secondo diario di un angelo

CIELO CHE POESIA

giovane angelo

 

 

 

 

 

6 luglio 2002
NON MANCO DI NULLA

Miei cari, sono il vostro Emilio in spirito di vita eterna e di amore incorruttibile. Sono l’Emilio di sempre, quello impresso negli occhi del vostro cuore e nel cuore della vostra anima. Sono il sorriso luminoso e solare della purezza d’amore che mi inonda il cuore e che traspare in ogni mia immagine-ricordo, e in quelle molto più vive e attuali con le quali sollecito ed alimento tutto il bene che ci vogliamo. Eccomi qua tale e quale al mio e al vostro sempre.

So che vorresti chiedermi tante cose. Cosa posso fare e dire che non abbia già fatto e detto?

Cara la mia mamma banana, perché non mi chiedi come sto, cosa vado facendo, se sono felice, e magari se mangio, se dormo e come trascorrerò le vacanze? Capisco le motivazioni umane che dettano al tuo amore materno questo genere di domande, che dietro la curiosità a stento nascondono le apprensioni e la protettività di ogni mamma. Ti rispondo con l’unica e rassicurante risposta che ti posso dare. Sono, e sono tuo figlio, e sono il figlio che tu desideri coccolare e del quale desideri le coccole. Ti ricordi come schivavo i tuoi bacetti e le tue carezze? Ora non più. Me li prendo tutti e ti riempio di carezze e di bacetti, ovviamente non materiali, ma molto, immensamente molto più carichi d’amore, di quell’amore che non si porta appresso la nostalgia e il dolore della memoria, ma la gioia della consapevolezza della sua natura divina e della sua destinazione universale ed eterna. L’intensità di questo amore, di cui non mi stanco mai di parlarti, è identica al singolare ed al plurale, ed è massima in ogni sua specializzazione. Capisci cosa voglio dire? Voglio dirti che il mio amore di figlio è l’amore più sublime e più totale che una mamma, anche una mamma banana, possa desiderare.

E allora, ecco le risposte alle tue domande.
Amare è il mio fare
, ed è il fare di tutte le creature del cielo, e questo fare non è stare, ma è evolvere in continuazione, producendo energia che dà vita, luce, suono, appagamento in bellezza e felicità. Sei tranquilla, cara mamma? Ti senti più rassicurata? Lo senti come sono felice e come desidero farti partecipe di questa mia felicità che mi è partecipata da tutte le creature del cielo?
Tra queste, in comunione con tutte le altre, ci sono tutti i nostri cari.

Dire che ci incontriamo, ci vediamo o ci sentiamo ogni tanto è umanamente riduttivo. Qui, invece, è tutto spiritualmente dilatato e, proprio per questo, in ogni momento ed in ogni angolo del cielo, per usare immagini tipicamente umane, il mio spirito Emilio è in contatto con lo spirito nonni, o Felicetta, o persone care come amici, colleghi, cani, gatti, eccetera eccetera.
Insomma, se io voglio farmi quattro chiacchiere, non ho bisogno di chiamare al telefono, rischiando di trovare la linea occupata. E se voglio dare qualche carezzina a Bichi o a Greta , non devo fischiare per farle accorrere al mio fianco. Loro sono già accanto a me, e scodinzolano di felicità, cara mamma banana. Così come io sono accanto a te e scodinzolo di felicità in ogni istante del tuo desiderio.
Non mi puoi toccare perché sono privo di materia, ma mi puoi amare ed essere riamata nella stessa maniera in cui amasti il mio concepimento, quell’atto di amore coraggioso con il quale mi hai dato la vita.

Ed ora, cara la mia mamma banana, non starmi a raccomandare di avere cura di me e di tutte quelle cose per le quali voi mamme state sempre in pena per noi figli. Anche Maria Misericordiosa lo faceva con il Suo Figlio divino, che non Le dava molto ascolto, pur se L’amava nella triplice persona del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Fatte le dovute proporzioni, anch’io ti chiedo di tacere, o donna, almeno con la voce dei sentimenti, facendo piuttosto parlare il cuore in devozioni per il Signore, Che più che mai Si prende cura di me qui in cielo, provvedendo alla mia salute e a tutto quanto necessita un’anima santa del paradiso. Tranquillizzati dunque, e con te tutte le mamme che hanno figli in cielo, perché il nostro Padre Celeste come sempre non ci fa mancare nulla,  neppure il superfluo, perché non ci viene lesinato l’Amore di Dio e noi ne siamo incontentabili. Come siamo incontentabili del vostro amore di mamme e non ce lo dovete lesinare, comunque ci amiate.

Cara mamma, anche tu e tutte le altre mamme avete nel vostro cuore il dolore di Maria Misericordiosa, e come Lei dovete farne lievito di riconoscenza e di orgoglio. Dio si è ripreso i vostri figli quando ancora erano carne della vostra carne per farne spirito del Suo Spirito, e non dovete biasimarLo così come Egli non vi rimprovera del vostro dolore, dei vostri pianti, della vostra disperazione e fa di tutto per farvi dire da noi che questa vita ed i compiti a cui siamo stati chiamati sono tali da ripagarvi di ogni amarezza e riempirci di gioia sempiterna.
Solo poche di voi sono in grado di essere così umilmente comprensive, da ricevere attraverso le nostre energie e le nostre testimonianze questa Grazia del Signore. Quelle che godono di questa facoltà, o meglio di questo involontario privilegio, devono condividerlo al massimo con tutte le loro forze, la loro intelligenza e il loro buon senso. Se hanno dato carta bianca a Dio, esse Ne ricevono carta bianca, perché sono comunque guidate dal Suo Spirito che le aiuta e le illumina.

