2001
3
AGOSTO
FISICITA' DELL'AMORE
L'amore
non cancella mai la consistenza fisica dell'amatoMio caro papi,
vorrei tanto che tu riuscissi a vedere quale bagliore si
nasconde dietro il bagliore della luce che in questo attimo
illumina il cielo. E' il bagliore
del mondo dello spirito che brilla di luce propria ed è pervaso
dalla Luce di Dio.
Cara mamma, vorrei tanto che tu riuscissi a sentire, dietro
l'afa insopportabile del giorno, il calore gentile ad affettuoso
delle anime che anelano di renderti partecipe del loro amore
e dell'Amore di Dio. Questo per significarvi che, nella luce
fredda della luna, così come nel bollore asfissiante
di un giorno d'estate, si cela comunque la presenza di Dio, che fa di tutto per scaldare
quella luce fredda e mitigare quell'aria arroventata.
Solo che l'uomo apprezza soltanto ciò che vede e ciò
che sente, e se ne lascia talmente condizionare da non accorgersi
che dietro a quegli eventi naturali, siano essi emozionanti o
fastidiosi, c'è sempre e solo la mano di Dio che è l'artefice
unico di quella natura incantevole ed ostile al tempo stesso.
Caro vecchio scriba, allo stesso modo alcuni hanno la necessità di
avere costantemente un contatto fisico per sincerarsi dell'esistenza di qualcuno
da amare o da odiare.
La fisicità è condizione essenziale
per provare un sentimento? O è sufficiente solo il
ricordo? E, per raccontare il proprio amore, è obbligatorio
avere accanto la persona amata, o basta parlarne o scriverne?
O meglio, parlarne per iscritto a chi si ama?
Sai già le
risposte da dare a queste domande, caro papi, che non sono rivolte
per caso, ma per ricordare che l'amore
non cancella mai né distrugge mai la consistenza fisica
dell'amato, anche se è lontano mille miglia, magari
ne esalta la bellezza e ne apprezza le doti migliori. Lo scritto,
le lettere ne testimoniano la volontà di manifestarsi fisicamente
a distanza. Quando io vi scrivo, vi dico che l'amore che nutro
per voi nello spirito si porta appresso quell'Emilio in carne ed
ossa nel quale cominciò
a vibrare e ad esprimersi nel vostro indirizzo. Cosicché
voi, quando mi ricevete, mi vedete fisicamente impegnato a scrivervi
per darvi mie notizie, da un posto lontano ma non più di
tanto. Un posto che esiste e nel quale io stesso esisto perché
è sovrassaturo di Amore, quell'amore che mantiene in
vita oltre la vita. Me lo saprete ridire quando verrete a trovarmi.
Nell'attesa che ciò si avveri, bacioni. Ciao
2001
6
AGOSTO
DISCESA IN TERRA DI MARIA MISERICORDIOSA
Non
spaventatevi quando si darà
inizio alle operazioni
Caro papi, conosco la tua ritrosia di mostrarti
agli altri nelle tue funzioni di vecchio scriba ma, se
permetti, non la condivido. Per la semplice ragione
che, per quanto possa essere scettico l'osservatore, per quanto
qualcuno ti possa considerare un impostore, è pur vero
che la réclame
è l'anima del commercio e, se la materia che viene
reclamizzata
è quella della fede in Dio, ben vengano certe imposture,
alla faccia di certi scettici.
In questa tua ormai lunga militanza tra l'esercito
di scribi che più o
meno segretamente sono in piena attività
sulla terra, perché noi non vi abbiamo abbandonato né
abbiamo intenzione di abbandonarvi, avrai notato come io
ti sproni a farti conoscere nella tua vera identità in
particolari occasioni, e quasi sempre con genitori che hanno
i propri figli in Cielo insieme a me. Tutto questo, sappi
caro papi, sappiate cari genitori, non è occasionale
né in Cielo né in terra.
Voi siete infatti l'esercito
di genitori destinato ad aprire la strada, o meglio gli animi, all'esercito
degli Angeli che precederanno ed accompagneranno la discesa in terra
della Liberatrice Misericordiosa dal peccato dell'uomo, Maria
Madre di Dio e del Suo diletto Figlio, e di tutti i figli Suoi
diletti. Colei che schiaccerà persempre la testa
del serpentedrago, e donerà all'umanità redenta
il diritto eterno a godere dell'Amore di Dio.
