| UNITI NELL'AMORE CON FEDE E SPERANZA |
Miei cari e dolcissimi, siamo di nuovo insieme su questi fogli che riempiamo del nostro amore, con il quale testimoniamo una forza che ci unisce indissolubilmente e per sempre. E' la forza della vita che è premessa e promessa di vita eterna. E' la forza della speranza che non conosce delusioni. E' la forza della fede che non prevede tradimenti.
Forti dunque di amore, di speranza e
di fede, la nostra unione si rinsalda e ci fortifica nella
certezza che il progetto divino non è casuale,
ma divinamente ideato e preordinato. E umanamente deve essere interpretato
e portato a termine. Altrimenti perché Iddio Si è fatto uomo?
Davvero credete che Egli non avesse già previsto quanto avvenne
e quanto accadrà? Che Si fosse illuso dell'assoluta fedeltà dell'uomo,
che il suo cedere alla tentazione di peccare non Gli fosse nota? E non sapesse
che avrebbe avuto tanto da fare per indicargli la via del pentimento e del
perdono?
E' evidente che l'onniscienza divina non poteva essere all'oscuro di tutti
i tradimenti che la creatura a Lui più cara non Gli avrebbe risparmiato,
benché le avesse dedicato tutto l'Amore possibile e necessario a garantire
l'unione eterna, in grembo ad una famiglia unita nell'immortalità.
Noi tre, miei cari, siamo stati scelti, e come noi tanti
altri, proprio per dare l'esempio dell'immortalità del nucleo familiare, quando
in esso regna amore e quando questo amore viene costantemente ed incessantemente
alimentato dalla speranza e dalla fede. Che per me sono già certezza inconfutabile
e assoluta, da condividere con voi insieme a tutto l'Amore
che il Signore ci riserva per nostra gioia e per nostra fortuna.
Dobbiamo esserGliene grati e dobbiamo invocarLo perché ne renda
partecipe tutta l'umanità, proprio tutta. DedichiamoGli dunque tutto il nostro
cuore e tutti i nostri pensieri, perché li inondi e li vivifichi con
la Sua Luce e con la Sua misericordiosa bontà. E
così sia.
Un bacione ![]()
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VIAGGIO DALLE INCOGNITE TERRENE ALLE CERTEZZE ETERNE |
Caro papi, quando ti metti in viaggio per un paese sconosciuto prendi con te tutto quello che pensi potrà tornarti utile, come gli indumenti più adatti al clima che troverai, una buona guida turistica, qualche farmaco e, perché no, un libricino di preghiere. Certamente non dimenticherai il passaporto, né le prenotazioni degli alberghi e dei mezzi di trasporto.
In viaggio può accadere che tutto fili liscio o vada storto, ma, in ogni caso, non vedrai l'ora di arrivare in quel paradiso dove ti hanno consigliato di andare e che stai per vedere con i tuoi occhi. Esattamente la stessa cosa accade nel viaggio della vita, organizzato per trasferirsi dalle inevitabili incognite dei giorni terreni verso l'inesauribile appagamento delle certezze eterne, che saranno confermate in quel paradiso dove nulla manca, nulla si rompe, nulla ti rubano ma, anzi, ti è donata ogni cosa e soprattutto l'Amore assoluto di Dio, che vuole non ti manchi nulla.
Ma che fatica arrivare alla meta! Deriva dal fatto che il viaggiatore pretende di godere di tutte le comodità e di tutti i vantaggi, come valigie capienti ma leggere, mezzi di trasporto ultraveloci e sicuri, compagni di viaggio simpatici ed entusiasti, personale di bordo competente, disponibile, servizievole. Naturalmente, il tutto a costi zero! Molti viaggiatori, i più sprovveduti che sono la maggioranza, ritengono che ci si debba portare appresso molto di più dell'indispensabile, mentre sono sufficienti speranza, fede e carità.
La prima non guasta mai, quando ti rechi in un luogo che non conosci e non
sai quanto è lungo il viaggio né cosa ti può accadere.
La seconda riguarda tutti coloro che, affidandosi alla Parola
di Dio in tutti gli scritti in cui Si è compiaciuto di manifestarsi,
pubblicizzano da millenni questo posto meraviglioso dove non fa mai buio, non è mai
caldo né freddo e c'è il mare della felicità che non conosce
tempeste perché vi spira l'alito di Dio vivificante, dolce, e armonioso,
tiepido, appagante.
La terza è necessaria per accettare
con serenità l'avventura
del viaggio, godendo dei momenti di gioia insieme ai compagni di percorso e
condividendo con loro le difficoltà, anche sopportando le intemperanze
e aiutandosi nel bisogno. Perché può accadere di imbattersi
in qualcuno che, derubato degli effetti personali o del bagaglio, si
sente privato della speranza o della fiducia o dell'amore, allora è buona cosa aiutarlo
a ricoprirsi almeno del mantello della carità amorevole.
Può anche succedere di incontrare un volto conosciuto, uno che ti sembra di aver già visto da qualche parte, ma senza ricordare al momento dove e quando. Capita spesso. Allora non vergognarti se a posteriori scoprirai di non aver riconosciuto il volto di Gesù , nonostante tutto l'amore, la fede e la speranza impiegati nel cercarLo. Lui c'è, Lui è con noi, ci accompagna e ci protegge in tutti i nostri viaggi. E' quel signore che ci dà informazioni all'incrocio, il vicino di posto che ci fa compagnia, l'autista o il pilota dell'aereo che ci porta a destinazione. A Lui fa ala un numero sterminato di angeli, sono gli angeli custodi di tutti i viaggiatori che stanno facendo ritorno alla casa del Padre!
Buon viaggio a tutti. Non vi preoccupate se arriverete al traguardo scalzi, con le vesti lacere e sporche, squattrinati e senza documenti. Iddio conosce proprio tutti uno per uno, è la Sua Misericordia la veste immacolata che ricopre, ripara, riscalda e fa rifulgere i figli Suoi, approdati in cielo in ogni condizione e con ogni mezzo di trasporto. Il passaporto per l'eternità è il Suo perdono, e l'unica ricchezza che vi si può importare è il Suo Amore. Tutto il resto è destinato a rimanere fuori le mura del cielo.
