Diario
di un giovane angel |
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SE LA VISTA NON E' PIU' QUELLA
DI PRIMA
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Mio caro papi, non ti sentire solo. Non lo sei
mai, c'è sempre qualcuno che veglia su di te. Il Signore, da tutti gli spiriti che ormai godono senza alcun impedimento della pienezza del Suo e del loro stesso Amore, preferisce sentirsi raccontato e glorificato fra coloro che fanno maggior fatica ad amarLo e a sentirsi amati. Ecco dunque che, per volontà di Dio e nostra vocazione, noi vi seguiamo passo passo con discrezione e molta amorevole partecipazione. Ma, come fa un essere umano a credere nello spirito che gli è accanto, se non lo vede? E' semplice, basta inforcare gli occhiali. Di quelli che non solo aguzzano la vista, ma anche l'udito, il gusto, l'olfatto, il tatto, e soprattutto il buon senso che parla al cuore e lo rende più disponibile ad amare e più suscettibile ad essere riamato, dicendo che non è possibile che tutto finisca alla fine della vita terrena. Basta un paio d'occhiali per vedere ciò
che si è convinti di vedere ma non si vede bene, perché
la vista non è più quella di prima, non c'è
più l'occhio di falco che permette ai bambini di credere all'angelo
custode della propria giovane e verde fede. Ora basta con le chiacchiere. Be', caro papi, ora ti lascio... si fa
per dire ... |
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LA STESSA SOSTANZA
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Mi posso permettere anche lunghe attese, caro papi,
dal momento che non ho più nulla a che fare con il tempo se non
con quello vostro, il tuo, quello della mia mamma e quello di Ginger e
Fred. Ma ciò non mi crea alcun problema, poiché l'amore
che ci tiene uniti è già eterno per se stesso ed io lo posso
percorrere su e giù come via di comunicazione, impiegandolo come
veicolo al tempo stesso. Quindi non li deluderemo, e con loro ci siete anche
tu e mammabanana, che siete divenuti il tramite più recente e pertinente
tra questo cielo e questa terra, tenuti strettamente uniti dalla forza
insopprimibile dell'amore. Noi che ci siamo liberati della mediocrità
dei sensi, pur riconoscendo ad essi insospettabili potenzialità
di esperienza e di conoscenza, sappiamo che i due universi di cui vi
parlo non solo sono a reciproco contatto, ma sono affini e complementari,
poiché rappresentano l'universo creato da Dio per condividere
con il figlio, fatto a Sua immagine e somiglianza, tutta la Sua gioia
di Padre. La morte riporta l'individuo alla sua natura e alla sua realtà primordiale e, seppure all'ultimo istante, cioè quello in cui i due mondi si stanno ricomponendo in una sola realtà, concede all'uomo l'opportunità di ritrovare il Padre e a Dio la gioia della Misericordia e del Perdono da accordare al figlio ritrovato. Basta che il figlio Gli butti le braccia al
collo, per accorgersi che l'incubo è finito e per conoscere,
oltre alla dolcezza amorosa del padre, anche la vera sostanza di quella
carne sulla quale Dio alitò per conferirle tutta la dignità
di Spirito creativo. La stessa sostanza del corpo glorioso di Gesù
e di quello della Sua dolcissima Madre. Oltre che all'amore, questi due universi devono
la loro affinità alla forza della fede e a quella della preghiera.
