




Emilio nel nostro 2003
Scarabocchiando amore
l'Amore apre la porta del cuore e vivifica l'amore che non muore.
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5
gennaio 2003 |
FRENESIA
DI VIVERE
Frenesia d'amore, naturalmente |
Caro vecchio scriba, eccomi qua a chiedere la tua preziosa collaborazione. Senza di te non so proprio come farebbero il mio caro papi, la mia mamma banana e tutti gli altri nostri innumerevoli lettori sparsi un po' dovunque.
Collaborare, se ben ricordo, vuol dire lavorare insieme, e noi quassù ti siamo molto riconoscenti per il lavoro che svolgi con tanta passione. Sei diventato proprio insostituibile, caro vecchio scriba, perciò riguardati, abbi cura di te e soprattutto non dar troppo retta a q uello scatenato del mio papi, che non riesce a star mai fermo.
Adesso capisco da chi ho ripreso, chi mi ha trasmesso la frenesia di vivere che mi sono portato appresso anche in cielo.
Frenesia d'amore, naturalmente. Frenesia di darsi, di concedersi naturalmente. Qui è così spontaneo, così naturale che mi sembra non sia cambiato gran che tra la mia vita terrena e quella celeste. Nella prima già godevo dell'Amore di Dio, di Gesù, di Maria Misericordiosa e di tutta la Santa Comunità, oltre che del vostro.Qui in cielo godo dell'Amore di Dio, della Madre nostra Santissima, della Comunione dei Santi, oltre che del vostro, naturalmente.
Ma allora dove sta la differenza? La differenza sta nel fatto che la conoscenza di tutti questi amorevoli Personaggi DIVINI mi ha aperto la conoscenza dell'Amore vero, quello assoluto, e mi ha fatto capire che non vi è alcuna differenza con l'amore che la mia mamma e il mio papà mi hanno dedicato e continuano a dedicarmi. E' proprio lo stesso amore, solo che allora il mio cuore non era ancora completamente saturo dell'Amore di Dio.
Caro vecchio scriba, scrivi dunque questa verità perché lo sappiano i miei cari che già lo sospettano e ne aspettano la conferma definitiva. E anche quanti non ne sono ancora convinti, e anche quanti non lo sospettano minimamente, e anche quanti n\on credono nell'Amore di Dio, e anche quanti non credono in alcuna espressione dell'Amore.
Che il Signore vi benedica tutti, proprio tutti, abbracciandovi in tutto il Suo Amore possibile.
Ciao caro vecchio scriba, alla prossima. Ciao, Emilio
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10
gennaio 2003 |
POETA
DI QUESTO CIELO CHE GENERA POETI
Cielo, che poesia, che gioia, che armonia! |
Miei cari, che gioia essere con voi per amore. Cielo che poesia, dedicare tutto il vostro amore a Dio ed appagarsi dell'immenso Suo Amore. Cielo che gioia, cielo che armonia, cielo che estasi ci pervade. Ma siamo pervasi da un entusiasmo contagioso e travolgente nel saperci ispiratori e complici del racconto della nostra storia d'amore e dell'emozione e dello stupore che ne derivano. Sappiamo infatti che ne vedremo delle belle. E come potrebbe essere diversamente!
Sappiamo che si scatenerà un
paradiso bello e buono. E come potrebbe non essere così!
Forse che il cielo saprebbe scatenare un inferno brutto e cattivo? Sappiamo
che tanti e tanti cuori si apriranno all'amore per assaporare la gioia
di sentirsi amati da Dio e di averne la conferma o la certezza. Sappiamo
che tutta questa baraonda di rivelazioni, questa
inondazione di sublimi verità sconvolgerà terreni
tranquilli ma aridamente sterili, per ricoprirli di fertile ed ubertosa
fede.
Sappiamo soprattutto l'orgoglio materno
di Maria Misericordiosa, di riscoprirSi madre di figli così devoti
ed innamorati.
E leggiamo nel sorriso bonario e paterno del
Signore il compiacimento di aver sacrificato il figlio Suo Gesù per
la redenzione di questa umanità, e nello sguardo
commosso del Cristo la gioia di aver vissuto l'esperienza umana. E
ci arriva il vociare festoso e coinvolgente di tutti
gli abitanti del cielo che cantano "Cielo che poesia".
Chi è più felice di me, cara mamma, nel vederti
così coccolata dalla Mamma del Figlio di Dio? Chi è più
orgoglioso di me, caro papi, elevato al rango di vecchio scriba fedele? Cielo
che poesia! Cielo che partecipazione! Cielo
che terremoto, pardon, cielomoto o
scossone celestiale! Se preferite, Cielo che tenerezza!
