| Scritto da un angelo di nome Emilio | |
Diario di un angelo nel nostro 2003
| GIUGNO 2003
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21
giugno 2003
IL MIO NONCOMPLEANNO
Anche io sono orgoglioso e compiaciuto dell'amore
che mi dedicate, miei dolcissimi, in ogni istante dei vostri pensieri e ve ne
sono grato perché mi sento festeggiato in ognuno di quegli istanti
che non rappresentano più ricorrenze, ma solo il trascorrere della vostra
vita, che ancora sembra dividerci e tuttavia non ci impedisce di stare insieme.
Io non ho bisogno di contare i vostri anni in attesa che si avveri ciò
che per me già è e sarà per sempre. Non fatelo neppure
voi ed io mi sentirò ancora più felice di quanto sia già.
Con questo augurio vi dedico tutto l'amore di cui
sono capace.
Bacioni dal vostro
eternamente
vostro
Ciao carissimi miei mamma e papà, ciao piccoli Ginger e Fred.
Ciao a tutti, vi voglio bene.
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22
giugno 2003
CORPUS DOMINI
Speranza e volontà antropomorfica
Caro vecchio scriba, ti devo confessare che ogni volta che mi accostavo
al sacramento dell'Eucaristia avvertivo un certo imbarazzo, che solo il
confidare nella verità del mistero riusciva a superare. Perché
quell'ostia consacrata, che mi apprestavo ad accogliere nella mie viscere,
non simboleggiava ma ERA il corpo di Gesù nella carne e nel sangue e
Ne rendeva perpetuo il sacrificio misericordioso.
Quante volte mi sono chiesto se il tentativo di condurre alla dimensione umana
i misteri del mondo dello spirito non rischiasse di farci varcare i sottili
confini del cannibalismo materiale e spirituale!
Può una esasperata intensità dell'amore far desiderare un'appropriazione
e una donazione così totale, da annullarsi anche nel corpo ed offrirsi
in carne e sangue?
Nella sfera umana ed animale certamente si. Allora, chi è l'antropomorfologo?
L'uomo che spera in un Dio dalle sue sembianze, per non sentirLo
indifferente alle sue vicende terrene, oppure è Iddio che acquista
sembianze umane per non sentirSi escluso dal cuore degli uomini? Da chiunque
parta l'iniziativa, è evidente che l'incontro e l'abbraccio devono
compiersi in un mondo spirituale non del tutto estraneo a quello della materia,
diciamo nell'anima, prima che tra materia e spirito vengano a crollare i confini
del peccato originario ed entrambi tornino ad amalgamarsi nel tutt'uno primordiale
inscindibile.
Nel frattempo Dio Amore Si incarnato nel Figlio amato, diventando Egli stesso
Amante e profondendosi su Lui e sulla Sua chiesa in vesti di Spirito Amore divino.
Ed ha sacrificato l'Amato consegnandoLo come Agnello sacrificale ad un popolo simbolo, che considerava il sacrificio dell'agnello la privazione più grande che si potesse immaginare dopo il sacrificio di un figlio. E questo Figlio si è consegnato all'uomo in un'eredità che si rinnova e si arricchisce nella promessa e nel consolidamento di un'alleanza fatta di pane e di vino, in un cenacolo che diventa strumento e mezzo di nutrimento spirituale.
Fino a quando, superato l'incubo della morte, la comunione degli spiriti non diventi una realtà definitiva ed eterna.
E intanto Gesù, invece di starsene comodamente seduto alla destra del Padre, continua a fare la spola tra cielo e terra, tra spirito e materia proprio come faceva con i suoi amici dopo essere risorto da morte. E lo fece per quaranta dei loro giorni, quasi compiaciuto della Sua trascorsa umanità che manifestava nella gioia di amico e nella giovialità di commensale.
E nella stessa veste si offre all'uomo nel sacramento eucaristico.