Fede come fedeltà al progetto divino nella consapevolezza che
ciascun uomo ne è protagonista. Fede come confidenza con
Dio nella Sua Parola e nel Suo compito di Padre. Impegnatevi dunque a rimanere fedeli
con la stessa assiduità che dedicate, ad esempio, alla cura del
corpo e della sua salute, ed allenatevi a parlare con il cielo il linguaggio
della preghiera per diventare bilingui, proprio come si cerca di fare
con una lingua straniera. Guai a non esercitarsi con regolarità,
si rischia di dimenticarla e di perdere la capacità di capire e
di farsi capire. E' buona norma conoscere almeno un po' la lingua
del posto quando si va all'estero. Anche se nella nostra metafora l'estero
è casa nostra, la casa del Padre, mentre se c'è un paese
veramente straniero questo è quello della vita terrena, che va
comunque visitato per trarne utile esperienza. |
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AMORE PROFUMATO DI TERRA
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Caro papi mio, mentre mammabanana conta le ore e i giorni che intercorrono tra una lettera e l'altra e si rammarica se la nostra corrispondenza è un po' meno fitta, io conto le vibrazioni che animano il vostro cuore e la loro intensità, e registro tutto l'amore che ne sgorga all'indirizzo mio e di tutta la gioiosa comunione dei Santi, Padreterno in testa, Gesù e la Sua dolce Madre accanto a Sé, ad esprimere l'autenticità dell'Amore che Egli riversa sull'uomo e che interpreta in maniera esemplare come Padre della Madre e del Figlio. Conto pure il numero dei battiti cardiaci che vi separano dalla vita eterna, anche se non so quale sarà l'ultimo. Lo saprò quando saremo mobilitati a venirvi incontro manifestandovi la nostra gioiosa accoglienza. Quando avverrà chiederò alla nostra Madre dolcissima di concedermi la gioia di abbracciarvi per primo, poiché, per quanto l'Amore del cielo mi saturi e mi soddisfi aldilà di ogni immaginazione e speranza, quello che nutro per voi odora ancora del sublime amore terreno che mi fece figlio vostro e che sento crescere sempre di più nei vostri cuori, sì da non farmene mai liberare. Né mai io stesso potrei volerlo, dal momento che l'amore che l'uomo dedica al Cielo è pregno della sua natura umana e, per quanto si sforzi di sublimarlo di spiritualità, solo così egli saprà amare sino a quando non si sarà guadagnato i galloni di spirito puro ed eterno. E' lo stesso amore di cui si bea Dio stesso,sollecitandolo
e desiderandolo con apprensione paterna e con inesauribile ottimismo,
così come si conviene ad un sentimento più umano che divino.
E non può essere che così, altrimenti che ci sarebbe andato
a fare Gesù sulla terra? Verrà poi il giorno eterno dell'amore
totale e totalizzante, ma questo non nascerà se l'uomo non esprimerà
tutta la forza di quell'amore profumato di terra che tanto appaga il cuore
di Dio. Se le cose stanno così, ed effettivamente così stanno, allora è evidente che la terra, e non il cielo, è il luogo più indicato per l'incontro dell'uomo con Dio, dal momento in cui Iddio stesso gli è corso incontro e ha cominciato a parlargli con la voce del cuore. Qui si ritrovano l'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio e Dio fattoSi uomo nella Sua vera sostanza divina. Qui essi si riconoscono, qui rinnovano il loro patto d'amore e ne sanciscono l'eternità. Qui sconfiggono la morte e danno vita all'immortalità. Via amo di amore immutato,
miei cari, celeste e terreno al tempo stesso e sempre di figlio
amorevole. |
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IL FUTURO DEL PROGETTO UOMO
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Caro papi, questa volta vorrei affrontare con te
un argomento molto complesso che nasce dalla seguente verità:
Non è certo il futuro di Dio e neppure quello del Figlio nel quale Egli stesso si è incarnato per farsi uomo. E non può essere il passato remoto di quel Dio che sentì l'urgenza di farSi uomo per correre accanto ai figli da Lui stesso creati, ma allontanati da Lui dal peccato. Come può infatti Iddio Onnipotente, Lui che è l'eternità in tutte le Sue manifestazioni, essere condizionato dai tempi verbali di uno stile di vita mortificato dal tempo ed angustiato dallo spazio? Dio è in ogni istante della Sua eterna Identità, Dio non conosce passato, presente e futuro, poiché è Conoscenza assoluta fuori del tempo e pertanto già a conoscenza del destino dell'uomo dalla sua creazione alla sua riappropriazione della vita eterna. E' l'uomo terreno, quello ridotto alla mortale natura di tempo e spazio, che necessita di riferimenti e di scadenze. In particolare riferimenti ad un passato glorioso di diretto partecipe della vita del Padre, ad un presente immerso in una minuziosa distinzione tra bene e male ed in una altrettanto incalzante richiesta di scelta responsabile ad un futuro che non si esaurisca nel vuoto annichilito della morte, ma che nella morte ha la scadenza dei termini oltre i quali nulla ha più termine, tutto è senza fine. Uno il mondo divino, quello senza confini,
rappresentato da una Gerusalemme celeste cinta da mura, con una porta
che bisogna varcare per diventarne cittadino eterno. L'altro il mondo
materiale, pur'esso circondato dalle pressoché invalicabili
muraglie dei cinque sensi, dal quale si esce attraverso l'angusta porticina
della morte, per andare all'incognita del baratro della presunzione o
alla certezza della luce della fede. Per uscire di metafora, caro papi, che
il mondo dell'eternità e quello della precarietà siano attigui
ed affini non c'è bisogno che ce lo venga a dire un qualsivoglia
padreterno, ce lo dimostra il Nostro Padre con la Sua presenza in entrambi,
sia come Padre sia come Spirito, sia nel Figlio fatto uomo. Vorrei ora concludere questo ragionamento sui nostri
mondi sottolineando le certezze alle quali esso ci conduce. E così sia. Non rimane che compiacerci dell'attenzione che Iddio ci riserva ispirandoci questi ragionamenti. Un bacione forte e grande a voi tutti dal sempiternamente vostro Emilio. Piccola postilla, per non evadere
la prima domanda. Si tratta del futuro dell'uomo,
ovviamente. Di quell'uomo che deve vedersela con il tempo da dedicare
al percorso che intercorre tra nascita e morte e con lo spazio ristretto
e soffocante di quella porticina che abbiamo visto essere la morte. Inizio con una domanda e termino con questa domanda di cui io già conosco la risposta. Tu devi invece aspettare il tuo turno di mortale. In tal veste ti sollecito di andare a dormire. Buona notte.