Vi sono tante altre creature, oltre alla categoria di quelle mamme di cui tu fai parte, delle quali il Signore ha deciso di servirsi. Non sta a te, cara mamma, stabilire se ne sono più o meno realmente ispirate, anche se te ne fanno specifica richiesta. A costoro offri tutta la tua comprensione e la tua esperienza personale, pronta a consolarle e a sostenerle se si accorgeranno di essere fuori strada e ne rimarranno deluse. Il tuo servizio di mamma è fatto anche di queste cose, da compiere con quell’umiltà che è l’energetico che riconduce a Dio.

Ora, cara mamma, non ho altre raccomandazioni da farti, salvo quelle di avere cura di te, di metterti la maglia di lana, di non sudare, di andare a letto presto, e di volermi sempre tutto il bene che si può dare a Dio attraverso l’amore per me.
Ti saluto, anche se ti rimango accanto come tuo custode e confidente, ma soprattutto figlio devoto.
Un bacione grandissimo come l’immensa eternità.  Mi sembra un po’ esagerato,  ma lo meriti proprio.

Ciao
23 luglio 2002
COME SONO COSA COMBINO

Adesso, papone, vorrei parlarti un poco di me e raccontarti le mie emozioni, ma ti assicuro che non è facile, non tanto a dirsi quanto a capirsi.

Come potreste, infatti, tu e mamma soggiacere alla condizione di estasi che pervade quello spirito giunto al cospetto di Dio, Che lo ha reso puro con il Suo perdono? Nessuno degli esseri umani, neppure il più santo ed il più innamorato del Signore, possiede la purezza dell’Amore che lo ha creato per esserne riamato, finché non ha varcato trionfalmente le porte del cielo. Come posso dunque io stesso, descrivervi sentimenti che Dio suscita solo quando Si manifesta in tutta la Sua Potenza di Energia vitale, capace di conferire definitivamente l’eternità?

Non è colpa vostra, miei cari, se i vostri cuori non sono ancora così grandi per potervi ospitare tutto l’amore di Dio, e, per quanto essi possano essere ospitali, tuttavia la loro condizione umana li rende angusti e scomodi. Non si può amare l’Amore sublime se non ci si sublima nell’amore, e questo avviene solo quando l’anima è sgusciata fuori dalla sua pelle, e sta implorando che le sia concesso di amare come dice la Parola di Dio. In un mondo nel quale comunque la Parola di Dio giunge con una voce diversa, da quella che si ode e si ascolta sulla terra se le orecchie Le porgono attenzione senza la sintonia extrasensoriale necessaria.
E non è neppure colpa mia, se non mi riesce di rendervi palpabile tutta la gioia che sostiene e alimenta la mia eternità, perché i miei sensi sono trasparenti mentre i vostri sono informatori di una realtà solo corporea, per quanto mostri palesi tracce della sua origine divina.

Volete sapere cosa faccio, come vivo, cosa combino? Per prima cosa vi devo dire che io
sono una particella dell’infinito e, al tempo stesso, il tutto che pervade l’identità del mio esistere
.
Sono una fiammella scintillante dell’enorme fuoco che dà calore al mondo visibile ed invisibile, e mi alimento dello stesso fuoco che mi rende inesauribile e quindi immortale.
Sono 1 watt di potenza di un’energia incalcolabile ed inesauribile, e che si trasmette all’infinito anche grazie al suo piccolo ma essenziale contributo.
Sono una vibrazione che si riproduce in un numero inenarrabile di altre vibrazioni, e che nasce dall’Armonia Celeste per dar vita alla melodia dello spirito.
Sono amore creato ed alimentato dall’Amore, per perpetuare amore.
Quindi non faccio ma partecipo, contribuisco e mi lascio coinvolgere attivamente a tutto quanto e da tutto quanto canta la gloria di Dio.

E’ naturale che in tale condizione mi senta a mio agio, anzi come un papa. Cosa potrei desiderare di più?

Pensate che il potervi stare accanto annulla il naturale mio desiderio di avervi qui su con me, anche se non vedo l’ora che anche voi ci raggiungiate per darci una mano a cantare le lodi del nostro Padre celeste, e a renderne partecipe l’umanità in veste di messaggeri, di consiglieri, di difensori, di sostenitori, di provocatori e di consolatori, tutte cose che state già imparando a fare grazie al contributo di queste letterine, che noi vi ispiriamo e vi sollecitiamo a rendere note con tutti gli strumenti a vostra disposizione. Per fare una bella orchestra che suoni in terra e faccia risuonare le inconfondibili note della voce del Cielo.

Che dolce musica per le nostre orecchie. E come si armonizza con la nostra musica.