Come vedi, caro scriba nonché caro papi, certi miei segreti imbarazzi non avevano alcuna ragione di essere, così come non ne hanno quelli che tu ti fai venire quando si discute ed elaborazione del lutto. Infatti, come si può rinunciare all'oggetto amato, specie se questi è una creatura umana e continua a starti vicino, offrendotene le prove anche dopo il suo distacco?
Come avrebbero potuto le donne, e tra queste la Sua mamma, e i discepoli
seppellire per sempre Gesù, l'oggetto del loro amore e della loro
dedizione, quando Gesù saltapicchiava tra loro invitandoli a pranzo e
a cena? E come avrebbero potuto sentirseNe lontani, se dopo cinquanta giorni
venivano pervasi dal Suo Amore infuocato?
Queste domande e tutte le altre trovano la risposta nella verità
che è più forte la volontà antropomorfica di Dio, tutta
tesa a perpetuare la Sua esperienza umana, di quanto non lo sia la speranza
antropomorfica che l'uomo cerca di attribuire al Dio che si porta impresso nell'anima,
e che crede molto più distante e distaccato della propria realtà.
Dio invece è lì, a due passi, per accudirne e proteggerne
la parte migliore ravvivandola con il Suo sangue e la Sua carne, perché
non se ne vanifichi la divina sostanza:
E solo l'Amore può alimentare l'Amore. Questa è l'unica realtà
possibile nella incommensurabile storia del creato e dell'umanità.
E noi ne siamo gli artefici, non gli spettatori. Per volontà del signore.
E così sia.
Ciao, ![]()
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8
luglio 2003
LA SORGENTE DELLA SPERANZA
Le ricchezze che vorresti accumulare nel corso della vita
La vera vita non è, caro papi, quella che sogni o ti prefiggi o ti adoperi a condurre, ma è quella alla quale ti prepari accettando la verità di una vita che distrugge i sogni, annulla i propositi, vanifica le attese. Sono tutte queste frustrazioni a spingerti a trovare consolazione in un modello di vita appagante sotto ogni punto di vista, o c'è qualcosa di più? Se fosse vera la prima ipotesi, non andresti a rifugiarti in un mondo di cui non sai nulla e non conosci nulla salvo l'augurarti che lì troverai gioia, luce, armonia, amore. Ma, sono proprio queste le ricchezze che vorresti accumulare nel corso della vita terrena? Non sarebbe più logico puntare su qualcosa di più concreto ed a portata di mano, come il successo, la salute, il denaro? Sarebbe molto più umano dare corpo ad un modello di vita materiale nel quale avere tutto a disposizione e ai massimi livelli.
Se invece cerchi rifugio in una speranza di vita che ti dà il
meglio di quanto si possa desiderare in termini di beni astratti -gioia,
armonia, amore- è evidente che in una parte sconosciuta del tuo
universo umano sta, quasi nascosta, la sorgente impalpabile ma attiva
di queste tue pulsioni, e questa sorgente è della stessa natura
di Quella che ha creato la vita: l'Alito di Dio.
E' la memoria di Dio, che è anche urgenza e necessità di vita
da condividere gelosamente con Lui.
Se Dio non esistesse nel mio cuore, nella mia essenza umana, come e perché
ne dovrei desiderare Uno? E magari Trino? Perché l'uomo dovrebbe
trasferire in cielo un mondo che, con qualche miglioramento, potrebbe essere
comodamente fruibile e godibile in terra? Invece gli è più facile
sperare che sia stato il cielo a sprofondare in terra, a causa di un piccolo,
innocente malinteso con il Padreterno, passato alla storia come peccato originale.
Il fatto è, caro papi, che certe cosiddette fantasie cui l'uomo si
abbandona sono più concrete della stessa realtà. Il richiamo
ad una vita spirituale è misterioso ma insopprimibile, come la forza
istintuale che fa risalire il salmone contro corrente, che porta le balene a
seguire rotte precise e alcune specie d'uccelli a ritrovarsi in luoghi lontani.