Cielo che Luce! Che tutta questa luce illumini il cammino della vostra
conoscenza per condurvi alla Sua Sorgente, proprio lì dove giovani
spiriti un po' impertinenti ed assai intraprendenti,
per volontà di Dio, esultano e si compiacciono per
il successo di questa loro raccolta di poesie dedicate all'Amore. Cielo
che antologia poetica! Cielo che poesia, sia fatta
la volontà di Dio e se Ne celebri
tutta la poetica verità nella Parola e nell'Amore che La alimenta.
Cielo che poesia! Mi pace sentirmi poeta
di questo cielo, che rifulge della Luce che dà la vita che non si
consuma mai, e genera anche poeti.
Ciao miei cari, siate forti e concreti. Siate luce di Dio.
Ciao, Emilio vostro
e per sempre.
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19
gennaio 2003 |
L'UNICO
MISTERO
Quando non servono gli occhiali |
Mi
car
papi, occhiali,
occhiali, sempre occhiali!
Quanta fede, quante paia di occhiali servono a
squarciare il fitto velo di mistero che avvolge la vita dello spirito
e rende incomprensibile la vita della materia. Ma chi ha stabilito lo spessore
impenetrabile del velo, chi ha decretato la sua esistenza e chi
ha calato questa cortina? Forse Dio?
E' facile ed altrettanto comodo responsabilizzare Dio, Lui, che è
il creatore di tutto, figuriamoci se non è capace di creare questo
diaframma, questo tendaggio, questo separé! Ma tutte queste strutture,
tutte queste diavolerie, non servono a celare, a nascondere, a separare!
Ma si. E che interesse avrebbe Iddio a nasconderSi
alla vista dei Suoi figli, separarSi da loro, renderSi irreperibile?
Per evitare rotture di scatole?
Dio è onnisciente o no? Se lo E, e lo
E', allora già sapeva che creando l'uomo creava
un gran rompiscatole. E perciò lo aveva messo in guardia, lo
aveva sconsigliato di avventurarsi nel fitto mistero del nulla assoluto,
dove non vi è Bene, Luce, Ordine, Armonia, Amore. Quello avrebbe dovuto
essere il vero, l'unico mistero del creato, noto solo a Dio Onnisciente.
Mistero che avrebbe consolidato in vincolo eterno il legame d'amore tra Dio
e l'uomo.
Ma l'uomo volle esplorarlo, volle penetrarlo
e si condannò a confrontarsi con la propria presunzione nel buio della
solitudine alla quale questa conduce.
Ed abbandonò il Padre, perché incapace
ormai di vederLo, di ascoltarLo, di riconoscerLo con i sensi
della materia comune. Si sentì diseredato, dimenticato, abbandonato ed
inventò il mistero della vita, che si tramanda da padre in
figlio e può essere svelato solo dopo la morte.
Ma Dio già sapeva
che l'uomo, o meglio la volubile mente dell'uomo si
sarebbe trincerata dietro lo spauracchio della morte, pur di
non riconoscere la propria responsabilità nella rottura del vincolo
d'amore, che aveva ispirato al Padre la creazione del figlio e di un paradiso
che ne allietasse eternamente la vita. E tuttavia, per quante questo figlio
disamorato ed irresponsabile possa averGliene combinate, il
Padreterno già lo aveva affidato alle cure esemplari del Figlio Suo
divino, Che in spoglie umane e nel sacrificio della croce offriva tutto Se
stesso per redimere i figli Suoi terreni dal peccato originale e da
tutti gli altri peccati da questo originati.
Cos'è la redenzione, se non la conferma
di quell'Amore che il Signore già nutriva per la creatura umana, già prima
di crearla? E' la promessa dell'eterno Amore, quell'Amore che nessun tradimento,
nessuna ribellione, nessuna intolleranza, nessuna leggerezza riusciranno
mai ad esaurire, a corrodere, a disamorare. Non è possibile
che l'uomo non l'abbia ancora capito o che si rifiuti di capirlo, perché la
vita terrena che si è dato non lo gratifica di un paradiso terrestre
da non condividere con alcuno, neppure con il suo munifico Creatore. Non
è possibile che i figli di cotanto Dio abbiano perso del tutto la
capacità
di riconoscerLo in ogni istante della vita che ci riempie la vita,
ed in ogni attimo di dolcezza che ce Lo mette accanto
nelle vesti di fratello, di padre, di madre, di amico, di confidente,
cioè di colui al quale ci si confida per la fiducia che gli si dà
con Fede. Con l'unica fede possibile
e necessaria. Quella dell'Amore eterno di Dio, che non delude mai.
Per credere in questo Genere d'Amore sono superflui
persino gli occhiali
della
Fede. Non siete d'accordo? Io dico di si, e di me vi potete
fidare.
Ciao, dal fedele servitore di Dio
e vostro Emilio
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25
gennaio 2003 |
GIUSTIZIA
NELLA MISERICORDIA
Un concetto che non trova posto nella mente umana |
Ci facciamo quattro chiacchiere, caro papi?