Ciao da uno che di musica se ne intende, dal vostro

Agosto 2002

MARIA REGINA DEL CREATO

Madre della Misericordia

Caro vecchio scriba, quando Dio pose mano al divino progetto della Creazione, lo fece seguendo un evidente criterio di separazione.
Dal tutto, o dal nulla, separò la luce dalle tenebre, il cielo dalla terra e le acque dalla terraferma, e quando destinò all’uomo quella terra ad oriente, dove vivere con la donna che aveva creato, separando anch’essa dal suo costato, anche lì, nell’Eden, piantò l’albero della conoscenza del bene e del male, cioè dei due distinti e separati, delle due identità contrapposte, proprio al centro di quel paradiso terrestre riservato alla Sua creatura prediletta.
Impiegò sei del Suoi giorni per compiere la Sua opera, e l’ultimo Suo giorno lavorativo lo dedicò a fare il Suo uomo, in cotal guisa che meglio di così non si poteva, dal momento che lo fece a Sua immagine e somiglianza, alitando sulla sua concretezza terrena quanto di più divino conteneva il Suo spirito vitale. Ma, sta’ attento caro papi, Iddio, nell’istante in cui proiettava nella carnalità di Adamo l’immagine più sublime, più completa e veritiera, insomma più aderente alla purezza del Suo spirito generoso, non ne faceva un Suo doppione, ma creava un Suo simile, al quale era preclusa la conoscenza della faccia negativa del creato. Creato: formatosi dalla divisione tra contrari complementari, e sublimatosi nel generosissimo atto di assimilazione di Dio all’uomo.
 
Poco importa quanto durassero effettivamente, ed in termini di umana cognizione, quei giorni di umana creazione. Conta invece che giunse, per Dio e per l’uomo, il tempo del castigo e del peccato d’indegnità. Ed i 2 primi peccatori furono cacciati dal giardino in cui cresceva l’albero della vita eterna, per dare vita a generazioni di figli destinati ad una morte fisica.
Poco importa quanto tempo sia trascorso in vicende umane, prima che gli eredi del peccato originale scoprissero di fare ancora parte del popolo di Dio e Ne divenissero timorati, dedicandoGli sacrifici propiziatori, ciò non impediva all’umanità di perseverare contro Dio ed i propri simili. Insieme all’umana consapevolezza della propria fragilità, così come aumentava l’esigenza della vendetta, si accresceva la distanza che l’uomo interponeva tra sé e il Dio spietato della punizione.
 
E venne il tempo in cui il Signore non sopportò più questo ruolo che Gli attribuiva l’uomo, e prese la decisione di annullare la distanza delle incomprensioni e dell’ignoranza, dedicandoSi totalmente al recupero della propria immagine di Padre generoso e, al tempo stesso, dell’immagine e somiglianza divina che con la creazione aveva impresso nel genoma umano, e che neppure il peccato originale era riuscito ad intaccare. Ecco allora che Dio Si manifesta all’uomo nella Sua vera veste, nella Sua unica identità, nella Sua sostanza di Padre orgoglioso ed amoroso delle proprie creature, orgoglioso ed amoroso nel Perdono.
Nel lungo cammino che l’umanità ha percorso tra vita e morte, tribolazioni e sciagure, Dio, che non l’ha lasciata sola a se stessa e al male che ogni uomo porta in sé, le ha dato modo di maturare il senso di colpa ed il bisogno di pentimento. E, quando quest’ultimo è diventato pressante esigenza, allora ha preso le umane sembianze del Cristo, cioè della Misericordia. E Si è fatto Misericordia, Amore compassionevole e partecipe dell’umano patire, Amore che perdona i più miseri, cioè quelli che hanno tutto perduto nel peccato. E non è stato un caso che il Figlio della Misericordia, quel Cristo che aveva eletto Suo popolo tutta l’umanità povera, derelitta, perseguitata dalle sciagure e dalle  ingiustizie del peccato, proprio Lui, il più umano Dio auspicabile, sia stato condannato alla crocifissione da caste sacerdotali, che vedevano in Dio l’autorità esigente di un Dio lontano ed inaccessibile. Invece, Gesù veniva a dirci che l’Amore del Padre è un bene di tutti e che ciascuno di noi può accedere al Suo regno sconfinato ed eterno, se Gli riserva un cantuccio del proprio cuore, un ritaglio della propria vita.
 
Quanta strada ha percorso il popolo di Dio, da quei giorni della creazione a questi della Misericordia e della Redenzione. E, come è cresciuto il popolo, insieme e per volontà di questo suo Unico Dio. Ma, con la crescita della sua consapevolezza, cresce a dismisura la protervia e la virulenza dello spirito del male, che si vede cedere il terreno sotto i piedi e sta dando il peggio di sé, perché sa che la sua fine è vicina.Poco importa quanto sarà lungo il tempo delle vicende umane, da qui ad allora. Il tempo delle vicende divine è prossimo, e questo rende satana più maligno e devastatore.