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AUTOSTRADA DELL'AMORE
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Caro papi, ogni volta che il Signore, di Sua iniziativa o per intercessione di Maria Misericordiosa, ci concede la gioia benedetta di rivivere e rinverdire questa nostra meravigliosa esperienza, lo fa sollecitato dall'urgenza e dall'esigenza di manifestarSi come Amore e con tutta la forza del Suo Amore. Egli si fa dunque prova d'amore, la prova necessaria a convincere anche il fedele più convinto che l'unica via e la più breve per raggiungerLo, prima e dopo la morte, è quella dell'amore. L'amore non è solo sentimento astratto, passione umorale, ma si configura concretamente in un percorso o, se ti riesce più facile da immaginare, come una autostrada a tantissime corsie, sottesa tra l'umano e il divino e velocemente battuta nelle due direzioni, dal momento che l'amore di Dio per l'uomo e quello dell'uomo per il Padre celeste marciano alla stessa velocità. Differiscono soltanto in intensità, continuità e consapevolezza, tutte doti che si acquisiscono fuori della materia, fuori del tempo e dello spazio. Sicché, mentre il traffico autostradale in direzione dell'uomo è incessante e inesauribile, nella direzione verso Dio è un po' fiacco ed incostante ma non per questo meno fluido. Infatti i cosiddetti ostacoli e gli immancabili ritardi che si lamentano, si paventano e si ostentano a proposito del cammino terreno, non possono essere attribuiti all'amore, ma vanno imputati al pocoamore, al disamore, al contrario dell'amore. L'amore non può dividere
perché non sa respingere. Quando la volontà di Dio si fa portavoce di queste verità e riesce a renderne partecipi i figli suoi, sicché l'unico ostacolo tra loro e Lui è rappresentato dall'ineluttabile ma ripagante attesa della morte, allora ti accorgi di tutto l'amore che il Signore profonde su di te e intorno a te e ti accorgi con grande stupore della forza con la quale sei capace di amare e ti meraviglia l'energia affascinante del tuo amore. Ti è sufficiente la tua esperienza terrena a fare queste scoperte stupefacenti. E, se ti rimane facile sentirti in sintonia con Dio nel pensiero, nei proponimenti e nella preghiera, anche se non l'hai mai visto in volto e guardato negli occhi, come non potresti mantenere intatta, se non addirittura rafforzare, la sintonia di colui del quale ti rimangono vivi nel cuore le fattezze, gli sguardi e l'amore ricambiato? Ecco dunque il motivo di questo nostro vivere scrivendo, caro papi. Una volta che la volontà del Signore, di Suo pugno o per l'intercessione dell'Amore Misericordioso di Maria, abbia decretato che avvenga non si deve gridare al miracolo, poiché così opera Amore nella Sua ordinaria normalità. Bisogna però esserne grati a Chi in via diretta o per interposta Persona manifesta la Sua vera natura d'Amore. Io sono qui nelle vesti di un alato amorino, a svolazzare su questi fogli per arricchirli di belle storie d'amore. Tra queste la nostra, caro papi, è una di quelle più esemplari. Bacioni a mamma, che fa parte a pieno titolo di questa nostra straordinaria vicenda. Ciao papi mio. Ciao a tutti |
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8 dicembre
2004 FOGLIO
IMMACOLATO
Caro, vecchio scriba fedele, se questo foglio di carta fosse stato pieno di macchie d'inchiostro, o sporco di qualsiasi altra impurità, di certo non lo avresti impiegato per raccontare le nostre storie d'amore. L'avresti magari destinato ad un uso diverso, oppure buttato nel cestino. Ti pare che il Padreterno, il più grande ispiratore e scrittore di storie d'Amore, accingendosi a rappresentare la vicenda più straordinaria e sconvolgente dell'umanità, l'avrebbe fatto su pagine non immacolate quanto mai? E, a chi se non a Maria,
concepita fuori del peccato originale e quindi Immacolata
per eccellenza, poteva affidare il ruolo
umanamente interpretabile di Madre di Dio? |
