terrena di suicidare
l'anima, per assicurarle l'eternità del regno dei cieli e
per spiegare in Gesù la propria sete di giustizia, eguaglianza,
fraternità partecipativa, condivisione di gioia e
dolori, generosità, conoscenza profonda del Verbo e
disponibilità
totale ad aprire i cuori all'Amore.
Questo è il giovane esercito di
apostoli entusiasti ed inesauribili che, pur nelle loro umane
debolezze, le stesse di Simone, di Tommaso, di Giacomo, di Andrea,
diffonderanno l'idea di Cristo che s'incarna in ciascuno di essi,
e ridaranno lustro, credibilità e linfa vitale alla Sua Ecclesia,
quella che sotto il segno e l'esempio di Maria Misericordiosa distruggerà
persempre il serpentedrago.
A proposito di Simone, qui c'è,
accanto a me, un giovane Simone che scalpita e si dà un gran
da fare. Anche lui è una pietra angolare, una di quelle toste,
sulle quali Cristo costruisce la Sua nuova chiesa, vecchia e mai
superata nei suoi fondamenti di fede, speranza e carità,
ma nuova ed originale nella sua esuberanza comunicativa, nella
sua solarità, nella sua giovane freschezza, nella sua impetuosa
allegria. E tutto questo è possibile solo se le forze giovani,
alle quali affida il proprio messaggio evangelico, diventino esse
stesse Chiesa Universale proiettata nel futuro, anzi, nell'eterno.
Gioite dunque, dolci e cari genitori,
di avere consegnato al Signore la giovinezza, l'esuberanza, gli
entusiasmi e le energie dei vostri figli, allo stesso modo e
con gli stessi sentimenti che animarono Dio quando consegnò
il Figlio Suo diletto all'umanità perché fosse redenta.
I
vostri figli sono gli angeli custodi di quella stessa umanità,
che non può più rinunciare al dono divino dell'eternità
e ne rivendica a gran voce il diritto nel nome di Gesù.
Non lo deluderemo, non la deluderemo,
non vi deluderemo. Siate orgogliosi di noi e del nostro amore
per tutti voi. Ciao,
|
27
agosto 2mila |
L'ORDINE
DELLE COSE E' CATEGORIA DIVINA
|
|
|
Non cambiamo l'ordine delle cose, caro papi
. Quando l'abbiamo fatto non abbiamo mai contravvenuto la regola,
anzi, l'abbiamo sottolineata ed esaltata.
Contravvenire la regola è lo sport
preferito del genere umano, sin dai tempi remoti della prima coppia.
Gli umani fanno in proposito una gran confusione. Infatti, in virtù
di quella facoltà che chiamano libero arbitrio, si sentono
autorizzati e spronati a perfezionarsi sempre di più ed eccellere
in questo sport, dimentichi del fatto che esso è applicabile
consapevolmente e responsabilmente nella scelta tra il bene e il
male, e nulla ha a che vedere con l'ordine delle cose.
L'ordine delle cose è una immutabile
categoria divina, che è espressione della Sua potenza
energetica incommensurabile. Poiché Dio è Regola
ed Armonia, tutte le manifestazioni della Sua creatività
non potevano essere affidate al caso e, pertanto, ogni istante della
Genesi fu pensato secondo Leggi rigorose, ideate per rimettere ordine
nel caos in maniera stabile e definitiva, bella e funzionale, armoniosa
e appagante. Appagante non solo le mire del Creatore, ma anche le
aspettative di chi ne avrebbe goduto i frutti.
L'equilibrio ristabilito dall'energia
dell'Amore infinito sarebbe durato in eterno, se l'uomo non
si fosse fatto prendere dalla smania di modificare l'ordine delle
cose, imposto alle cose, quelle divine, da Dio che è Regola.
Dal calvario che gliene derivò il genere umano si sarebbe
ritrovato nel caos, se non fosse nuovamente intervenuto il Signore
consegnandogli la Regola di vita morale e sociale in dieci
principi essenziali, ed applicabili a tutta l'umanità credente
e non credente, anche questi elaborati ed enunciati secondo
l'ordine naturale delle cose.
Anche questa Regola venne contravvenuta,
o aggirata, o scardinata dall'uomo.
E, cosa dire dell'ordine naturale delle cose,
che ne regola l'esistenza e la vita, e l'equilibrio della natura
in cui era immerso? Era immerso a volte in maniera anche drammatica
e spietata, ma, se la natura poteva allora essere considerata oltre
che prodiga anche impietosa o matrigna, che dire del cinismo, del
disprezzo e dell'ingratitudine dell'uomo verso l'ordine naturale
delle cose?
L'ordine naturale delle cose aveva dotato
l'uomo dell'intelligenza e gli aveva fornito, proprio nella
natura, tutti gli elementi necessari ad avanzare nel progresso
della conoscenza di Dio. Egli invece se ne è impadronito
nel non più celabile delirio schizofrenico di grandezza,
che lo illude di poter regolare la nascita, la vita, la morte,
e gli fa intravedere il miracolo della creazione della vita.
Quando ciò avverrà egli si
crederà regola e depositario del segreto dell'ordine naturale
delle cose. Da qui al mettere bocca all'ordine divino delle cose
il passo è breve. Allora Adamo si sentirà ingiustamente
punito e sarà di nuovo il caos. E, a questo punto, neppure
io, caro papi, posso immaginare cosa farà la Volontà
del Signore Dio nostro.
Con l'impegno di dare il mio contributo a
riportare l'uomo nelle sue originarie vocazioni di figlio di Dio,
che lo aspetta in Cielo secondo l'ordine delle cose da Lui stabilito,
nutro con te la speranza che l'ordine divino delle cose ha già
decretato la sconfitta del male che colpisce e lacera l'animo umano.
E così sia.
Ciao scavatore.
|
 Settembre
2mila
|
17-
22 settembre 2mila
|
PURGATORIO
STAZIONE INTERMEDIA |
|
| Mamma banana, ti voglio tanto bene
e ti aspetto per riprendere a scarabocchiare insieme, per disegnare
il purgatorio, quella stazione intermedia tra cielo
e terra, tra la morte e la rinascita, tra l'anima e Dio.