La Misericordia di Dio, che si fa forte in terra della Misericordia della Regina della pace, non conosce ostacoli e garantisce agli uomini temprati nella fede, nella speranza e nella carità, che torneranno in paradiso a custodire quell’albero di vita eterna, che Iddio affidò un tempo, chissà quando, ai loro progenitori. Dio Si è fatto Misericordia perché l’uomo imparasse a conoscerNe l’inesauribile pietà per le tribolazioni terrene, e per testimoniare tutta la tenerezza, la partecipazione e l’emozione di cui E’ capace. Ma Dio è Dio. Per quanto l’uomo possa sentirseLo vicino e solidale, non sempre gli eventi, della vita di passaggio evolvono in maniera da rafforzare in lui la fiducia in Dio e nella Sua misericordia. Al contrario, molte volte lo conducono a dimenticare il Sacrificio di Gesù Umana Misericordia o a disconoscerLo, così come fecero quegli uomini che Lo condannarono a morte, con la fredda determinazione di uccidere sulla croce proprio quella Misericordia.
Al tempo stesso, l’uomo
, bandito dal paradiso ed esiliato in terra, si aspetta misericordia ed offre a Dio sacrifici propiziatori, perché sente ancora incolmabile la distanza e profondo il baratro che il peccato originale, ispirato e sollecitato dal grande divisore, ha scavato tra lui e il suo Creatore. Ed allora, in un impeto di umana istintualità commista a divina ispirazione, scopre ed individua in Maria Madre di Dio il tramite misericordioso a Cui affidare le sue pene, le paure e le richieste di divina pietà e di elargizione di divina Misericordia.
Per quanto nata senza peccato, e destinata a portarSi in cielo il corpo incontaminato, Maria ha un passato da essere umano, al quale non è stata risparmiata alcuna delle più dolorose esperienze.

Chi meglio di Lei, che conosce il dolore di madre ed incarna il simbolo dell’umiltà fedele, orgogliosa, dignitosa e consapevole, chi avrebbe potuto meglio di Lei divenire lo stendardo delle umane sofferenze, e l’interprete più drammatica ed attendibile dell’ispirazione della divina Misericordia?
A chi più di Lei appartiene il primato terreno di incarnare la divina Misericordia? A chi più di Lei spetta il titolo di campione della Misericordia umana?Maria ha accettato per misericordia di donna, consapevole di essere protagonista del Progetto di Redenzione, di vivere da Mater Misericodiae.
Maria ha misericordiosamente operato per il riscatto dal peccato originale, baratro nel quale un’altra donna, nata come Lei senza peccato, aveva gettato l’umanità intera.
Maria ha vissuto con amore misericordioso di madre la missione messianica del Figlio.
Maria ha taciuto per Misericordia lo straziante dolore del Figlio strappato dalle viscere materne ed immolato per Misericordia.
Maria ha misericordiosamente rinunciato a gioire per prima della Resurrezione di Gesù.
Maria espone tra le braccia in cielo e in terra il simbolo dell’Eterna Misericordia, e lo offre e lo condivide con tutta la dolcezza e la fermezza di serva fedele di Dio e di tutta l’umanità.

A chi spetta dunque lo scettro, a chi la corona, a chi i paramenti regali di Regina di Misericordia, se non a Maria benedetta tra le donne, e benedetta Madre di Gesù e nostra Madre?
Noi La veneriamo come Nostra Regina, noi La amiamo come Nostra Madre, noi La imploriamo di coccolarci e sostenerci, consolarci e confortarci con quei Suoi occhi luminosi di Materna Misericordia. Amen

 

Santissima Icone - Duomo di Spoleto.
Immagine bizantina del XII secolo, donata alla città da Federico Barbarossa.

L'intima unione tra la Madre e il Figlio é rappresentata nel dialogo con il Verbo,
così come il cartiglio, che Maria offre alla visione dei credenti, simboleggia Gesù.


 

Che chiedi, o Madre?
La salvezza dei viventi

Mi provocano a sdegno.
Compatiscili, Figlio mio

Ma non si convertono.
E Tu, salvali per Grazia.

 

Il Signore sia misericordioso con tutti voi .
Pregate Maria, perché invochi su di voi la Divina Misericordia

Ciao, un bacione


 

Settembre - Ottobre 2002

GRAFOMANIA

24 settembre 2002

Mia cara mamma, smettila per favore di struggerti. Così è ben fatto, e se ti dispiace non poter inserire tutte le mie letterine, sappi che non ha importanza. C'è tanto di quel materiale sul quale meditare e del quale indicare come ispiratore e testimone la Fede! Se non aggiungi, nulla togli. Se togli, aggiungi la consapevolezza che basta poco a far vibrare i cuori.

Non ti voglio mettere fretta quando ti dico che non c'è più nulla da aggiungere, se non qualche tuo spunto personale di mamma banana. Ma, ti prego, non ti preoccupare della punteggiatura, che usi come certi gommisti poco seri che cospargono le strade di chiodi e puntine. Il passante, sia che vada a piedi, in auto o in bicicletta, ha già motivi molto validi per fermarsi a riflettere sul contenuto di qualche letterina, accuratamente selezionata tra una montagna di altre letterine.

Qui mi accusano paternamente di grafomania, ma gli uomini hanno tanto, tanto bisogno di coraggio e di sostegno per affrontare e portare a termine i loro compiti terreni, e per aprirsi la strada che riconduce a Dio. Per questo io mi do da fare e vi coivolgo in questo progetto di testimonianza di fede, di ricerca e di riscoperta della fede in una vita non ideale ma concreta, che non è rivolta a ripagare delle sofferenze sofferte, ma ad appagare Dio nell'attuazione dei piani e del futuro riservato da Dio all'umanità. L'uomo non fu destinato ad una vita passeggera ma stanziale, da trascorrere, o meglio da condurre insieme a Dio nell'eternità del paradiso terrestre.

Essere stanziali nel cuore del Padre, e portarsi nel cuore l'Amore del Padre, questo è il destino, il compito, l'addivenire dell'uomo. Addivenire non legato al tempo, ma espressione di un amore che sempre più si arricchisce di purezza e di essenzialità, sino a sublimarsi nell'Amore Assoluto di Dio.

