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| PERDONO CONDIZIONATO | 2 gennaio 2007 |
Caro vecchio scriba fedele, confido nella tua
quasi sempre asettica penna per argomentare su un tema di grande attualità sulla
terra: quello del perdono. E' evidente che il problema del perdono,
della sua istituzione e applicazione, non riguarda il tempo della tua personale
esperienza di vita, poiché va fatto risalire ai tempi della
Creazione ed è
giusto considerarlo attuale allora e per tutta la breve parentesi che si estende
fino a questi giorni tuoi.
Si può dire che il Padreterno non aveva ancora finito di godersi il
meritato giorno di riposo dopo la Creazione e già l'uomo e la donna
-bada bene, non gli animali, le piante, le cose, le acque, i cieli, le stelle
e le terre del creato- ne combinarono una delle loro, una tale disobbedienza
da scandalizzare e far risentire persino Dio. Che per fortuna, essendo Amore
Assoluto, non Si disamorò.
L'uomo, non satana, aveva inventato in
un sol colpo il peccato di disobbedienza e di presunzione. Ebbene, il Signore
Dio dell'universo Si inventò di conseguenza il perdono.
Caro scriba fedele, non mi vorrei sbagliare, ma sento venire verso di me il
pensiero di papi mio che si domanda e mi chiede: Ma il Signore, Che è onnisciente
per natura e definizione, non sapeva che sarebbe andata a finire così? Il
Signore sapeva e sa che il male avrebbe sferrato il suo attacco, ieri come
oggi tentando l'uomo a sentirsi e farsi uguale a Dio. In quel tempo
avrebbe potuto impedirlo, ma la radice materiale dei due progenitori dell'umanità non
poteva essere sottratta alle tentazioni diaboliche, ieri come oggi e domani.
Nel paradiso terrestre Dio non concesse a Adamo ed Eva un perdono incondizionato
perchè essi, pur provando vergogna, non cercarono tempo e modo di esprimere
pentimento per la rottura del patto. Perciò condizionarono il
perdono paterno a una punizione esemplare, quella di riconsegnare
la materia all'ineluttabile usura del tempo e di comprimere lo spirito nell'angusto
spazio della scelta tra il bene e il male. La materia infatti deve
rassegnarsi a farsi da parte, per dare via libera, oltre lo spazio
e il tempo, a tutti gli spiriti che hanno saputo e voluto scommettere sul bene
eterno. Vita eterna dunque, allo spirito consapevole dell'impegno
al quale Iddio lo sollecita e del premio al quale è predestinato da
sempre, dopo il cammino di purificazione che attraversa la contaminazione
della materia.
Strana ed incomprensibile forma di perdono! -va
ripetendosi l'uomo da allora- E' un perdono crudele che esige sofferenze,
tribolazioni, rinunce e soprattutto obbliga al confronto con la morte,
confronto male accettato dai rassegnati e del tutto rifiutato da quelli che,
oggi sempre più numerosi, aspirano a sostituirsi a Dio o comunque a
modificare il destino della materialità e la storia naturale della vita.
1 gennaio 2007
Per tutti, e particolarmente per questi ultimi, Dio
ha escogitato un altro modo di perdonare. Ha offerto il
proprio sacrificio e la Misericordia divina in cambio di
una minima ma definitiva manifestazione di pentimento del peccato.
Fra tutti, quello che più ferisce l'Amore di Dio è l'incapacità
o indisponibilità dell'uomo ad amare il prossimo concedendogli il perdono.
E, al tempo stesso, Lo addolora la durezza d'animo di chi non vuole riconoscere
i propri torti e chiedere ammenda in terra e in cielo.
L'uomo moderno, forse più di quello antico, ama
se stesso nel giudicare e nel condannare più
che nel giudicarsi e condannarsi, e purtroppo ama talmente se stesso da non
trovare plausibili motivi per dedicare al resto dell'umanità
una parte infinitesimale dell'amore che si dedica e si riserva.
Non
è quindi in grado di chiedere perdono, né tanto meno di concederlo.
Per questo gli rimane incomprensibile il sacrificio di Gesù, salito sulla croce per portare e donare all'umanità perdono e Misericordia. A nessun uomo sarebbe mai venuta in mente un'idea del genere, ma molti dopo di Lui per essa si sono immolati e fatti martiri e sono andati in cielo ad infoltire la schiera dei santi che celebrano anche lì la gloria di Dio.
E pregano, con tutta la forza di una fede ormai confermata nella realtà dell'eterna beatitudine, affinché ogni uomo ritrovi in sé e nel vicino i segni della propria origine divina e si riappropri del senso universale dell'amore, che insegna ad essere generosi nel perdonare e umilmente bisognosi di carità misericordiosa nell'implorare perdono. Perché si faccia la volontà di Dio. E così sia.
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| LA RISPOSTA DEL PRESEPE AL MISTERO DELLA VITA | 6 gennaio 2007 |
Cara nuova penna di vecchio scriba fedele, mi compiaccio per la scioltezza con la quale scorri sul foglio, motivo di più per commentare la tradizionale festa della befana.
Mi incuriosivano e mi facevano molta tenerezza
quei tre signori sui cammelli che papi mio e la mia mamma mi aiutavano a sistemare
davanti alla grotta del bambinello. Non sapevo se metterli in fila indiana
oppure uno a fianco dell’altro, sui loro cammelli. Ce n’era uno
che aveva una zampa più corta, stentava a reggersi in piedi e rischiava
di cadere insieme all’illustre personaggio che lo cavalcava. Evidentemente
il lungo viaggio affrontato per seguire la stella cometa aveva consumato la
zampa del suo cammello. Povero cammello! Magio o mago?
I re magi mi facevano tenerezza perché, attraversato il deserto per
adorare Gesù Bambino e portargli i dono della befana, non scendevano
dai cammelli per consegnare i loro doni. Non capivo bene che cosa fossero,
in particolare la mirra. Non riuscivo proprio a immaginarmela, anche se papi
mio mi aveva spiegato che era una specie di gomma appiccicosa, non so se profumata
o puzzolente. Cosa ci avrebbe fatto Gesù
bambino? Poi, i re magi arrivavano per ultimi, e pochi giorni dopo mamma smontava
regolarmente il presepio. Però le stauine erano molto regali, non come
quei poveri pastori con le pecorelle in spalla, che dovevano tirarsi dietro
anche l’asino e non ci potevano salire sopra perché non era forte
e resistente come i cammelli e non ce la faceva a portarli in groppa.
Pensieri di bambino davanti al presepe della nascita di un altro bambino, che si sarebbe posto ed avrebbe posto tante domande, ma soprattutto era venuto al mondo per dare tante risposte, pensieri di bambino che inconsciamente diventava egli stesso personaggio del presepe della vita. Anche questo ogni volta si faceva e si smontava, per riproporre il mistero dell'umana esistenza e l'incarnazione di Dio nel Bambino Gesù, piccola creatura divina alla quale il Padre celeste ha consegnato la risposta al mistero della vita che tormente l'uomo.
Pensieri di bambino che nell'ingenuità
del cuore già riconosceva nel divino neonato tutta la potenza dell'amore
che crea, perdona e redime. E pertanto manifestava ammirazione commossa
e fiduciosa e dichiarava amore schietto e consapevole verso la piccola creatura
che nessun allestimento, nessuno scenografo avrebbe mai potuto rappresentare
umile ed indifesa.
Pensieri di bambino che nell'umile ma determinata azione dei pastori
accorrenti e adoranti leggeva il valore salvifico della Parola,
che gli spiriti semplici e timorati di Dio accolgono e comprendono meglio
di chiunque altro.
Pensieri di bambino che nella prodiga regalità di
cui si ammantavano senza ostentazione i re magi coglievano
il messaggio della scienza, che riconosce i propri limiti di
fronte alle meraviglie cosmiche ed umane del creato e che, rendendone
grazie al Signore, si mette al servizio della fede per
dare il miglior contributo razionale al significato della nascita,
del vivere e del morire, per preparare il cuore ad aprirsi
alla certezza della vita eterna.
Tutti questi pensieri di quel bambino
di allora sono diventati realtà nel mondo eterno in cui quel bambino
vive, godendo in pieno la promessa del bambinello della grotta
di Betlemme. La Parola di Dio solca i cieli come una luminosa cometa
per guidare e condurre l'uomo alla conoscenza , all'ammirazione,
alla glorificazione del redentore, nato nello splendore della semplicità e
dell'umiltà per farsi pastore di greggi e agnello crocifisso, e
per riconquistare l'uomo alla sua antica ed eterna progenitura divina.
Per garantirsi la riconquista di tale dignità l'uomo deve impegnarsi
a seguire la luce del Verbo con la semplicità
d'animo di chi fa della propria ragione l'uso più appropriato
per il quale Dio gliene ha fatto dono e riconosce nel sacrificio
di Gesù il segno inconfutabile della Misericordia di Dio.
Questa è l'aspetto più umanamente paterno dell'Amore che Dio è capace di manifestare ai figli Suoi, di presepe in presepe lungo tutta l'eternità. E così sia.
statuina
angelica del vostro e nostro presepe.
Ciao
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| AMORE SANTO AMORE SACRO | 21 gennaio 2007 |
Carissimi, eccomi a voi più
pimpante e gioioso di sempre. Ché l'eternità
della gioia è sapersi e sentirsi figli ed eredi del Padre amorevole
del Quale, mai abbandonando la speranza nella notte buia del tempo,
ci sforzavamo di vedere la santa mano tesa ad accarezzarci
il cuore. In questo "sempre" siamo immersi nella luce
della Sua presenza, con assoluta certezza che solo Lui è l'energia
vitale della vita eterna, perché la vita che nasce nell'incontro tra
due anime innamorate viene presa per mano e condotta amorevolmente dalla
Grazia di Dio, sino alla conoscenza e al godimento diretto e personale del
Bene senza limite e senza fine.