Vedrete che fine faranno
gli scettici, e quanti vi considerano esaltati o vaneggianti di disperazione!
O meglio, per tranquillizzarli, vedrete che faccia faranno! Ma possono
mettersi l'anima in pace perché, riacquistando anche quella
pace dell'anima, potranno anch'essi usufruire del perdono e partecipare
alla festa grande dell'uomo di Dio.
Noi siamo qui, non affacciati alla finestra per goderci lo spettacolo
sottostante, ma siamo folla vociante ed elettrizzata insieme a voi, in una
calca impalpabile ma dolcissima. Non spaventatevi quando si darà inizio
alle operazioni. Ognuno saprà esattamente cosa fare, e a nulla varranno
i consigli e le raccomandazioni delle nostre mamme tenere e trepidanti. Noi
ci contiamo, c'eravamo già contati prima, eravamo già stati contati
e scelti. Contatevi
anche voi, scribi, mamme, papà, e scoprirete che dalla gioia di uno
solo di voi potranno godere tanti altri, a condizione che sappiate condividere
con essi il vostro dono che qualcuno considera fortunato.
Di fortunato vi è solo il momento in cui tutti si scopriranno
compatti ed uniti dall'amore dei figli e per i figli, ed insieme muoveranno
alla riconquista della propria identità ed alla riappropriazione della
propria dignità di figli di Dio, che anelano alla salvezza anche
degli scettici, degli increduli, dei prevenuti o indifferenti.
E con questo augurio-certezza noi figli-angeli, un po' angeli ma
tanto, tantissimo figli, vi mandiamo la nostra benedizione e già riceviamo
la vostra.
&C. Ciao
a tutti.
2001
9
AGOSTO
SCUOLA DI GUIDA
Ai piccoli che faticano governare i comandi
Ti ricordi, caro papi, quando da piccolo
mi facevi guidare la cinquecento, ed io ero tanto piccolo che
non arrivavo alla pedaliera e tu mi tenevi sulle ginocchia?
Bell'incosciente! Però mi piaceva tanto sentirmi tutt'uno
con te, partecipe della tua emozione e del tuo orgoglio al
tempo stesso.
Adesso i ruoli si sono invertiti. Sono
io che ti guido e ti insegno a muoverti in maniera inusitata,
anticipando, questa volta sono io il bell'incosciente, i tempi
della tua abilitazione a condurti in un mondo a te consueto
ma ancora del tutto inesplorato, e completamente esplorabile
soltanto a tempo debito. Il mezzo di trasporto è sicuramente
meno pretenzioso ed impegnativo di un cinquecentino, ed
è la fede, capace anch'essa di provocare e trasmettere
emozioni, e farti riempire d'orgoglio al tempo stesso. Allora,
orgoglio di padre nel trasmettere al figliolo la propria esperienza.
Oggi, orgoglio di figlio che arricchisce il padre della propria
conoscenza. Ma soprattutto orgoglio compiaciuto del Padre
Celeste che confida ad un figlio accanto a Lui in Cielo, ed all'altro
figlio accanto a Lui in terra, la Gioia del proprio Amore.
Come io allora avevo difficoltà a raggiungere
i comandi a pedale, anche tu fai un po' di fatica a governare
il mezzo. Ma ancora non hai capito che la fede non si
governa con i piedi, e che, al contrario, è un
vero e proprio pilota automatico al quale ti puoi affidare
ciecamente? Scusami per questa metafora automobilistica,
ma se ho la fissa per le automobili tu hai la tua bella dose
di responsabilità, dal momento che me ne hai voluto svelare
i segreti quando ancora avevo qualche dente da latte. E anche tutto
questo non accade per caso, e probabilmente c'era qualche
segreto che non conoscevi neppure tu.
Anch'io, d'altronde, non sono in grado di
svelarti tutti i segreti della vita che mi dà la vita
mentre ti parlo. Un po' perché non è giusto
che tu sappia prima del tempo previsto, un po' perché neppure
io possiedo la completa conoscenza del mio stato di eternità.
Vuol dire che ci daremo una mano a vicenda quando tu passerai
a godere della condizione spirituale, e magari ci metterà bocca anche mamma banana,
anche se c'è poco da fidarsi perché quella fa sempre dei grandi
casini. Comunque, sarà proprio come Dio vorrà. In tutti
i sensi. Ora torniamo con i piedi per terra, o meglio in cielo, ed aspettiamo
che maturino i tempi scanditi dalla Volontà di Dio.