Questo nostro epistolario, che qualcuno definì precario e momentaneo, è invece solido ed inesauribile perché mai si esaurirà in voi e con voi. Contiene mattoncini per costruire qualcunouno dei tanti gradini della scala che porta su su tra le braccia di Dio. E' una scala di valori che ogni uomo ha in sé dai tempi della Grazia, cioè dal tempo dei tempi. Convincerlo, esortarlo, spronarlo, trascinarlo, sostenerlo a percorre l'ascesa, che gli garantisce di donarsi a Dio in un bagno di Grazia, questo è il compito che è stato affidato a tutti quegli scritti, a tutti quei messaggi che nascono dall'urgenza di dichiarare fedeltà al Progetto di Dio.

Dunque, cara mamma, nessuna incertezza, nessun tentennamento. Nessun ritardo, non facciamo aspettare i figli di Dio, quelli che smaniano di conoscere la Sua Parola, la Sua ispirazione, e quelli che vagano svogliati o disincantati alla ricerca di una qualche ragione di vita.
Suvvia, mamma cara, diamoci da fare che è già tutto fatto! Sta serena.

Un sereno bacio

10 novembre 2002
DEVOZIONE

Miei cari e dolcissimi, che nel darmi la vita e nel consigliarmi la strada da percorrere mi avete indicato la via della Vita, desidero dirvi e manifestarvi tutta la mia amorevole gratitudine e quella di tutti i fratelli nostri in cielo, per non avermi fatto mai mancare in terra l’esempio della vostra devozione a Dio e verso il cielo, e qui in cielo il sostegno e la forza della vostra devozione a Maria Misericordiosa e al Figlio Suo Gesù. Cosa è la devozione?

E’ il consacrarsi con sottomissione a qualcuno. Votarsi a qualcuno, ad una impresa, ad una scelta di vita per viverla, condividerla in sacralità condividendola con ciò che è sacro, con chi è sacro. Ma non solo. Devozione è anche il riconoscimento e l’esternazione di tanti in forma di ammirazione, di gratitudine e di fede, della santità e della sacralità di coloro, meno numerosi ma non pochi, che hanno saputo e sanno consacrare a Dio ogni attimo della propria vita ed ogni aspirazione dei propri pensieri.

Mi riferisco a quanti hanno avuto la gioia di veder riconosciuta la loro santità dalla forza delle devozioni che questo stato di Grazia sapeva suscitare, stimolare, scatenare. Parlo di tutte quelle creature di Dio elevate a santità a furor di popolo, per l’amore totale che manifestavano e distribuivano in nome e per volere del Signore.

Il Signore è fonte ed ispiratore ed esempio Egli Stesso della Devozione. Chi più di Lui è, infatti, devoto verso i figli Suoi? Chi più di Lui consacra Se stesso alle Sue creature? Chi più di Lui Si vota, Si dedica, Si applica alla Sua umanità per ricondurla alla propria divina dignità?
Come io so, miei cari, che la vostra devozione a Lui è divenuta totale, vale a dire sottomessa, quando mi avete saputo con Lui e con la nostra Madre Meravigliosa, vi posso pure assicurare che la devozione di Dio per l’uomo è totale e sottomessa sin dal Pensiero della Creazione. La disponibilità di Dio, del Suo Amore, e la Sua dedizione per questa Sua creatura capricciosa ed indisponente, sono, oserei dire, commoventi. Cosa non fa il Signore per riportarsi in cielo quanta più gente possibile? Io, certe volte, mi chiedo da dove prenda tutta questa Sua pazienza, ma poi Lo vedo risplendere in tutta la Luce del Suo Amore Assoluto e mi rendo conto di aver pensato una fesseria. Ma le fesserie sono scorie del passato, mentre, se ben ricordo, voveo, insieme a qualche altro verbo, vuole l’Infinito Futuro.
A questo vi condurrà la vostra devozione. E così sia.

13 novembre 2002 GRAZIE A DIO

Finalmente ci siamo. Ce l’abbiamo fatta, caro scriba e cara mamma banana. Senza di voi non so proprio come avrei fatto. Ma per fortuna non sono senza di voi, né lo sono mai stato, né lo sarò mai più. E neppure voi siete senza di me, perché io faccio parte del vostro amore vivo ed eterno, e vivo partecipe dell’eternità dell’Amore e Ve ne testimonio e perpetuo l’Eternità.

Il senza è dunque da archiviare per sempre. Infatti, non si può vivere senza Dio o senza amore perché dove Essi sono c’è il nulla assoluto.
Ma dal momento che Dio è ed ama, il nulla assoluto non esiste, tanto meno dopo la morte. Negare Dio e il Suo amore non vuol dire azzerarLi, cancellarLi, dal momento che sono infiniti, indelebili ed eterni. Significa soltanto credere nel buio, nel caos, nel nulla.

(E qui la penna si ferma. Riprende a scrivere dopo un po’ e dopo aver lasciato uno spazio vuoto nella pagina).


Vedi cosa succederebbe, caro scriba, se Dio e Amore non ci fossero di fuori e dentro il tuo caldissimo cuore? Questa penna si incepperebbe, non procederebbe di un millimetro o scriverebbe il nulla, come se fosse caricata ad inchiostro simpatico. Ed invece ha riversato su bianca carta fiumi d’inchiostro, che raccontano dell’Amore di Dio, della forza del Suo Amore e della grandezza della Sua generosità.