Per tutto questo sono pervaso di felicità, ma non appagato.
Infatti, proprio perché
inesauribile, l'Amore del Signore, che ricolma della Sua infinta
bontà l'ormai infinta spiritualità dei nostri cuori, non
finisce mai di stupire, rinnovandosi, rinvigorendosi, ringiovanendosi.
Voi potreste chiedere: E l'amore che ti abbiamo
dedicato, che sempre più struggentemente nutriamo per te come unico
motivo di sopravvivenza? E' forse meno importante l'amore nostro? meno
vitale, meno totale, meno santo di Quello che attingi dalla generosità di
Dio?
Nossignore. Senza la forza e la sacrale dedizione dell'amore che mi ha generato,
preparato e condotto sino alla soglia della vita eterna, non potrei dirvi ora
che l'amore del cielo è della stessa sostanza del vostro, non solo terreno
ma familiare e sacro come quello di Colui che Ama tutta l'umanità di
sempre come un figlio unico. Dunque non ve ne abbiate a male, miei cari, di
questa sperticata, entusiastica dichiarazione rivolta all'Amore di Dio. Io
non posso fare a meno dell'amore vostro familiare, non è per me meno
essenziale di quello del Signore e altrettanto mi rende pimpante,
gioioso, pervaso di felicità e sempre desideroso di riceverne incessantemente.
Vi assicuro che come contraccambio d'amore il Signore, nella stessa misura, intensità, gioia e soddisfazione amo voi che mi amate. Già ve ne do prove concrete, capirete meglio cosa voglio dire quando le nostre anime si incontreranno in cielo e vivranno in eterno il proprio amore nel cuore di Dio .
Per il momento vi amo con tutto il mio cuore, nella volontà che Iddio vuole si compia.
Baci ![]()
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| PROPRIETA' TRANSITIVA DELL'AMORE | 17 febbraio 2007 |
Caro papone mio, questa penna mi sembra un po’ arrugginita, ma con la buona volontà la faremo marciare veloce lungo l’inesauribile solco dell’amore. Nessuno riuscirà a contenere la forza dell’amore, che ci unisce in un legame destinato a consolidarsi nell’eternità già condivisa per sempre. Puoi stare sicuro che non ti mollo, tu non smettere mai di rivolgere lo sguardo al cielo e continua a camminare sicuro e spedito con i piedi per terra, io ti seguo, ti precedo e ti sto accanto “al piede” come un fedele cagnolino. Un po’ come Fred, che ti sta sempre appiccicato dovunque tu vada, perché ti vuole bene e vuole ricordarti in ogni istante che si accontenterebbe anche delle briciole del tuo affetto. Per questo te lo ritroverai “al piede” anche in cielo, dove sarà sempre più incontenibile di scodinzoli e cantatine.
Ma perché i cagnolini devono stare sotto il tavolo in attesa che qualcuno faccia cadere qualche briciola di pane o gli lanci un po’ di cibo? Non sarebbe più giusto che le persone alle quali consegnano tutti se stessi condividessero con loro non solo il cibo materiale, ma anche quello spirituale dell’amore? Anch’essi sono creature di Dio e sono da Lui amate, dunque per la proprietà transitiva sono meritevoli dell’amore dell’uomo. Per la stessa proprietà il Creatore di tutti gli esseri viventi ama indistintamente chi si nutre senza ritegno del Suo Amore e chi si contenta delle briciole.
I cagnolini lo sanno pur stando sotto il tavolo, dunque fanno di tutto perché lo capiscano anche i loro padroni. Lo sanno perché sono fedeli alle regole biologiche del creato, e tra queste a quelle di assistere, difendere ed amare l’uomo a cui si affidano, senza stancarsi mai di ricordargli che la fedeltà, la dedizione e l’amore per il Padre celeste assicurano tavole sempre sontuosamente imbandite con cibi e prelibatezze senza limiti. Ci insegnano inoltre che bastano poche briciole d’amore per combattere i demoni della fame, ma ancor più se ne sente affrancato chi si può nutrire a sazietà. Per questo i cagnolini, pure se sono sazi, continuano a chiedere ancora qualche altro segnale d’affetto, qualche altra mollichella d’amore.
Lo stesso faccia l’uomo di fede che
si nutre dell’amore di Dio. Continui a chiederne ancora e senza ritegno,
per sé, per i suoi simili e anche per i suoi cagnolini.
Quando la sua fedeltà sarà ripagata con la vita eterna,
la speranza si trasformerà nella certezza di Dio e potrà chiedere
per tutta la vita al Signore di essere saziato d'amore. E
così sia.
Caro papi, ti scodinzola, ti zampetta e ti
si struscia addosso il tuo
fedele.
Alla mia mamma un tenero slurp, a Ginger & Fred l’annusatina di rito.
Bau bau.
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| ARMONIA | 4 marzo 2007, eclissi di luna |
Cara mammabanana, mi fa tanta tenerezza il tuo stupore
di fronte ai meravigliosi eventi del creato. Mi piace come ti emozioni
quando l’arcobaleno riempie il tuo cielo dei suoi incredibili e variegati
colori o quando, con il naso all’insù, cerchi di carpire i segreti
alla terra che via via nasconde la faccia luminosa della luna, fino a farla
divenire un purpureo globo di madreperla.
Non c’è nessun trucco, non c’è nessun segreto, cara
mamma, si tratta unicamente di armonia, armonia di colori
e di allineamenti, di scelte, di regole, che non rispondono a ferrei principi
di fisica o di matematica, come pretenderebbero gli scienziati, ma seguono
la divertita fantasia del Creatore di tutte le cose Che ne scandisce il destino
e le manifestazioni visibili.
Ciò che si svolge sotto i tuoi occhi è lo stupefacente
ed inesauribile spettacolo che il divino Regista organizza quotidianamente
sul palcoscenico terrestre e celeste, affinché gli abitanti
della terra, ed in particolare i suoi figli prediletti, non
si sentano abbandonati alle sciagure cui essi stessi danno vita non rispettando
le regole dell’Armonia, che il Signore riserva alla loro storia
poiché ha ispirato lo stesso progetto creativo dell’uomo.
E’ dunque bello che tu, cara mamma, avverta l’emozione di sentire
Dio accanto a te quando Egli si manifesta nell’Armonia che sovrintende
tutta la fenomenologia nella quale sei immersa costantemente, in ogni
attimo della tua vita. E comprendo e giustifico il tuo rammarico quando ti
accorgi di cedere l’attenzione che vorresti dedicarle a fatti contingenti
che la deviano altrove. Tuttavia è importante tu sappia che
Dio, con la Sua presenza in natura, c’è anche quando non Lo vedi
perché non Lo vuoi o puoi vedere. Egli è la
stessa Armonia che regola la tua vita e scandisce il tempo dei tuoi
giorni in un armonico progetto, che, se condiviso, ti condurrà a godere
senza rinunce o deviazioni all’Eterna Armonia.
Chi è questa Armonia assoluta se non Dio stesso? Gli
scienziati, i sapientoni non si danno pena per questa insopprimibile dote del
Padreterno. Una volta scoperti e verificati i legami armonici di una serie
di eventi, a loro importa soltanto studiarne le leggi che permettono la ripetitività e
la riproduttività
e non il Legislatore, Colui che in principio regolò il caos e lo trasformò in
ordine creativo.
Come vorrei che questi signori avessero una minuscola particella della fantasia
alla quale il Signore ha attinto nel suo sforzo creativo. Allora capirebbero
che l’Armonia non è frutto dei fenomeni , ma
ne è l’ispiratore e il demiurgo. Ma costoro sono affascinati soltanto
dall'armonia della propria intelligenza, che li ha messi in condizione di districarsi
tra le leggi della natura e ha permesso loro di impadronirsene e piegarle alla
propria volontà. Ciechi e pretestuosi!
La natura, prodiga sino a quando non vengono
turbati o sconvolti i suoi armoniosi ritmi, diventa avara e impietosa
quando l’uomo è insensibile ai suoi equilibri e al suo amore;
perché Armonia equivale ad amore sopra ogni cosa nello Spirito divino,
ma anche nello spirito dell’uomo e della sua natura terrena.
L’unica differenza sta nella natura di Dio, Che, essendo Amore
armonioso e Regola incontaminabile, non conosce risentimento
e vendetta, al contrario dell’essere umano e della natura
in cui è immerso. L’uomo, che infranse
il patto d’Armonia e d’Amore che Iddio aveva stretto con lui, con
il peccato di superbia si porta appresso da allora la natura
che si merita.
Cos’è la superbia, se non la disarmonia con
i tuoi simili e con la natura che ti è stata confezionata su misura, se
non disamore?
Cara mamma, continua pure a mostrare meraviglia per tutto ciò che si nutre del principio armonico dell’amore e ne diviene stupenda, emozionante manifestazione. Anche se gli scienziati te ne hanno dato spiegazione nei più piccoli particolari, continua ad accoglierlo e a viverlo con lo stupore e l’incredulità del bambino che giorno per giorno si apre con avidità alla conoscenza della natura umana, della realtà virtuale del mondo che lo ospita e di quella più concreta dell’eterna Armonia che lo attende in cielo.
Ciao mia piccola mammabanana, sono con te in
eterna armonia e con amore inesauribile. ![]()
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| DISUGUAGLIANZA DELL'INDIMOSTRABILE | 26,31 marzo 2007 |
Caro papi, lasciati guidare da questa penna cui
affido la forza vitalizzante dell’amore con il quale
il cielo alimenta e rinnova le istintive aspettative terrene di vita
eterna.