Cara mamma banana, nel purgatorio
l'anima si purga, si libera di tutte le impurità, di tutte
le contaminazioni, perché il Signore somministra la cura,
il perdono senza indugi. E' l'uomo, non Dio, che attribuisce
al luogo di villeggiatura
un'importanza e una durata. La coscienza
suddita della ragione pretende di quantizzare il
tempo del perdono. Dio non
fa fare l'anticamera a nessuno ed è sempre
pronto ad elargire il premio, nello stesso attimo
della richiesta della Sua Misericordia. Infatti,
cara mamma banana, il purgatorio
non misura il tempo del percorso che separa Iddio dalle
Sue anime mondate dal perdono misericordioso,
ma misura l'intensità della luce che
arriva loro dalla Fonte inesauribile dell'Amore,
dalla gioia che Essa produce, dall'Armonia che
Essa induce, e dalle opportunità che Essa
assicura di divenire partecipi dell'inesauribile
attività
del mondo dello Spirito.
Il purgatorio dunque ha una durata
temporale solo se l'opera di smacchiatura
inizia già
nel percorso terreno, ma, una volta invocata
la remissione dei peccati, nell'istante della
morte questi sono già stati
rimessi, l'anima ritorna candida ed incontaminata. La Luce diventa meno
violenta ma più vigorosa e corroborante
e l'anima, ormai spirito, inizia per suo conto
il cammino verso la Luce, per immergersi definitivamente
in Essa acquistandone la Sua lucentezza,
il Suo splendore e divenendo essa stessa fonte
di Luce e di Amore. (continua)
22
settembre 2000
Se Dio non fa
fare anticamera a nessuno di coloro
che sono degni della Sua Misericordia
e del Suo Perdono, allora il purgatorio
che senso ha, direte voi? Rispondo che il Purgatorio è in
terra. Qui l'anima deve liberarsi di tutti
i peccati che ne offuscano, indeboliscono
e consumano la Grazia elargita e rinnovata;
qui si deve compiere l'operazione
di purificazione, qui l'anima
deve riacquistare la consapevolezza
della propria natura divina.
Il
Purgatorio in cielo è invece
tutta un'altra cosa, cara mamma.
E' un bagno di purificazione totale
nella Luce e attraverso la Luce, per
farsi Luce e godere per sempre della
Luce. Perché tu mi
capisca meglio, mi rifaccio ad un esempio
poco riverente. Al cambio di
stagione i genitori accorti e premurosi
hanno l'abitudine di dare la purghetta
ai figli, perché siano meglio
disposti ai cambiamenti del clima,
dell'alimentazione o degli impegni
intellettuali e scolastici che le
stagioni stesse comportano. Ebbene,
il Padreterno non è da
meno. Una bella purghetta preventiva,
e si affronta con maggior disinvoltura
la Stagione della vita eterna, della
felicità appagante, dell'Amore
inesauribile e anche degli impegni
che tutta questa realtà gioiosa
comporta, dal momento che quassù non
si sta con le mani in mano, ma tutto è
proteso e finalizzato alla produzione e
alla distribuzione del bene.
Perciò dobbiamo
sempre essere in forma smagliante,
senza acciacchi né stanchezze.
In effetti noi non ne soffriamo più
e abbiamo al tempo stesso la prova
celeste che le malattie del corpo non sono lo strumento per
espiare,
tuttavia rappresentano un buon
banco di prova per misurare la forza
e la disposizione dell'anima ad accettarle
come eventi naturali non desiderati
da Dio, né
a Lui imputabili se non come elementi particolari
di una natura che il Padre benevolo non
aveva destinato ai suoi figli.
Qui in cielo,
dove tutto è stato
pensato e disposto per la vita dello
spirito come ispiratore della vita
e nella dimensione dello spirito come
ispiratore dello spirito, ovviamente non esistono
malattie, se non una sorta
di pena che ci assale nello scoprire che
molte anime soffrono di ben altri cancri
di quelli che affliggono il corpo
e la materia umana. Ma noi non ci
diamo mai per vinti, per vocazione
amorosa facciamo di tutto affinché il
dolore morale non annichilisca i corpi
e quello della materia non annichilisca
le anime. Specialmente
se siamo i loro medici.
Ciao. Un bacione
dal dottor Ciao
|
23
settembre 2mila |
ANNIVERSARIO |
|
|
Ieri
per Emilio era il quinto compleanno del persempre. Ma sono
sorte alcune difficoltà
e non ci è stato possibile ricordare la ricorrenza come
gli altri anni. Così, abbiamo semplicemente celebrato per
lui una Santa Messa alle sette del mattino, come ogni altro mese.
Lasciati trasportare dalla soffice leggerezza
dello spirito, cara mamma, scordati per qualche attimo l'impacciante
gravità
della materia. Se vuoi volare alto, fuori dalle cosuetudini e dai
luoghi comuni, lascia pure che il tuo corpo invecchi, ma non
cercare di gravare d'anni l'essenza eterna dell'anima, che è
tutta protesa verso altri traguardi e verso altre conquiste. Metti
da parte la ragione, che vorrebbe prendere il sopravvento
non solo sulla tua speranza, ma soprattutto sulla nostra convinzione
della tua speranza. Non ti perdere in meandri cronologici, che
condizionano la mente e se ne lasciano condizionare.
Lo spirito, te l'ho già fatto vedere, è
come un tappeto volante che procede fuori del tempo e dello
spazio, quindi fuori della velocità e della adattabilità
della logica razionale. Saltaci su, non ti meravigliare se ti sembra
che viaggi a zigzag, senza una meta precisa. Chiudi gli occhi
e vedrai nitidamente dove ti sta conducendo, prima
però molla gli ormeggi, butta giù la zavorra e soffia
con tutta la forza dell'anima, senza paura del vuoto o del silenzio
o del buio, perché
stai viaggiando nella pienezza, nella musica, nella luce e nell'animata
compagnia che fa vibrare il mondo sconfinato dell'eternità.
Chiedi ma non ti chiedere, non farti suggestinare da calendari,
né da orologi, scadenze o ricorsi e ricorri al
battito pulsante dell'amore che riempie il tuo cuore, se vuoi
penetrare la dimensione del mondo senza dimensioni.
