I MESSAGGI MARIANI DI EMILIO
intervento della mamma di Emilio al XVII convegno del "Movimento della speranza"
Vorrei cominciare con un saluto affettuoso,
ringraziando tutti i presenti - ma proprio tutti - di essere qui. L'argomento
del mio intervento è così importante che veramente dovrei cominciare
chiedendo scusa se non ne sarò all'altezza, tuttavia penso che tutto
quello che ci si aspetta da me è la testimonianza di un'esperienza di
vita, e spero di trovare con voi uno di quei momenti di intimità che
si vivono in famiglia o con gli amici più cari.
Questo nostro incontro è stato intitolato "I
messaggi mariani di Emilio" io credo in riferimento ai messaggi della Madonna
che troviamo nelle sue lettere, ma anche alle lettere in cui Emilio ci parla
di Lei. Rileggendole vi proporrò qualche mia riflessione e
vi confiderò i miei sentimenti religiosi e materni, così come
sto imparando a viverli giorno per giorno, in una gioiosa e concreta realtà.
A questi sentimenti ha ridato vita e gioia Maria Misericordiosa, Madre di Gesù
e di tutta l'umanità in cielo e in terra. La mia gratitudine è
sicuramente più grande di quanto potrei riuscire a dire con parole mie,
infatti parlerò con le parole di Emilio.
Immagino che sappiate un po' della nostra storia. Emilio è il mio unico figlio che vive in cielo ormai da otto anni. Dalla disperazione per la sua morte alla serenità per la gioiosa certezza della sua vita ci ha portato lui stesso, facendosi vivo in ogni modo, finché abbiamo ripreso a vivere insieme. Due libri raccontano e documentano la stupefacente realtà di questa nostra esperienza, sono Diario di un angelo e Cielo che poesia - Secondo diario di un angelo, entrambi sono firmati da Emilio, come è giusto, perché lui stesso li ha scritti dal cielo. La nostra mano, la mia da principio, poi anche e soprattutto quella del papà sostengono una penna, ma chi scrive è Emilio. Quando ha dovuto faticare per vincere i nostri dubbi, e soprattutto la resistenza a crederlo vivo vicino a noi!
In quei primi tempi scriveva:
Tenera mamma, lasciati ancora qualche mio riso nella
tua ridondante ferita, liberati da ogni lamento che turba la tua esistenza,
carezza la gioia di una vita serena nell'attesa del commiato. Non piangere di
dolore ma di gioia nella certezza della mia felicità eterna. Nulla è
fatto a caso ma per volontà nell'alto dei cieli, là dove io vivo
Ti
lascio contento se tu mi prometti di essere fedele alla mia preghiera.
(28.02.1996)
Avrei voluto farlo contento ma mi disperavo ancora di più, perché
mi sembrava impossibile persino che mio figlio mi parlasse di gioia, a me che
sono sua madre, lui in cielo ed io rimasta su questa terra. Ma Emilio continuava
a parlarmi di serenità, a chiedermi quella gioia che una madre dona ai
figli se li ama veramente. Ed io, per amor suo, lentamente cominciavo
a cercare la serenità che mi chiedeva, perché sentivo che
non potevo e non dovevo sottrarmi a questa prova d'amore. E chiedevo aiuto
alla Madonna, soprattutto le chiedevo di insegnarmi ad amare come sa amare Lei.
Avevo nella mente l'immagine della Madonna addolorata e nel cuore la Madre di
Gesù bambino. Ma davanti ai miei occhi vedevo il Suo nome, scritto in
grande con un amore e una cura speciale.
Parlo di quei primi fogli scritti da Emilio attraverso la mia mano incerta e
quella, meno incerta ma non meno tremante d'emozione, del suo papà.
In quelle pagine campeggia il nome di Maria.
E noi chiedevamo: Maria, chi? Perché non siamo abituati a chiamare la Madonna così, semplicemente per nome. Emilio rispondeva: Maria Misericordiosa, la Madre di Dio. E prese a dirci che dobbiamo a Lei il dono delle nostre quattro chiacchiere in famiglia, una famiglia ben più numerosa della nostra, di noi tre. Ma questo è un altro discorso, e ci torneremo in seguito.