Le energie che la muovono sono insignificanti di fronte
all’incommensurabile potenza dell’Amore di Dio, che si riverbera
nello spirito caritatevole della comunione delle creature celesti. Eppure
sono sufficienti a farle percorrere il cammino della verità e
della conoscenza sostenendo fede e speranza, sentimenti
essenziali per non lasciarsi sopraffare da incredulità, scetticismo
e pregiudizi. Come farebbe altrimenti lo strumento senz’anima a descrivere
e raccontare tutto l’amore e la tenerezza che io provo per voi e
per l’emozionante esperienza condivisa; e a testimoniare la certezza
dell’eternità delle emozioni che siamo chiamati a condividere
nel futuro?
Davvero potresti pensare e sostenere che,
in qualche remoto angolo della tua mente, una forza misteriosa e
imprevedibile si attivi, si adoperi a raccontare
esperienze e mondi sconosciuti e ad alimentare illusioni
irrealizzabili? E che si esplichi non solo nella sfera
delle esperienze fantastiche, ma anche in quella più concreta
dei principi dell’energia cinetica?
Lo so, è più facile, semplice e intuitivo pensare a un meccanismo inconscio che sia in grado di mettere in moto questa tua penna, mentre è molto più complicato, e soprattutto più scomodo, asserire che la penna viene mossa dalle parole d’amore che il cielo vuole arrivino ad accarezzare e scaldare i cuori dei destinatari. E, tra questi, non solo voi, miei amati genitori, ma tutti coloro che aspettano, chiedono o cercano un segno di misericordiosa partecipazione alle proprie vicende umane. Per quanto le due opposte ipotesi siano entrambe indimostrabili sperimentalmente, tuttavia si dà più credito alle forze naturali di un oscuro inconscio che a quelle preternaturali dell’amore spirituale eternamente sotteso tra l’uomo, creatura d’amore divino ed umano, e Dio, fonte d’Amore assoluto, creatore dell’uomo da amare e dal quale essere riamato. Non pensi dunque, caro papi, che sulla base dell’umana conoscenza sia più logico attribuire all’amore, che ispira e sostiene l’armonia del creato, l’armonia dei pensieri e dei sentimenti che animano la nostra penna e pervadono i nostri scritti, piuttosto che accreditarne la paternità ad un nebuloso, disarticolato e disarmonico principio ispiratore?
Buio più che Luce, caos
più che Ordine armonioso, angoscia più che
Gioia, ignoranza più che Sapienza, silenzio più che
Parola?
Infatti di Parola, di Sapienza, di Gioia, di Armonia e di luce si tratta,
tutte sublimi espressioni del pensiero di Dio. Sei tu in grado di
immaginare, caro papi, un inconscio luminoso, armonico, felice, sapiente e
soprattutto, al tempo stesso, fonte d’Amore? Capace di sintonie nell’ambito
di comunioni spirituali? Eppure inconscio e spirito esistono, si
manifestano nella loro concreta invisibilità ed operano sulle
menti e sulla materia in maniera consistente e determinante. Noi,
caro papi e caro collega (medico), ben conosciamo gli effetti devastanti
della psiche nelle sue devianze, e sappiamo altrettanto bene
come una buona e armoniosa disposizione di spirito sappia riaccendere
un sorriso, vivificare uno sguardo, illuminare un volto, riportare
la salute.
Allora, se queste realtà invisibili sono così brave, capaci a
liberare energie positive o negative, ti pare logico che l’amore, quello
più sublime che si possa immaginare e toccare, quando ci pervade, non
abbia la forza di far scorrere su questo foglio una penna leggera come una
piuma?
L’inconscio sì, l’Amore no: roba da non credere! Che
fine ha fatto, non dico il dono divino della ragione, ma la
millenaria concretezza del buon senso? Se questo ultimo non fa più parte
dell’intelligenza dell’uomo, è opportuno ricorrere all’ispirazione
pragmatica della ragione e a quella più calda e consolatoria della
Fede. Dove c’è Fede lì ci sono cuori che si amano, che
non si disperano, non si angosciano e soprattutto fanno miracolosamente
danzare penne in giravolte, volute, arabeschi, piroette, salti di gioiosa
verità e di santa solidarietà.
Ciao, caro vecchio scriba fedele.
Registra e partecipa queste pagine
di vero e incontaminato amore a tutti coloro che non sanno farne a meno, ed
anche a tutti quelli che affidano le penne al proprio inconscio. Un
abbraccio tenero e sinceramente amoroso agli uni e agli altri, insomma proprio
a tutti e a mammabanana al tempo stesso.
Più una carezza ai miei Ginger
e Fred.
Ciao ![]()
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| PASQUA UNIVERSALE | 10 aprile 2007 |
Cara mamma banana, non angustiarti per chi si affida alla stupidità della
presunzione, rinunciando alla razionalità dell’intelligenza al
servizio della fede.
Non ti irritare con quelli che ignorano di essere stati dotati da Dio di uno
straordinario dono già dal tempo della creazione, quel dono
divino della ragione senza il quale la coppia prediletta dal Creatore
non avrebbe mai potuto esercitare alcuna libera scelta, libera come quella
per la quale i loro discendenti avrebbero potuto evitare di perdersi per sempre.
La via della conversione è disseminata di ostacoli e deviazioni di ogni tipo, pregiudizi, superbia, ambiguità, spregiudicatezza, superficialità, autoreferenzialismo, superstizione, orgoglio e soprattutto mancanza di umiltà. Ma non è detto che chi la percorre non riesca ugualmente, magari inavvertitamente, a riacciuffare per strada l’uomo divino, che va avanti solo per farsi raggiungere e condividere la gioia infinita dell’eterno trionfo.
Tu segui il cammino che ti abbiamo indicato e già percorriamo insieme. La tenerezza di Maria Misericordiosa e la grazia di Dio che si è posata su di noi sia da te testimoniata con umiltà sincera e serenità consapevole, condivisa con amore gratuito e partecipe. Essa è destinata a tutti e non sta a te e a noi giudicare l’uso che ne sarà fatto. Il Figlio di Dio lo ha già indicato senza alcuna possibilità di malintesi: chi accoglierà coloro che portano la Parola e ne testimoniano la forza amorosa e misericordiosa è vicino al Regno di Dio. Chi scaccerà i testimoni dell’amore celeste e della grazia che dispensa perderà la grazia, ma non renderà inverosimile il Regno celeste. E non è detto che in un prossimo, ispirato ravvedimento non possa riguadagnare grazia e Regno. Ma, anche in questo caso, conteranno la sincerità del pentimento e l’incommensurabile Misericordia del Padre.
Gesù è il Figlio umano di questa straordinaria
misericordia paterna e risorge in ogni uomo, in ogni fratello che
ispirato dalla grazia e guidato dalla fede si affida ai valori soprannaturali
della ragione, che rendono concreto l’invisibile. Questi riconducono
all’originario progetto di Dio di condividere con i figli prediletti
le gioie e le glorie della vita eterna.
Pensa, cara mamma, che bello far parte di un progetto che ha come obiettivo
la Pasqua universale e la sconfitta senza ritorno della morte!
E così sia.
Buona Pasqua mamma adorata. Ciao con tutto l’amore e la gratitudine,
che ti porto per avermi insegnato ad Amare.
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| FASE OPERATIVA | 21,22 aprile 2007 |
Caro pigro e vecchio scriba, ... Lo so che mamma vorrebbe
vederti con la penna in mano mattina e sera, giorno e notte. Non si contenta
mai. Come se non le fossi stato sempre vicino in occasione della sua ultima
trasferta! Chissà chi le dava una mano ad essere autorevolmente convincente
e persuasiva! Pensa se avessi dovuto farle da suggeritore per tuo tramite,
stavamo freschi! Invece, in battibaleno, dal momento che l’ispirazione
comunitaria celeste viaggia sicuramente più veloce della posta terrena,
lei sapeva sempre cosa dire e fare.
E si lamenta di non ricevere letterine con la stessa frequenza di un tempo.
Un tempo. Eccolo qua il solito parametro fasullo
e privo di valore concreto: quante volte? Quante letterine? Come
se ci fosse bisogno di dare notizie postali per testimoniare un amore incontaminabile
ed eterno, un’umione indissolubile e non quantificabile.
L’amore che mi lega alla mia bananisima mamma era fuori
del tempo già prima che ne scoprissimo entrambi il sentimento e ne condividessimo
l’armonia. Esso nasce dal sentimento d’amore che Iddio riserva
all’uomo da quando l’ha creato ed elevato al rango di figlio prediletto,
ed è ispirato dal desiderio insopprimibile del Padre Celeste di amare
e di essere riamato, di donare e di ricevere amore.
Non è più l’affetto terreno del quale ci siamo sentiti
gratificati tu ed io nel nostro rapporto naturale di madre e di figlio. Quell’affetto
naturale è stato ormai elevato per volere di Dio ad amore caritatevole,
solo così io so e sono in grado di amare nella mia eternità. E’ così che
io amo te attraverso i miei scritti. E’ così che quanti ve
ne leggono i segni e ne avvertono l’ispirazione devono sapere che il
Signore li ama e che non li abbandona mai.
Comprendi dunque perché, cara mamma, il vecchio e sempre caro scriba
fedele è sempre meno impegnato nel suo compito di trascrittore? Perché in
questa fase di crescita spirituale le letterine che gli detto hanno esaurito
la loro dolcissima funzione. Il tuo cuore era stracolmo di disperazione
e di ribellione, aveva sfrattato l’amore di Dio e tu Gli avevi sbattuto
la porta in faccia. Ma il Signore ti ha voluto ugualmente dedicare
tutto il Suo Amore caritatevole e, a modo Suo, te Ne ha copiosamente
ricoperto. E mentre scardinava la porta serrata del tuo cuore , tu
l’aprivi a Lui e te Ne lasciavi invadere. Ora alberga prepotentemente
in te e non ha nessuna intenzione di farSi mettere alla porta una seconda volta.