Se riesci a guardare oltre le categorie mentali scoprirai
che solo l'amore non ha bisogno di conoscenza per diventare
categoria, perché esso è già categoricamente
strumento conoscitivo del mondo animato dalla conoscenza assoluta,
che è la sapienza di Dio. Questo amore partecipa delle grandi
e piccole cose, rende possibili i grandi e piccoli eventi,
sostiene le grandi e piccole imprese, alimenta le grandi e piccole
speranze, assicura le grandi e piccole certezze. Ma, perché ciò
avvenga, occorre che non sia il frutto compiaciuto dell'elaborato
mentale, ma il seme benedetto del volere e del progetto divino.
Vi abbiamo messo tutti alla prova, miei cari,
abbiamo misurato la convinzione del vostro amore fuori dalle cerimonie,
fuori dalle partecipazioni emotive o di sostegno, fuori dalle
convenzioni e dalle abitudini consolidate. Abbiamo fatto
in modo che ognuno nel suo intimo, nel privato, cercasse non
il ricordo della ricorrenza, ma l'amore che nulla dimentica e
tutto ricorda festosamente, senza rimpianti, nostalgie o rammarichi. Soprattutto
vi abbiamo voluto dimostrare che dove ci sono lodevoli aspettative
corroborate dal coraggio dell'umiltà e della
preghiera, lì siamo
noi a garantire con la nostra presenza la benevolenza e la protezione
invocate.
Caro scriba, ti raccomando di rincuorare tutti coloro che avrebbero
voluto dare testimonianza del loro affetto e della loro profonda
amicizia, assicurandoli che io sono anche accanto a loro per trasformare
in festa ogni attimo del loro dolore e della loro commozione.
Con risonanza armoniosa e piena di gioia. Ciao. vostro
e di tutti voi. Ciao.
|
30
settembre 2mila |
MESSAGGI INTERCETTATI |
|
| Vuoi vedere che
questo è il vecchio
caro papi nonché il mio personalissimo e fedelissimo scriba?
Ma dove vi eravate cacciati? Volete che mi rivolga a qualcun altro
per fare arrivare in terra i nostri messaggi?
Caro
vecchio papi, tu te ne approfitti perché sai molto bene che
ciò non è possibile,
anche se sono in tanti a farsi avanti vantando comunicazioni
e lettere di mio pugno. Non che la cosa non risponda al vero,
ma poche sono in realtà le confidenze che io faccio ad
altri. Tutto il resto è diretto ed indirizzato a te e a
mamma per posta prioritaria, perché vi arricchiate della
mia esperienza voi per primi, ben sapendo che, godute le prime
emozioni tutte nostre, le condividerete con quanti apriranno il
cuore alla gioiosa parola di Dio di cui mi faccio partecipe portavoce. Buon
per quanti frugano nell'elemento impalpabile sotteso tra cielo e
terra se qualcuno di questi messaggi viene intercettato.
Non è come aprire la posta altrui per rubarne il contenuto,
la
parola di Dio infatti è patrimonio di tutti.
Poco importa come arrivi al cuore dell'uomo, quando lo raggiunge
lo fa in tutta la sua forma universale e al tempo stesso privata,
sì che non viene mai violata la riservatezza se il Signore
ne vuole fare anche messaggio riservato.
Per esempio, cara mamma, quando mi rivolgo
a te, chiamandoti teneramente mamma banana, se il messaggio cade
nelle mani di qualche involontario ficcanaso, allora il contenuto
si adatta a chi lo riceve per rispondere alle sue aspettative ed
alle sue speranze, purché queste siano riposte nella Misericordia
di Dio. Però mamma banana sei solo tu, lo sei per me e anche
per il Signore Dio nostro, per la santa Mamma di Gesù, per
il Figlio Suo e per tutta la comunità celeste, e nessun
altro si può fregiare di cotanto titolo.
Questo per dirti che i nostri spiriti
sono sempre ridondanti di tenero amore nei confronti dei fratelli in
terra. L'amore universale che noi emaniamo
per volere di Dio si fa amore privato ogni qualvolta raggiunge
chi ha fede nell'amore, come elemento impalpabile sotteso tra cielo
e terra e capace di perdonare, redimere, elevare oltre la morte,
vivificare aldilà e aldiqua, resuscitare.
Questa fede è paragonabile
all'attenzione vigile del radioamatore, che fruga l'etere in
tutte le lunghezze d'onda in cerca di messaggi. E' simile anche
alle aspettative, alla fantasia, ed alla sete di conoscenza
di cose note ed ignote. Il cercatore più accorto, il più costante,
il più fiducioso, il più instancabile, il più
pervicace e, perché no, anche il più sensibile e
dotato, ha maggiore opportunità di ricevere segnali
vicini o lontani o messaggi più o meno chiari, più
o meno forti, sino a ritrovare la fonte con gran facilità
ad instaurare con essa un piacevole dialogo. Sicché, se
l'amore, ormai universale e pur sempre personale che io vi indirizzo,
si imbatte in sintonici bisogni d'amore, allora non può
fare a meno di adeguarsi ad essi generando vibrazioni
armoniose, linguaggi, consuetudini, modi d'intesa e lessici
familiari del tutto personali e privati.
Ovviamente nulla viene sottratto allo spirito
dell'amore personale che io provo per voi, e con il quale cimento e
sollecito l'amore che voi provate per me, per condividerlo
e goderne in ogni più delicata e sublime sfumatura. Ma,
poiché l'Amore sconfinato
di Dio ha potere e volontà di dividersi in mille
e mille e mille e mille milioni di rivoli, è giusto
che arrivi dove deve arrivare, non importa come, nelle forme più
adatte ad essere goduto.
In questo non c'è nulla di nuovo
sotto la Luce di Dio.
Da che la morte terrena ci ha riconsegnato a Lui, perché avevamo
gelosamente custodito l'essenza del Suo spirito -alitato
sui nostri corpi affinché
vi si forgiasse l'individualità- noi siamo dispensatori
della Sua ricchezza, della Grazia del perdono, della misericordia,
della speranza e della fede. Come spiriti individuo
ci siamo presentati al Suo cospetto e come tali manteniamo le
nostre vocazioni amorose, ma come Spirito universale noi operiamo
per il bene individuale e collettivo dell'umanità, che
è unicamente quello di assicurare a tutti il bene della vita eterna.
Come potremmo operare questo miracolo
se non fossimo in grado di dare segnali forti e costanti della
nostra presenza?
Ben vengano dunque le intercettazioni.