Scrivendo semplicemente Maria, Emilio ci
dà un segno forte e molto efficace a comunicare la realtà della
vita in cielo, perché significa la concretezza della persona ed il suo
reale rapporto con lei. Emilio chiama per nome la Madonna perché si
trova alla Sua presenza e La conosce personalmente. Dunque Emilio scrive
Maria, ma aggiunge sempre Misericordiosa, e non soltanto per spiegare meglio
chi è. E' curioso, questo aggettivo accompagna il nome di Maria quasi
come un cognome, e certamente serve ad identificare la persona, ma soprattutto
comunica il valore dell'incontro con Lei entrando direttamente nella sfera dei
sentimenti. Emilio vive accanto a Maria con una gioia di cui desidera farci
partecipi, parla dell'amore che prova per Lei per condividerlo con noi.
Tutto questo sento quando Emilio mi parla di Maria Misericordiosa, ma quel
suo amore è così grande che sono presa da uno smarrimento,
perché mi sembra che da questa terra non si possa arrivare ad amare
così. Mentre soltanto da quell'amore può venire la serenità,
che è l'unico dono che Emilio mi chiede.
Torniamo alle lettere di Emilio.
Ormai è più facile parlarne, perché ci sono i libri a testimoniarne
l'importanza, la bellezza e il valore. Ma nei primi tempi in cui Emilio disse
che sarebbe stato giusto condividere quel tesoro, mi trovai persa in un miscuglio
di emozioni. Lo desideravo tanto anche io, ma raccontare cosa stava succedendo,
come, quando, non era semplice. Non bastava dire Emilio è qui, ci parla,
ci scrive, è vivo accanto a noi.
Non mi ponevo il problema di apparire una povera madre impazzita dal dolore,
ma sentivo forte la responsabilità di rendere giustizia alla verità
e soprattutto al valore della nostra esperienza. Insomma, per parlare delle
lettere di Emilio senza deluderlo, sentivo il bisogno di un aiuto speciale.
Piena di buone intenzioni e cosciente delle difficoltà a realizzarle,
chiesi umilmente aiuto a Maria Misericordiosa
che -come dice Emilio- è Ispiratrice e complice
del racconto della nostra storia d'amore.
(10.1.2003)
Fu così che presi l'abitudine di cominciare dalla lettera che Emilio
scrive nel suo primo Ferragosto in cielo, il giorno della festa dell'Assunzione.
E vorrei anche ora cominciare da qui, rileggendola insieme.
15 agosto 1996
Oggi è gran festa in cielo per la Madre Misericordiosa
di Gesù.
E' bellissima e dolcissima nel suo caldo e luminoso sorriso. Lei ha mantenuto
la sua corporeità, eppure il suo corpo sembra diventare trasparente alla
luce che emana. Ogni suo più delicato movimento produce suoni melodiosi,
che ti avvolgono in un nitido scintillio cristallino di rugiada.
E' la luce calda e rassicurante del Suo Amore per le creature celesti e terrene.
E' la serenità della parola amorevolmente spesa per ognuno. E' la consapevolezza
del suo ruolo di mediazione nel perdono. E' il compiacimento della materna protettività.
E' la fermezza discreta dell'educatrice.
E' la pietà tenera e pudica per chi soffre nel corpo e nello spirito,
nella malattia e nel peccato. E' sacrificio dignitoso e silente. E' gioia sommessa
e riservata. E' dedizione disinteressata e completa.
Tutto questo e tanto altro ancora è la Madonna.
Noi la festeggiamo sempre, ma le preghiere che in suo onore giungono dalla terra
ci fanno sentire tutti più orgogliosi di questa nostra madre speciale.
Non ti ingelosire mamma di questa estasi dichiarata. Non si tratta infatti dei
sentimenti, quelli che nutrivo per te, ma di una condizione di beatitudine che
deriva dal sapersi amati da Lei.