Il Signore vi porta già da tempo sulle Sue ginocchia, e vi insegna
precocemente a guidare la vostra vita per condurvi nella maniera più sicura
alla Città
eterna. Lì è fatto assoluto divieto di circolare
in auto di qualsivoglia cilindrata, perché è isola
felicemente pedonale.
Il paradiso è un po' così. Ma non è nemmeno proprio
così. E io non vi posso dire di più di quanto vi ho detto.
Siate felici lo stesso perché io sono felice e ve ne faccio partecipi.
Un bacione paradisiaco dal vostro
di
sempre.
2001
15
AGOSTO
MARIA ASSUNTA IN CIELO
Maria Misericordiosa Assunta in cielo è il coraggio!
Miei dolcissimi mamma e papà, adesso vi spiego
io Chi è Maria
Misericordiosa Assunta in Cielo:
è
il Coraggio.
Il coraggio di farsi carico del ruolo di madre del figlio
di Dio e del Figlio dell'uomo, diventando
Essa stessa progenitrice di Colui che aveva dato la vita al Suo progetto
Uomo.
Il coraggio della Verginità da dedicare a Dio, per divenire
madre per opera della forza vitale del Suo Spirito, lo stesso Spirito che
aveva generato l'uomo felice.
Il coraggio di chi conosce il proprio destino
di madre educatrice del figlio divino e del figlio umano.
Il coraggio
di chi è cosciente dell'addio prematuro all'umanità del
figlio divino e alla divinità
del figlio umano.
Il coraggio della madre che non può far
nulla contro l'infelice sorte del figlio divino in cambio della
felicità del figlio uomo.
Il coraggio del dolore puro e
santo, che non conosce disperazione e ribellione, rassegnazione,
rimpianto.
Il coraggio di non assumere il ruolo di prima donna nei
tempi dell'esultanza per la Resurrezione del suo Gesù.
Il
coraggio di farsi Madre di tutti i figli di Dio in cielo e in
terra.
Il coraggio di farsi carico dell'opera di mediazione tra
il figlio Celeste ed i figli terreni, quegli stessi figli che Ne
decretarono il sacrificio e che Lo crocifiggono in ogni istante.
Il
coraggio di intercedere per l'umanità
peccatrice il perdono dell'Onnipotente.
Il coraggio di colei che è destinata
a sconfiggere il male per sempre, così come Le fu affidato
di generare il Bene per sempre.
Il coraggio di vivificare la Chiesa dei
Suoi figli con la forza del Suo Amore dolcemente materno, misericordioso,
caritatevole, solido, esemplare.
Il coraggio di non dire mai di
no a coloro che Le si affidano con tutto il cuore.
Il coraggio
della Fede, professata, elargita, condivisa.
Il coraggio di
tenere a bada tutti questi figli in cielo dei quali è Regina
e soprattutto Madre, figli appiccicosamente innamorati di Lei,
ed io fra loro.
E vi par cosa di poco conto? Io dico che ci vuole un gran coraggio!.
Viva
Maria nostra Madre ed Amica.
Ciao, dal vostro
marianologo
2001
18
AGOSTO
QUEI POVERACCI DI UOMINI
Che
vagano in un mistero più
grande di loro
Caro papi, è vero che io non so dire di no, ma
mi sembra francamente che ora si stia un po' esagerando. Cos'è
tutta questa smania di scrivere? Basterebbe leggere, non ti pare? E
si, che di scritti ce n'è una marea, parlo di quelli
sacri, e sono più che sufficienti a formare una fede
forte e consapevole.
Se poi anche le mie corrispondenze possono essere d'aiuto alla
formazione o alla conversione, o, perché
no, alla riscoperta e alla riappropriazione della propria matrice
cristiana, ben venga anche il nostro diario di ieri e quello più
aggiornato di domani. Non posso non esserne orgoglioso,
anche se, come ho avuto modo di spiegarvi più di una volta, non
è tutta farina del mio sacco, e le mie letterine,
per quanto vi possano sembrare confidenziali, sono sempre sottoposte
al vaglio di una sorta di comitato di redazione, che qui si chiama
comunione dei santi. Che funziona proprio come quella di un
giornale, non certo per fare censura preventiva, ma per garantire
il rispetto del pensiero dell'Editore, che nel mio caso è
Dio.