Ciao, vi aspetto
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L'AUTOSTRADA DELLA PREGHIERA |
Caro papi, fa bene sgomberare la mente per fare spazio alla speranza di una vita nella quale il pensiero di Dio non è un chiodo fisso, ma una carezza irrinunciabile e appagante. Solo così si ripristina la sintonia, solo così si riscopre il piacere, la gioia del dialogare insieme nell'ebbrezza dell'attesa. I tempi sono ormai maturi per voi, perché queste mie letterine perdano l'originale sapore di cronaca confidenziale per assumere quello più consistente e più elevato di vera e propria preghiera. La preghiera è lo strumento più idoneo e naturale per ripristinare o dar vita all'armonia tra il mondo terreno e il mondo dello spirito. E' anche il filo diretto o, meglio, la grande autostrada che l'Amore di Dio percorre senza sosta per riversarsi su tutti i figli suoi in terra.
Il suo flusso è inesauribile e scorre senza ostacoli sino al casello dove c'è l'uomo al quale è affidata la scelta, con le inevitabili conseguenze, di sollevare la sbarra o tenerla chiusa. Ogni casellante è responsabile delle proprie scelte, tuttavia non deve mai dimenticare che è superfluo far trovare la sbarra abbassata all'Amore di Dio, che non paga pedaggi! Ma neppure esige un pedaggio, perché si elargisce gratuitamente a chi gli apre senza aspettarsi in cambio nient'altro che l'eterna felicità.
Se ogni casellante solleva la sua sbarra all'unisono con tutti gli altri addetti ai terminali dell'autostrada, immagina, caro papi, quanto Amore si riversa oltre l'ostacolo rimosso. Questo per farti capire che mentre la preghiera privata -è vero- mantiene tutto il fascino del rapporto confidenziale dell'uomo con Dio, ma lascia aperto un solo varco all'accesso del Suo Amore, mentre quella collettiva abbatte tutti gli ostacoli e, divenuta fervore, fa sì che l'Amore del Padre si riversi per tante altre vie di comunicazione, con tutta la sua forza vivificante, con tutta la sua Luce, con tutta la sua Armonia.
Tra le tante vie di comunicazione c'è anche questa nostra, attraverso
la quale già si manifestò la bontà del Signore affinché,
divenuta un giorno arteria agevolmente percorribile da
molti, si presti anch'essa
a quanti viaggiano e vagano alla ricerca di Dio, e, al tempo stesso, a tutti
i viaggi che Iddio compie per portare conforto ai Suoi figli diletti.
Dunque abbiatene cura, cari mamma e papà, e
percorretela generosamente insieme a quanti sono alla ricerca di una strada che, come la preghiera e nella
preghiera, li riconduca alla casa del Padre. E così sia.
Ciao dal vostro
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NELL'ESERCITO DI MARIA INSIEME NOI |
Cara mamma, care mamme,
quando Maria rispose all'annuncio divino, augurandosi
che si avverasse la volontà del Signore di cui era umile servitrice,
già sapeva che non era stata scelta per diventare regina-madre di
Colui che in terra sarebbe stato riconosciuto, riverito e servito come re dei
re.
Ne ebbe conferma quando diede alla luce il concepito dallo
Spirito Santo, nell'unico
rifugio che non le era stato rifiutato, e quando lo sottrasse
alla strage fuggendo
in terra straniera . Non ebbe più dubbi quando gli sentì esalare
l'ultimo respiro dopo il martirio della croce.
Sapeva pure che l'Uomo divino al quale aveva dato la vita era venuto al mondo
per dire:
"Amici miei, smettiamo di prendercela con Dio per tutte
le cose che non ci vanno nel verso giusto, e di privarLo delle nostre attenzioni
e delle nostre preghiere. Soprattutto cominciamo ad assumerci le nostre
responsabilità nella
scelta tra bene e male, tra amore e odio, tra giustizia e prevaricazione,
tra mitezza e prepotenza. Io sono qui per dimostrarvi come
il male, l'odio, l'arroganza,
l'ingiustizia, la cattiveria dell'uomo possono condannare
a morire sulla
croce il bene, l'amore,
la sapienza, l'equità, la bontà dell'uomo giusto. Sono
qui a provarvi come dopo la morte, in qualunque modo si sia manifestata,
il bene che abbiamo in noi, come esempio
di vita e come riappropriazione concessa
dalla Misericordia di Dio, ci riporta all'eterna dignità di
figli Suoi e ci rende partecipi della beatitudine della
vita eterna".
Volete che Maria, la mamma di Gesù, non sapesse che il Figlio
sarebbe risorto e che Lei stessa l'avrebbe raggiunto in cielo?
Una volta compiuta in terra, la sua missione avrebbe
avuto un seguito in cielo dove avrebbe organizzato il disegno già scritto
del riscatto dell'umanità dal
peccato, guidando l'attacco finale e vittorioso contro
il male con i suoi ispiratori e i suoi simboli.
Cara mamma, care mamme, quando il Signore, prematuramente
per le vostre viscere,
ha portato con Sé in cielo le vostre creature per farne
Angeli Santi,
e voi, non importa come e quando, Gli
avete detto "sia fatta la Tua volontà",
in quello stesso istante siete divenute le ancelle predilette
di Maria. Della Quale perpetuate la memoria terrena dell'umiltà dello spirito eletto
e, al tempo stesso, testimoniate la forza
e la tenacia dell'amore materno, segnato ma non sconfitto. In quello stesso istante sapete pure che anche per
voi sono aperte le porte del cielo, dove vi ricongiungerete con i vostri Angeli
nell'esercito di Maria.
E marcerete con Lei e con loro alla riconquista del Bene
assoluto da garantire
a tutta l'umanità che non vivrà più di passato, di presente
o di futuro, ma di Amore persempre.
Ciao mamma mia dolce, ciao mamme, vi aspettiamo per ritrovarci insieme in
Maria e per ridurre il male in polpette.
Nel frattempo siate brave mamme e brave serve del Signore, serenamente partecipi
della Sua volontà.
E così sia
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PADRE E FIGLIO DELL'UOMO |
Caro papi, che fissazione, questa dell'uomo, di attribuire al divino fisicità, facoltà e pensieri umani! Sicché, se Dio decide di creare l'universo Gli servono sei giorni di lavoro, così impegnativo che ha bisogno di un giorno di riposo per riprendersi dalla fatica. Lui che E' eternamente disinteressato al tempo e allo spazio, Lui che nella Sua incommensurabile onnipotenza in un amen, in un fiat può creare e distruggere come e quando vuole, Lui che è Luce, Armonia, Amore inesauribile ed instancabile. E il giorno che si riposasse, che ne sarebbe di tutte queste Sue cose?