E’ dunque giunto il momento, il tuo momento, di passare dalle parole. Quelle scritte, quelle dapprima personali e poi dirette e dedicate a tutti, ai fatti. La fase operativa, quella della testimonianza pubblica e della comune condivisione è già partita e troverà altri strumenti divulgativi. Essa condurrà alla distribuzione del dono dell’Amore caritatevole che il Signore ti fa in ogni istante della tua vita. Papi è bravo a lasciar scorrere la penna, tu sai lanciare la rete da pesca. Devi ora impegnarti a tirarla per pescare più anime possibile, alle quali trasmettere la tua personale esperienza di beneficata e benedetta dalla divina Carità. Mi raccomando, non mi far fare brutta figura. Contiamo su di te. Non sprecare questo dono meraviglioso e consacralo al servizio di Colui che ci insegna a donare Amore anche nel sacrificio del Figlio.
Ciao mamma, ti voglio bene anche quando non te lo dico
per lettera. ![]()
Grazie papi. Senza di te non saprei proprio come farmi capire da questa banana di mamma che mi ritrovo. Ciao
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| LA SCONFITTA DEL MALE E DELLA MORTE | 1 maggio 2007 |
Caro vecchio amico, mi rivolgo all’amico più che
al padre perché lo trovo più intimo e molto più confidenziale.
Ti devo infatti fare delle confidenze un po’ riservate e molto delicate,
riguardanti l’umanità tua contemporanea.
Visti dal versante terreno, si potrebbe dedurre che gli esseri umani
sono diventati tutti matti. Il prossimo, quello vicino o lontano,
che sia umano, animale o vegetale, non esiste più, o peggio, proprio
perché c’è non conta un fico secco.
Hai voglia di esortare l’uomo ad amare il suo
prossimo come se stesso! Come si fa ad amare uno che è considerato
meno di uno zero, che pure vale qualcosa in matematica, e come è possibile
raffrontare il se stesso autoreferenziato con una schifezza qualsiasi, per
ricolmarla dello stesso amore, della stessa ammirazione, della stessa sovrastima?
Che si fa con uno che non vale una cicca? Lo si calpesta per spegnerne l’energia
residua o lo si lascia consumare lentamente su un marciapiede, finché non
diventa cenere. E se qualcuno ci passa sopra distrattamente quando è ancora
in vita, impreca contro qualche abitante del cielo per la conseguente scottatura.
Perciò è meglio sfruttare, consumare e comunque togliere di
mezzo il prossimo, piuttosto che averci a che fare.
Il prossimo è scomodo, fastidioso, ingombrante e per nulla
disposto a ricolmarti dello stesso amore che dedica a se stesso. E
poi, ammesso che voglia farlo, che razza d’amore ti può dare
uno che ti considera una nullità? Per tutti questi motivi, ammazzare,
abbandonare, affamare il prossimo, senza rispettarne la consistenza e la
natura umana, sembra sia lo sport preferito di quell’altra parte dell’umanità alla
quale è rivolta la biblica nonché divina raccomandazione.
Questa inquietante visione terrena,
questo sconfortante panorama dei rapporti interpersonali del genere umano
e della sua vocazione a concedere amore, non è tuttavia altrettanto
sconsolante vista con gli occhi del Cielo.
Noi, che sappiamo distinguere il bene dal male, riusciamo
a riconoscere in mezzo ad un’umanità afflitta dall’egoismo,
dalla presunzione e dal rancore che generano comunque odio, sopraffazione,
violenza e dolore, i segni del bene che anima gli umili,
i semplici, i derelitti, insomma le vittime. Così come ci
piace scoprire che tra tanta miseria, quella prodotta dal male nei
cuori dei violenti e quella procurata dal male che li guida, ci sono
gli uomini pii, buoni, retti e capaci di dare parte o tutto
di sé a coloro che amano come compagni di viaggio, pellegrini
della stessa vicenda e delle stesse esperienze.
C’è un popolo sterminato di miti e di anime sante che
non si vergognano di amare e di rispettare il prossimo, cioè chi
sta loro vicino non per ingombro spaziale, ma per affinità spirituale
e per identità di discendenza e di nobiltà. Mi riferisco alle radici
divine di ogni uomo fatto ad immagine e somiglianza del proprio
Padre Celeste.
Con gli stessi occhi di quassù osserviamo
ed assistiamo con orrore alla protervia, alla violenza ed alla
rabbia con le quali il male cerca di ribellarsi al proprio destino di sconfitto di
fronte all’incombente eternità, alla quale non verrà mai
ammesso per volontà divina.
Egli sa che potrà contaminare l’animo umano nella
speranza di impossessarsene solo sino a quando sarà condizionato
dalla misura del tempo, confinato nello spazio.
E i suoi confini diventano sempre più angusti, il tempo gli
si fa sempre più stretto. Per questo si divincola, si dibatte
in un’offensiva sempre più violenta e scomposta. Gli è rimasto
poco tempo e non gli sarà concessa nessuna altra opportunità,
dopo il diluvio e dopo la venuta in terra di Dio fatto uomo. Né si
può sottrarre alla propria autodistruzione, perché quando
Cristo scenderà dal cielo per il giudizio definitivo, per lui non
ci sarà più scampo e con lui anche per la morte che,
chiudendo per sempre la parentesi terrena, sarà cancellata
dal destino dell’uomo.
Se l’uomo malvagio ed asservito al male diventerà strumento
della distruzione del mondo si compirà comunque la volontà di
Dio, e con essa si concluderà per sempre la carriera del male che, per
quanto conscio del proprio futuro, non si dà per vinto.
Molte anime cederanno alle tentazioni del maligno e saranno
private della gioia eterna di glorificare Iddio onnipotente. Questo è il
motivo del pianto di Maria Misericordiosa. Sa in cuor Suo che molti
si mostreranno scettici, increduli o indifferenti di fronte
alle Sue apparizioni e alle esternazioni del Suo dolore di Madre dell’umanità. Vede
le persecuzioni che subiranno i Suoi figli amatissimi e le mortificazioni
di coloro che La amano come Madre di Gesù e Signora di pace e di salvezza.Queste
lacrime non Le saranno risparmiate, così come non lo furono
quelle che versò per il proprio Figlio crocifisso e per l’umanità che
Lo condannò al martirio.
Preghiamo tutti insieme, cielo e terra, perché la nostra Protettrice celeste possa ritrovare il sorriso della madre, che vorremmo sapere appagata di felicità, d’amore filiale tenero e devoto al tempo stesso. Forte di questo amore, anch’Essa porterà a termine il compito finale che Le è stato affidato.
E così sia secondo la volontà del Signore.
Confidenze per confidenze: ti voglio bene, caro
papi. Non temere il futuro, amico mio caro.
PS: riporta queste confidenze alla cara mamma banana e dalle
un bacione per me.
Dille di confidarle a tutti gli amici di sempre. Noi non dobbiamo avere segreti,vero?
Ciao,
confidente
un po’ chiacchierone.
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| OFFENSIVA SENZA PRECEDENTI CONTRO LA FAMIGLIA | 20 maggio 2007 |
Caro vecchio scriba fedele, ne avrai ancora da scrivere di
letterine e da recapitare posta, prima che l’ispirazione pervada il cuore
e la mente del mio caro papi, rendendolo interprete e testimone diretto delle tenere
ed amorose attenzioni che la grande famiglia del cielo rivolge alle vicende
umane ed ai loro protagonisti.
Di questa indissolubile famiglia io faccio parte ormai
per l’eternità e
nell’unità dell’Amore di Dio, che ravviva costantemente
il mio spirito a Lui consacrato. Ma non dimentico
la mia famiglia terrena, quella nella quale grazie
ad un caro vecchio papi e ad una ineguagliabile mamma banana ho conosciuto
le radici, il valore e la forza dell’amore
e, soprattutto, ho goduto la gioia di ricevere e dare
amore ed ho compreso che la spiritualità dell’amore,
che mi veniva gratuitamente ed appassionatamente rivelato e dedicato, è della
stessa pasta di questa che ci riempie di gioia in cielo in
una continuità di
vigore e di appagamento, che mi fa rivivere il mio primo attimo vitale
come mia personale nascita alla vita eterna.
Sono qui dunque a testimoniare che senza l’unità incontaminabile della famiglia nella quale sono stato formato e forgiato in amore non avrei conosciuto la realtà dell’Amore Assoluto, che questa stessa famiglia permea e vincola; così come sono qui a dichiarare che la famiglia unita è l’espressione più fulgida della volontà di Dio di dare valore eterno alla nascita di ogni creatura umana quando viene rinvigorita dalla Grazia divina.
Sono qui anche per avvertirvi che satana
vede proprio nella famiglia il vincolo da scardinare per vanificare
il Progetto di Dio. Da quando la sua ribellione al Signore lo ha relegato
fuori dai confini della Grazia divina, non fa altro che dannarsi
in tentazioni e profferte di istituzioni alternative.
Ci provò con la prima coppia e gli andò bene,
con il bel risultato che tutta l’umanità, alla quale i due genitori
dettero origine, si vide da allora costretta a confrontarsi con il male nel
tentativo di una redenzione consapevole. Ci ha provato persino con
il Figlio di Dio venuto in
terra ad indicare la via della redenzione, la verità della forza redentrice
del suo Amore e la promessa di vita eterna, realizzata nella Sua venuta dal
Suo sacrificio.
Il maligno pensò che tentando la natura umana di Gesù avrebbe
ottenuto lo stesso successo del serpente nel giardino dell’Eden. Ma,
dopo essersi illuso per quaranta giorni, si sentì rispedito
nel suo tempo con le parole: Non tenterai il Signore Dio tuo.
Nella consapevolezza di non poter più godere dell’eternità, e
proprio per l’ammonimento del Signore, il diavolo
si sta scatenando in un’offensiva senza precedenti contro le
creature del Padre celeste dividendo dove Lui moltiplica, frazionando dove
Lui unisce, alimentando odio e rancore dove Lui porta amore e misericordia.