RingraziamoLo dunque per averci illuminati, ispirati e guidati in questa esperienza stupefacente ed esaltante. RendiamoGli grazie per aver reso indissolubile la nostra unione e fortificato la vostra fede. RicambiamoLo con tutto l’amore che proviamo per Lui, se non nella quantità, nell’intensità e nella qualità, almeno nella sincerità e nella gioia che lo alimenta. E non dimentichiamo mai di rivolgere la nostra gratitudine alla Beata Madre Misericordiosa, Che sempre intercede per noi, rinnovandoLe tutta la nostra devozione. I nostri cuori sono dedicati a Lei perché se ne faccia padrona e patrona, e li faccia pulsare al ritmo incessante e perpetuo dell’Amore generato per volontà del Signore.
Quali nulla, quali senza possono annichilire queste forze incontenibili e concrete, questi Amori così risplendenti di gioia, di generosità incommensurabili? Nulla e nessuno. Ci vogliamo bene. Crediamo in Dio e nel Suo Amore. E dunque siamo tutt’uno con Lui ora e sempre. Sempre che Lui sia d’accordo.
Ciao, bacioni dal vostro

1 dicembre 2002
PRIMI PALPITI

Cuore. Credi di sapere tutto su questo organo, caro il mio cardiologo, ma le tue conoscenze, peraltro non del tutto definitive, riguardano l'origine, la natura ed il funzionamento di quel piccolo muscolo cavo che in un cantuccio del petto sovrintende tutte le funzioni vitali di un organismo.
Ad esempio, ti sei mai chiesto, caro papi, in quale preciso istante della vita questo cuore comincia la sua instancabile attività e quando se ne possono registrare i primi palpiti? Per quanto circostanziata ed aggiornata possa essere la tua risposta sotto il profilo scientifico, sappi che essa non corrisponde alla realtà. La vita potrebbe iniziare, ad esempio, quando i classici due cuori si incontrano e decidono di fare due cuori e una capanna, per consolidare e consacrare il proprio vincolo d'amore. Oppure quando due cellule riproduttive mescolano il loro patrimonio genetico e si riproducono moltiplicandosi. Ma il cuore potrebbe battere già prima, da molto prima. Esattamente da quell'istante in cui Dio diede il via al Suo progetto creativo. E perché non nello stesso attimo in cui lo ideò? O meglio, non potrebbe aver conosciuto i primi sussulti dall'Eternità di Dio stesso?
Se così fosse, allora l'incommensurabile ed eterno Cuore della Vita si rimpicciolirebbe in un muscoletto in miniatura, e per di più mortale. Proprio così. Ma, se le sue piccole cavità sono pervase d'Amore di Dio e Gliene rimandano amore, allora questo cuoricino, quando cesserà di fremere di gioie e di dolori terreni, riprenderà a pulsare in sintonia con il battito pulsante dell'Energia Eterna ed Infinita, centro e cuore di quell'Amore che non si esaurisce e non si spegne mai. E tutte le cicatrici di cui è coperto scompariranno e si dissolveranno nella gioia per il ritorno al Padre e al Suo popolo divino.
Più amore entra nei cuori, più essi ne distribuiscono ad ogni sistole. Più freneticamente batte il cuore per amore, più aumenta la sua portata. Ecco il motivo per il quale chi riceve l'Amore di Dio non può sottrarsi al dovere di ridistribuirLo e di condividerNe la gioia. L'universo di Dio è il cuore di tutti i cuori e pulsa d'Amore per garantire ad ognuno di essi la vita senza fine.
Hai sentito spegnersi il battito di tanti cuori, caro papi, ma penso alla gioia che proveresti a sapere che alcuni di questi non hanno mai esaurito la loro vitalità anche per tuo merito e dell'amore che gli hai dedicato. Ecco cosa è bene conoscere del cuore, caro il mio cardiologo.

Prova ad ascoltare anche il tuo cuore, caro papi, e se si sente qualche tono aggiunto o qualche soffio, quello sono io che vi ci dimoro beato e me la canticchio allegramente.
Uniti per sempre. Ciao

15 dicembre 2002

TANA LIBERA TUTTI

Caro papi, è proprio così, al Signore piace giocare a rimpiattino. Quando tocca a lui nascondersi fa di tutto per lasciare segnali, indizi della Sua presenza. Più che nascondersi sembra Si mimetizzi, tra gli alberi o nell'azzurro del cielo, o nel chiarore delle acque o nel profumo dei fiori, non è tanto difficile accorgersi della Sua presenza. Poi, quando tocca a Lui accecarsi, fare la conta e andare a scovare quelli che si nascondono, pur sapendo benissimo dove stanno, non certo perché spia di sotto il braccio ma perché, in fondo, Lui è il Padre eterno, allora ti accorgi che fa di tutto per farsi fare tana.
E se gli capita e di aver stanato qualcuno ecco che subito lo affranca con un bel tana libera tutti. Questo è per Lui il momento più bello del gioco. Far finta di essere colto di sorpresa e lasciarsi battere nella corsa per la libertà. Nel rapporto d'amore che Dio intrattiene con le Sue creature, l'uomo è quello che più di ogni altro ha smania di libertà ed è quello che vorrebbe sempre battere il Padre suo nella corsa a fare tana. Ma, se ciò accade è perché il Signore glielo concede, pur essendo Lui il più veloce ed il più accorto.
Infatti, come è possibile rendersi irreperibili ed invisibili agli occhi di Dio? Come si può coglierLo di sorpresa?
Per quanto l'uomo tenti di far perdere le proprie tracce, magari allontanandosi fuori dei confini del gioco, il Signore lo rintraccia sempre, salvo poi farSi precedere nella corsa a fare tana.