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Già una donna Egli aveva creato, pura ed incontaminata, ma non incontaminabile, tanto è vero che si perse nell'imperdonabile peccato di presunzione e ne contaminò tutta la sua discendenza. Non Maria, per volontà del Signore: per lei Dio aveva progettato altri destini. Primo fra tutti quello di concepire da Lui il Figlio della Luce, per darLo alla luce in umane sembianze e crescerLo nel calore degli umani sentimenti, sino al giorno in cui Si sarebbe sacrificato per redimere l'umanità proprio da quella contaminazione ereditaria. Ancora una
volta il destino dell'uomo era riposto in mani muliebri,
ma quelle di Maria non si protendevano a cogliere avidamente ed
audacemente frutti proibiti, si aprivano
invece teneramente ed amorevolmente ad
accogliere la volontà di
Dio. Quelle stesse mani, che
con amore e tenerezza avevano accarezzato le umane sembianze del Figlio
divino, si sarebbero protese
verso l'umanità per offrirLo come redentore, in
un gesto di tenerezza e d'amore straziante
e nel trionfo di un'umiltà e di una felicità esaltante. L'immacolata
purezza di Maria non conosce superbia e presunzione, perché
si esprime con l'umiltà di
chi confida nella generosità del progetto divino e negli avvenimenti
che ne segnano il percorso e l'attuazione. Nel firmamento pulsante dello
Spirito e dell'amore di Dio Maria senza macchia e senza colpe è la
stella più luminosa
e più vivificante. Come avresti potuto dire di Lei
tutte queste cose stupende, caro vecchio scriba fedele, se non avessi
avuto a disposizione bianchi fogli immacolati? Provvedi di averne sempre,
candidi e numerosi per tutte le altre storie straordinarie che racconteremo. |
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19 dicembre 2004
SACRA FAMIGLIA
Miei cari, vorrei che mi dedicaste un po' del vostro tempo e del vostro spazio, quel poco che mi serve per fare quattro chiacchiere in famiglia. Questa richiesta non sembri un rimprovero, so bene che tempo e spazio diventano per voi sempre più esigui e perciò più preziosi nell'economia del cammino che vi rimane da percorrere in terra, ma il tempo e lo spazio che chiedo mi erano stati già riservati per condividerli con voi, da figlio vostro, nell'intimità della nostra vita familiare. Ora che sono quassù ho l'incarico di riempirli d'amore filale di figlio di Dio, con racconti che narrano e descrivono la grandezza del Padre, la Sua Misericordia infinita e l'Armonia sublime della Sua immensa e sterminata Famiglia. Ed è proprio di questo che desidero parlarvi, della sacralità della famiglia. |
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Mi piace pensare di fare quattro chiacchiere familiari
e natalizie sulla famiglia proprio quando Gesù
si appresta a nascere, per far rinascere ogni uomo nelledignitose
sembianze di figlio diretto di Dio e per riunirsi al Padre e alla Madre
nel sodalizio benedetto della famiglia,
che il Signore ama e predilige come centro e sorgente d'amore. Voi vi chiederete e mi chiederete: ma Iddio,
che è sapienza assolutamente priva di confini, che bisogno aveva
di farSi uomo e di crearSi, o meglio di mettere
su famiglia? Domanda superflua di fronte alla cosiddetta imperscrutabilità
del Suo volere! Io ne faccio parte grazie all'amore che voi, miei cari, avete investito nella nostra piccola e solida famiglia, l'amore che mi ha dato la vita, l'amore che mi ha insegnato ad amare dentro, fuori e ben oltre i confini dell'ambito familiare, l'amore che nessuna tragedia umana ha potuto fiaccare, l'amore che mi arriva forte e distinto e fa immortale il nostro vivere insieme, il nostro essere famiglia indissolubile e felice. Ciao miei amatissimi. |
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Per
un Santo Natale dolce e sereno
auguri con tant |
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| Caro papi, hai presente cosa accade
quando una nuvola si frappone tra te e il sole? Succede che il sole, seppure
miliardi e miliardi di volte più grande della nuvola, sembra scomparire.