Buttiamo giù qualche riga, vecchio scriba fedele? Si potrebbe
parlare ad esempio della giustizia di Dio,
argomento impegnativo, complesso, difficile da spiegare, da comprendere,
da affrontare e da accettare.
Già leggo un certo disappunto sul volto di mamma banana. Lei preferirebbe
una letterina più intima, più familiare, un po' più coccola,
ma vi ho già spiegato che il mio compito non è più quello
di testimoniare, a voi miei genitori, la vitalità che mi pervade e
mi tiene unito a voi nell'amore che non muore, ma è
quello di riferire l'eternità e l'inesauribilità dell'Amore
di Dio per il centro della Sua Creazione, che
è l'Uomo con la maiuscola, quell'uomo capace
di non farsi annichilire dall'apparente ingiustizia di una vita ingrata e
mortificante. Anzi, capace di leggervi il segno dell'incomparabile
bontà del Padre e di riscoprirvi le radici della propria antica a
mai decaduta nobiltà.
Ma come si può accettare il concetto di Giustizia, se la stessa giustizia umana non è in grado di garantire il rispetto delle regole che l'uomo si è dato in nome di una pacifica convivenza? Se sulla terra è sempre più evidente che la giustizia garantisce i diritti del più forte su quelli del più debole? Se è così, come può Iddio, il giudice infallibile e giusto, permettere che ciò avvenga? Dov'è la Sua Giustizia?Nell'inflessibile applicazione delle dieci leggi dettate a Mosè per iscritto, destinate a regolare la convivenza pacifica tra Lui e il Suo popolo eletto?
Ma la Giustizia divina non trova posto
nella mente dell'uomo, né vi è ragione umana in grado di
interpretarla e farsene una ragione.
Perché non dovrei mangiare i frutti dell'albero della conoscenza?
-si domandano Adamo ed Eva.
Perché dall'inosservanza di questo divieto deriva una punizione così
crudele e mortificante, per loro e i loro figli e per le generazioni a venire?
E perché a completare l'asprezza della pena c'è la morte? Qualsiasi
uomo aveva motivi validi per porsi alcune di queste domande e ne ha tuttora
e ne avrà nel suo futuro, fino a quando l'avventura terrena non si
sarà esaurita.
Nel frattempo, per l'uomo del passato, del presente e del futuro, Iddio si è fatto uomo. E sacrificando per l'uomo Suo Figlio, in uno slancio d'Amore e di Giustizia incomprensibile alla mente umana, ha posto nel cuore dell'uomo questa intrigante domanda: E se la Giustizia di Dio fosse la Sua Misericordia?
Siate condomini dell'edificio dell'Amore che il Signore ha creato per noi tutti, per il trionfo eterno della Sua Giustizia, e andate a ninna a godervi il sonno del giusto. Buona notte a tutti da noi tutti. Che il Signore buono e giusto abbia misericordia di voi benedicendovi.
Ciao Emilio
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FEBBRAIO
2
febbraio 2003 |
ESTASI
Stupore di scoprire nell'amore la ragione dell'esistere |
Non volete fare quattro passi con me tra le nuvole, miei cari? Lasciatevi prendere per la mano dalla fantasia della fede e non vi sarà difficile ottenere qualche attimo di vacanza, fuori dell'ingombrante consuetudine della materia.
Se si, rimarrete
per sempre con i piedi inchiodati per terra, condizione questa molto
meno gratificante di quella di averli inchiodati sul legno di una croce.
Se no, allora state già respirando l'aria del cielo, impalpabile
ma corroborante perché satura dell'amore, della luce e dell'armonia
di Dio e di tutte le creature alle quali Egli ha conferito la Sia eterna
paternità.
Avete già consumato il tempo dei vostri quattro passi tra le nuvole, della vostra ora di libertà e di aria buona. Ogni cosa a suo tempo. Continuate intanto a mantenere fervida la fantasia della vostra fede, cioè dell'amore per la vostra anima e per il suo destino nel mondo e nella gioia dell'amore immortale. Ciao, ai prossimi quattro passi del cammino sulla strada della Luce. Emilio
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12-22
febbraio 2003 |
PER
ANNUNCIARE LA GLORIA DI DIO
Tutta la vita di eterna felicità |
12 febbraio 2003
Vivo nella luce dell'Amore che Iddio
emana ed irradia su tutto il Suo creato. Gioisco senza
tregua dell'Amore che Egli condivide con me. Mi beo delle coccole che la
nostra Madre celeste dedica e dispensa caritatevolmente a tutti i figli Suoi. Godo della
solidale amicizia e del fraterno Amore del Figlio più buono del Mondo,
del Fratello più generoso e dell'Amico più altruista del cielo
e della terra.
Mi scalda l'Amore incorruttibile ed inesauribile
dei miei genitori, ai quali mi lega un filo molto più sottile ma molto
più robusto e possente da questo tracciato dalla penna. Sono
circondato, anzi sommerso dall'amore gioioso e contaminante di tutti
i miei cari in cielo e da quello nostalgico di tutti i miei amici in terra.