Allo stesso modo l'uomo immagina che la Giustizia di Dio nasca, si articoli e si applichi come la giustizia che regola i rapporti umani. Ma, una volta stabiliti e dettati da Dio stesso all'uomo i canoni morali ai quali adeguarsi, nei rapporti con il Padre divino, con i genitori terreni e con il prossimo suo, ecco che la Giustizia divina Si ispira alla Misericordia e al Perdono, mentre quella umana si fa forte del principio della verità dimostrabile, della colpevolezza da punire, della pena da scontare.
Potrei continuare all'infinito, caro papi, ma già tutto
questo è sufficiente
per farti capire perché Iddio sembra tanto lontano, disinteressato,
assente.
Eppure non è così. Sembra addirittura
che il Signore,
non dico Si lasci suggestionare, ma Si faccia condizionare
da questo atropomorfismo ossessivo dei Suoi figli. Allora
avviene che, volendo metterlo al centro dell'universo nuovo
di zecca, Dio crea l'uomo dalla materia argillosa nella
quale alita il Suo Spirito e ne fa una creatura
a Propria immagine e somiglianza. E Adamo prima
e la sua compagna poi non si accorgeranno
della corporeità, che,
armonica ed elegante, si intona alla purezza dello spirito dal
quale riceve bellezza e splendore. Scopriranno di avere
un corpo e si vergogneranno della sua nudità solo quando macchieranno
con il peccato di presunzione il candore della propria divina spiritualità.
So che cosa ti sta passando per la mente, caro papi, e leggo la domanda che vi si sta formando. Ma, allora, se Iddio ha creato l'uomo a Sua immagine e somiglianza e lo ha plasmato nell'argilla dandogli forma corporea, vuol dire che anche Lui possiede un corpo? In qualità di Dio puro Spirito, no di certo. In qualità di Spirito di Misericordia, invece Egli ce l'ha, il corpo. E' il corpo di Cristo nel quale Si è incarnato, un corpo fatto a Sua immagine e somiglianza cioè senza peccato, nel quale compie un cammino terreno che culmina sulla croce, per significare all'uomo che chi arriva senza peccato all'appuntamento con la morte è destinato a riappropriarsi della propria identità divina, in cui spirito e corpo conviveranno per farsi belli e splendenti l'un l'altro.
Come vedi, caro papi, questo nostro Dio è proprio imprevedibile. Noi in terra, dal momento che non Lo vediamo e non sappiamo immaginarceLo, cerchiamo di farLo ragionare ed agire secondo i nostri schemi mentali, ma, siccome questi Lo allontanano sempre più da noi, allora Egli prende le nostre sembianze, per farci capire che non Gli piace sentirSi accusare di estraneità alle umane vicende. Più antropomorfico di Lui! Anche in questo l'uomo ha da imparare da Dio. Anche per questo deve convincersi della Sua presenza vigile e costante ed avere fede nel Suo Amore totale.
Quando hai il Padreterno accanto a te nulla è impossibile. Anche vederLo in carne ed ossa come uno di voi. E non sarebbe la prima volta. Caro papi, c'è per ognuno un momento della vita in cui Dio Si fa Padre umano e l'uomo diventa figlio divino a tutti gli effetti. Questo momento si chiama morte, e per questo non bisogna averne paura. Adamo ritroverà nella bellezza spirituale delle sue forme armoniose tutto lo splendore della divina creatività, e Dio sarà fiero della purezza spirituale e corporea del figlio fortemente desiderato. Come capita a tutti i papi buoni del mondo. Come capita anche a te, caro papi mio.
Ciao con tutto il cuore ![]()
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A CHI CHIEDE UN MIO INTERVENTO PER AVERE NOTIZIE RISPONDI COSI' |
Cara mamma, a chi sotto la spinta del dolore straziante della perdita di una
persona cara ti chiede di sollecitare il mio intervento per
avere rassicuranti
notizie dirette o indirette dall'aldilà, non rispondere che non lo puoi
fare perché non lo fai nemmeno per te stessa, ma ricorda
che non c'è nulla
da chiedere o da sapere, che non sia già stato svelato dalla Parola
di Dio.
Perché dovrebbe essere gratificante e consolatoria
una qualche mia personale testimonianza? Molto prima che alle mie letterine, non
si dovrebbe piuttosto prestare
fede alla testimonianza che
il Sacrificio di
Gesù ha lasciato all'umanità come dono che ogni uomo
dovrebbe gelosamente custodire nel proprio cuore?
Da quando Egli fu deposto dalla croce, e pietosamente il Suo corpo martoriato fu preso in consegna da una Mamma altrettanto straziata e Addolorata, non sono forse state dette Parole e scritte "letterone" molto, ma molto più rassicuranti, su quello che avviene dopo la morte a tutti coloro che hanno affidato alla Misericordia di Dio la propria anima, per affrancarla per sempre dalle spoglie mortali? Quante volte ancora deve farsi crocifiggere Gesù perché l'uomo comprenda che la morte, in qualsiasi forma essa si presenti, apre, spalanca le porte al mondo glorioso ed immortale dello spirito eterno, che non può che testimoniare e raccontare il proprio stato di Grazia?
Ed è proprio quello che nel mio piccolo ti
racconto e che ti prego di estendere a coloro che non godono di questo tuo
dono speciale.
Qualcuno di questi potrebbe chiederti cosa sarebbe stato di te senza questo
privilegio. Magari anche tu non ti saresti mai rassegnata e forse
ti saresti raccomandata a qualcuno, come oggi alcuni fanno con te. Tu, cara
mamma, puoi tranquillamente rispondere che non è sufficiente
sapersi prescelti a lenire il dolore grande di uno strappo, di una lacerazione così violenta
e mutilante, se non c'è una
fede forte e convinta che ti sostenga e ti permetta
di recuperare, senza alcuna
complicità del tempo, il senso più schietto
dell'Amore di Dio.