L'Amore di Dio va infatti sempre condiviso ed io ne sono il vostro
testimone particolare.
Ciao. Dio
vi benedice.
|
 OTTOBRE
2mila |
5
ottobre 2mila |
IL MASSIMO DELLA FELICITA' |
|
|
Ci si risente, caro papi,
ne sono tanto felice. Siamo tutti più felici quando possiamo
confidare a qualcuno la felicità. E, che cos'è la
felicità
se non quello stato di grazia in cui si sente palpitare armoniosamente,
in anestesia totale dei sensi, l'energia dello spirito
che ha l'urgenza di irradiarsi in tutte le direzioni e di darsi senza
pudori?
E' evidente che, in questa
mia nuova vita puramente spirituale, l'energia non è condizionata
dalla contaminazione sensoriale e quindi alimenta il
massimo della felicità, di una felicità inimmaginabile
per i mortali,
perché unisce alla gioia di donarsi la consapevolezza di
riflettere e di testimoniare la potenza dell'energia divina,
che irradia l'universo della felicità prorompente del
Suo Amore.
Ma, la mia felicità di vedervi e sentirvi,
di sapervi sereni e consapevoli del vostro destino, miei cari, è
anche la felicità tutta privata dell'amore filiale,
che viene corrisposto e costantemente sollecitato dalla tenerezza
dell'amore che lo ha generato. E lo rigenera senza un attimo
di sosta. Ci tiene uniti fortemente ed indissolubilmente
anche grazie a queste letterine, oggi sopra ogni cosa per merito
della fede, domani nello splendore cementante della Luce del Padre
onnipotente.
Nella felicità di volervi bene, vi stringo
al mio cuore. Bacioni.
vostro.
|
17
ottobre 2mila |
INCONTRI nel mondo sconfinato
di noi spiriti |
|
|
Evviva, evviva papi mio scriba a mia completa
disposizione, evviva perché ho da confidarvi tante cose.
Per esempio, tu e mamma banana vi siete chiesti
tante volte, senza peraltro mai farmene esplicita domanda, se incontro
gli spiriti di Felicetta, dei nonni, degli zii ecc. ecc. ecc.
Certo che li incontro, ma gli incontri tra noi non sono come
quelli tra persone in carne ed ossa, che si abbracciano, si
sbaciucchiano e si stringono la mano e poi blablablablabla.
In cielo, cioè nel mondo sconfinato
di noi spiriti, lo spirito è Uno e infinito il numero di spiriti,
che si compenetrano, si amalgamano, si dilatano, si concentrano, si permeano,
si mescolano a tal punto che, pur gravitando ognuno di noi a livelli
diversi intorno allo Spirito Supremo,
siamo in ogni istante in contatto, in sintonia amorosa l'uno
con l'altro.
E se, per esempio, Biki e Gretafioreoro si
trovano in un cerchio gravitazionale diverso dal mio, perché
hanno compiti diversi da quelli a me assegnati, purtuttavia sono
sempre con me nelle nostre scorribande, anche se non hanno più
bisogno di me per andare a fare i bisognini.
Perché l'Amore che
ci illumina, ci guida, ci vivifica, ci fa felici per l'eternità, è
uno solo, solo Lui, sempre Lui, e ci unisce in un solo, eterno,
inesauribile Amore.
E' evidente che ognuno di noi è
ispirato da Dio a svolgere un compito preciso, preordinato,
imperscrutabile, ma comunque sempre esaltante, perché non
riguarda la vita ed i rapporti tra noi spiriti in cielo, ma è
finalizzato a mantenere sempre vivi i rapporti tra cielo e terra,
testimoniando senza tregua l'Amore di Dio Padre per i suoi figli
terreni, alimentando con tutte le nostre forze l'energia necessaria
alle anime per non affievolirsi o spegnersi nel peccato, e partecipando
attivamente nel sospingere verso il cielo le preghiere, le
suppliche, le invocazioni e le lodi che gli uomini indirizzano
al Signore, e, infine portando il nostro partecipe e commosso
conforto
a quanti si apprestano a diventare cittadini del cielo.
Per noi è sempre una gran festa fare
da guida o da scorta o da ali di folla gioiosa, acclamante a
quanti stanno riguadagnando la via della salvezza. Forza, non
mollare.
Metticela tutta. Ci sei quasi. Evviva. Sei arrivato.
Finalmente sei dei nostri. Benvenuto. Dio ti benedica!
E
poi, di corsa, giù subito, a cercare
di confortare chi è rimasto a piangere e a domandarsi
perché la vita terrena, se non addirittura Dio in persona,
è così crudele.
In realtà, miei cari, non è
crudele Dio, che è bontà d'Amore assoluto e quindi
non conosce crudeltà se non quella degli uomini posseduti
dal male, bensì è crudele l'aspettativa, o meglio
la categoria mentale che l'uomo si è fatto della bontà
divina, come tolleranza per le umane nefandezze in cambio di una
vita di sofferenze e di tribolazioni.
Questa, dunque, dovrebbe essere per l'uomo
la giustizia di Dio. Ma Dio è Eglistesso Giustizia,
e si esprime riconoscendo e ricompensando come giusto chi si pente
all'ultimo tempuscolo di una vita condotta senza di Lui, o contro
di Lui.
E Dio Giustizia conosce solo il premio da comminare a
chi compie questo grande atto di fede e piccolissimo atto di umiltà. Il
premio che Dio promette è la liberazione
eterna dal male. Non già Iddio, ma è satana
il dispensatore della pena per chi trasgredisce il patto d'amore.
Se il Signore qualche volta prende a sculaccioni i Suoi
figli ribelli e irrequieti, lo fa perché riscoprano la luce
della Grazia e distinguano il bene dal male, l'amore dall'odio,
il premio celeste dal castigo satanico, la felicità dal tormento
senza fine. Che gusto c'è a vivere per l'eternità
al buio e al gelo dell'odio, del rancore, del cinismo e della crudeltà? Boh.
Ammesso che dopo la vita non ci fosse più nulla, forse verrebbe
ad esaurirsi l'odio, il rancore, il cinismo e la crudeltà ?
Non credo proprio. Così dopo la morte non si dissolverebbe l'Amore,
se ad esso e solo ad esso fosse improntata la vita terrena. Ma poiché non è così, solo
l'immortalità dello
spirito garantisce, a dispetto del peccato e della morte del corpo,
l'eternità dell'Amore.