Ora la stessa gioia mi deriva dal tuo immenso amore materno, ancorché
intriso di dolore. Nel tuo amore prevale ancora quel giustificato senso di possesso
che istintivamente la madre si porta appresso nei confronti del figlio, che
è stato suo corpo per nove mesi: mio figlio é una cosa mia, una
parte di me stessa. Nell'amore di Maria c'è invece l'aspetto ecumenico
dell'amore, non più sentimento privato ma afflato universale. Così
in pratica avviene per l'amore che ti porto, non più miscuglio di affetto,
stima, simpatia, insofferenza, dedizione, ribellione, rassegnazione, ammirazione,
ma valore unico, universale, che non conosce contraddizione, ma che rappresenta
l'essenza del Bene incontaminabile.
Ciao ciao, Emilio.
Non so come potrebbe commentare questa pagina
un teologo, forse dovrei dire un esegeta: ma non sono preparata in questa materia.
Io penso che c'è una bella differenza tra il visto e il sentito dire,
e qui è evidente che chi scrive ci racconta qualcosa che conosce dal
vivo e di persona.
Potrebbe mai venire da uno di noi questa pagina di vita celeste? Questa visione
nitida e concreta della maternità che rappresenta l'essenza del Bene
incontaminabile ?
Dopo aver letto queste parole, che sempre mi emozionano e mi commuovono, non
c'è bisogno di raccontare e spiegare come e perché ci siamo convinti
che sia veramente Emilio a scrivere dal cielo. Anche con voi mi sembra superfluo.
Allora vi dirò semplicemente quali sono le immagini, che questa lettera
mi ha impresso nel cuore e nella mente.
Prima di tutto l'immagine corporea di
Maria, che è la primizia di un corpo umano assunto in cielo. Emilio
la descrive a sua madre, che sta ritrovando la serenità di saperlo
vivo nella completezza appagante della vita spirituale.
Eppure, anche nella serenità, non si dimentica la dolcezza di una
presenza corporea, né si rinuncia alla speranza di riabbracciarsi.
L'impossibilità di figurarci lo spirito separato dal corpo resta un ostacolo
difficile da superare perché riafferma la crudeltà della morte,
non soltanto nell'assenza del corpo fisico di cui tanto sentiamo noi la mancanza,
ma soprattutto nel pensiero che di quella mancanza possa soffrire a sua volta
lo spirito. Ma nell'immagine di Maria, Assunta in cielo con il corpo, l'importanza
della fisicità svanisce totalmente nella trasparenza della luce che emana.
Non è la svalutazione di ciò che è privilegio esclusivo
dell'Assunta, ma la realistica descrizione della Sua persona tutta intera,
che si manifesta, così come per ogni altro anche qui sulla terra, attraverso
segni e tratti che di fisico hanno ben poco. Il calore del sorriso, l'armonia
del movimento e soprattutto la trasparenza cristallina dei sentimenti.
Comincia così la descrizione dell'Amore di Maria, di una madre
serena, consapevole, rigorosa, generosa, compiaciuta, gioiosa, tenera e riservata
nella pietà per chi soffre nella malattia e nel peccato. Queste eccelse
qualità dell'Amore di Maria sono visibili nel corpo trasparente dell'Assunta,
che muove, in un moto d'amore, ad avvolgere chi ama in un nitido scintillio
cristallino di rugiada. Maria non è simbolo, non è esempio
umanamente irraggiungibile della perfezione, è realmente la Madre
che riversa sui figli tutto di sé, anche la gioia di essere riamata.
Per questo le preghiere, la devozione che Le rivolgiamo diventano orgoglio e
gioia dei suoi figli in cielo, nella beatitudine di sentirsi amati da Lei.
Non ti ingelosire mamma di questa estasi
dichiarata. Davvero Emilio si preoccupa della mia gelosia? Io non
lo credo. La descrizione della Madre Misericordiosa di Gesù non celebra
la gloria dell'Assunzione, ma la Grazia radiosa della Madre ricongiunta al Figlio.