Anche l'uomo, nonostante le regole sociali che si è
dato, non sfugge a suggestioni comportamentali che ne condizionano in qualche
modo la vita sulla terra. Ma ve ne è una ancora più irresistibile
ed è il richiamo, che Dio continuamente gli rivolge, ad una
vita eterna alla quale veramente pochi non credono veramente. Potrebbe un
ateo, se ne fosse veramente convinto, negare l'esistenza di Dio? A cosa servirebbe
parlare e dissertare su una cosa che non esiste? Non esiste, e questo è
motivo più che valido per rendere superfluo, anzi, vano ogni discorso
in merito.
Allo stesso modo, per quale ragione dovrebbe prendere forma l'idea dell'esistenza
della città eterna, se nessuno ce ne può portare testimonianze
come foto, cartoline, guide turistiche, ecc. ecc. ecc.?
Quante domande, caro Papi e quante risposte confuse, incerte,
inconcludenti, inconsistenti.Vale la pena porsene una sola: cosa sarebbe dell'uomo
senza il suo Dio? Certamente vagherebbe nel buio alla ricerca di un altro dio,
e magari scambierebbe il diavolo per il dio che cerca.
Invece Dio va sempre cercato alla luce del sole, e non Lo si può
confondere con nessuno. Capito?
Ciao![]()
11 luglio 2003
INVESTIMENTO REDDITIZIO
e speculazioni senza guadagno
... quando ti dico che non bisogna mai mollare nel dare amore e nel chiedere
al Signore che non si stanchi mai di darcene, per farcene ricchi e prodighi,
puoi star certo che è proprio così. Alla faccia di tutti quelli
che storcono i naso, quando viene loro chiesto di rinunciare un po' a se stessi
per dare un minimo agli altri. Solo essendo caritatevoli si accede a ricompense
molto, ma molto più consistenti di quanto si è elargito, perché
l'amore caritatevole è il fondo d'investimento più redditizio,
sul quale vale la pena di puntare.
Ma allora a nulla vale speculare su affanni, tribolazioni e tragedie umane,
se non ti garantiscono alcun guadagno. Proprio così. Si tratta
di obbligazioni di poco conto che non si negano a nessuno, anzi, vengono
attribuite agli essere umani gratuitamente come buoni del tesoro, quel
tesoro di cui l'uomo divino era ricco, che si è liquefatto quando
ha scoltato i cattivi consigli di uno spregiudicato e diabolico agente di cambio.
Da quel giorno all'uomo vennero impediti i facili guadagni e ancora di
più gli arricchimenti illeciti, e gli fu concesso di investire solo
in amore, perché i guadagni che ne derivano non danno potere e
possesso, ma sono sufficienti ad assicurare di essere totalmente posseduti dall'Amore
di Dio. L'Amore di Dio, caro papi, non è appiccicoso ed ossessivo
come certi amori umani, ed i beni che produce non rendono avidi e parsimoniosi
come certe ricchezze depositate nelle casseforti della banca e lì ben
rinchiuse e difese da combinazioni segrete.
La ricchezza dello spirito è bene universale, cielo e terra ne sono
pieni e non è difesa da pareti d'acciaio e da porte inaccessibili.
Tutti ne hanno diritto. Tutti ne possono attingere a piene mani senza
ricorrere alla lancia termica, perché la porta è spalancata
e al di là di essa si riconosce la figura inconfondibile del Cristo misericordioso,
Che accoglie a braccia aperte.
Chi invece ha talvolta bisogno della lancia termica per scardinare le pareti
dei cuori induriti dalla vita umana è proprio Dio, e non è
giusto che ciò avvenga. Diamogli una mano addolcendo le amarezze, ammorbidendo
le durezze, chiarendo le incomprensioni, illuminando il buio, con la nostra
esperienza e con la forza irresistibile del nostro amore.