Il fatto è, miei cari, che questi poveracci di uomini che costituiscono
il cosiddetto esercito di Dio, oltre a non riuscire a vederLo questo loro comandante,
o guida, o pastore, o meglio Padre, si trovano a muoversi e a vagare in
un Mistero più grande di loro, e vorrebbero che qualche loro simile,
più ispirato o più competente, li aiutasse a trovare sostegno,
conforto, comprensione, partecipazione, in poche parole, fosse in grado di
illuminarli in nome della carità cristiana, cioè in nome dell'Amore
e per il sacrosanto diritto all'Amore. E invece trovano superficialità,
o peggio sufficienza o distacco, o peggio ancora disamore.
L'uomo ha la necessità e l'urgenza di sentirsi
rassicurato circa la Parola di Dio e la Sua promessa di Redenzione
trasmessagli dal Figlio di Dio. Chi gli può
garantire questo legame ideale e concreto al tempo stesso con il
suo Dio, se colui che ne ha avuto l'investitura dialoga solo con
Dio, e non si volge indietro a raccogliere i dubbi, le incertezze,
le paure, le istanze di chi soffre e si aspetta non già
risposte definitive, ma un minimo di solidarietà umana,
di umana pietà?
Se non ne trova se le va a cercare altrove, nella speranza che il suo Signore
utilizzi qualche altro intermediario più efficiente e più Umile,
cioè con i piedi piantati per terra ed il cuore diviso tra Dio e la
Sua essenza terrena. Una creatura eletta per umiltà, per semplicità
di spirito e per esemplare spirito di servizio. Questi sono i veri collaboratori
di Cristo e i veri servitori di Dio.
Essi non costituiscono una classe privilegiata, ma
si guadagnano il privilegio di divenire i confidenti, gli amici, i consiglieri
di chi tribola e cerca conforto nella speranza di un mondo senza affanni,
nel quale si possa conoscere la Bontà
del Signore senza intermediari, scambiarCi quattro chiacchiere in un dialogo
affettuoso, diretto, privato, e contraddistinto dalla simultaneità del
reciproco Amore.
Sappi, caro papi, che il mondo celeste e terreno di Dio pullula di queste
creature speciali, e che avrai modo di conoscerne in gran quantità.
Conoscerli e riconoscerli. Attento però ai falsi. Ne circolano
tanti e tanto convincenti.
Ciao.
vostro
e anche un po' di tutti.
2001
24
AGOSTO
LA MARATONA DELLA FEDE
Qualcuno è già tornato
indietro per dirti come è fatto il traguardo, e tu Gli credi
Miei cari, la Fede di cui il Signore ci ha fatto dono è un
bene inalienabile. Ma tuttavia non del tutto privato e da godersi nei
nascondigli più segreti del proprio cuore, e nell'intimità più assoluta
della propria anima.
Per prima cosa, infatti, la Fede, una volta consolidata
ed acquisita come carattere distintivo dei figli di Dio, è come
una luce interiore da riflettere e diffondere fuori di ognuno di noi,
per illuminare il buio delle tenebre che ci circondano e la strada segnata
per ricondurre l'uomo al Padre. Poi, essa va condivisa con quanti se
ne fanno forza e vanto, ma soprattutto con coloro che sono deboli ed indifesi
per averla smarrita nei labirinti della mente, e negli arzigogoli della superbia.
Inoltre, la Fede va alimentata, va aggiornata e rinverdita come una
qualsiasi ricchezza che non può essere nascosta e svalutata sotto la
mattonella, ma va reinvestita per produrre altra ricchezza e benessere generale.
Cosa di meglio della Parola di Dio, mai antica e sempre
più attuale, per rafforzare, rinvigorire e modernizzare la Fede? Cosa
di più pratico ed immediato della preghiera, per mantenerLa vigile
ed allenata? Cosa di più vantaggioso dell'amore, per farLa fruttare
in maniera ottimale producendo altro amore? Chi più qualificata della
Chiesa dell'Amore, a raccogliere le singole lucerne d'amore, e farne,
attraverso le vocazioni e l'apostolato, un esercito di Luce vivida ed inesauribile?
Dio si è fatto uomo per testimoniare all'uomo la Sua
solidarietà nell'oppressione, nell'ingiustizia e nella miseria,
ma soprattutto per rinnovargli la promessa generosa di ricchezza incommensurabile,
da garantirsi investendo in amore.