E si conclude con il nome della Madonna. Questa unica volta Emilio
la chiama così, con il nome che Le diamo noi dalla terra. In questa
dimensione, che ci è più familiare, sono state enunciate le dolci
premure di Maria per i figli che hanno bisogno di essere protetti, educati,
perdonati, che hanno bisogno della Sua intercessione, della Sua pietà,
della Sua dedizione, del Suo sacrificio. Questi figli siamo noi, i figli
della terra, che Lei amorevolmente guida a ricongiungersi con la famiglia
del cielo. Una di questi figli sono anch'io e Le sono grata del Suo amore
per mio figlio prima che per me stessa.
Emilio lo sa che non sono gelosa, anzi sono orgogliosa che lui L'ami tanto.
E sa anche che capisco perché dice così: è rimasto tale
e quale, non si fa mai scappare un'occasione per ottenere da me quello che chiede.
Infatti ogni volta che leggo questa frase sorrido e sorridendo ammetto che un
po' gelosa lo sono davvero, perché l'amore che Emilio esprime è
un amore assoluto, tanto più grande, più bello di quello che possiamo
provare su questa terra. Questo amore glielo ha insegnato Lei, ma Maria
è nostra Madre e l'amore di una mamma lo conosco.
Dopo questa lettera cristallina ne leggeremo
insieme qualche altra, ma la scelta mi ha creato non poco imbarazzo. E' lo stesso
problema che tanto mi ha assillato mentre mettevo insieme Cielo che poesia,
il secondo diario di Emilio. Avevo pensato di concentrare in un capitolo le
lettere dedicate a Maria Misericordiosa, ma poi ho dovuto rinunciare, la Sua
presenza attraversa per intero le nostre pagine. La verità è che
sono tutti Suoi i libri di Emilio, come è Suo il dono d'amore che rappresentano.
Tutti quelli che li hanno letti lo sanno, ed io sono felice di averne ascoltato
la conferma da loro infinite volte. Ma ormai i libri sono a disposizione di
tutti e c'è anche internet che ci aiuta ad integrare e aggiornare la
pubblicazione degli scritti di Emilio. Dunque per questa occasione ho scelto
tra le pagine ancora inedite.
Tra queste ce n'è una molto importante.
E' del 12 novembre
1996. Emilio scrive con il papà:
Auguriamoci che gli uomini ascoltino e comprendano
i messaggi che invia loro Maria Misericordiosa, e che ritrovino la via del bene.
Caro papi mio. La meravigliosa Madre di tutti noi vi manda a dire:
Miei figli diletti, non vi lasciate
andare nella voglia di bruciare le tappe del cammino della conoscenza. Siate
morigerati nella sete di verità.
Siate prudenti nella ricerca del percorso più conveniente per raggiungere
Dio.
Siate attenti negli incontri che farete. Siate costanti nel passo che terrete.
Siate previdenti nel bagaglio che vi porterete. Siate coerenti nelle scelte
che farete. Siate osservanti delle indicazioni che riceverete. Siate incuranti
delle difficoltà che incontrerete.
Siate fiduciosi. Siate vigili. Siate coraggiosi. Siate instancabili. Siate incorruttibili.
Siate figli devoti.
Il vostro compito è quello di rappresentare degnamente l'immagine di
Dio che è in voi, di non tradirLo ulteriormente, di non crocifiggere
ad ogni istante il Figlio suo, di confidare nel Suo incommensurabile amore e
nel mondo che ci ha promesso, di contare sulla Sua giustizia, di credere nel
Suo perdono.
Così sarete Suoi e miei degni figli. Noi saremo fieri di voi e sarete
i benvenuti nel regno dei cieli.
Qui si conclude il messaggio di Maria. E la parola torna a Emilio:
Cari i miei genitori, mi sembra non vi manchino i requisiti, pertanto non dovrebbe
essere difficile il vostro accesso. E' solo questione di perseverare nel tempo,
ma quello non conta.
Buona notte. Un morso sul naso di mamma banana.
Non soltanto per pudore, abbiamo tenuto
per noi questo messaggio fino ad ora. Credo di ricordare che al momento non
mi resi conto che, in questa lettera, Emilio per la prima volta scrive un
messaggio della Madonna. Era trascorso da pochi giorni il suo primo anniversario
di vita in cielo, ed io ero ancora intenta a rassicurarlo e a rassicurarmi della
mia serenità, nella fede della nostra nuova vita insieme.