Ciao![]()
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20
luglio 2003
INTERPRETAZIONE DEL RUOLO
Attenzione, non la tua parte ma quella che ti è stata assegnata
Ciao papi caro. A te quale ruolo è stato affidato, quello di scriba?
Allora fa' lo scriba.
Ad altri è stato conferito il titolo di banana? Allora sia banana. L'importante
nella vita è che ognuno svolga la sua parte e che la interpreti nel
migliore dei modi, perché poi, alla fine della tournée, dovrà
renderne conto al suo pubblico, ma soprattutto al regista, all'impresario.
Alla fine della vita è chiesto ad ognuno: tu, secondo te, come hai
svolto la parte? Attenzione, non la tua parte, ma quella che ti è
stata assegnata. E allora toccherà fare un bel lavoro di verifica,
se ti sei applicato bene, male o così così. Se hai esagerato in
protagonismo o in mediocrità, insomma, se hai recitato come ti era stato
raccomandato di fare, nello spirito del copione e del pensiero dell'Autore.
Oddio! Mi è scappata un'A maiuscola. Vuoi vedere che tutto questo
discorso è una metafora e l'autore, il regista dello spettacolo
in questione sono la stessa persona, addirittura il Padreterno in Persona?
L'hai proprio indovinato, è a Lui, che dovremo render conto della
nostra interpretazione, di come abbiamo calcato la scena, di come ci siamo
presi cura del nostro personaggio e dei panni che abbiamo vestito. Si,
anche dei panni che abbiamo vestito. Questi, alla fine delle recite, devono
essere riconsegnati al magazziniere nelle migliori condizioni possibili, non
sdruciti, spiegazzati e impolverati. Né è sufficiente sostenere
che la tournée è stata faticosa e logorante per vedersi abbuonate
incuria e sciatteria.
Se una cosa è stata confezionata per avere una certa durata, non si vede
perché si debba usurare senza criterio e senza rispetto. Per parlare
chiaro, fuor di metafora, il fatto che a ciascuno sia consegnata una struttura
materiale nella quale percorre un'esperienza terrena per mondarsi di alcune
macchie di sporco, non significa cercare di liberarsi precocemente dalla materia
che non ha posto nel mondo dello spirito. Perché, se questa catarsi
deve avvenire attraverso l'esperienza sensoriale della vita terrena e l'arricchimento
spirituale che ne deriva, non è detto che si debba essere ciechi e
sordi alla dignità che anche la materia possiede e reclama. Vista
e udito, in una vita di esperienze mortificanti, sono soprattutto strumento
di conoscenza della luce e dell'armonia che avvolgono il mondo e servono ad
intuire con i sensi la presenza di Dio. La cecità e la sordità
sono alcune tra le malattie più gravi che affliggono l'umanità,
e la presunzione impedisce di guarirne.
Ma state tranquilli, cari attori di queste storie di vita abbastanza
prevedibili. Se vi guarderete nello specchio della coscienza, in un momento
qualsiasi della vostra esibizione, se riconoscerete l'errore o gli errori d'interpretazione
e ne farete ammenda, allora state certi che l'Autore-Regista-Impresario sarà
comprensivo e vi ammetterà a partecipare, come attori e spettatori
al tempo stesso, allo spettacolo più bello ed appagante che mai sia
stato prodotto dai tempi dell'eternità. Nel quale vi capiterà
magari di vestire i panni nuovi fiammanti di un vecchio scriba o di una mamma
banana.
Ciao cari attori, ciao vecchio carro di Tespi. Recitate bene con impegno
ed amore la vostra parte di vita, per poter calcare domani le scene della
vita eterna.
attorgiovane, dal cielo
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1
agosto 2003
IL SORPASSO
Categorie della mente umana intorno alla morte
Molti temono l'ineluttabilità della morte, caro papi, altri ancora ne difendono l'immortalità, altri confidano nella sua indifferibilità, altri infine si affannano e si adoperano a darle la morte, nella presunzione di saper fare immortale la vita.