E, a quelli che apertamente o subdolamente mettono in dubbio l'autenticità della
nostra esperienza, considerata frutto di manifestazioni inconsce che nulla
hanno a che fare con l'Amore Misericordioso di Dio, puoi
tranquillamente confidare che la fede, che è poi quella che
riponi nell'opera e nell'operato di Dio e che ti dà la forza di accettare
in piena coscienza la Sua volontà, è evidentemente
capace di trasformate il livido inconscio in un centro d'amore rasserenante
ed illuminante: ma soprattutto che la fede rende
verosimile ogni fantasia che nasce nella mente umana per divina
ispirazione.
Certo, la fede talvolta o molto spesso vacilla.
Talvolta anche la fantasia più fervida e disinvolta
che l'alimenta e la rinnova cozza contro la dura realtà della
vita. Gli apostoli
di Gesù, gli stessi
che avevano fortificato la propria fede nella realtà più fantastica
e fantasiosa del Suo Essere, della Sua Parola e dei Suoi miracoli, fecero
finta di non conoscerLo in questa Sua divina consistenza quando il Sinedrio Ne decretò la
morte. Ma questa non impedì loro di proseguire, in nome della fede ed
in virtù dello Spirito, l'opera del Maestro e la
diffusione della Sua Parola, sino al martirio personale. Altri, che non hanno goduto dell'amicizia
diretta di Gesù, ma che ne sono stati investiti attraverso la Sua misericordiosa
chiamata, non hanno avuto bisogno di conoscerLo fisicamente
per dedicarGli il cuore e la vita. E' bastata
loro la fede, una fede meticolosamente aggrappata
alla speranza che tutto ciò che Dio promette all'uomo si avvera puntualmente,
e che tutte le promesse che ha lasciato all'uomo per iscritto erano già realizzate
nel mondo dello spirito.
Altro che letterine. Mia cara mamma! E'
la fede, la Parola di quattro lettere,
il sostegno a cui ricorrere nei momenti di disperazione. Solo
la fede permette di vedere nella nebulosità della vita terrena, o meglio
di immaginare il bagliore della luce di Dio che illumina
e riscalda l'algido buio del dolore.
In quella luce ci siamo anche noi, cara mamma, testimoni
e tedofori del vostro amore e dell'Amore di Dio al tempo stesso.
Amore e gratitudine. Non è sufficiente?
Credo che ogni altra prova e ogni altra prestazione siano superflue.
Emilio, ma tu non ti ricordi più della vita sulla terra?
Cara mamma banana! Se io non avessi portato con me tutto il bagaglio di
esperienze accumulate nella mia vita terrena, e di cui sono stato grato a Dio
nel momento nel quale ho implorato da Lui il perdono dei peccati che Lo avevano
offeso, a che titolo, per quale motivo starei qui con te a servirmi della penna
del vecchio scriba fedele? A discutere del sesso degli Angeli?
Sono qui invece, nelle mie proprie inconfondibili ed insopprimibili vesti di
spirito individuale, per mettere a disposizione di color che stan sospesi la
mia, oserei dire, doppia esperienza. Naturale e soprannaturale. Se non fosse
che essa esperienza è una sola, l'unica possibile, quella dello spirito
che si arricchisce di un'avventura terrena per conoscere tutta la grandezza
e la liberalità dell'Amore divino, che lo ha generato e che intende
coccolarselo per tutta l'eternità.
Dio non è nuovo a simili progetti
e come ogni bravo e scrupoloso scienziato ha voluto sperimentare su Se Stesso
questa esperienza umana, e, per quanto incarnato in un corpo senza peccato,
non ha voluto rinunciare a quel corpo sopravvissuto alla morte e se lo è portato
dietro in cielo, arricchito di tutti i sentimenti, gli
entusiasmi e le emozione di cui è stato segnato dalla vita. Solo così riesce a dare un
valore umano a quei peccati dei quali l'uomo Gli chiede il perdono definitivo
e sdoganante.
Perché per me dovrebbe essere diversamente, cara mamma? Per quale motivo mi dovrebbe essere sottratta tutta quella esperienza di vita, della quale vado fiero per non avere essa costituito motivo di offesa alla sensibilità del Signore? E, come potrebbe Arrivare dritto ai cuori il mio modo di essere, se non si esprimesse in quel linguaggio umano che è mio, soltanto mio, perché racconta di esperienze della vita spirituale che né tu, né il mio vecchio papi siete in grado di conoscere? Ma che banane di domande mi fai, cara mamma banana?
Con tutto il mio amore un bacione ![]()
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AMORE FEDELE, SEMPLICE E SCHIETTO |
Mi sento proprio in famiglia, caro papi, quando ti accingi ad interpretare
il ruolo di vecchio scriba fedele a me tanto caro. E’ un cerimoniale
che si ripete sempre uguale, ma sempre nuovo per la gioia che mi dà e
per le emozioni che ci riserva. Tu, mamma banana, io, Ginger e Fred, uniti
dallo scorrere sorprendente e imprevedibile di una penna che sul foglio imprime
indelebili parole d’amore, di un amore eterno! Una forza motrice capace
di spostare ben altro, per dare origine ad un altro amore fonte di
ispirazione e di rinnovamento dello spirito.
Come te, caro vecchio scriba fedele, ognuno di noi svolge
il ruolo che il Signore gli ha assegnato, e qui la penna lo illustra
nell’armoniosità delle
sue evoluzioni e nella copiosità dei suoi componimenti. Nel
sentirmi anch’io attore di questa incredibile e portentosa storia,
si consolida la gioia mia di far parte dell’immensa famiglia di Dio
e di essere un tutt’uno di questa insuperabile famiglia, la nostra,
alla quale il Signore rivolge sguardi di compiaciuta benevolenza.
Anche Ginger e Fred hanno il loro ruolo importante, poiché la fedeltà che vi dedicano e che ci manifestano rappresenta la prova che l’amore fedele è alla portata di tutte le creature viventi, e chi lo sa esprimere con schiettezza e con semplicità ha bisogno di poco per vivere felice.
Ma chi meglio di tutti svolge il ruolo di amante fedele è Dio. Anche in questo Egli è insuperabile. La fedeltà che il Signore manifesta nei confronti dell’uomo è commovente e disarmante. Eppure l’uomo non se ne lascia facilmente coinvolgere, quasi non ne avvertisse la sincerità e l’assiduità. Basterebbe si guardasse intorno con lo stesso sguardo amorevole ed assetato di conoscenza di un bambino, per scoprire che lì dove c’è emozione, sorpresa, stupore, stordimento, c’è il marchio dell’alta fedeltà divina alle vicende ed alle sorti dell’umanità. Alla quale, nelle bellezze del creato, il Padre celeste confida la volontà personale di farla partecipe del bello assoluto nel creato che già le aveva riservato e dedicato.