Sono in grado, per volere del Signore, di dare contributi di serenità,
di coraggio e di fede a chi ne abbisogna.
Mi viene da pensare e da esclamare: ma chi sta meglio
di me?
Credetemi, lo dico con tutto il rispetto e l'ammirazione che nutro per chi, tribolando, partecipa alle vicende della materialità transitoria, convinto di riabbracciare quassù chi ha lasciato la terra per il cielo, pronto a dargli una mano per fargli compiere il percorso più breve e meno accidentato. Non sono il solo. Sono la porziuncola di una smisurata comunità al servizio di Dio e dell'uomo proiettato verso Dio. Sono l'infinitesima particella del progetto divino, che prevede il ripristino del prestigioso regno del bene assoluto, dell'amore trionfante e del male annichilito per sempre.
Provo una indicibile emozione nel vivere, è proprio
il caso di dirlo, un'esperienza così esaltante
e sublime. E' l'unica esperienza attuabile
nella vita eterna, dove tutto si compie senza fine per rigenerarsi nell'Armonia
che ne regola e ne abbellisce il pulsare.
Il bene non conosce né consiglia alternative e neppure concede
scappatoie. Ma posso assicurarvi che non c'è posto per noia, routine,
ripetitività, monotonia. Nulla
è infatti più intrigante, più fantasioso, imprevedibile
e sorprendente del bene. Vivere nel bene e per il bene arricchisce,
rigenera, rinvigorisce, corrobora. E fa diventare più buoni. E tanti,
tanti buoni fanno la felicità del Signore ed alimentano la Sua vocazione
ad amare, secondo la formula inconfutabile che amore
non conosce che amore. E noi tutti ci buttiamo
a capofitto in questo turbinio d'energia e ci sentiamo veramente in cielo,
in un tutt'uno con il Padre, con il Figlio, con lo Spirito Santo, e con la
Mamma Misericordiosa che ci protegge e ci guida.
22 febbraio
2003
Miei cari, quando vi dico
che sono in cielo e vivo nella felicità più assoluta ed appagante
non lo faccio per consolarvi e per darvi sollievo, ma per annunciare la gloria
di Dio. Se poi ci scappano anche delle coccole non è che
il Signore se la prenda. Anzi.
La Sua Gloria altro non è che Amore per le Sue creature e in particolare
per quelle che in terra si trascinano fardelli dolorosi.
Ma accettare la Gloria di Dio è anche accettarNe incondizionatamente
quel progetto che risulta fugacemente incomprensibile in terra ed eternamente
condiviso in cielo.
Si annuncia la Gloria di Dio ispirandosi senza
timore alcuno e senza alcuna riserva alla Sua
Parola, che nasce dall'onniscienza di Chi tutto conosce dell'Amore
e dall'onnipotenza di Chi sa dare tutto il proprio Amore a tutti, concedendosi
in Spirito e in corpo.
Si annuncia la Gloria di Dio sollecitando
la Sua protezione e confidando nella Sua Misericordia attraverso
la preghiera personale e corale, o con l'intercessione della
Nostra Madre Celeste e della comunione dei Santi.
Si annuncia la Gloria di Dio con la testimonianza di
una fede che non arretra di fronte alle prove più
dolorose e sconvolgenti della vita, quelle che non risparmiano neppure l'amore
ed i suoi vincoli irrinunciabili e ti fanno chiedere in cosa consista l'Amore
del Padre.
Si annuncia la Gloria di Dio quando si anela il ritorno alle
proprie origini divine e si ha nostalgia delle Sue coccole.
Andiamo dunque insieme, mano nella mano, ad
annunciare la Gloria di Dio.
Ogni esempio di annuncio vale un punto.
Ognuno di voi, miei cari, che punteggio ha raggiunto?
Non è necessario ottenere il massimo, ma è meglio se voi lo
farete. Noi quassù vi daremo una mano.
Bacioni a tutti. Ciao Emilio
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MARZO
2
marzo 2003 |
LEGGERA
COME L'ALITO DI DIO
Cenere che risusciterà ad antico splendore |
Il Figlio del Quale ben conosceva questa Verità prima di farsi uomo, e pur tuttavia non poteva dissimulare le emozioni che il Suo Essere divino provava, nel sentirsi amico, compagno, confidente, consigliere, maestro dell'uomo, e che nel Suo cuore agitavano il sentimento della vita e della morte, della riconoscenza e del tradimento. Anche il Signore, il Creatore, Colui che preesiste alla creazione nella forza più pura dell'Energia Assoluta e nello stesso creare si fa Dio, ebbene anche Lui, dopo aver conferito spiritualità e vita alla materia inerte, non si è potuto sottrarre all'esperienza di emozioni materiali, per educare le Sue creature a considerare il divino e il corporeo due realtà complementari del Suo progetto uomo. Per questo Suo disegno, per questa Sua volontà, il Figlio e la Madre di Dio e dell'uomo già vivono in Cielo la loro eternità spirituale nel Loro Corpo glorioso.