Quale di queste categorie è, secondo te, nel giusto? Tutte e nessuna, e ti spiego perché.
Perciò, care categorie, non vi affannate a cavillare sul discorso della morte, che è giusto che voi temiate per la vostra condizione umana, di chi deve comunque affrontarla non avendone esperienza diretta. Affidatevi piuttosto ad essa, quando lei vi si parerà di fronte, confortati dalla Parola di Dio e dal sacrificio di Gesù, e scoprirete che vi sta strizzando l'occhio nell'istante in cui la sorpassate, varcando le porte del regno della vita.
Ciao a tutti.
& C.
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14
agosto 2003
AL SERVIZIO DI DIO
SERVA AUSILIATRICE DELL'UMANITA'
IL CUORE DELLA MADRE CELESTE CHE PARLA AI VOSTRI CUORI
Mio caro vecchio papiscriba, eccomi tra voi in occasione dei tradizionali
festeggiamenti della nostra Madre amatissima Assunta nel cielo di Dio Padre,
del Figlio Redentore e di tutte, proprio tutte le creature che si sono guadagnate
il diritto alla santa ed eterna beatitudine.
Ma per quale motivo gli uomini lasciano trascorrere tanto del loro tempo terreno
per santificare questo bellissimo riconoscimento alla bontà sublime
ed al fiero coraggio della nostra Misericordiosissima Madre, trasformando
in una ricorrenza la consacrazione eterna di Maria al trionfo ed alla gloria,
senza fine e senza date, del Suo Corpo e del Suo Spirito?
Forse che il tripudio che i Suoi figli terreni hanno il dovere di tributarLe
si può esaurire nei pochi fuggevoli attimi di poche ore, di pochi giorni
di preghiera? Non dovrebbe viceversa l'uomo dedicarLe ogni attimo della sua
vita, ogni palpito del proprio cuore, ogni alito dei propri pensieri, per
esprimerLe tutta la gratitudine -ammessso che lo si possa fare veramente- per
avere dato e consegnato al mondo intero il Suo Figlio diletto, offrendoLo
come figlio dell'uomo?
Noi, quassù dove vi piace immaginarci e localizzarci, La festeggiamo
incessantemente con tutta la nostra gratitudine e il nostro amore, perché
è grazie a Lei, al Suo sostegno, alla Sua intercessione, alla Sua
misericordia, che possiamo godere ed inebriarci della Luce di Dio e vibrare
dell'Amore universale e perpetuo, con il quale e per il quale siamo stati concepiti
dal Creatore e siamo indirizzati e guidati dalla mano materna di Colei che,
al servizio di Dio, si è fatta serva ausiliatrice dell'umanità.
Perciò apriteLe i vostri cuori e senza alcun ritegno ed alcuna vergogna, lasciate che li inondi del Suo Amore ed abbeveratevi delle Sue Parole.
Miei figli amatissimi, è
il cuore della vostra madre celeste che parla ai vostri cuori, per ringraziarvi
dell'amore che mi portate e per esortarvi a renderlo fervido di santi
proponimenti e provvido di sante azioni.
Unitevi con me nella preghiera, ma anche nell'impegno
convinto e costante di non lasciare più spazio e tempo al peccato dilagante
in ogni forma e sostanza. Non arretrate di fronte al Bene e all'Amore che vi
testimoniamo con tutte le nostre energie e in tutta la Loro veemenza, perché
il male lasci per sempre la terra dei vostri cuori e la nostra bellissima terra.
Sostenetemi ed aiutatemi con la forza concreta del vostro amore, da elargire
nel più completo spirito di servizio, quello stesso che io ho sempre
seguito, dichiarandomi orgogliosamente serva del Signore. E il male non avrà
scampo, così come è già scritto nel Progetto di Dio.