Tra le cose belle che Dio aveva pensato per l’uomo, sollecitandolo ad attuarne il progetto iniziale, c’è la famiglia, che rappresenta la volontà di Dio stesso di farsi amore in tutte le forme umanamente interpretabili, per riunirle nell’armonia dell’Amore che amalgama ed unifica in vincolo indissolubile.
Nel nostro caso, miei cari, mia famiglia dolcissima, gli amori che vi si lasciano dolcemente imbrigliare , scrivono un brano di storia dell’uomo, che, affidandosi docilmente alla amorevole volontà del Signore, troverà nell’Amore Materno la volontà e l’energia necessarie per riscattarsi dal peccato, e ricomporre la grande famiglia del Cielo. Nella quale Dio Si compiacerà di avere confidato.
Così trascorro con voi la mia gioia eterna e ringrazio di cuore lo
scriba fedele, e questa penna che me ne forniscono generosamente l’occasione.
Con tutta la fedeltà e la gioia dell’amore che vi porto, ![]()
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PASQUA, FESTA DELL'AMICIZIA DI GESU' |
Caro papi, cara mamma, caro sempre più vecchio scriba fedele, dare
la vita per un amico in nome dell'amicizia è il modo più bello
e più grande di amare e di manifestare amore. Non lo dico io solo, miei
cari, che sono qui in cielo per averci creduto e per continuarci a credere.
Lo afferma Gesù nel testamento spirituale che consegna,
prima di vivere la Passione, in raccomandazioni ed esempi ai propri
discepoli di allora, e che continua a confidare a
quanti oggi, domani e per sempre si rendono responsabili
della Sua crocifissione. Costoro furono, sono
e saranno comunque i Suoi amici ai quali ha già dedicato la
vita e continua ad amare senza ritegno e senza rammarico. Così infatti
Egli ci dice che si devono amare gli amici: da essi non
ci si aspetta di essere riamati con la stessa intensità e
con la stessa generosità, ma solo di essere creduti nell'autenticità e
nella prodigalità dell'amore di cui sono fatti oggetto. E'
un amore che cova profondo nelle radici divine dell'uomo e quando si manifesta
realizza gioia eterna.
E' in virtù di questo amore che sono qui a riempire di scritti pagine e pagine, a dedicarvi letterine, a raccontarvi i palpiti e le emozioni che vivificano ed appagano i nostri spiriti e ci permettono di essere in sintonia con i nostri cari in cielo e sulla terra. E' grazie a questo amore che Iddio confida nel pentimento di tutti i Suoi figli che vogliono credere nella sincerità e disponibilità della Sua dichiarata amicizia, almeno un istante prima di lasciare le proprie spoglie al loro destino terreno. In ragione della forza del nostro volerci bene in fraterna amicizia Maria Misericordiosa ha ottenuto per noi la divina benevolenza di rimanere uniti e vivi nella nostra serena e rasserenante famiglia.
Godiamoci dunque, miei cari, i frutti portentosi di questo portentoso amore, che ci fa e ci permette di essere per sempre figli diletti del Signore e Suoi prediletti amici risorti. E tu, vecchio scriba fedele, trascrivi fedelmente questa realtà: ogni uomo che crede nella lealtà dell'amicizia di Gesù conosce già la Sua Pasqua di Resurrezione.
BUONA PASQUA A TUTTI
IN
NOME DEL SIGNORE
dal vostro vecchio amico Emilio
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VENTO INESAURIBILE CHE INCESSANTEMENTE GONFIA LE VELE DEL RITORNO |
Lasciamoci trasportare dalla strepitosa gloria della risurrezione del Figlio dell'uomo, miei cari, così possiamo ritrovarci insieme e vivificare l'amore che ci tiene indissolubilmente uniti nell'Amore del Padre dell'uomo. Questa grande famiglia, orgogliosa della regalità delle divine discendenze, rivive nella storia del Cristo risorto le vicende di ogni figlio di Dio che nella forza dell'amore scopre e utilizza l'energia della propria personale risurrezione, che lo porta ad infoltire in cielo l'immensa schiera di coloro che siedono alla destra del Padre.
La risurrezione di Gesù, nostro fratello, nostro amico, nostro esempio
salvifico, è la potenza del vento inesauribile che incessantemente
gonfia le vele del nostro ritorno alla sicura e confortevole marina
del Signore,
ed è al tempo stesso il protocollo esemplare alla guida e al governo
del veliero che vi ci condurrà.
E' questa l'Energia, la Forza, la Potenza che ogni uomo
deve desiderare e deve chiedere a Dio, mentre Dio già la mette
a sua disposizione per il suo bene. Il bene di Dio è elargito
non già a
gratificarlo di vantaggi e di privilegi confinati e riservati al mondo miope
e piccino della materia, ma il Bene pensato ed interamente
profuso e dedicato al futuro eterno ed infinito, al
quale ogni essere umano deve credere e nel quale ritroverà le
proprie radici spirituali. Questo Bene è lo
Spirito Santo. E' Lui che
spinge e guida in Cielo l'Ascensione del Figlio di Dio
fatto uomo, e quella
di ogni figlio di Dio recuperato e riabilitato
alla consapevole dignità divina.
Il passaggio di Gesù dalla condizione umana di crocifisso senza peccato
a redentore divino dell'umanità nata nel peccato, è la chiave
di lettura non solo simbolica ma sostanziale del valore spirituale della Pasqua
di Resurrezione, che ognuno di voi deve scoprire e imitare nella storia infinita
del cosiddetto mistero pasquale.
Datevi da fare in questa direzione, miei cari, con tutto l'impegno della vostra
fede
e con un pizzico d'intelligenza
che,
se indirizzata alla ricerca del Bene assolto, piuttosto che alla contemplazione
compiaciuta di se stessi, non guasta mai.
Con i nostri più fervidi auguri pasquali. Emilio, piccola sorpresa dell'uovo a voi dedicato
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I FOGLI CHE LEGGERA' IL SIGNORE |
Vediamo un po' come va a finire questa storia, cara mamma. Ma
quale storia? Quella dell'umanità, ovviamente.
Accipicchia, ma guarda un po' che razza
di argomento andiamo a prendere di petto.