Amore per il Padre in cielo. Amore per il Padre in
terra, riflesso nel Suo mondo naturale, nelle Sue creature
e nel Suo figlio Gesù, amore per tutte le Sue creature
celesti, ma anche amore per quanto Dio ogni uomo porta
in se stesso in immagine e somiglianza.
Certo, la pratica della Fede ha le sue scomodità.
Ma non è scomodo ed impegnativo, e magari stressante, allenarsi,
ad esempio, per correre la maratona? E, che gusto c'è nel fare tutto
questo, se non per confrontarsi con se stessi e provare l'ebbrezza dei traguardi
intermedi, raggiunti con fatica e sudore, sofferenza nell'attesa dell'estasi
immancabile del traguardo finale? Ognuno di voi, miei cari, ha il fisico
per correre una maratona. Basta un po' di costanza, di perseveranza, di
allenamento, di cervello, ma soprattutto di fiducia nei propri mezzi per portare
l'impresa a compimento. E voi credete che la Fede sia meno capace di tutto
questo? Si, però io so che la maratona ha un punto preciso
di partenza e una località precisa di arrivo, e quindi...
E già! Ma, se tu non hai le energie sufficienti per arrivare
sino alla fine, pur conoscendo esattamente l'ubicazione, e magari
come è fatto il traguardo, non potrai, se non mentendo spudoratamente,
sostenere di aver compiuto la prova e di esserti meritato la medaglia.
Nella maratona della vita tu non conosci il traguardo
nemmeno in cartolina, ma sai che c'è, perché Qualcuno è addirittura
tornato indietro per dirti come
è fatto, e tu Gli credi, e ti trascini sino all'arrivo,
e tagli il traguardo, stremato ma felice per l'impresa compiuta,
e per aver prestato Fede.
Non vi pare, miei cari, una bella ricompensa? Meditateci su
e fatemi sapere. Ma soprattutto non rinnegate la vostra, la nostra Fede, senza
la quale non si partecipa neppure alla corsa dei bacherozzi. Ve lo posso assicurare.
Vi aspetto all'arrivo fiducioso e trepidante. Ciao
2001
26
AGOSTO
SANTA FELICITA'
La felicità del figlio si avvera nella
felicità del Padre
Caro papi, la volontà di Dio è
incontestabile e indifferibile e solo il Signore ne può
mutare il percorso, ma non la meta finale che è la
condivisione della Sua eternità di gioia e di amore
universale.Questa visione, che il Padre Celeste testimonia
dal primo attimo della creazione e tramanda attraverso il Verbo, è uno
dei tanti motivi che rendono all'uomo initelligibile la
Volontà
dell'Onnipotente.
Come può Iddio, si chiede la mente umana, promettere
un impalpabile paradiso celeste, quando sembra sordo alle singole
suppliche di felicità terrena, quando addirittura non appare in
grado di garantire la stabilità
di una qualsiasi felicità terrena apparentemente consolidata?
E, perché Iddio non dovrebbe viceversa compiacersi per la
felicità terrena faticosamente conquistata da qualcuno dei
figli Suoi? Interrogativi che, piuttosto che avvicinare, allontanano
i figli dal Padre, ma in verità originari di una mente
fallace che mira ad allontanare la carne dallo spirito con maggiore
crudeltà con la quale si dice agisca la morte.
In verità, per poter dare risposte sincere, la mente
dovrebbe domandarsi cos'è la felicità
umana, e dove si trova se non nella santità,
cioè
nella gioiosa capacità di donare tutto se stesso, nel bene
e nelle sofferenze, a Dio e a tutte le Sue Volontà, sempre
condividendo le sorti che Egli accredita ai propri fratelli terreni. Intendere
viceversa felicità come appagamento dei desideri, delle
esigenze dei singoli capricci, senza renderne conto a Dio, o peggio
nell'assoluto disprezzo di Dio e dei diritti degli altri, significa
eludere qualsiasi domanda riguardando il divino Progetto, rifiutando
la sacralità della vita terrena e rinunciando alla proposta
concreta di una vita sacra.
Colui che pretende di appagare subito i propri appetiti terreni,
oltre a produrre sempre l'altrui infelicità, offende Dio perché si
fa sordo o non crede alla Sua Parola, e pertanto
è giusto che gli venga negata l'eterna felicità.