Ed è per questo stesso Suo disegno che tutti gli spiriti del cielo si riapproprieranno del corpo, mai più contaminato dal peccato.
Tutto ciò si attuerà quando l'umanità si farà esercito di Maria nella distruzione eterna del male. Allora spirito e corpo saranno un tutt'uno eterno. Lo spirito alito di vita rinvigorirà per sempre la materia, e questa, purificata per sempre dal peccato, attingerà dai sensi tutte le suggestioni che rappresentano Dio come il Padre più buono e caritatevole del Creato.
E tu, cara mamma, sarai leggera
come l'alito di Dio quando per mano ti condurrò ad esplorare gli
sterminati territori dell'eternità.
Il tempo passa veloce e più corre più si avvicina
la sua fine. Lì inizia il tuo essere vita eterna. Io sto qui, nel
tuo, nel mio, nel nostro qui, senza attendere né annoiarmi, nella
consapevolezza che tutto ciò avviene con la gioia di sapere che anche
tu ne sei già
rassicurata.
Un bacione forte, di quelli con
lo schiocco. Dal tuo Emilio
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9
marzo 2003 |
ANCHE
L'AMORE CARNALE E' SANTO
Dipende dall'uso che se ne fa. |
Mio caro papi, quando il cuore ti sussurra
il significato più profondo e più vero dell'amore,
non lo fa per mettere in crisi l'idea che tu te ne sei fatto con l'esperienza
umana e per contestarne l'autenticità, ma per sollecitarti a cercare
nella memoria del tuo passato, presente e futuro, i ricordi e le promesse,
le speranze e le certezze dell'Amore di Dio, che ognuno di noi porta
in sé ed incontra intorno a sé. Quello
che conta, infatti, non è tanto l'intensità dell'amore -e
qui mi riferisco anche all'amore terreno con tutte le sue tenerezze,
effusioni e passioni- ma l'uso che se ne fa.
Se è indirizzato al bene e al
benessere dell'anima, anche l'amore carnale
è santo ed encomiabile. A condizione che si ispiri alle regole
del bene, quelle dettate da Dio Bene ed Amore assoluto, e che infallibilmente
conducono al Bene e all'Amore eterno.
Pensa a quanti hanno dovuto rinunciare alla vita ed al godimento di amori
terreni per essersi dichiarati appassionatamente innamorati della persona
e della parola del Figlio di Dio. Come potrebbe il
Signore stare in pace con la propria coscienza sapendo che alcuni, tanti
dei Suoi figli si sacrificano per Lui? Ma questa è
una domanda che solo mente umana può formulare, Dio
ha altro per la Mente quando chiede ad Abramo di sacrificarGli il
figlio, e quando offre il Figlio Suo in sacrificio per redimere l'umanità
dal peccato.
Anche Gesù
ha altro per la Mente quando sollecita i giovani a seguirLo nel Regno di
Dio, oppure quando in punto di morte chiede al Padre perché lo
ha abbandonato. Eppure entrambi i figli, quello di Abramo e quello di Dio, troveranno
nell'Amore di Dio e nell'amore dei rispettivi genitori la risposta ai propri
umani interrogativi, e con la vita ritrovata, anzi mai perduta, faranno
grande la Gloria del Signore dell'Amore.
Caro papi, tu e tutti quegli altri papi che siete stati preceduti in cielo
dai vostri figli, sappiate dedicare a Dio quello stesso amore che ci dichiarate
dal profondo del cuore. Esso è
solo una piccolissima goccia di quell'immenso oceano d'Amore di cui
il Signore ci ricolma e vi riversa addosso in ogni istante delle vostre giornate
di superstiti, ma ugualmenteLo farete felice ed
orgoglioso di avervi per figli. E non Si darà
pace finché non vi vedrà ricongiungervi in Lui nell'amore per
i vostri figli, con noi che vi attendiamo fiduciosi e pieni di gioia.
Tu, cara mamma, voi, care nostre mamme, non sentitevi trascurate. Per voi
è in programma un'altra letterina che non si farà attendere
troppo. A presto.
Bacioni a tutti, ma uno speciale a mamma e papà. Emilio
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INEDITO attualità
|
ETERNO
CONFLITTO TRA IL BENE E IL MALE
Vicende umane tormentate dalle guerre SOLO IL BENE E' ETERNO, IL MALE HA LE ORE CONTATE |
Caro scriba, facciamo questa irruzione internazionale, perché
l'amore non conosce confini e non deve essere goduto da pochi, poiché
è bene universale. A proposito di bene, vorrei in
questa sede parlare un po' dell'eterno conflitto tra
Bene e Male. Eterno è, in verità, aggettivo inesatto,
perché solo il Bene conosce l'eternità
ed il Male ha le ore contate.