Iddio riconosce al Suo compagno di giochi il diritto alle proprie scelte e la soddisfazione di sentirsene responsabile. E, alla fine del gioco, sarà proprio Lui a liberarlo per sempre se le scelte e l'operato saranno coerenti con lo spirito e le regole del gioco.
"Tana libera tutti" è il grido gioioso con il quale il Signore accoglie nella Sua Libertà i figli che hanno saputo gioire con Lui nel gioco a rimpiattino della vita. "Tana libera tutti" è il grido liberatorio dell'anima che ha avuto la forza di chiedere il perdono per i propri eccessi di libertà e che, ottenutolo, abbatte il muro della morte sentendosi catapultata in cielo in una corsa mozzafiato.

Ma è un po' di tempo, caro papi, anzi sta diventando un po' troppo, che l'uomo un è più tanto disponibile al gioco del rimpiattino.
Lo ritiene troppo semplice e un tantino cretino. E poi, che noi starsene inquattati ad aspettare che quel Signore ti venga a cercare, magari frugando in ogni angolo del cuore. Meglio starsene per i fatti propri, nascondendosi il meglio e il più lontano possibile, senza accennare alcun tentativo di andarsi a liberare, dal Suo marcamento asfissiante, alla luce del sole in un confronto diretto. Meglio operare nella penombra, ancor meglio nell'oscurità. Poco importa se si lascia quel vecchio Signore un po' strampalato ad aspettare al palo che qualcuno venga a liberarsi. Che continui pure a contare sull'uomo, e magari all'infinito: Lui che è eterno può.

Ma non è infinita la Sua pazienza, e vanno maturando i tempi del Suo disappunto e della Sua disapprovazione. Allora che non lo consideri un gioco d'amore, al quale lasciarsi andare con la gioia dei semplici, sarà ammesso a partecipare a questa mosca cieca simbolica. Quanti non ne avranno lo spirito a prendere parte allo schiaffo del soldato, bendati ed ovviamente nelle vesti del soldato. Ne vedremo delle belle.
Ma voi non abbandonate al palo quel Signore. Mai: Giocate con Lui per sempre.
Ciao.

 

Santo Natale 2002

LETTERINA PER TUTTE LE MAMME

Ciao mamma, dolcissima mammamia , a te dedico questa letterina natalizia, mentre tutti i figli in cielo, quelli che stanno per affrontare l'avventura terrena e quelli che si avventurano nell'eternità, rivolgono la propria amorosa attenzione alle loro mamme.
In questi istanti tutte queste mamme speciali vivono le stesse emozioni e le stesse speranze della Mamma di tutte le mamme e di tutti i loro figli, Che sta per mettere al mondo il Salvatore.

O
gni nascita è un miracolo in terra e in cielo.
Ogni mamma è un miracolo
, perché dall'istante in cui lo diventa, cioè dal concepimento, non cesserà mai più di essere mamma. Ce lo testimonia e ce lo insegna la nostra Madre celeste che fa della Misericordia la Sua massima virtù, dopo quella di essere per sempre la Mamma di Gesù il Figlio di Dio.

La Misericordia di Maria è l'Amore più sublime, più commovente e più gratuito che Iddio abbia saputo infondere nella creatura umana, certamente più divinamente ispirato di quello di cui dotò i progenitori dell'umanità.
Perché Maria Ne accettò la Volontà dichiarandosi Sua serva incondizionatamente, per condividere con Lui le gioie e i dolori di genitori che avrebbero allevato nell'Amore l'uomo divino,
l'Agnus Dei che si sarebbe fatto carico di tutti i peccati del mondo per riportare l'Amore della Misericordia e della Redenzione.

Anche voi, care mamme, quante di voi hanno accettato e accettano la volontà del Signore, non per rassegnazione ma per la gioia del dono donato, vi apprestate a compiere il miracolo che porterà i vostri figli adorati ad essere quegli angelici figli di Maria che Le faranno da scorta ed esercito celeste nella cacciata del padre del peccato dal paradiso terrestre e nella sua improcrastinabile morte eterna.

Quando tutto questo si sarà compiuto, allora alla gioia si aggiungerà l'orgoglio che Maria Santissima esprime, nella Sua dolcissima Misericordia, nella persona del Figlio, al Quale dà la luce ad ogni Natale, e di tutti i Suoi figli sparsi nel mondo del dolore transeunte ed in quello dalla gioia eterna.

Ciao, care mamme, da tutti i vostri figli in cielo, coccolati e protetti da quella Mamma che Si riconosce nel vostro amore e Se ne fa testimone e dispensatrice

.Ciao

 

27 dicembre 2002
MOSCHE BIANCHE E MOSCHE NERE
Caro papi, capita non di rado che uno cerchi la soluzione di un problema, quella è lì a portata di mano, ma lui non se ne avvede. Accade più di frequente che uno vada alla ricerca della verità, ci sia immerso sino agli occhi, ma non se ne accorga. In entrambi i casi i cercatori non se ne rendono conto. Perché? Per il semplice motivo che guardano senza vedere, cioè senza prestare attenzione, molto spesso demotivati perché privi della curiosità e dell'inesperto stupore che contraddistinguono i processi di conoscenza dei bambini.