Perché dunque l'uomo dovrebbe rinunciare
a questo opportunità? Boh. Sono sicuro che anche voi
esclamerete "Boh" ed aiuterete tanta gente ad esclamare "Boh". Non ho
dubbi sulla dolcezza, sull'intensità
amorosa del bacione che vi dedico, e della gioia e della tenerezza
con le quali vi apprestate a riceverlo. Chissà perché?
Boh
vostro
e di tutti coloro che credono nell'amore. Ciao ciao.
|
31
ottobre 2mila |
IL PADRE BUONO, LA BUONA MORTE |
|
|
Mio caro papi, cara banamma, noi siamo stati
predestinati ad interpretare e rappresentare l'amore nella sua
accezione di forte ed indissolubile legame familiare, senza
il quale la famiglia, nucleo fondamentale e primordiale del vivere
in contatto ed in rapporto amorevole e solidale, non sarà mai
in grado di dare origine ad aggregazioni di individui in strutture
sociali libere ed operanti, ad immagine e somiglianza della grande
famiglia di Dio in cielo.
Poiché l'amore tra di noi è
stato sempre schietto, tollerante, complice, disinteressato, ma
sopra ogni cosa comprensivo ed aperto per vocazione al perdono,
non facciamo alcuna fatica a ritrovarci in terra e non faremo
alcuno sforzo per riabbracciarci in cielo, una volta
che si sarà
compiuto il vostro viaggio terreno e sarete introdotti nel
regno del Signore. E io verrò a prendervi per mano e vi
condurrò da Lui, perché vi ricolmi i cuori del Suo
Amore Paterno e vi faccia partecipi della vita eterna.
Prima di allora vi resterò vicino
con molta discrezione, ma sempre con tanta, tantissima tenerezza,
ve lo prometto, e vi proteggerò dalle insidie del male, che
sempre si annida nella mente dell'uomo, anche il più timorato
di Dio, cioè il più convinto della Sua bontà
ed il più riconoscente per i premi che gliene derivano.
Non abbiate timore del Padre buono. Non
abbiate paura della buona morte, passaggio ineludibile dal
finito all'infinito, dal temporaneo all'eterno. Non abbiate timore
di trovarvi spaesati e soli con voi stessi. Non lo siete ora,
figuriamoci quando vi ritroverete immersi nella folla di amici
che vi faranno da ala festosa nel cammino di avvicinamento a Dio. Il
Suo sorriso bonario ed invitante, il Suo gesto di benvenuto, il Suo
abbraccio di amore incondizionato, cancelleranno in un attimo i brividi
della morte e l'inevitabile dolore di abbandonare persempre le vostre
spoglie, alle quali un po' ci si affeziona.
Nell'attesa che ciò si compia per
volere di Dio, manteniamoci uniti e preghiamo il Signore che ci
ricolmi della gioia di essere consapevoli del nostro destino.
Ciao, bacioni. vostro
figlio amoroso
|
 NOVEMBRE
2000 |
4
novembre 2mila |
UN TOCCO PERSONALE
|
|
|
Mi meraviglia, caro papi, tutto questo darsi
da fare, tutta questa smania di ricevere miei messaggi da
parte di alcuni ai quali abbiamo aperto i nostri cuori.
Questo volere essere protagonisti a tutti i costi. Forse non
sono anche loro destinatari del mio diario, delle mie corrispondenze,
del mio epistolario?
Io sono messaggero di un sentimento universale
e di una meravigliosa realtà che si chiama amore. Noi siamo
la prova vivente che non c'è soluzione di continuo tra l'amore
soprannaturale e quello naturale, quando ci si lascia pervadere
da esso dovunque si viva, nella realtà dell'eternità
o in quella del finito. Tutto ciò non può essere che patrimonio
di tutti e dunque la nostra storia va condivisa con tutti.
Ma essa contiene anche un'altra verità,
questa volta tutt'affatto privata, e cioè che l'Amore
di Dio si gode solo se Gli si spalancano le porte del cuore
e che certe volte è il dolore a dovere aprire una breccia nel
cuore, affinché l'amore vi si faccia strada. In questo, nessuno
può condividere con noi la nostra esperienza, perché,
per quante vicende possano essere simili alla nostra, la nostra
è nostra e solo nostra, per quanto l'abbiamo vissuta e sofferta
e per come continuiamo a viverla. Senza dimenticare che l'unico vero
protagonista
di questa rappresentazione è Dio, e che noi
siamo i fortunati esecutori della Sua volontà e i fruitori della
Sua recita sublime.
Ma quali cerchi, quali gironi, quali selezioni.
Nel grande teatro dove lo spirito interpreta il meglio di sé,
in uno spettacolo in cartellone da e per secula seculorum, non
vi sono posti di prima fila, di platea, di proscenio o di loggione.
Tutti gli invitati vi assistono e partecipano con la stessa gioia
e ne godono con la stessa intensità.
Nella città celeste, allo stesso modo
Dio è in ogni cosa, ed ogni suo abitante è ospite
del Signore al tempo stesso nella sua casa accogliente e luminosa.
La riconoscenza e l'amore che Dio dedica agli spiriti che gli hanno
dato tutto se stesso nella vita terrena, dedicandogli il meglio di sé,
sono identici a quelli che Egli dichiara a agli spiriti che si sono
aperti a Lui un solo attimo prima del trapasso, perché l'Amore
di Dio riconosce il solo merito di essere Suoi figli, sempre
e dovunque.
Certo, poiché lo spirito di ognuno
di noi si porta appresso la propria individualità, i
rapporti che si instaurano ed intercorrono, tra noi e Lui, non sono
omogenei, ripetitivi, monotoni e standardizzati, ed è per
questo che Dio ci affida compiti differenti, conformemente alle
propensioni di ciascuno di noi. Sicché, se è vero che ognuno
di noi risplende della Sua Luce e riflette la Sua Luce, è pur
vero che lo fa conferendoLe uno stile, un tocco personale che
non guasta. Ecco perché brilliamo differentemente l'uno
dall'altro nello sterminato firmamento del cielo.
Per questo
siamo facilmente riconoscibili. Non farete dunque alcuna fatica a ritrovarmi,
miei dolcissimi, quando il Signore vi chiamerà a sé.