Niente di meno che la storia dell'umanità, sulla
quale si sono versati fiumi d'inchiostro, per la quale si sono disboscati
interi continenti e si sono applicati e spremuti i più nobili cervelli,
ma senza aderire mai del tutto alla verità e senza azzeccarne mai una
sul suo futuro. Tutta carta da macero, dunque. Tutti fogli destinati
a disperdersi nel vento gelido della morte o a bruciare nel fuoco
delle viscere della terra? Oppure
se ne salverà qualcuno, che portato su in cielo da qualche
misteriosa forza ascensionale, andrà a posarsi sulle ginocchia
di Dio Padre stuzzicandoNe
la curiosità di leggere cosa vi è scritto? Ma
certo. Non uno
ma tanti tantissimi fogli finiranno tra le mani del Signore e sono
proprio quelli che profumano di verità, il profumo
che si diffonde nell'aria e, dopo averla pervasa, alleggerisce tutto ciò che
impregna riconducendolo alla fonte della verità che l'ha generata. Quegli
altri fogli, invece, quelli intrisi di menzogna
e maleodoranti di pregiudizi, sono destinati a ricadere pesantemente al suolo, dove gli strumenti inesorabili
del tempo provvederanno a digerirli biologicamente.
Ma davvero il Signore Si metterà a leggere queste pagine di storia vera? Perché dovrebbe farlo, se ne conosce già ogni più piccolo particolare, ogni più flebile palpito? Per il piacere di rileggere nei capitoli della storia umana l'amore per la Verità che Egli stesso ispira, sicuramente al di là dell'umana convinzione che Iddio, conoscenza assoluta, potrebbe pure farne a meno.
Tanto più che proprio Lui, cara mamma, Si è fatto
storia, Si è fatto
Storia dell'Uomo e nella storia dell'uomo incarnazione del divino. Con
la Sua nascita ha segnato la storia separandone il passato dal futuro. E il
futuro è la
verità del Suo Verbo, quella già connaturata alla
Misericordia ed al Perdono dell'Amore e quella che decreterà l'eterno
ed universale giudizio dell'Amore, dando vita all'infinito futuro della Storia
dell'uomo vera ed immutabile.
In quel tempo tutti quei fogli graditi a Dio si rilegheranno
ordinatamente nel libro della Storia vera dell'umanità, che
andrà ad
arricchire la meravigliosa biblioteca della Casa del Padre, accanto ai volumi
dei Suoi appunti e disegni sulla Creazione del mondo e sui suoi destini.
Nel frattempo l'uomo cerchi la verità sulle proprie origini e sui propri
futuri nella sincerità della Parola di Dio fattaSi scrittura, ed affidi
alla preghiera singola e corale il proprio sincero sentimento di ritrovare
in Dio la traccia storica della sua vicenda personale e universale.
La preghiera diventi strumento e chiave di lettura della
storia che Iddio ha pensato per l'uomo sin dai suoi primordi. Quell'altra
che gli uomini si raccontano è tutta un'altra vicenda, in cui
s'intrecciano vendette, intrighi, prevaricazioni, violenze, ingiustizie,
tradimenti, nella quale persino il bene prevarrebbe sul male servendosi e
ricorrendo alle stesse malefatte.
La preghiera è il vento che spinge verso il cielo tutte le
belle pagine della storia umana, delle quali il Signore è avido ed instancabili
lettore.
Soffiate dunque, miei cari. Cara mamma, aiuta a soffiare anche tu per rendere sempre più poderoso il vento della verità salvifica.
Ciao
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MERCENARI AL SOLDO DELL'AMORE |
Caro papi, noi non avremmo bisogno di testimoniare per lettera la forza dell'amore che ci unisce nella felicità eterna, se esso stesso non fosse necessario ad attivare, rinvigorire, riaccendere in altre unioni d'amore l'energia ormai spenta o affievolita o dimenticata.
Cosa direbbero i nostri ormai numerosi lettori, se non trovassimo più il tempo, la voglia, le occasioni, gli spunti per affidare le nostre amorose esternazioni a carta e penna? Come ci rimarrebbe Maria Misericordiosa se questo dono del Signore, che ha così intensamente sollecitato perdesse il suo valore e significato universale, non per evanescenza di contenuti ma per pigrizia o inefficienza di coloro che sono incaricati di distribuirlo condividendolo?
E' vero. Il mondo, mai come negli ultimi avvenimenti in cui si trova coinvolto, sta conoscendo la potenza dell'Amore di Dio e sta imparando la regola che amore genera amore. Il cielo sta scaricando una tale enormità di prove d'amore sull'uomo, ubriacandolo di qual tanto necessario a renderlo più felice, più disinvolto e quindi più disposto ad aprirsi e ad aprire il cuore per farne emergere i sentimenti più puri e più ancestrali, soprattutto l'orgoglio di sapersi e sentirsi figlio di Dio. L'atmosfera di Spirito Salvifico che avvolge la tua terra in questi tuoi storici giorni, caro papi, non è solo il segno della premura paterna che Dio dedica incessantemente ai figli Suoi, ma è anche l'afflato d'amore ricambiatoGli da quella umanità, che si riconosce in Lui come progetto terreno di fede, di speranza e d'amore e come progetto divino d'inesauribile felicità.
Questo miracolo d'Amore totale al quale non solo assisti ma del quale tu stesso sei partecipe e artefice, caro papi, passa attraverso la testimonianza esemplare di alcuni figli di Dio, poderosi pilastri della Fede che sollecita l'Amore in cui confida, e che in nome di tale amore si fanno soldati di Cristo e di Maria Misericordiosa ai Quali si sono promessi. Goditi dunque questa esperienza vivificante, caro papi, e fattene coinvolgere, ma non dimenticare che anche tu nel tuo piccolo sei chiamato a dare il tuo contributo. Che è molto più importante di quanto tu possa immaginare.
Siamo solo agli inizi di questa avventura esaltante ed ognuno deve fare la sua parte, fino a quando il Signore gli darà forza, cioè amore. E questo vuol dire persempre. Essere soldati dell'esercito di Cristo e di Maria Misericordiosa equivale ad essere soldati dell'Amore, e chi meglio paga di Dio, chi meglio del Suo soldato ne trae motivo di fedeltà? Siate dunque fieri e fedeli mercenari di questo invincibile esercito, che impegna la sua forza nell'operosità ispirata e guidata dall'Amore.