La
famiglia è l’obiettivo
primario da colpire, ed in particolare quella che si ispira ai valori del Cristo venuto
in terra per portare tra gli uomini lo spirito di un nuovo modo di amarsi gli
uni gli altri.
La famiglia consacrata al Signore è il tempio in cui i genitori
e i figli imparano a riconoscere nell’amore reciproco la propria identità di
figli di Dio, fatti a Sua immagine e somiglianza.
Il grande divisore, sapendo di avere le ore
contate, si è spogliato
definitivamente delle mentite spoglie del serpente tentatore e, ormai
a viso aperto, in vesti rigorosamente sataniche osa
sfidare il Signore Dio suo proprio nell’opera creativa alla quale Egli è più affezionato:
la Famiglia.
E mal gliene incorrerà. Perché ci
siamo noi, caro papi e vecchio scriba fedele, la sterminata ed indissolubile
famiglia di Dio, della quale
farete parte anche voi.
Alla testa della Sua famiglia
Dio ha posto Maria Misericordiosa,
incontaminata ed incorruttibile, sottomessa e risoluta, obbediente e determinata,
rassegnata ed indomita, addolorata e consolatrice. A Lei Iddio Onnipotente
ha conferito il vigore, la misericordia, la santità e l’immortalità,
sin dal giorno dell’annunciazione angelica del destino che Le era riservato.
A Lei il figlio morente ha rivolto l’ultima tenera attenzione affidandoLa
a tutti i giovani della terra, ai discepoli che più Gli stanno a cuore.
Le due grandi famiglie devote al Signore, quella celeste e
quella terrena, accomunate dall’unico amore possibile e santamente praticabile, guidate
dalla Nostra Madre Santissima, ricacceranno
il male e colui che l’impersona
nel tempo assegnatogli da Dio, e festeggeranno per la
prossima eternità il
Bene eterno nel trionfo della volontà del Padre, del sacrificio redimente
del Figlio e della misericordia materna di Maria. E così sia.
Ciao miei cari, mia famiglia, mio orgoglio, mia gioia.
con
voi per sempre
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| AMPIEZZA INFINITA DELL'ESSERE SPIRITO | 9 giugno 2007 |
Mi presti un po’ del tuo tempo prezioso, caro papi? Te lo chiedo perché io
ne sono sempre più fuori, tutto immerso nella mia preziosa eternità.
Se non fosse per te e per la tua penna, avrei sempre più difficoltà ad
entrare ed uscire da questa impegnativa e scomoda dimensione. Ciò non
significa che mi stia allontanando da voi, seppure anche lo spazio diventa
una misura troppo angusta per l’ampiezza del mio essere spirito.
In effetti spazio e tempo, viste dal di fuori, sono due realtà molto relative ed aleatorie. Vissute dal di dentro assumono valore quantizzabile solo se le puoi misurare empiricamente con unità e frazioni di misura arbitrarie e approssimative. Inoltre, quando superano l’immaginabile si mescolano tra di loro e complicano le idee a quanti sono abituati a vivere nelle dimensioni del metro e del minuto. Comunque, sia che tu cerchi di immaginarti la lunghezza di un anno luce, sia che ti debba adeguare alla millesima parte di un micron, hai sempre bisogno di multipli e sottomultipli della realtà di riferimento. Mentre invece, se vuoi avere una visione immediata dell’eternità, basta che tu pensi solo per un attimo a Dio, realtà non divisibile o moltiplicabile, quindi realtà incommensurabile e come tale verità assoluta.
Ecco il motivo per il quale chi non crede in Dio confina la propria esperienza e il proprio destino nelle angustie senza speranza, senza realtà e senza verità dei multipli e sottomultipli ai quali ha affidato la propria esistenza; mentre chi ha Dio nel cuore ha già sconfinato i limiti della realtà approssimativa del calcolo, ed è già proiettato nella vera realtà della vita eternamente sconfinata.
Dio è zero ed infinito. Zero perché ha
creato dal nulla del caos.
Infinito perché è Amore inesauribile, che si
distribuisce lungo il corso inestinguibile della vita eterna, di fronte alla
quale nessun arco di vita naturale può configurarsi come frazione di riferimento, se non è pervasa
e illuminata dall’Amore divino e dalla verità che ne discende.
Io sono la via, la verità, la vita. Queste sono le credenziali che Cristo
esibisce quando si fa carico delle vesti anguste di uomo. Vuole assicurare
i suoi discepoli che la verità sta in Dio e che la
via è aperta
alla vita, se ci si lascia guidare, attraverso le mille e contrastanti e fallaci
verità che la mente è capace di partorire ed elaborare, dall’unica
ed infallibile verità dell’amore. E che chi si lascia
pervadere ed ispirare dall’amore vero è fruitore e al tempo
stesso divulgatore di questi doni trinitari. “In verità, in verità” dice
Gesù ogni volta che parla dell’amore che redime, che conforta,
che perdona, che si sacrifica, che viene crocefisso, che apre le porte alla
gioia ed alla gloria imperitura, e che trionfa per sempre.
In verità ti dico anch’io, caro papi, che è merito dell’amore che ci tiene uniti e che il Signore ha affidato al tuo cuore, se il tuo tempo prezioso si fa complice della mia smania di farvi partecipi della mia eternità e dell’incontaminabile verità di Dio. E ti assicuro che è proprio tutto vero, ci puoi credere.
Ciao dal tuo, dal vostro
luce
pulsante di verità e di amore.
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| IL SIGNORE DELLA VITTIMA E DELL'ASSASSINO | 26 giugno 2007 |
Caro papi mio, mio amico, mio confidente, mio vecchio scriba fedele ecc. Eccomi qua a tenerti compagnia e per tranquillizzarti. Non stare in pensiero per la piccola Ginger, che manifesta sempre più vistosamente gli acciacchi della propria vecchiezza. La sabbia della sua clessidra scorre ormai velocemente, ma la piccola ha ancora in serbo per voi qualche granello d'amore e di dedizione da dedicarvi, prima di tornare a scodinzolare festosamente per i verdi prati del cielo. Perché anche lei, che sinora d'amore ce ne ha dato tanto, fa parte di quel progetto creativo che Iddio ideò e mise in opera per dotare l'uomo di un universo ordinato e regolato dalla bellezza, dall'armonia dell'amore.
Un solo Dio poté architettare e portare a compimento l'opera soprannaturale di dare ordine al caos, di illuminare le tenebre, di dare un ritmo e un senso compiuto a forze ed eventi privi di qualsiasi valore teleologico e logico. E un solo Dio, un solo Spirito universale si compiacque di porre l'uomo al centro della Sua operazione creativa, come espressione più elevata della bellezza e dell'armonia che le aveva voluto conferire e come proiezione concreta dell'Amore assoluto che genera amore.
Questo solo ed unico Dio non poteva che essere l'unico Dio possibile di ogni uomo da Lui creato, il Padre di tutti i figli dell'universo. In quanto Padre giusto ed equanime non avrebbe mai voluto e potuto amare un proprio figlio un po' di più o un po' di meno di un altro. Invece le generazioni che seguirono ad Adamo e al suo peccato di superbia trovarono più comodo e più conveniente chiamare in causa Dio, persino per giustificare le proprie malefatte. E allora Lo posero alla testa di eserciti bellicosi e prevaricatori, Lo esaltarono come ispiratore di guerre fratricide, Gli resero grazie come sostegno di crociate, di campagne di odio e di violenza e di tante e tante altre scelleratezze eseguite in Suo nome.
Ti pare possibile, ti pare logico, caro papi, che il Dio dell'Amore, della bellezza, dell'armonia e soprattutto della vita, Si lasciasse coinvolgere dall'uomo al tal punto da avallarne attività dedite all'odio, alle nefandezze, al caos, alla morte? Questo pretenderebbe da Lui l'uomo del peccato, quando giura che è il Signore a sostenere e guidare la spada che uccide in una delle tante guerre sante. che hanno riempito di morti fraterne la storia dell'umanità. Il Signore invocato da ogni moribondo, da ogni vittima è lo stesso unico Signore idolatrato dal suo carnefice, dal suo assassino? Parrebbe proprio di sì, caro papi.
Quando il Signore si è sentito tirare
per la veste da una parte e dall'altra,
come dispensatore di privilegi o di punizioni esemplari, come partigiano o
complice di una religione o di un'altra, ha detto all'uomo:
"Ora
basta. Io
sono Amore ed amo senza distinzione di specie, di razza di credo. Ho
creato l'universo per atto d'amore e il mio amore è universale. Il
mio amore opera nel segno della giustizia divina, quindi ogni singola
creatura è pervasa
in eguale misura e potenza dello Spirito che le dedico.
E per ribadirvi
questa verità -proprio perché Io lo sono- invio
fra voi il Figlio mio prediletto incarnazione del mio Spirito Santo, perché sino
al sacrificio della vita vi insegni ad amarvi l'un l'altro, così come
Lui ed Io stesso vi amiamo.
La sua condanna a morte, decretata da coloro che più di tutti dovrebbero riconoscerMi in Cristo perché si erigono interpreti e depositari della verità della Mia Parola, fu perdonata dalla sua misericordia e gli spalancherà le porte del cielo, per ricondurLo a Me, insieme al ladrone pentito e a tutti i buoni e ai redenti che avranno compreso e creduto nel cuore di Gesù, fonte inesauribile e fonte redentrice del mio Amore per tutti voi. Questo mio Amore si manifesta in mille occasioni ed in mille maniere".
E anche nell'amore di un cagnolino per i suoi padroni, come quello di Ginger e Fred per noi tre. Basterebbe questo maldestro ma affettuoso esempio che l'amore non è un sentimento campato in aria, ma esiste concretamente. Come Dio che è concreto Amore, come me che vi amo teneramente.