E quello sarà il secondo più bel giorno della nostra
eternità.
Vi aspetto con tanta allegria.
|
11
novembre 2mila |
CHE MUSICA RAGAZZI! |
|
|
Noi siamo veramente forti, cari i miei papi
scriba e mamma banana. Formiamo proprio un bel terzetto, tutti
per uno e Uno per tutti. Solo che l'Uno al quale ci rivolgiamo,
e dal quale siamo stati riuniti, è Dio. Grazie a Lui
abbiamo ricevuto l'ispirazione e la forza di consolidare il
nostro legame oltre la morte, perché in Dio si concretizza
tutto quell'amore che tracima i vecchi confini del nostro legame, eretti
prima che io fossi iniziato alle meraviglie dell'Amore che alberga
nel cuore del nostro Padre celeste, per gioirne in primo spirito e per
farvelo godere condividendolo come figlio vostro e Suo.
Oggi siamo il trio che si cimenta
ad interpretare la sublime Musica, che sgorga dall'Amore di Dio
perché giunga all'orecchio e al cuore di chi ascolta la
parola sapiente del Verbo, pronunciata prima di tutti i secoli
e impressa nella scrittura come viatico del regno dei Cieli. Domani saremo
l'orchestra e il coro che canteranno la gloria del Signore, inebriandosi
dell'Armonia che regola e governa la vita eterna dello spirito.
Ma già l'oggi è domani,
e il domani è il sempre di un inarrestabile crescendo,
in un vortice sublime di note che mai mente e orecchio umano hanno avuto
la gioia di ascoltare, non perché è spenta
la fonte, ma perché ne è annichilita la
ricezione per la contaminazione dei rumori volgari e delle dissonanze
cacofoniche, che abitualmente pervadono assordanti l'etere in cui
si immerge il genere umano. Stridore di rabbia, sghignazzi di perversione,
mugugni di frustrazione, ululati di odio, stropiccii di cinismo,
singulti di disperazione, latrati di protervia. Che bella musica
ragazzi! Roba da far venire la pelle d'oca e i sudori freddi, musica
senza gioia, senza emozione, senza speranza, in parole povere diabolica.
Noi invece, nel piccolo del nostro terzetto
d'archi, scocchiamo frecce d'amore all'indirizzo dei cuori da
riconquistare alla gioia dell'Amore di Dio. Questo è
il nostro compito e per questo mi siete stati affidati e raccomandati.
Vedo che ve la cavate non c'è male. D'altronde i bersagli
da raggiungere non vedono l'ora che la cosa succeda, anche a loro
insaputa, anche se atei convinti o agnostici dichiarati. E' impossibile
che una bella armonia, una musica sublime, un canto melodioso, possano
ferire l'orecchio anche
il più sofisticato ed esigente. Dio lo sa e non
si lascia sfuggire l'occasione, usando tutti i modi e i mezzi. E
voi siete tra questi, strumento di verità e di amore.
A proposito, dubito che
voi siate solo strumento.
Allora, miei cari, al lavoro:
. . . . cinque,
sei, sette, otto.
Che musica ragazzi! Ciao, il vostro 
|
12
novembre 2mila |
MADRE
NOSTRA DOLCISSIMA
|
|
|
Caro papi mio, vorrei pregare con te e con
la mia adorata mamma la nostra Madre Misericordiosa, perché
apra i cuori di tutti i figli Suoi al messaggio d'amore che Suo
Figlio Gesù ha impresso per sempre nella storia dell'umanità.
- Madre
Nostra dolcissima,
- o nostra speranza di Amore
purissimo, o nostra certezza di perdono totale,
- custodisci nel Tuo Cuore Immacolato
tutte le tenerezze, i palpiti, gli aneliti,
- che noi Tuoi figli rivolgiamo
a Te,
- quando il Tuo conforto rimane
il solo sostegno della fatica di essere umani,
- perché al calore del
Tuo Amore producano frutti di amore salvifico.
- Fa che le nostre buone azioni,
le nostre promesse di ben operare,
- i nostri ravvedimenti, i nostri
pentimenti, il nostro impegno di figli responsabili,
- rallegrino con il Tuo il Cuore
di Dio Padre, e ci riconcilino con Lui nel Suo
Perdono.
- Aiutaci ad amare i nostri fratelli,
in ognuno dei quali Tu ami Tuo Figlio.
- Guidaci e sostienici nel concedere
perdono in cambio di torti, ingiustizie, prepotenze.
- Aiutaci a confidare nella giustizia
di Dio e nella sua indifferibile puntualità.
- Concedici di leggere nella
Tua umiltà il segno della Tua consacrazione
divina
- e condividine con noi la forza
interiore.
- Illumina cuori e menti con
l'umana storia di Tuo Figlio Gesù,
- e svelaci la fortezza del Vostro
Amore, del Vostro esempio, del Vostro Sacrificio.
- Ma soprattutto promettici di
non negarci mai le Tue carezze, la Tua consolazione,
- la Tua protezione, la Tua comprensione,
il Tuo perdono,
- con tutta l'allegra e materna
complicità che Tu conosci meglio di tutte
le mamme.
- E tienici compagnia nelle nostre
preghiere, prima di darci il bacio della buona
notte.
- E così sia.
|
Riuniamoci
ogni sera, alla fine della vostra giornata e nel bel mezzo
della mia eternità insieme a voi,
per rivolgere alla Nostra Madre Dolcissima questo pensiero d'amore,
di fede e di speranza. Maria Misericordiosa custodirà nel
suo gioiosissimo Cuore questo tesoro, che andrà ad
arricchire i forzieri immensi dell'Amore Universale per
esservi restituito con gli interessi nella vita corrente ed in
quella futura.
Ciao vecchi paperoni.
Ma, vi raccomando non siate solo accaparratori. Sappiate pure
essere prodighi e generosi.
Un bacione con
interessi composti dal vostro

|
17
novembre 2mila |
MENTE E RAGIONE
|
|
|
Ti do il benvenuto tra noi, vecchio
papi. Non pensare che ti stessimo aspettando, giacché da
noi non esistono tempi d'attesa e l'eternità è l'attimo
del sempre. Si attende uno che è lontano per consistenza
materiale, ma quando lo spirito è in sintonia con il
mondo dello spirito, allora le distanze si annullano, il tempo
cronometrico si arresta e prevale la dimensione senza misure
dell'Amore di Dio, che si manifesta attraverso la comunità di
tutte le Sue creature celesti, all'unisono e in tutta la loro
gioia e generosità.