Perciò diamoci da fare. Imbraccia la penna come uno stendardo, caro papi, e avanti marsh. Altri soldati, già veterani o reclute o da reclutare, attendono nostre notizie. Non facciamoli aspettare. Ciao, conto su di te e su mammabanana.
Emilio vostro
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IL SIGNIFICATO DEL BUIO |
Caro papi, con un po' di compiacente fantasia immagina di abitare sul sole e di veder girare intorno a te tutti quei corpi celesti che ne compongono il sistema microcosmico immerso nell'immensità dell'universo. Tutti i pianeti che ti passano davanti appaiono investiti ed illuminati dalla luce solare, a parte l'eventualità di un qualche ricorrente e non eccezionale allineamento. Solo se conoscessi il significato del buio ti verrebbe di pensare che il retro di questi corpi luminosi è immerso nel buio della notte, ma non puoi perché sei nella luce del sole che sempre brilla. Se non fosse per questa tua non trascurabile limitazione, una volta venuto a conoscenza del fatto che i pianeti che ti ruotano intorno ruotano pure su se stessi, potresti dedurre che mai offrono la stessa superficie ai raggi del tuo sole e mai nascondono alla sua luce la medesima parte opposta.
Luce sulla faccia esposta e buio dove la luce non arriva: ma non sai immaginare come è questo buio, del quale tuttavia sei costretto ad ammettere l'esistenza fuori dell'esperienza. Solo se assistessi ad uno di quegli avvenimenti a cui ho fatto cenno e vedessi proiettarsi l'ombra di un pianeta su uno più distante, potresti capire cosa è il buio o, se preferisci, la mancanza della luce. E poiché non puoi comunque comprenderne il valore teleologico, pur sapendo che uno qualsiasi deve pure averne dal momento che nessun fenomeno vitale dell'universo ne è privo, ti viene voglia di andare a vedere di persona e cerchi di procurarti i mezzi per farlo.
Ora, caro papi, scendi dal carro della fantasia e ritorna nel mondo terreno,
in cui ti è più facile scoprire che luce e buio sono non opposti,
ma complementari ed essenziali alla vita del tuo pianeta ed alla tua vita stessa,
così come lo sono la luce della vita e il buio della morte.
Allora sarà facile comprendere come la morte, che i materialisti e gli
atei considerano come il buio assoluto, rappresenti l'unica alternativa per
chi considera la vita materiale come l'unica ragionevole giustificazione di
un succedersi di avvenimenti cosmici, legati alla casualità e destinati
a consumarsi nella certezza della fine. Questi dunque si collocano, in posizione
diametralmente opposta a quella che ti avevo suggerito all'inizio di questa
chiacchierata, nella condizione di chi può conoscere senza avere alternativa
alcuna alla propria esperienza.
Nel buio più assoluto dei propri convincimenti non si fa luce possibilità alcuna
che anche la morte abbia un significato teleologico più intelligente
di quello che le affida l'annichilimento totale della casualità materiale,
intellettiva, razionale e morale della vita.
Chi è nel buio assoluto, né ha fantasia o volontà di volgere il proprio sguardo spento verso la possibilità per lui inesistente dell'alternativa, nel timore che l'alternativa esista e possa danneggiare ulteriormente la cecità di cui soffre, costui non vedrà mai la luce oltre il buio e la vita oltre la morte, neppure se dovesse verificarsi quel fenomeno di allineamento nel quale la fonte della luce viene a trovarsi non più nascosta ai suoi occhi dall'ostacolo abituale. Sicché la morte continuerà ad essere per costui l'unica soluzione naturale e razionale di storie vitali che si abbandonano alla buia e cieca ignoranza dell'alternativa.
Ci fu un momento della storia dell'umanità nel quale Dio Si rese conto che nell'uomo si andava sempre più affievolendo la luce della speranza, della fantasia la fiamma e della ragione il lume, e che le tenebre si stavano impadronendo della sua mente e della sua anima per convincerlo di non avere alternativa. Allora Si fece Uomo illuminato e rifulgente di Spirito Santo, e Si donò a lui nello splendore della Luce che illumina il cammino di ogni essere umano e mette a fuoco l'evanescenza della morte, svelandone la reale inconsistenza proprio nella sua innegabile necessità.
E coloro ai quali il buio dell'intolleranza e della presunzione aveva già reso ciechi gli occhi del cuore, credettero di spegnere quella Luce, che infastidiva gli occhi perché non Ne sapevano reggere lo sguardo, dandoLe morte sulla croce. E poi, erogando tante e tante altre morti per martirio a quanti avevano sostenuto con fede e fierezza il proprio sguardo verso quella Fonte di Luce, senza rimanerNe feriti, anzi, dolcemente confortati dalla chiara visione della vita eternamente luminosa che trapela dietro lo striminzito siparietto della morte.
Proprio quell'uomo che crocifigge Gesù e dà la morte ai martiri del Suo martirio non saprà mai, accecato dal buio al quale si è rassegnato, di spalancare lui stesso le porte della luce eterna alle vittime della propria cecità, né potrà mai venire a conoscenza della Misericordia che Dio, infinita bontà, riserva a chi, nel buio, crede nell'alternativa di una luce che gli ridoni la vista e gli scaldi il cuore. Per chi manifesta in qualsiasi momento della propria vita tenebrosa l'alternativa di un palpito di luce, Dio stesso, proprio Lui in Prima Persona, Si fa alternativa concreta ed eterna. E, ove non risulti esemplare il sacrificio di Gesù a scalfire la profondità delle tenebre che regnano caparbiamente nel cuore di certi uomini, Dio Si affida alla Luce che emana l'Amore misericordioso di Maria, da quando si è proclamata Sua serva e si è fatta madre di Gesù in terra e in cielo e salvatrice definitiva di tutta l'umanità.Allora il male tenebroso e le sue tenebre svaniscono per sempre e non vi è più alternativa alcuna alla Luce dell'Amore, all'Eternità e alla Vita.
E tu, caro papi, potrai goderti lo spettacolo di un mondo che risplende di
luce perpetua senza lasciarsi dietro neppure un filino d'ombra.
Sono io piuttosto la vostra ombra, cara mamma e caro papi, e come un'ombra
vi sarò vicino e vi seguirò
fino a quando ci ritroveremo nella trasparenza concreta della stessa Luce.