Ciao.
riamato
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| AMORE DA CONDIVIDERE CON GIOIA INTERNAZIONALE | 17 luglio 2007 |
Cara mamma banana, non ti intristire se non mi
faccio vivo con l’assiduità alla
quale ti avevo abituato. Io sono vivissimo e sempre presente, non solo nel
tuo e nei vostri cuori, ma vi sono accanto e intorno in ogni passo e in ogni
attimo vostra vita. Goditi dunque le tue belle giornate di sole caldo e luminoso,
i tramonti mai identici, i cieli stellati nei quali c’è sempre
chi ti fa l’occhiolino, rilassati sulle onde del mare e della sabbia
e ringrazia il Signore di tutto questo ben di Dio, che ti viene elargito non
solo perché tu riconosca la generosità del Padre, ma soprattutto
per ricaricarti dell’energia che ti sarà necessaria per affrontare
nuovi imminenti impegni nazionali e internazionali.
L’amore
che ci lega e ci fa vivere così fortissimamente indivisibili non può rimanere
confinato nel limitato ambito dei sentimenti familiari. La sua inesauribile
forza nasce dalla fonte assoluta che è Dio, da Lui è ispirato,
sollecitato e raccomandato. E’ dunque amore da condividere in testimonianza
forte, convinta e consapevole, nella gioia del coinvolgimento personale e
universale. La nostra storia fa ormai parte dei tesori che il Signore affida
ai viventi come esempio di generosità infinita. Basterebbe solo questo,
cara mamma, a cancellare il più piccolo segno di tristezza sul tuo volto,
nei tuoi occhi, nei tuoi pensieri.
I giovani
e soprattutto le piccole innocenti creature, che ti stanno intorno in questi
giorni di vacanza, ti trasmettono la gaiezza e la purezza della vita che si
rinnova nell’insopprimibile vocazione all’eternità. Ogni
vita sbocciata non si ferma al passare delle ore, dei giorni, dei mesi, degli
anni, ma rivela nella profondità degli sguardi vivaci e innocenti la
propensione e l’urgenza di proiettarsi oltre il visibile sensoriale,
e ben oltre l’intensità degli affetti e degli amori istintuali.
Oltre questi
limiti, oltre i quali si snoderà la vita terrena di ognuno di loro,
essi già intravedono la certezza della vita eterna. Accanto a loro ritrova,
cara mamma, l’acutezza presaga di quella visione che ti si va affievolendo.
Ritrova la gioia di vivere oggi e domani in previsione del tuo prossimo eterno
futuro. Attingi nella certezza inconfutabile dell’eternità dell’Amore
le forze che ti sosterranno nel farteNe vessillo evangelico.
Ed ora mostrami
il tuo bel sorriso, quello che ti nasce dal cuore pieno di me e che ti illumina
lo sguardo. Forza mamma banana, ti voglio tantissimo ed eternisimo bene.
Tuo
energetico.
Ciao
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| AMICIZIA | 13-14 agosto 2007 |
Caro papi, caro amico mio di sempre, tra i tanti
amici che hanno riempito di vicende la mia esistenza e tra tutti gli amici
che allietano la mia eternità celebrando
la gloria del Signore, tu sei il mio più grande amico.
Il sentimento dell’amicizia che ha pervaso, ispirato ed assillato i miei
comportamenti umani e che ho sempre voluto distinguere da quello dell’amore,
perde qui in cielo ogni connotato discriminante e si fa propellente di felicità con
l’Amore assoluto. E’ vero che nei rapporti umani l’amicizia è spesso
foriera di delusioni e dispiaceri un po’ come l’amore, ma mentre
quest’ultimo è sempre istintivo, esplosivo, incoercibile ed incontrollabile,
l’amicizia, nasce, e se ne compiace, dalla meditazione, dal
confronto, dalla verifica e soprattutto dall’urgenza consapevole di consegnarsi,
rendersi disponibile e partecipe, condividere, comprendere, sostenere, tollerare,
perdonare.
Ecco perché il sentimento assoluto dell’amicizia si configura
nell’Amore di Dio. E tu non te ne devi sentire ferito, caro papi, perché la
nostra amicizia è nata e si è consolidata nel segno benedicente
della volontà divina ed è quindi destinata a non morire mai.
Come quella del Figlio di Dio con i Suoi discepoli, che Gesù non Si
scelse a caso, perché ognuno di loro rappresentava nel carattere, nei
modi, nella gestualità, negli approcci e nello stile di vita il dritto
e il rovescio che l’amicizia sa molto bene apprezzare e tollerare al
tempo stesso, e magari affettuosamente strapazzare.
Dell’umanità di
Cristo le testimonianze più esaltanti,
più commoventi e più preganti sono quelle del dolore della passione
e della crocifissione e quelle della fraterna e conviviale amicizia che aveva
segnato i giorni di una giovinezza allegra e disincantata e di una maturità responsabile
e consapevole.
Dio si è fatto Figlio dell’uomo per incontrarlo e frequentarlo
fraternamente nella vita quotidiana e per testimoniargli in amicizia che l’Amore
del Padre vuol essere d’esempio alla carità amorosa che ogni
figlio Suo deve rivolgere e riservare ad ogni suo simile in reciprocità disinteressata.
Nell’umanità di Gesù l’amore assoluto diventa amicizia
saggia ma non pedante, autorevole ma non bacchettona, protettiva ma non possessiva,
conviviale ma non sguaiata, misericordiosa ma non mortificante o commiserante,
orgogliosa ma mai superba, rinunciataria ma mai vigliacca, generosa e mai interessata
se non alla gioia che si prova a sentirsi indispensabili e partecipi dell’altrui
felicità; ma soprattutto mai ottusamente esigente di fronte all’ingratitudine,
all’insensibilità e all’infedeltà. Altrimenti con
quale spirito si sarebbe sacrificato, rinunciando alla giovinezza, alla vita
ed alla gioia dell’amicizia, che ha sempre esaltato ed onorato fin sulla
croce?
Questo spirito è patrimonio comune della comunione dei santi nel cielo,
così come di quella in terra. E’ il legame che non si spezza mai,
consolidandosi nell’Amore di Dio per gli uomini e nell’amore degli
uomini per il loro Creatore. In esso si riconosce e si rinsalda la nostra
antica ed eterna amicizia, caro paterno e fraterno amico papi.
Ti sono amico da sempre e per sempre.
Fraternamente tuo, ![]()
Ciao a tutti, miei amici fedeli, di sempre e per sempre dal vostro Emilio
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| LA PROMESSA | 14-22 settembre 2007 |
14 settembre
Caro vecchio papi, cara mammabanana, non
misurate il dolore con le ore, i giorni, gli anni. Misurate
piuttosto la gioia con il metro incommensurabile
dell’eternità, non solo della mia, ma anche di quella che anche
voi condividerete con me, con il Signore Dio nostro e con tutta la compagnia
santa che popola i cieli.
Non ritornate indietro con la mente ai tempi dello stupore, dell’angoscia,
della disperazione. Affidatevi invece ai ricordi degli
istanti di felicità concreta
del vissuto insieme ed alla irrinunciabile speranza di trasformarli nell’eterna
realtà di un futuro senza fine.
I ricordi infatti devono rimanere custoditi nelle aspettative
di una promessa che si fa certezza nello stesso istante in cui viene amorevolmente pronunciata.
E’ la promessa con la quale Gesù sulla croce partecipa
al ladrone pentito il regno dei cieli. E’ la
certezza che la Grazia di Dio assicura di diritto ad ogni essere umano al quale
dona la vita.
Quando il Signore mi prese con Sé si aprì per
me ed anche per voi il meraviglioso, impareggiabile ed esaltante capitolo
della vita eterna. Perché soffrirne?
Vi racconto la mia serenità, la mia gioia, la mia esaltazione nell’Amore
del Signore, riverbero su di voi tutte le emozioni che io stesso vivo nella
Luce del Padre, vi manifesto tutto il mio fervore per la dolcissima Madre Misericordiosa,
vi racconto delle mie esperienze in compagnia degli spiriti celesti, allora
non dovete sentirvi trascurati né essere tristi per la mia lontananza.
Miei cari, sia per voi ogni anniversario motivo di orgoglio
e di compiacimento. Ringraziate il Signore di avervi prescelti a raccontare questa nostra meravigliosa
storia d’Amore.
E non perdetevi mai d’animo quando vi sproniamo
a non perdere la fede, anzi a farvene vessillo, bandiera e croce.
Ora andate a nanna, ma promettetemi di riprendere
il discorso.
Buonanotte dal vostro Pippo persempre.
22 settembre
Miei cari, mi piacerebbe tanto poter essere con voi di persona
a festeggiare l’anniversario della mia nuova vita, ma voi sapete meglio
di me che non è possibile.
Voi contate ancora gli anni del distacco e della nostalgia,
mentre io sono tutto pervaso dell’eternità dell’amore, che non
si occupa mai del tempo né si preoccupa più dei suoi aspetti
devastanti.
Certo, sono con voi nello spirito in cui mi identifico
e nel quale mi riconoscete e continuate ad amarmi. Sono con voi anche
quando fate giardinaggio al cimitero, non lì sotto terra a dare vita
e colore alle vostre piante, ma nell’azzurro
profondo del cielo, nella luce armoniosa del giorno, nel frizzante tepore dell’aria. Mentre
voi avvertite il fascino di queste sensazioni, io mi godo il caldo confortante
dei vostri cuori e mi compiaccio della fede e della serena speranza che vi
alberga.
Avremo tempo di festeggiare alla nostra
vecchia maniera tutti gli istanti della nostra futura eternità,
e la gioia di ritrovarci in Dio sarà l’evento
o il pretesto per fare festa tutti insieme. Per il momento accontentiamoci
di sentirci e di saperci uniti in Lui e manifestiamoGli tutta la nostra sincera
gratitudine.