Ecco perché, pur standovi noi sempre
intorno, voi non riuscite a vederci se non con gli occhi del cuore.
Noi sappiamo molto bene come la mente non sia in grado di affrancarsi
dalla schiavitù terrena delle unità di misura, e di
penetrare l'adiacentissima realtà dell'infinito dove noi
siamo di casa.
La mente è capace di vedere
con il criterio dell'esperienza anche la trasparenza dei
gas, che alimentano l'atmosfera nella quale si trova immersa. E'
probabile che, se soggiornasse più a lungo in atmosfere spirituali,
alla fine vi potrebbe scorgere anche l'impalpabile immagine di
Dio. Ma la ragione, quell'immenso serbatoio nel quale il
Signore ha riposto il corredo spirituale di cui ha dotato l'uomo, conosce
la via e possiede l'energia per animare l'invisibile
di concreta e divina vitalità, per riconoscerne le
radici e per desiderarne la cittadinanza eterna.
Solo che la ragione
viene spesso accantonata in un ripostiglio o in soffitta, come
un vecchio baule pieno di tante cose inutili, inutilizzabili e ingombranti
come le idee. E quella più ingombrante sembra essere l'idea
di Dio, sicché
diviene polverosa e sbiadita, e resterebbe lì al buio se
la fede non si affacciasse ogni tanto a sollevare il coperchio
per frugare dentro e, tra
uno sternuto e l'altro, rispolverare l'idea di Dio fattasi Verbo.
Ecco, dunque, la ragione per la
quale ti diamo il benvenuto tra noi, caro papi. Spinto da un
desiderio insopprimibile, da un ricordo lontano ma non del tutto
cancellato, hai frugato nella soffitta
che custodiva le vestigia delle tue origini di figlio di Dio,
accantonatevi dalla mente che non le accettava o ne dubitava,
ed hai chiesto alla ragione di aiutarti nella ricerca della verità,
non soltanto confidando nel sostegno dell'umana conoscenza, ma
pure affidandoti alla sapienza del Signore e della Sua
parola. E ti sei elevato di quel tanto che ti permette di sentirti
tra noi.
Il connubio fede e ragione dà
origine al propellente, che spinge verso Dio e il nostro
vivere il pesante vettore della vita terrena, a
bordo della quale è stata sistemata l'anima dell'umanità,
che anela di ritornare alle sue origini in Dio, piuttosto che orbitare
intorno a Lui per il resto dell'eternità.
Tu scrivi, vecchio caro papi, perché
hai riconosciuto ad entrambi questi doni preziosi, che il
Signore ha consegnato all'umanità, il merito di averti fortificato,
sostenuto e risollevato nel tempo della disperazione e della ribellione.
Tu scrivi, scriba silenzioso e fedele, per indicare che quanto Dio
ha donato all'uomo per Amore diventa esso stesso fonte d'amore, e
amore è energia, e l'energia
ha mosso e muoverà altre penne che sono destinate a scrivere
lodi al Signore.
Tu scrivi perché il Signore vuole
che tutte le mamme, nessuna esclusa, abbiano la forza
di rivolgersi a Lui senza risentimento, ma con il cuore
pieno di gratitudine o di speranza.
Tu scrivi, caro papi, perché l'amore lo esige e lo rende
attuabile. Non ti chiedere perché né fino a quando,
chiediti piuttosto perché tutto questo non dovrebbe accadere.
Un bacione a mammabanana, e uno a te, e a
Gingere e Fred. Ciao.
|
25
novembre 2mila |
6 RAGIONI D'AMORE |
|
| Caro papone, vorrei tutti qui con me per
godere all'unisono della gioia e della consapevolezza di essere
nelle grazie di Dio. Come sarebbe bello che i figli terreni
di Dio potessero vedere e toccare con mano tutta la Grazia che
il Padre celeste ha ad essi consegnato in dote, per farli molto,
ma molto più ricchi di quanto si possa diventare
di beni materiali nell'arco breve di una vita. Sarebbe
giusto che questo generoso patrimonio non fosse sperperato e fosse
addirittura fatto fruttare, investendolo in prove
d'amore verso il Signore o verso i propri simili.
Cos'è infatti la Grazia di Dio,
se non Amore e vocazione ad aprire a Dio il proprio
cuore e la propria mente, accogliendoLo con l'orgoglio e l'umiltà
chiudere la porta e buttarne via la chiave? Quando tutto
ciò
avviene, non è come trovarsi già in paradiso
con tutte le sue creature?
Il solito qualcuno potrebbe obiettare che
questo modo di pensare ed agire risponde ad una malcelata
forma di egoismo. Infatti, uno apre il proprio cuore a Dio, ce Lo chiude
dentro e chi s'è visto s'è visto. Tutto
ciò
non basta.
Primo: l'Amore di Dio va condiviso.
Secondo: l'Amore di Dio va alimentato
con Amore.
Terzo: l'Amore di Dio non è
un lasciapassare per il Suo Regno, ma è Luce per
rischiarare la buia e tormentata via
che riconduce a Lui, dal momento che la Grazia,
che il Signore elargisce nell'atto della purificazione,
garantisce già a tutti il diritto alla
gioia eterna.
Quarto: l'Amore di Dio è
l'energia vitale, che muove l'armonia di tutto l'universo,
visibile ed invisibile. Non deve esserne sprecato nemmeno un palpito,
anche se si rigenera senza posa.
Quinto: l'Amore di Dio è
inesauribile, ma non per
questo è gratuito, nel senso
che è sufficiente anche
il pegno di un pentimento sincero,
se pur tardivo, per esserne
ricolmati senza limiti.
Sesto, buon ultimo: l'Amore di
Dio è vita in
ogni sua dimensione terrena
ed eterna.
L'Amore di
Dio è dunque l'unisono
di cui abbiamo
bisogno per essere tutti
figli Suoi, in armonia
con Lui, tra noi e nelle
realtà in
cui siamo immersi.
Ma è anche l'amore che ci lega,
caro papi,
e che ci permette già di assaporare insieme
il nostro
futuro insieme. Rassicura mammabanana che questo vale anche per
lei, sennò chi la sente quella lì!