Nella trasparenza di tutto il mio amore. Emilio
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MARIA PRIMAVERA |
Cara mamma, questo è il tempo nel quale i figli del Padre celeste e i fratelli di Cristo Gesù dedicano i pensieri più devoti di gratitudine e di Amore a Maria, Madre Santissima e Misericordiosa. E' il tempo della primavera prorompente e vivificante al tempo stesso, non solo per lo splendore dei suoi colori, per la dolcezza delle sue luci, per il tepore corroborante delle sue atmosfere, ma soprattutto per il senso forte e sacro della vita nuova che nasce e si rinnova.
Chi è "primavera" più di Maria Madre nostra? Nella
freschezza di giovane mamma immacolata del figlio della stessa sostanza del
Padre, alla volontà del Quale si era sottomessa per generare Nuova Vita,
proprio come la primavera si sottomette alla volontà di ogni natura
figlia di Dio.
La Nuova Vita di cui parlo non si incarna soltanto in Gesù, ma in ogni
uomo, in ogni fratello al quale Egli ha donato con il sacrifico della vita
la certezza della redenzione, al quale Maria stessa ha donato il proprio Figlio
e continua ad assicurare la propria instancabile, misericordiosa intercessione.
Ecco perché la Nostra Madre Santissima merita molto di più di
un tempo limitato di umana devozione. Le spetta il tempo che noi le riserviamo
in cielo, cioè un'eternità di amore non solo devoto, ma tenero
e appassionato come quello che un fanciullo prova per la sua mamma, testimoniandole
l'attaccamento di chi non vuole staccarsene mai.
L'amore e la devozione delle creature umane per Maria non dovrebbe conoscere stagioni, cara mamma, così come io non ne conosco per te e come la Madre Nostra non ne conosce nell'amore per tutti in figli suoi in terra e in cielo. Solo amandoLa di amore filiale l'umanità riconquisterà gli entusiasmi e la volontà di una vita eterna, che profuma, riluce, colora di primavera che non conosce stagion,i ma si rinnova senza fine.
Aprite dunque, mamma cara e miei cari tutti, i vostri cuori alla primavera dell'amore e della vita, perché vi faccia sbocciare rigoglioso ed appassionante il giardino spento ed appassito dai rigori di un inverno buio e malinconico per trasformarlo nell'Eden della vita di gioia e di luce.
E se trovate qualche difficoltà, perché cardini e serrature si sono arrugginiti, affidatevi alla Misericordia di Maria, Che in ogni stagione della vita, da buona madre, sa trovare la soluzione di ogni vostro problema rugginoso. Ve lo posso assicurare, anzi garantire.
Il vostro amico garante Emilio
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MANI INTRECCIATE NELLA SACRA FAMIGLIA |
Cuore di mammabanana e di vecchiocardiologoscriba, eccomi qui a scaldarvi
del mio immenso amore e ad illuminarvi dell'Amore di Maria Misericordiosa.
Per
intercessione della nostra tenera Madre e instancabile protettrice noi - ioconvoi-
siamo eternamente famiglia.
Mi rivolgo al cuore vostro, miei cari, perché è il centro
motore dell'amore e della fede che rendono imperitura la grande famiglia
di Dio,
nella quale ognuno di noi e di voi è concepito e formato per la vita
eterna, alla quale ognuno si deve ispirare se ne vuole mantenere legittima
appartenenza.
Non è difficile e tanto meno impossibile, per quanto possa
sembrare gravoso nei tempi e nelle vicende
terrene, il compito di unità familiare, se
ci si lascia guidare e consigliare dalla Madre che si fece pilastro e fortezza inespugnabile. E
se si presta l'orecchio del cuore e l'intelligenza della ragione alla
Parola del Figlio, che all'umana famiglia ha dato tutto Se stesso e nella famiglia
ha testimoniato tutto l'amore incarnato del Padre per le Sue creature predilette.
Queste sono le ragioni del cuore per le quali la famiglia, coesa nell'amore reciproco, diviene la sede ottimale per ricevere e accogliere il dono di Dio e per elaborarlo come forza, energia e potenza d'amore, che si confronta con quello del Padre, colloquia con Lui ed a Lui lo riconduce nelle vesti di figlio redento. Cosicché la famiglia terrena, grande o piccola che sia, si tiene per mano con l'immensa famiglia celeste in un legame che nessuna forza contraria è in grado di spezzare. A dare man forte a questa unione, sollecitata da Dio e protetta dalla tenera pietà della Nostra Madre dolcissima, c'è la generosità del Generosissimo cuore di Gesù, che non smette mai di donarsi all'uomo come cibo e bevanda di vita eterna. L'eucaristia è infatti il cemento che salda il vincolo tra uomo e Dio, tra famiglia e Famiglia, tra temporaneo ed eterno.
Il tempo è quella grande illusione che solo l'amore concretizzato nella vocazione di far parte della famiglia di Dio è in grado di smascherare, per metterne a nudo la reale eterna identità e per ricondurlo alla propria eterna consistenza. Anche noi tutti, intendo noi qui in cielo, ma non per questo da voi disgiunti e lontani, ci diamo un gran da fare per mantenere saldamente serrate le maglie di questa imponderabile catena, dal momento che l'amore che la compone non è misurabile se non dall'onniscienza del Creatore di tutte le cose. Neppure l'intensità e il fervore e la sincerità della preghiera possono darne la misura reale. Purtuttavia essi sono essenziali e rappresentano un solido contributo dell'uomo, che, unito a quello divino del quale anche io sono messaggero, dà luogo e vita ad un altro portentoso legame che nessun evento contrario è in grado di spezzare.
Dunque amore, famiglia, preghiera, eucarestia, generosità del cuore
di Gesù e tenerezza della nostra Mamma Misericordiosa sono le dita intrecciate
della mano di Dio e della mano dell'uomo, che si
stringono forte forte per rinsaldare il proprio vincolo di fedeltà e per
non lasciarsi mai più.
Metteteci dentro tutta la vostra energia, tutta la vostra convinzione, tutta
la vostra fede, miei cari, sicché ci basti solo una piccola trazione
per riportarvi su nella Casa del Padre, dove dimora la famiglia più allegra
e spensierata che si possa immaginare e desiderare.
Ciao a tutti. Ciao cuore di mamma e cuore di papi, mia dimora e mia famiglia. Emilio coccolone
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In
viaggio con la mamma di Emilio da Roma a Fatima e ritorno
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