Tutti sanno di tutto, fuorché del senso di autocritica di cui sono dotati gli umili intelligenti. Tutti disquisiscono su tutto. Tutti insegnano tutto, e coloro che non si imbarazzano nell'imparare sono diventati rari come le mosche bianche.

Tutti si sentono mosche nere, tutti ugualmente ed anonimamente accomunati nella presuntuosa intransigenza della propria reale ignoranza. Tutti sono omologati in titoli accademici abbastanza fantasiosi e bizzarri. Tutti si straparlano addosso. Nessuno è disposto ad ascoltare qualcuno, se non se stesso. In una babelica confusione, che preclude ogni possibilità di soluzione dei problemi o di scoperta della verità.
Ma chi attizza questo cancan, questo rumoroso e fumoso casotto ideologico? E' lui! Il principe del fumo, il re del buio nelle idee, nei sentimenti, nella chiarezza. E' l'inventore dei fumogeni e delle nebbie. E' il signore degli arzigogoli e delle tortuosità. E' il predicatore dell'apparire contro l'essere. E' il press-agent dell'effimero e del superfluo. E' il procuratore e lo sponsor dell'inutile e dell'orpelloso. E', insomma, il seminazizzania per antonomasia, il divaricatore, il sobillatore, la quintacolonna, il diavolo. Tu sei sommerso di verità a tal punto che ti asfissia? Arriva lui, e sentenzia che la verità è bugiarda, che la natura è matrigna, che il destino è cinico e baro, e perciò "carpe diem perché di doman non v'è certezza".

Come fa allora un povero disgraziato a concentrarsi sui segni, sui segnali, sui prodigi che la verità gli mette sotto il naso in continuazione? Come fa a dar retta all'unico concreto, se è frastornato dal molteplice evanescente? Come fa, per venire al sodo, a riconoscere la presenza di Dio?
La risposta è molto più semplice e disarmante. Lì dove satana si agita e si adopera come un satanasso, promettendo gloria, potere, ricchezze, successo, bellezza, e regalando violenza, guerra, sangue e morte, proprio lì c'è Dio.

Egli non si nasconde all'uomo, anzi, gli si para davanti per impedirgli di procedere lungo la strada del male, e gli apre le braccia per accoglierlo e proteggerlo. E' possibile non accorgerseNe? Dio è proprio così trasparente? Ebbene si, ma Lo senti ugualmente, se Lo vuoi sentire. Te Ne lasci proteggere e coccolare, se gradisci le Sue coccole e la Sua protezione. Ti fai guidare e consigliare da Lui, se Lo hai scelto come guida. Aspetti il Suo Regno, se in Lui hai riposto la tua fiducia.

Tutto ciò non ha nulla a che fare con le fantasie sgangherate e fragorose del signore delle tenebre. Le promesse del Signore della Luce sono consistenti per semplicità, compostezza, essenzialità. Il Signore Iddio non tradisce mai. E così sia. Ciao.

ve lo garantisce. Ciao

 

31 dicembre 2002

TRE REGOLE D'AMORE INESAURIBILE

BUON ANNO

Caro papi, nel trascorrere inesorabile degli anni, chi misura il tempo, se non il tempo, e chi rende inarrestabile la decomposizione delle cose materiali, se non il tempo che si esaurisce? E chi, invece, facendosi beffa delle regole e delle angherie del tempo, spalanca le porte dell'eternità dinamica ed incorruttibile, se non l'amore?

Ma com'è possibile, se si dice che anche l'amore consuma e si consuma?
L'Amore di Dio No. L'Amore di Dio è inesauribile, al contrario del tempo non conosce pause né flessioni, non si distrae mai né va mai in ferie. E' un amore stacanovista, proprio perché l'eternità non si consuma mai. Ma come si fa ad accedere a questa dimensione così prestigiosa e gratificante? Non è difficile. Anzi, è abbastanza banale. E' sufficiente rispettare tre regole.
Primo: avere fiducia in Dio e nel Suo Amore, cioè credere nell'Amore supremo.
Secondo: resistere alle tentazioni del tempo.
Terzo: fare affidamento nella Misericordia dell'Amore se le tentazioni hanno il sopravvento, e nella forza del perdono invocato e di quello accordato.
Se ci si attiene a questi principi gli anni scorrono senza pesare, senza lasciare il segno, senza consumare, senza annoiare, nell'attesa che svaniscano nell'eternità, misura dell'Amore del cielo.

Allora vale la pena di gioire per ogni anno che passa e per ogni anno che si fa avanti. Allora ha senso festeggiare ogni anno in meno, che sempre di più ci avvicina alla vita senz'anni. Allora l'amore per gli anni non ritarda l'eternità dell'amore. La vita eterna è amore che non si esaurisce mai, anzi è Esso stesso fonte di vita, che sopravvive agli anni e persino alla loro morte.
Amare è non morire se vivere è amare.
Noi ci amiamo e perciò viviamo, e perché amati da Dio la nostra vita è eterna, come lo è il Suo e il nostro amore. Che non morirà mai. E noi con Lui.
Ciao, sempre più vecchio scriba. Ciao, sempre più prossimo papi. Ciao, mamma sempre più vicina.

Buon anno. Ciao,

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EMILIO CRISPO

CIELO CHE POESIA

secondo DIARIO DI UN ANGELO

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