Maria Misericordiosa benedica e rinsaldi il nostro vincolo
d’amore e
Cristo Gesù ci conduca per mano sino alla confluenza dei nostri destini
tra le paterne, amorevoli braccia di Colui che li ha concepiti. E così sia.
Allegri, miei dolcisimi mamma e papà, anche oggi è la nostra festa.
Auguroni sinceri e di cuore dal vostro
.
Ciao
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| A SPASSO PER L'ETERNITA' NEL MONDO DELL'AMORE | 7-22 ottobre 2007 |
7 ottobre 2007, Festa della Madonna del Rosario
Ciao vecchio scriba fedele, dì a mammabanana di avere fiducia perché, anche se non sono assiduo come prima, sono sempre nel suo cuore. Sono costantemente con lei per l’amore che ci ha unito per sempre, e per sempre continuerà ad alimentare la nostra vita. La forza della fede non si deve indebolire mai, essa sola infatti è in grado di cambiare le cose, il corso del mondo terreno, e quindi di cambiare il mondo in cui si nasce per dar vita al mondo dove la vita si fa eterna.
Io sono in questo mondo senza tempo e senza spazio, pervaso dall’Amore di Dio che ci dà gioia esaltante ed operante. E opero come messaggero di questo Amore, quindi ora sono qua ora sono là, mai allo stesso posto, ma nel cuore della mia mamma sono stanziale e non ho alcuna intenzione di cercare un'altra casa per mettermi da solo. La mia casa nel cuore è la stessa in cui dimoro in cielo. Vi è lo stesso calore, la stessa luminosità, vi sono gli stessi conforti. Insomma, ci si sta proprio bene, ci si sente a casa propria.
Ma, mentre quest’ultima casa la condivido con tanti altri colleghi nell’Amore di Dio -lo si può fare perché c’è spazio infinito- nel cuore di mamma, che è un po’ più piccino, non ci si può stare in tanti e i posti sono già riservati: una stanza per il Signore, una per Maria Misericordiosa, una per Gesù, una piccola per papi e infine una cammatua tutta per me. Sul portoncino d’ingresso c’è uno spioncino attraverso il quale si può dare una sbirciatina nel mondo della fede, quello nel quale ci si trasferisce, se si confida nella misericordia di Dio, con tutte le cose più care e più preziose, come gli affetti, i buoni sentimenti, i ricordi più belli, le emozione più sane, l’amore più appagante e soprattutto la fede più vigorosa, quella che facilita il trasloco.
Perciò dì a mamma, caro vecchio scriba fedele, che se talvolta
non mi faccio vivo è perché sono comodamente spaparanzato
in cammatua a godermi una bella lettura, ad ascoltarmi una buona musica
o a suonarla io stesso al piano. Non mi sentite? E non
avvertite la mia felicità? Si deve per forza ricevere posta
per rinsaldare i vincoli di affetto e riconoscere la concretezza sincera dell’amore?
Per vivere oltre la morte?
Se il cuore vacilla a questi interrogativi, allora non è sufficiente
una lettera, un telegramma o una cartolina. Bisogna pregare
il Signore perché rafforzi
la fede che è in noi e ci dia la gioia di metterLo a Suo agio nei nostri
cuori.
Vi faccio, cara mamma e caro vecchio scriba questa
raccomandazione. La raccomandata
alla prossima occasione epistolare, sempre che papi sia disponibile.
Ciao, ![]()
21 ottobre 2007
Ciao papone, eccomi qua più vivo che sempre, più presente che mai. Dove vuoi che vada quando non ricevi mie notizie? Me ne vado a zondo, a spasso per l’eternità e per l’infinito a godermi lo splendore ed il tepore dell’Amore di Dio e l’armonia dell’incomparabile opera Sua , di cui questa nostra terra è parte integrale e centro delle Sue particolari attenzioni ed apprensioni, perché vi si svolge per il momento del persempre il pellegrinaggio dei figli prediletti e nel persempre tornerà ad essere quel paradiso che aveva loro destinato all’inizio della vita.
Quando vi si sarà compiuta l’ultima transumanza
verso il regno dei cieli, allora la terra tornerà a sconfinare nell’incommensurabilità dello
spirito.
Voglio dirti che per noi esseri spirituali andare a spasso per l’infinito
e per l’eternità equivale ad essere ovunque,
anche sulla terra poiché essa
non ha per noi barriere, fa parte del nostro mondo e della
nostra essenza,
fa parte del nostro passato e del nostro futuro. Perciò spiega alla
mia mammabanana che se a te sembra che io non sia in contatto diretto con te,
o indiretto con lei per interposto vecchio scriba fedele, questo dipende dai
vostri tempi e dai vostri spazi, dai vostri giorni e dalle vostre notti, mentre
siete impegnati a trascorrete la vostra vita a girare intorno a voi stessi,
intorno all’asse
della terra e con questa intorno al sole e con il sole a vagare per l’universo
con qualche galassia in direzione di chissà dove; mentre io,
ti ripeto, non distinguo confini tra terra e sole, sole e cielo, cielo
e galassie, perché questi
mondi sono per me un unicum dominato e vivificato dell’Energia
Assoluta,
la cui potenza è incommensurabilmente superiore a quella di milioni
di soli.
Se così non fosse, come farebbe l’Amore di Dio a scaldare tanti cuori , anche i più gelidi e refrattari? Come farei io stesso a resistere al calore del sole, che è paragonabile al calore prodotto da una candela che brucia, se non avessi questa dimestichezza con l’Energia divina? Come potrei star accanto a Dio senza bruciare in un attimo del mio stesso amore per Lui e dell’Amore Suo, che mi fa risplendere che mi dà una carica di santità e d’immortalità?
Noi spiriti siamo forza, amore, armonia, luce e
la penna scrive solo per
questo, a condizione che vi sia qualcuno con la forza e il tempo di tenerla
tra due dita per farla scorrere su un foglio di carta
immacolato.
Dico immacolato
perché la
forma deve essere salvata. Scrivo immacolato perché la forza
che anima la tua penna è quella dell’amore misericordioso di Maria
Immolata, della mamma di Gesù, di Colei che sostiene e protegge le mamme
di tutti quei figli che Le sono accanto in cielo. E non si dimentica
mai di rassicurarle personalmente sulla loro salute. Se queste mamme non
dispongono come la mia di un vecchio scriba fedele, sappiano per
bocca, anche per posta mia, che
i loro figli stanno benissimo e che non mancano di nulla, perché sono
con Dio in cielo e con i propri genitori in terra, nei loro cuori.
Sappiano che se non sono visibili è perché non vengono cercati
dove e come si deve.
Come si deve? Con un bel paio di occhiali, anche pincenez, come quelli che
vi ho disegnato tante, tantissime volte e che portano impresso il marchio della
Fede. E dove si deve? Nel cuore di ognuno di loro, là dove l’amore
di un tempo, che illumina e rischiara in tutti i sensi, si consuma ora in una
nostalgia e in un rimprovero che getta nel buio ed ottenebra la casa della
gioia.
Gli occhiali della fede sono portentosi, dove c’è buio permettono di vedere grazie ad apposite lenti agli infrarossi, o con altre dotazioni di fonti illuminanti molto efficaci. Occorre solo attivarle e il gioco è fatto. Io sono il figlio di una mammabanana che possiede svariate paia di siffatti occhiali, ma siccome è un po’ sbadata li va dimenticando a destra e a manca . A volte li ha sul naso e non se ne accorge, allora invoca letterine e straordinari. Non la potrebbe accontentare tutta quella montagna di lettere che riceve da anni da persone di ogni età e di ogni esperienza, che io sollecito a contattarla? Non è anche questo un modo per lasciare un segnale, una scia, un solco consistente della mia presenza accanto a tutti ed in particolare accanto a lei?
Cosa devo fare? Lasciare orme ed impronte
digitali dappertutto?
A parte il fatto che noi spiriti non ne abbiamo e quindi non c’è bisogno
di ricorrere ai corpi speciali d’investigazione, che peraltro sono corpi
e pertanto non s’intendono di spirito, ripeto per
l’ennesima volta e
m’impegno ribadirlo per tutti i secoli dei secoli, che gli occhiali della
fede sono il miglior antidoto all’astinenza da letterine. Basta portarseli
appresso, magari tenendoli fissi sul naso per non dimenticarseli mai.
Così come io non ti dimentico mai, mamma cara, perché conservo
sempre e gelosamente nel mio cuore il tuo sorriso luminoso d’amore.
Bacioni da
. E non dimenticare gli occhiali.
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| LA REGOLA DELL'ARMONIA | 10 novembre 2007 |
Caro papi mio e cara la mia mamma banana, quando finalmente saremo di nuovo insieme in cielo ricongiunti nello Spirito d’Amore Assoluto, ci verrà da sorridere, non senza un minimo di rimpianto, al pensiero di tutta la felicità che non abbiamo saputo cogliere e godere lungo il cammino della vita terrena. Sarà un motivo di più per manifestare la nostra eterna gratitudine all’inesauribilmente generoso Padre nostro, Che non abita solo nei Cieli per godersi appieno tutto l’Amore riconoscente dei figli Suoi, ma soprattutto la terra la cui storia e la cui natura è stracolma della Sua presenza.
Vi posso garantire, miei cari, e chi meglio
di me lo può fare
dal momento che sono ammaestrato da entrambe le esperienze, che il
Signore non fa mancare nulla di Sé al pellegrino terreno, potenzialmente
capace di scoprire ed apprezzare, con l’ispirazione e l’intelligenza
e l’arguzia
dell’umiltà, il dono spirituale che Iddio alitò nell’humus
materiale della Sua creatura uomo, per farne Sua immagine e Suo compiacimento.