Non c'è più. Dove è andato a finire? E' lì,
tu lo sai bene. Quando la nuvola sarà spazzata via dal vento ce lo
ritroverai, quasi più luminoso e più caldo di prima. Pensa.
Una nuvola piccola piccola, un insignificante e scontato fenomeno atmosferico
da lui stesso generato, riesce ad oscurare il sole.
Allo stesso modo Dio creò la vita dell'uomo sulla terra. E
la vita sembra in grado di farNe scomparire l'immagine, anzi la Sostanza.
La vita è dunque paragonabile a quella nuvola che si frappone
tra te, che hai il compito di viverla, e il tuo Dio, Che questa
vita ti ha dato da vivere per pochi attimi della Sua eternità e
per quei pochi attimi che si proiettano sulla tua eternità. Per
pochi attimi ti impedisce di vederLo, di avvertirNe o addirittura di crederNe
la presenza. Ma Iddio è sempre lì, defilato dietro la
tua vita e, per quanto dalla vita reso invisibile, fa di tutto per
farti sapere che non Se ne è andato altrove, che continua a vigilare
sulle tue vicende, che la luce ed il calore del Suo Amore per te non si
sono affievoliti. E ti dice pure che, quando il vento della morte spazzerà
via la nuvolavita che te lo rende invisibile, tu Lo ritroverai più
innamorato di prima, con lo stesso sorriso paterno. Allora si può scoprire che ogni giorno Iddio si fa bambino per
portare in terra il Suo Amore divino rendendoNe l'uomo fruitore, e si
può incontrare e seguire ogni giorno una stella che ci guida alla
scoperta del nostro Natale, quello in cui ciascuno di noi nasce figlio
di Dio in Spirito ed in sembianze, ma in una grotta o in una mangiatoia
che segnano il destino dell'uomo come quello di Dio fatto uomo, culminando
nella morte per vedere, anzi per rivedere e ritrovare Colui che non Si
è mai celato dietro la nuvola della vita. Buon Natale caro papi. Buon Natale mamma mia dolcissima.
Buon Natale sempre fedeli Ginger e Fred. |
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![]() ![]() ![]() ![]() 2005
NUOVO CAPITOLO Ciao caro, vecchio scriba fedele, stiamo per
completare un altro capitolo della vita, cioè di quel
libro già interamente scritto e ancora tutto da leggere e da
rileggere, per poterne cogliere a pieno il significato e i valori. Ogni
volta che lo prendiamo in mano ci soffermiamo a considerarne il peso,
la consistenza, il formato, la veste editoriale. Magari lo sfogliamo
distrattamente saltando da una pagina all'altra, oppure, esercitando
una certa pressione con il pollice sul bordo, lasciamo scorrere le pagine
velocemente con il caratteristico fruscio prima immergerci nella lettura.
Talora guardiamo i titoli dei singoli capitoli e speriamo di avere notizie
sulla trama dalle note in copertina. Qualcuno deve fare resistenza alla
curiosità di conoscere il finale prima ancora di aver letto una
sola pagina.
Proprio per questo il libro della vita va
letto parola per parola, capitolo per capitolo dall'inizio alla fine
senza nulla tralasciare nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva
sorte, nella gioia e nel dolore, nel paradiso e nell'inferno.
Di questo libro senza copertina e senza pagine ognuno di noi è per divina vocazione e filiazione coautore e protagonista al tempo stesso, oltre che lettore avido ed instancabile. Di questo libro a me, caro papi, e a te, caro scriba, è stato affidato il compito di fornire alcuni assaggi, qualche pagina in anteprima, qualche inedito per sollecitare il lettore più distratto a cogliere nel libro della vita i segni, le premonizioni del suo divenire protagonista della storia dell'eternità. Buon capitolo nuovo miei cari,
teneri ed attenti lettori. |
| gennaio 2005 |
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per cortesia |
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