Così come sta scritto che solo l'uomo, e soltanto lui, nell'essenza dell'Amore
che l'ha creato, si è fatto Dio incarnato e Madre divinizzata, ha la
chiave per aprire la porta al Bene Eterno, quel Bene che non si manifesterà
mai più all'ombra del male.
Sicché l'uomo e la donna, che per primi vi si rifugiarono, finiscano
di vagare perseguitati in un mondo ingrato al quale non erano stati predestinati
e ritrovino in cielo il loro paradiso eterno.
Figli miei diletti, so che non mi deluderete. Insieme faremo la gioia e la volontà del Signore e con Lui e in Lui festeggeremo per sempre le nostre festività. Vi benedico con il figlio mio, figli miei adorati, nel nome del Signore.
Caro vecchio papiscriba, ti sento emozionato e confuso
al tempo stesso e avverto il turbamento di mamma. Questi vostri sentimenti
non turbino la purezza del messaggio celeste che è dedicato all'umanità
intera, anche se capisco che la sorpresa non è di poco conto anche
per chi, come voi, ha una minimo di dimestichezza con le cose del cielo. Date
sfogo a tutta la gioia e all'energia repressa di essere figli di una Mamma così
straordinaria ed assecondateLa tutti insieme nella Sua volontà
che coincide sempre, per vocazione naturale, con quella di Dio.
Vi abbraccio nel caldo del mio cuore con tutto l'amore e la fierezza di essere
figlio vostro e di Maria al tempo stesso.
Bacioni dal vostro
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IL VENTO CHE SOSPINGE LE VELE DEL TUO CUORE tra spumosi fruscii di carezze acquatiche |
Mio caro vecchio scriba, ecco che la penna comincia a scrivere fluida e veloce sul foglio come una barca a vela, sospinta dal vento al traverso dove la potenza si esprime in eleganza. Oppure come un fuoriscalmo, nel quale il perfetto assieme delle forze trasforma in acquaticità redditizia la forza bruta e discontinua dei rematori.
L'andatura al traverso è per il veliero il modo di navigare più
redditizio e più inebriante, specie se spira una bella brezza e se
le vele sono regolate con sagacia e precisione. Metterle a segno significa
catturare il vento, non con l'intento di improgionarlo -e chi ne sarebbe
capace!- ma per farlo divertire in salti, tuffi e capriole su e giù
nell'invelatura e per rendere l'imbarcazione partecipe della gioia di
correre veloce tra spruzzi di eccitazione sbarazzina e spumosi fruscii di carezze
acquatiche, verso quella meta laggiù oltre l'orizzonte.
Ora immagina, caro papi, che il vento di cui stiamo parlando sia
lo Spirito di Dio, che spira benedicente e propizio sulla barca delle
vicende umane al fine di condurla, dopo aver patito tante traversie, ad
un approdo sicuro e ben protetto per tutto il resto dell'eternità.
La forza del ventoSpirito è incommensurabile, ma ti invita
ad accoglierla nelle vele del tuo cuore, bendisposte a lasciarsene pervadere
per seguire in armonia con Lui la rotta dell'Amore e della felicità totale.
Non ti vuole fare violenza, né mira a spezzare albero e sartie o addirittura
a farti affondare.
Lo spirito è l'alito della vita eterna, più precisamente
è Vita Eterna. Ma questa sua volontà è subordinata
alla volontà ed all'abilità dell'uomo di sfruttarla nella maniera
giusta e quindi più vantaggiosa, e se non vi è armonia tra
le due volontà non vi è certezza di un viaggio veloce e sicuro,
verso il Mare tranquillo della serenità.
Lo stesso destino è riservato a quei vogatori che abbiamo per
qualche momento dimenticato, tutti intenti a far procedere la propria barca
a remi con la sola forza del loro sacrificio personale e di gruppo. Anche
qui, se non esiste l'Armonia tra le forze individuali, e queste insieme
con il mezzo di trasporto e con l'elemento in cui si muove, l'insuccesso
è assicurato, perché anche in questo caso la medaglia d'oro
porta impressa l'immagine del non immaginario ma concreto-Regno di Dio.