Ma, ciò non vuol dire che il male, che pur conosce
il suo destino, si dia per vinto. Anzi, spesso si manifesta sotto le mentite
spoglie del bene. Prendiamo esempio da tante
vicende umane tormentate dalle guerre. Tutte sono condotte
e subite in nome ed in difesa del Bene: ma, chi le vince, il Bene o il male? Come è possibile
sostenere che il Bene possa tollerare morte e distruzione, eccidi
di innocenti, violenza, follia, odio, o completo annichilimento dell'umana
dignità dell'uomo? Similia
similibus curantur? Si può curare il male con il male? Può
il Bene tollerare una siffatta menzogna?
Ma, qualcuno potrebbe obiettare: cosa ne è del Dio degli eserciti del popolo da lui eletto e da Lui ispirato anche in guerra oltre che in pace? Ed io rispondo: cosa ne è del Dio del perdono, della misericordia e dell'Amore? Quante e quante altre croci ancora devono essere innalzate per immolarvi il figlio di Dio, prima che i cosiddetti potenti imparino a meditare su queste domande in tempo di pace e per la pace nel tempo? Il male non predispone alla meditazione, ma non si illuda che il Bene non è propenso all'azione. Ogni cosa a suo tempo.
Ciao a tutti, Emilio ( 22 agosto 1999)
Chi ha stabilito, caro papi, che il tempo è
la medicina che lenisce ogni dolore? Certamente qualche bontempone,
o uno animato da buoni sentimenti nei confronti di chi soffre, oppure qualcuno
bisognoso di mentire a se stesso. Forse che al tempo si può attribuire
il merito di cancellare qualsiasi dolore fisico, ad esempio quello del parto
o quello di una colica o di un evento traumatico? Lo può credere uno
sprovveduto, ma tu sai benissimo, caro papi, perché sei medico come
me, che è la guarigione della lesione o la rimozione della causa
che determinano il dolore, a far sì che questo scompaia indipendentemente
dal tempo impiegato. E, una volta rimossa la causa del dolore, questo
scompare definitivamente, senza lasciare tracce ne memoria di sé.
E, allora, come si può sperare o come ci si può augurare
ed illudersi, o augurare ed illudere, che il tempo sia in grado di guarire
il dolore dei sentimenti, le piaghe dell'anima, le ferite del cuore? Nessun
tempo ha la forza di farlo, solo alla fine del tempo ne è stata
data facoltà. La morte infatti - mi riferisco ovviamente a
quella della materia, che proprio nel tempo e nello spazio segna il passo
di fronte alla propria fugacità - decreta la fine di ogni dolore
fisico e morale, e può essere considerata a pieno titolo l'unica
medicina che guarisce dal dolore. La sua precarietà apre le porte
alla vita della gioia eterna, senza dolore.
Una volta chiarito questo concetto, come si può pensare che il
dolore per la perdita di una persona cara possa diluirsi nel tempo fino a
scomparire? Solo rimuovendone la causa ma, per quanto si tenti di farlo,
come si possono rimuovere, a parte le spoglie che riposano sulla terra in
attesa di migliore collocazione, tutte le testimonianze, i ricordi, le gioie
e persino i dolori che il passaggio di una vita in terra lascia impressi
inequivocabilmente?
E allora vale il discorso della guarigione. Questa non si attua se
non si rimuove la causa del dolore e, dal momento che è pressoché
impossibile accettare la rimozione dal proprio cuore dell'amore condiviso
con il caro estinto, allora non si guarisce mai, in barba al tempo. Fino
a quando il tempo non diventi lui, e solo lui, l'unico caro estinto. Guai
dunque a cercare o pretendere di sopprimere la forza vitale dell'amore che
condivide con i propri cari in cielo chi deve ancora soggiornare in terra. E'
come voler soggiogare l'amore eterno, che percorre instancabile il percorso
cielo-terra nelle due direzioni, alle regole miopi del tempo e della sua
pochezza razionale. Significa mettere Dio ed il Suo Amore su un piedistallo
irraggiungibile, dal quale Egli Si sforza di scendere in ogni modo, per andare
incontro a tutta la Sua umanità.
Ecco allora che proprio il tempo, questo reclamizzato guaritore,
diventerebbe egli stesso causa di malattia inguaribile. Paradossalmente invece è la
morte della materia, soggetta al tempo, la insospettabile guaritrice.
Attenzione però, non si tratta di morte gratuita, ma conquistata
con la partecipazione ad una vita non importa quanto lunga, ma biologicamente
dedicata alla scoperta della matrice divina, che rappresenta la memoria immunologica
contro tutte le malattie dello spirito. Questa matrice, che è patrimonio
di ogni uomo investito dalla Grazia di Dio, impedisce all'umanità di
privarsi della Misericordia del Padre e la responsabilizza nel supplicarNe
o rifiutarNe il perdono. In quest'ultimo caso il dolore diventerà eterno
e nulla potrà il tempo millantatore. Perché eterno è
lo sconforto di Dio per ogni insuccesso di redenzione, incommensurabile è
la Sua tristezza per l'ingratitudine verso il Suo perdono.