Un bacione all'unisono dal vostro .
Ciao a tutti,
l'Amore di Dio vi fortifichi e
vi illumini sempre. |

Dicembre 2000 |
2
dicembre 2mila |
PROVE D'AMORE
|
|
| Caro papi, io sono vivo e vorrei
che ti facessi vivo anche tu. Che aspetti? Ti aspetto
Soltanto
nel tardo pomeriggio papà può dedicarsi ad Emilio.
Finalmente caro papi, era ora, insomma,
certe volte il tuo silenzio imbarazzante mi costringe a ricorrere
a concetti temporali, che ormai mi sono necessari solo per entrare nel
vostro tempo. Cosicché io, che a rigor di logica potrei starmene
zitto zitto nella mia armoniosa ed appagante realtà spirituale,
mi devo dolere del fatto che sei tu a non
trovar tempo per il dialogo, proprio tu che vivi su una
terra caotica e rumorosa.
Veramente conosco
bene i motivi che giustificano questa difficoltà di dialogo,
peraltro solo formale, giacché, nella sostanza, il tuo
amore e l'amore della mia mamma per me e il mio amore per voi si parlano
fitto fitto incessantemente, rendendo immortale
la nostra unione fuori delle angustie del tempo terreno e delle gramaglie
del dolore.
L'uomo della verifica si sente tuttavia più gratificato
se l'amore
si lascia dietro prove concrete. Ma è proprio vero?
L'esperienza
e le prove scritte di due
millenni di cristianesimo sembrerebbero indicare proprio
il contrario, nonostante il fatto che tutta la sua storia basi
profonde e poderose fondamenta sull'esile vicenda di un
giovane trentenne, dichiaratosi nientedimeno che figlio di
Dio e, praticamente
per questo motivo, mandato al patibolo e giustiziato come malfattore.
Solo un padreterno poteva essere capace
di architettare un'invenzione di questo genere.
Un giovanotto di belle speranze, formatosi
non si sa quando e a quale Scuola di pensiero, mette a soqquadro
la coscienza di un piccolo popolo di pastori che si definisce
popolo di Dio. Millantando cromosomi divini, mette insieme un gruppo
di pescatori ignoranti e morti di fame, trasformandoli filosofi,
poeti e martiri, in imprenditori, industriali, costruttori di una
struttura portentosa, che da 2000
anni racconta in maniera ossessiva e monotona di un regno
eterno,
illuminato e vivificato dall'energia dell'Amore Assoluto, a
cui si accede dopo la morte. Roba da non credere.
Ma è possibile che in tutti questi
secoli nessuno sia riuscito a smascherare l'impostore e la sua
banda di seguaci, che nel frattempo sono cresciuti
a dismisura diffondendosi in tutto il mondo? Che nessuno,
neppure il diavolo, riesca a buttar giù questo fragile
e sgangherato castello di carte, che si fa forte delle debolezze
altrui?
Se è così, temo proprio che satanasso si sia invecchiato
e rimbecillito. Oppure che tutta questa
messinscena
sia veramente il frutto di una mente raffinata, persuasiva,
lungimirante, onnisciente ed onnipotente. Che sia il
Padreterno in persona? Mi sa proprio di si.
Con questo convincimento, miei cari, vi lascio
a meditare un po' su questa storia, insieme a
tutti coloro che, bisognosi di un segno concreto
dell'amore di Dio, riusciranno a trovare in queste nostre
righe motivo di suggerimento e riflessione. Nel
frattempo i nostri amori continueranno a parlarsi in maniera
più intima.
E non è necessario
che lascino altre tracce, tanto per dimostrare che sono cose di
questo e di un altro mondo.
Il mio amore universale e personale è
con voi, il vostro è con me e i nostri spiriti palpitano
all'unisono nella Luce del Signore.
Così Lui vuole
che sia.
traccia. Ciao
|
9
dicembre 2mila |
NEL DONO DELLA MEMORIA IL SENSO
DELLA VITA
|
|
Mio caro papi, mi prude il naso, sono
bacini? Io vorrei tanto strofinare il mio naso contro il nasone di
Fred e il nasino di Ginger. Ma il mio naso è rimasto ad odorare i profumi deliziosi
dei fiori della terra, e mi devo accontentare del ricordo di averlo
già fatto quando erano appena cuccioli.
La memoria
sensoriale non si cancella, giacché la vita terrena
rimane comunque un'esperienza positiva, e certe sensazioni
che procurarono gioia rimangono dentro di noi per sempre. Perché
mai la vita spirituale dovrebbe annichilirle? La vita lascia
invece una traccia indelebile che arricchisce lo spirito, e lo spirito
non può fare a meno. Anche il dolore, le sofferenze,
le malattie, le tentazioni, contribuiscono positivamente ad arricchire
il corredo d'esperienza che ogni anima meritevole si porta in
cielo, nella stessa maniera in cui Gesù, venuto in terra
per portarvi la lieta novella dell'amore divino per le Sue creature,
se ne tornò in cielo carico dei deliziosi dolori dell'umanità.
E da quel giorno ripete la straordinaria esperienza umana e divina
nel Sacramento dell'Eucaristia.
Lo stesso discorso si
addice allo spirito, quella fiammella
originata dalla Grazia di Dio e per Grazia di Dio affidata
alla materialità di ogni Sua creatura, per permearla di
santità. Anche il corpo si porta appresso questo corredo
d'esperienza divina, e in cuor suo lo sa e lo considera come indispensabile
alla sua formazione umana.
Non è dunque un dono meraviglioso e superbo, questo
della memoria?
Eppure l'uomo è incline, per
sua natura, a dimenticare la sua natura divina, e a lasciarsi
suggestionare dalla propensione della propria mente a sostituirsi
a Dio. Se ciò non accadesse,
la sua vita avrebbe senso? Certamente no. La vita dell'uomo
ha senso proprio perché
programmata da Dio, per cercarvi le tracce della propria identità spirituale e
trovare il percorso che riconduce a Lui.
Avrebbe senso il mondo dell'aldiqua
senza il mondo dell'aldilà? Che senso ha negare il mondo dell'aldilà in
presenza del mondo dell'aldiqua? Ecco due argomenti su cui riflettere
un po' prima di addormentarvi.
Buona notte con una stropicciatina di
nasi. Ciao 
|