Figuriamoci poi quando qualcuno, ancor non sazio di felicità terrena,
si sente in diritto di rivendicare la sua quota di felicità
celeste.
Ma, in che consiste dunque questa felicità
paradisiaca, se non nel gioioso e generoso desiderio di condividere
con Dio e con tutte le Sue creature in cielo la propria vita,
inondata e permeata d'Amore?
Allora, è evidente che la vera felicità
terrena, non quella effimera, ma duratura, coincide con
la felicità eterna e con essa si prolunga all'infinito
dopo la morte. Proprio così, caro papi. Ecco quindi che
la volontà
del Signore è meno sibillina di quanto sembri. E' la volontà
di Chi, tradito una prima volta dal figlio, ha voluto offrirgli
l'opportunità di rifarsi una vita attraverso avverse esperienze,
senza rinunciare definitivamente alla propria dignità, senza
mortificare l'altrui dignità, ma cercandovi sempre il segno,
l'orma, il profumo, la voce del padre, e consolandosi per la felicità
di sentirseLo sempre vicino.
E' evidente che il figlio ci rimane male quando, dimentico dell'inadempienza,
della disobbedienza, del capriccio, si sente ingiustamente colpito dalla reazione
punitiva del padre. Comunque ci vorrebbe una bella faccia tosta per dimenticare
o rimuovere il peccato originale, e ce ne vorrebbe una ancora più tosta
per paragonarlo ad un capriccio qualsiasi. Ma, nonostante tutto, smemorataggine
compresa, la Volontà di Dio mira al perdono, come quella di un qualsiasi
padre buono e giusto, al quale sta a cuore la felicità del proprio
figlio. E figuriamoci allora quando questo padre è il Padreterno! Capisci,
caro papi, che la sola Volontà di Dio, l'unica vera, e priva
di qualsiasi mistero o fraintendimento, è quella che vede avverata
la propria felicità nella felicità
eterna della propria genitura?
Cerchiamo dunque di dare un contributo filiale e sincero
e concreto alla Sua felicità. Ciao, Emilio buontempone anche fuori
del tempo. So di farti così felice insieme a mamma.
Ciao ad entrambi, e bacini.
2001
29
AGOSTO
LUCE CHE ARDE MA NON BRUCIA
Nella luce e all'ombra
del Signore
Nell'ombra si conduce generalmente una vita dai contorni
incerti, sfumati e si compiono spesso azioni nefande. Chi agisce nell'ombra è di
solito infido, subdolo, inaffidabile, pericoloso. Alla luce del sole, invece, è tutto
vivido, evidente, inconfondibile, definito. Colui che opera alla luce del
sole
è in genere aperto, sincero, onesto, amico, ma bisogna
fare attenzione a non lasciarsi ingannare dalla apparenze. La luce
può essere così violenta ed abbagliante
da accecare la vista e gli occhi devono adattarsi alla penombra per frugare
nel buio.
Così si dice. Sarà vero? Può succedere
che il male si compia in pieno giorno, che satana ammanti le sue malefatte di
luce e di bagliori accecanti e che il
bene si professi e si manifesti in buie catacombe, appena rischiarate
dalla fioca luce di una candela. Ciò vuol dire che non conta la
scenografia, ma il contenuto
e l'ispirazione. Ci si può difendere dall'imponente
parco lampade del maligno inforcando il solito buon paio di occhiali
della Fede, questa volta non correttivi dell'umana miopia ma
antiabbaglianti e filtranti. Tenendo bene in
mente che la Luce di Dio è prorompente e calda come il Suo
Amore, non ferisce ma guarisce e redime perché arde e non
brucia. Allo
stesso modo l'amore per Lui e per il Suo creato illumina
qualsiasi antro remoto e buio.
Sempre per smentire i luoghi
comuni, si
può
essere nella grazia del Signore anche vivendo nella Sua ombra,
come si fa stando sotto l'ombrellone quando si teme di scottarsi
sotto ad un sole troppo violento. E, per finire, chiunque può farsi
luna lucente in una notte buia, se si lascia avvolgere dalla
Luce dell'Amore di Dio per rifletterlo in un cielo splendente
di stelle, nella luminosità calda e rassicurante
che ti manda a letto con il cuore stracolmo di gioia.
Buona notte dalla vostra stella in cielo. 