Ti ho detto, caro papi, che la guarigione, cioè la rimozione
delle inevitabili colpe accumulate sulla terra per mezzo dell'assunzione
della portentosa medicina del pentimento, con la morte del tempo fa diventare
immortali e garantisce eterna gioia.
E' così per tutti gli spiriti accolti in cielo. Ad essi sarà
per sempre precluso il sentimento del dolore: di questo in cielo Si fa carico
solo Dio e l'uomo in terra non Gliene risparmia nemmeno un po'. Ma Dio è
dotato di spalle possenti e di cuore infinitamente generoso e, quel che più
conta, non conosce rancore. Perciò l'uomo non cessi mai di confidare
nella Sua eterna Misericordiosa Pazienza, cioè nella capacità
divina di condividere con l'uomo amore e sofferenza. E così sia.
Una gioiosa raccomandazione: evitate di dare dolorosi dispiaceri al nostro
Padre Generoso.
Bacioni, Emilio![]()
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27
aprile 2003 |
L'UNICO VERO ED IMMUTABILE VALORE DELLA CARITÀ Gioia di una risata con le lacrime agli occhi |
Miei cari, la carità è il dono più prezioso da
preservare e da elargire e, al tempo stesso, quello più difficile
da praticare.
Carità è amore attivo, amore che nulla pretende, che nulla
chiede in cambio, neppure la sintonia di chi lo riceve. Mentre richiede la
sintonia di chi lo concede, sintonia con Dio e sintonia per chi ne è
fatto oggetto.Carità non è elemosina, non si fa carità
consegnando un obolo e stando bene attenti a non toccare la mano protesa
a riceverlo, per evitare qualsiasi contatto umano.
Quando si dona amore, va manifestata la gioia per la generosità di dare, di cedere qualcosa di personale. Cosa vi è di più bello di un abbraccio per esprimere il sorriso del cuore? Aprire le braccia per accogliervi dentro il prossimo è dare sfogo alla gioia del cuore in una fragorosa e festosa risata, una di quelle da farsi venire lacrime di felicità. Felicità che nasce dalla consapevolezza dell'attitudine di concedere misericordia. E non si può essere misericordiosi se si ha paura di essere toccati dalle sozzure altrui, dai peccati degli altri e magari di venirne contaminati.
Essere caritatevoli è darsi, non dare, è concedersi piuttosto che concedere. Cioè cedere un po' o tanto di sé a qualcuno, per goderne insieme. E' farsi e rendersi partecipe della stessa parte di quell'amore che anima il progetto di Dio e lo rende inesauribile motore dell'universo eterno. Di quell'Amore che si è consegnato all'uomo condividendone le lacerazioni della carne e dell'anima, per significargli nell'esperienza sacrificale l'unico vero ed immutabile valore della carità.
Farsi veicolo dell'amore che ci fa gioire in Dio per condividerlo con chi ha la stessa promessa e lo stesso diritto alla Sua Misericordia. Dichiarare il proprio amore a Dio ed amarLo nel prossimo. Donare Amore sull'esempio di Dio ed in Nome e per volontà di Dio. Testimoniare concretamente l'Amore di Dio. Saper fare tutte queste cose stupende, miei cari, è il dono più prestigioso che il Signore abbia voluto concederci. A noi cittadini del cielo e a voi abitanti della terra è affidato il compito di distribuirlo a piene mani con sapiente prodigalità, senza timore di esaurirlo o di sperperarlo o addirittura di sprecarlo con chi non lo merita. Non sta a noi esprimere giudizi in merito, dobbiamo invece invocare la Misericordia del Padre proprio sui più bisognosi, e nessuno sa meglio di Lui chi essi siano. E più saremo caritatevoli più saremo ricoperti delle attenzioni di Dio, ricompensati dalla Sua gratitudine, dalla Sua carità, dal Suo Amore.
E ditemi se questa non è carità interessata, carità
pelosa. Il Signore non disdegna però questo tipo di pelosità,
anzi, in un cero senso la stuzzica, la sollecita. Lo addolora piuttosto quella
pelosità che ricopre cuori e anime di molti Suoi figli dimentichi
dell'amore al quale sono stati destinati e votati per divina eredità.
Se "votati alla morte" è il motto scriteriato
di alcuni che si definiscono coraggiosi, "votati all'amore" è
il motto di tutti quei figli di Dio che hanno il coraggio di destinare al
prossimo loro lo stesso amore che dedicano a se stessi. E qual è
il motivo che spinge l'uomo ad amare se stesso, se non quello dell'orgoglio
di essere al centro dell'Amore di Dio, delle Sue premure, delle Sue preoccupazioni?