Ma l’uomo scambiò e continua a scambiare l’umiltà con
la debolezza, con la pavidità, con la rinuncia, con l’inferiorità e
la mortificazione. Lui, che è figlio di Dio e tra
le creature divine il più intelligente, il più coraggioso, il
più responsabile,
il più forte e il più volitivo, insomma, l’esemplare
più superbo, da magnifico a sprezzante ed arrogante non
gli ci volle molto cammino, gli bastò
aggirarsi nel giardino dell’Eden per lasciarsi prendere
la mano dalla presunzione del proprio ego.
Da quell’istante
perse l’amore
per le cose semplici che con
semplicità parlano
di Dio, proprio perché le hai sempre vicino giorno e notte
in albe e tramonti, sole e stelle, cielo e terra, come vicino ti è sempre
il prossimo tuo quando ti accorgi che esiste come te e come te ha bisogno di
essere considerato ed amato.
Quando tutto questo mondo nelle sue vicende e nelle sue creature fa
parte di te e tu sei in armonia con lui vuol dire che Dio è in armonia
con te,
e tu sei felicemente partecipe delle cose del creato assaporando
nel presente la gioia eterna del futuro.
La presunzione e l’arroganza di chi antepone se stesso e i propri interessi
all’ordine naturale delle cose, la superbia di chi
non riconosce nel proprio compagno di viaggio il proprio simile e il simile
di Dio al tempo stesso,
rompono la sintonia uomo-natura, natura-Dio, Dio-uomo, rendendo
l’uomo
il peggior nemico di se stesso, del proprio simile, della natura e di Dio.
L’altrui umiltà viene letta come debolezza, paura, rinuncia che
alimentano arroganza, prevaricazione, umiliazione.
Essere in disaccordo con
i ritmi e con le realtà del creato, al quale Iddio consegnò la
propria Armonia dopo averlo sottratto al caos, significa
contravvenire alle regole dell’ordine divino e quindi rinunciare alla
concretezza della vita e della gioia eterna, che nel progetto della
mente di Dio sono il fine essenziale di quell’ordine.
Siate
pertanto umili come vi sto spiegando, miei carissimi e
dolcissimi papà e mamma. Così comportandovi non solo il
vostro percorso e la vostra marcia saranno più spediti e disinvolti,
ma anche non
verrà alterata
quell’armonia che ci fa vibrare all’unisono io in cielo
e voi sulla terra e che, al nostro ricongiungerci per sempre nell’alto
dei cieli, ci farà cantare all’unisono inni melodiosi e gioiosi
da dedicare al Signore e alla Sua Gloria.
Vi amo con tutta l’armonia del mio cuore e del mio spirito e mi sento
da voi riamato con tutto il cuore. Questa sì che è armonia!
Il vostro
,
l’armoniosamente vostro.
| GESU' RE | 24 novembre 2007 |
Caro papi, facciamo finta che tu eri un signore in piedi, con i piedi uniti e le braccia allargate mentre una luce che proiettava la tua ombra su una parete. La tua ombra era una croce. Ora immaginiamo di collegare con uno spago la mano destra di quel signore alla mano sinistra di quel signore a braccia larghe, e poi la mano sinistra alle caviglie unite e queste ultime alla mano destra. Cosa si forma, cosa si delimita o si disegna? Un bel triangolo!
Immaginiamo adesso che quel signore lì non sia tu, ma il Signore che allarga le braccia per dichiarare all’uomo tutto il Suo amore, per manifestargli tutta la tenera disponibilità ad abbracciarlo ed accoglierlo nel mistero del Padre buono Uno e Trino, triangolo nel quale il Figlio proietta l’immagine della propria Croce. La Trinità che si fa uomo con le braccia spalancate della divina provvidenza ed il gesto redentore che si fa croce sacrificale!
Trovo stupenda e commovente
al tempo stesso questa divina rappresentazione della bontà di Dio, caro
papi: geometria e perfezione degne di uno Spirito non delimitabile da alcuna
mente o fantasia umana, ma tuttavia pronto delimitare la propria incommensurabilità nei
confini dell’uomo.
Così Dio si fa uomo, uomo-fratello,
uomo-amico. Sta attento: non si
fa uomo-padre o uomo-re come l’umanità avrebbe voluto.
Ed in queste vesti affronta il sacrificio della croce, in
quel gesto nel quale l’uomo
fatica a vederLo e rappresentarLo, proprio perché evoca inequivocabilmente
la Sua crocifissione. Gesù non è però salito sulla
croce per indicare al fratello e all’amico un percorso lungo il quale
l’uomo
debba portarsi sulle spalle quello stesso pesante fardello sotto al
quale Egli ebbe a cadere, prima di esservi inchiodato.
Il messaggio di Gesù crocifisso dice invece che la morte solleva da tutte le cadute come il perdono di Dio, e che grazie al perdono la morte stessa appare misericordiosa quando spalanca le porte della vita eterna. Gesù non si è fatto fratello ed amico dell’uomo per minacciarlo di una vita di stenti e crocifissioni con i quali guadagnarsi la Misericordia di Dio, ma per trasmettergli il messaggio di gioia che esorta ad amarsi gli uni con gli altri, seguendo il Suo esempio d’Amore e non di crocifissione.
In questo Suo comandamento c’è tutta la verità della Sua natura divina. Quale uomo sarebbe stato mai capace di serbare nel cuore un simile sentimento, quale mente umana avrebbe potuto mai tradurre in pensiero un’esortazione come questa? L’uomo, tutto concentrato su se stesso, si sarebbe fermato alla concessione di amare il prossimo nei limiti consentiti alla propria condizione umana, perché l’orizzonte dell’amore che egli sa dare non va oltre l’amore che riserva per sé. Solo una mente divina può essere percorsa da un pensiero così sublime e impensabile al tempo stesso. Solo il Cuore divino di Gesù è prorompente, trasudante di questa potenza e dolcezza d’Amore, solo Gesù ha l’umiltà gioiosa di farNe dono a piene mani.
I Suoi fratelli, i Suoi amici terreni ne possederanno il dono quando torneranno alla casa del Padre, nel frattempo se Ne lascino investire senza ritegno e provino almeno a farseNe grati testimoni. E così sia.
Ciao papi, dal tuo Emilio ammiratore del Cuore Misericordioso di Gesù.
Emili![]()
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| LUCE PROROMPENTE E INESAURIBILE | ![]() |
25 dicembre 2007 |
Miei cari e dolcisimi mamma e papà, come io mi rigenero
e mi fortifico nella luce di Dio, così l’umanità si rigenera
nella luce della natività di Gesù e si fa forte nella promessa
salvifica della ricorrenza del Natale. Gesù infatti
rinasce per rinnovare e rafforzare la speranza nella vita eterna,
che il primo respiro di vita terrena autorizza e sollecita ad alimentare . Egli
stesso quale speranza di vita avrebbe potuto coltivare, essendo venuto alla
luce del mondo in una misera stalla, se non fosse stato accolto nella speranza?
Era atteso come il Salvatore, e così ritorna in terra in ogni
istante che prende vita, perché da quello stesso istante inizia
il cammino del neonato verso l’eternità. Anzi, per la precisione,
nel momento del concepimento la promessa di vita già viene proiettata
nell’eternità.
Certo, devono essere osservate delle regole, che nel tragitto
terreno vengono quasi sempre ascoltate di mala voglia e quasi mai rispettate.
Ma sono un’inezia di fronte al sacrificio che Gesù si appresta
ad affrontare da quando viene alla luce. Dallo stesso istante nel quale
Maria, Sua futura Madre, accetta la volontà del Signore, Gesù
nasce in miseria per annunciare la ricchezza e la prodigalità del dono
divino che in Lui si incarna e si fa speranza di salvezza..
Gesù si sacrifica per riabilitare un’umanità che non sa
o non vuole più sperare nel primordiale ed immutabile progetto creativo
con il quale Dio decretò e decreta la centralità dell’uomo,
Suo figlio prediletto. Gesù sale sulla croce per ricondurre l’uomo
alla sua dimensione divina, in virtù della quale merita Misericordia,
e per rammentargli che la morte è un passaggio obbligato da non
temere, così come la nascita, dal momento che entrambe sono
propedeutiche alla riappropriazione di sembianze e virtù divine.
La festa ricorrente del Natale celebrata oggi
non deve essere vissuta solo come il gioioso evento della venuta al mondo, come
l’anniversario della nascita di Gesù, poiché Egli
era già eterno prima di farsi uomo e nell’eternità non si
festeggiano gli anni, ma l’amore di Dio e la nascita dell’Amore
per sempre, insieme a Colui che nacque per essere via, verità
e vita. Nel Natale si canta e si glorifica la Misericordia dell’amore
trinitario e della serva del Signore, ma si esalta anche l’amore silenzioso,
concreto e protettivo di Giuseppe, che non si sottrarrà mai
al suo compito istituzionale di padre, né a quello di fedele sostegno
al disegno del Padre.
Nel Natale si onorano le buone opere e i miracoli che l’amore
sa compiere quando incarna il divino genitore. Nel Natale si
rinnova la commossa gratitudine per l’atto sublime del Sacrificio che
redime, condividendo con Maria il pianto struggente della perdita e,
al tempo stesso, la gioia incontenibile della resurrezione.
La nascita di Gesù è annunciata ed enfatizzata
dalla luce della cometa, che chiama a raccolta l’umanità
per significare che la sua storia sta per essere attraversata e segnata per
sempre dalla luce prorompente e inesauribile dell’Amore incarnato di Dio
che, illuminando il percorso di vita terrena dalla nascita alla morte, annichilisce
il buio di questa ultima illusione umana e spalanca la Luce sulla vita promessa
prima del peccato, e promessa sperata dopo il peccato.
Vivete il Natale, miei cari, in questa luce di verità, di speranza e
di fede: sarete già vivi della vita che vi attende.
Buona felice nascita alla verità
del Natale, dal già nato
.

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