Lì è lo Spirito di Dio, che ti ci conduce se il fiuto,
l'esperienza e la fede di buon marinaio vi si affida. Qui è lo spirito
di gruppo e di sacrificio, cioè la forza, l'unione dell'ecclesia,
che sono vincenti nella conquista del primo posto, quello più
vicino a Dio Spirito d'Amore, a Gesù Spirito di sacrificio
e forza assoluta di Redenzione, a Maria Madre nostra amatissima e, in qualità
di Mamma Misericordiosa di noi tutti, simbolo della Chiesa di Cristo e del popolo
di Dio.
Capito l'antifona?
Bacioni da
barcaiolo. Ciao ciao, ti auguro una buona e divertente
traversata e la buona notte. Dillo a mamma leprottina. Ciao
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settembre 2003 - La mamma di Emilio partecipa al convegno del "Movimento della speranza". Con un intervento sul tema
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27
settembre 2003
LA VISTA DELLO SPIRITO
Non fotografa immagini ma valori eterni
Caro papi. Cara mamma, come vorrei mostrarmi ai vostri occhi perché
voi mi vedeste come io vi vedo, cioè con gli occhi dello spirito.
Vedere con gli occhi dello spirito non è esattamente come vedere con
gli occhi. La vista dello spirito non conosce confini né orizzonti
e scandaglia ed esplora i cieli che illuminano e colorano anche i cosiddetti
abissi dell'anima, sicché non esistono più segreti, né
passati né presenti né futuri.
La vista dello spirito non fotografa immagini di un mondo fatto di fisicità,
di profondità di altezze, ma già conosce tutti i valori eterni
di chi è oggetto, si fa per dire, del suo sguardo. Perché
in effetti non si tratta di oggetti ma di consistenze spirituali, che si
mescolano e si distinguano e si scompongono e si rinnovano al tempo stesso nell'indissolubilità
sconfinata dello spirito primordiale di Dio.
Detta così, potreste pensare allo spirito come ad un'atmosfera eterea,
un po' gassosa o nebulosa, mal definibile e pressoché impalpabile. Neanche
per sogno. Lo spirito è energia pura, è scintilla e motore
di vita eterna e perciò ustionerebbe il tatto, accecherebbe
la vista, assorderebbe l'udito, distruggerebbe gusto e olfatto,
se non fossero questi stessi sensi a fare da scudo e da filtro materiale
alla sua potenza inaudita.
E tutto questo non è un vantaggio ma è la vera punizione
inflitta all'uomo che si vede condannato, per un attimo di vita terrena o per
un'eternità senza fine, a non poter godere di questa energia fatta della
stessa sostanza di Dio.
Ecco dunque perché non potete né dovete vedermi. Quando
sarete in grado di farlo vi sarete già confrontati con l'Energia Misericordiosa
del Padre, con il Suo perdono e nel Suo abbraccio eterno d'Amore. Divenuti
voi stessi spirito residente del Regno di Dio, crolleranno dissolvendosi
tutti i sottili diaframmi, che vi impediscono di vedermi spirito quale io
sono ma che, per intercessione della Madre celeste, vi permettono di ricevermi
per posta.
Allora finiremo di versare fiumi di inchiostro, perché si concluda la nostra bella storia in terra, e cominceremo a scrivere in cielo un'altra bella storia d'amore che già da queste letterine durerà in eterno. Per il momento vi basti immaginarmi come mi sente il vostro cuore e come io vi racconto di me.
Ciao
. . . in bellavista. Bacioni di buonanotte.
vedete come se la dormono tranquilli e sereni i piccoli miei quando io sono
con voi?
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di Emilio l'editore dei libri di Emilio |
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