Per questo l'Amore di Dio è il più caritatevole che si conosca.
Altrimenti, che razza di Dio sarebbe? Ed io come potrei sperare nel Suo perdono
per queste mie birichinate? E voi come potreste coltivare la certezza di
riabbracciarmi?
Al tempo stesso coltivate la carità, e che il Signore vi protegga
e vi guidi sulla strada dell'amore. Ciao.
Molto amorevolmente, Emilio
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Maggio 2003
Miei dolcissimi mamma e papà, la più tenera di tutte le mamme, Maria Misericordiosa alla Quale mi affidaste sin dai miei primi palpiti di vita ed alla Quale instancabilmente e premurosamente non fate che raccomandarmi, veglia su di voi con la stessa attenzione e con lo stesso amore che dedica a tutti i figlio suoi. Se a voi pare che Ella vi riservi un affetto più intenso e particolare, ciò è dovuto all'intensità e alla sincerità dell'ammirazione e della dedizione che voi provate per Lei. Lei lo sa e ve ne è grata e, benedicente, ve ne sta fornendo le prove concrete proprio lì dove è di casa e viene venerata come Madre insostituibile nel mediare il perdono del Signore e nel sollecitarNe la Misericordia. Ve lo sta testimoniando con l'abbraccio generoso
nel quale avvolge tutte quelle Sue creature afflitte dai dolori della
carne, eppure indomite per la forza della fede che si manifesta anche
dietro le mortificazioni dolorose e disperanti della propria umanità. Vi pare che la Madre Santissima non arda dello stesso amore e non frema della stessa speranza che pervadono il cuore di Gesù nell'attesa del vostro ritorno alla vita, che vi fu destinata prima che la vita fosse stata creata? Il Suo amore ardente è irriducibile come quello di Dio, quello stesso Amore che Si incarnò in Cristo e che non rinuncia alla perdita di alcuna di quelle anime per le quali Lo ha sacrificato. Questo è il messaggio della Mamma di Gesù: l'Amore
che Dio vi riserva non si misura dal grado di salute, di benessere,
di brutture, di malattie della carne, né tanto meno dal
senso di ammirazione o di pietà o di ribrezzo che ispirano. Il
Suo amore è tutto concentrato sulla salvezza di quelle anime
incarcerate proprio in quei corpi, la cui bellezza non ne garantisce
il recupero così come le deformità non ne decretano
la dannazione. Sono i contenuti spirituali dell'anima che stanno
a cuore a Dio, non già i valori estetici dell'involucro
che la riveste, anche se la bellezza del corpo non guasta se accompagna
ed incornicia un animo bello e puro. AffidateLe tutti i vostri perché, confidateLe
i vostri crucci, le vostre sofferenze. Apritele i cuori di figli,
convinti della Sua Carità Ciao e così sia. Emilio vostro in Maria e nel Suo tenero Amore. |
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17
maggio 2003 |
SOLDATI
INNAMORATI |
Miei dolcisimi mamma e papà, la nostra Madre Dolcissima vi accoglie tra le Sue braccia e vi benedice per tutto l'amore che Le portate, per la devozione che Le dichiarate e per il fervore della preghiere che Le rivolgete. Essere figli fedeli, cioè nella
fede in Maria Misericordiosa, vuol dire condividerne il destino in
quel progetto divino che La vuole e la vede trionfante sul male
e salvatrice della chiesa universale di Dio. Significa pure
accettare come Lei il ruolo consapevole, e per questo più responsabile, di
serva di Dio che si fa complice delle Sue divine "benefatte",
tutte organizzate e indirizzate alla redenzione dell'uomo da
peccati antichi e sempre attuali. Equivale a SostenerLa ed
aiutarLa a deporre dalle croci tutta l'umanità crocifissa
dalla sofferenza e dalle mortificazioni derivate da privazioni,
malattie, povertà, ingiustizia. Ma è soprattutto quella dichiarazione d'amore tenero ed ammirato che ogni figlio dovrebbe rivolgere alla propria mamma, per avergli dato la vita ed in particolare quella vita che gli consente di vedere attuata la promessa della vita eterna. Dichiarazione d'Amore che sicuramente Ella ricevette dal Signore attraverso l'annuncio dell'Angelo, e che noi Le facciamo ammirati per la pienezza di Grazia. La stessa dichiarazione d'Amore che chissà quante volte Le dedicò e Le rivolge il frutto della Sua totale dedizione a Dio, il Figlio Gesù. Una volta dichiaratisi Suoi devoti innamorati,
si diventa immediatamente soldati del Suo esercito, quell'esercito che,
rafforzato da uno stuolo indescrivibile di Angeli, marcerà
contro il male e lo distruggerà, per l'eternità
del Bene Assoluto. Ciao Emilio |
lettere di Emilio da luglio a dicembre 2002 |
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