Me ne andai a letto con la dolcezza della sua buona notte e di una Ave Maria
detta con tanta gratitudine e affetto.
La mattina dopo mi svegliai con un tremendo mal di testa, ma ugualmente mi misi
a lavorare al computer. Stavo mettendo insieme le prime pagine del Diario di
un angelo e nulla poteva distogliermi da quel progetto, al quale insieme a Emilio
lavoravo con tanto amore. Ogni tanto mi alzavo per prendere un calmante e mi
cadevano gli occhi sulla lettera della sera prima. Ma ero troppo concentrata
sul pensiero del libro e sulla fatica di dominare il mal di testa. Per rileggerla
aspettavo un momento migliore, senza sapere che avrebbe potuto non venire
mai più.
Per farla breve, quel giorno ebbi la rottura di un aneurisma cerebrale. Caddi
svenuta senza neppure accorgermene. Ma oggi sono qui a raccontarlo, e forse
quel momento migliore per rileggere il messaggio di Maria è proprio questo,
qui con voi. Perché i figli diletti ai quali Maria parla siamo tutti
noi, amati tutti insieme in quel Suo amore speciale che ci ama tutti, uno per
uno.
Ne troveremo la conferma nell'episodio che mi riguarda, messo a confronto con
questo messaggio in apparenza molto generico e impersonale.
Noto, prima di tutto, il richiamo all'ascolto
dei messaggi che Maria invia agli uomini. Certamente li ascoltiamo, ma con
quale attenzione, con quanto impegno? Emilio scrive: auguriamoci che comprendano.
Capire è più difficile, se capire significa fare proprio il messaggio
fino a ritrovare la via del Bene.
Maria Misericordiosa ci indica la via delle virtù. L'elenco è
lungo e le virtù non sembrano poi così straordinarie. Attenzione:
cerchiamo di non fare come quei figli che non stanno a sentire le raccomandazioni
di mamma. Si, certo, Emilio qualche volta lo faceva e quella sera, leggendo
il messaggio di Maria, anch'io mi sono comportata così. Ma ormai, e soprattutto
in questa occasione, vorrei leggerlo attentamente e provare a capirlo insieme
a voi.
Se ci rendiamo conto che Maria suggerisce
un comportamento virtuoso per ogni circostanza, allora comprenderemo che,
prevedendo le situazioni alle quali la vita ci metterà di fronte, si
preoccupa soprattutto della nostra reazione.
L'andamento di una vita dipende dal disegno di Dio, e Maria sa, chi meglio di
Lei, che umanamente può apparire incomprensibile, inaccettabile. Dobbiamo
imparare da Lei a comportarci bene sempre. Perciò ci suggerisce un comportamento
virtuoso in ogni situazione, che è non pericolosa in sé ma nella
reazione che può provocare. Questo significa che la scelta decisiva tra
il bene e il male ci si presenta per tutta la vita, ad ogni occasione.
Ecco perché l'elenco delle virtù è lungo e meticoloso.
Mi colpisce soprattutto la cura con la quale è formulato: somiglia molto
alla pignoleria di una madre che prepara la valigia al figlio e si preoccupa
di non dimenticare nulla che possa servirgli.
Emilio mi prende in giro quando cerco di spiegarmi con un esempio, ma
adesso non so farne a meno.
Emilio era un ragazzino di undici anni, quando andò in Inghilterra con
la sua scuola per un corso d'inglese. Per la prima volta gli feci la valigia
per un viaggio senza di noi. E fu anche l'ultima, perché in seguito ci
ha pensato sempre da solo. Ero preoccupatissima di non dimenticare nulla che
potesse servirgli, perciò gli comperai una valigia bella grande e cominciai
a riempirla, con un ordine del tutto inconsueto per me.
Emilio mi osservava meravigliato, ma si capiva che vedermi così impegnata
per lui gli faceva piacere. Ogni tanto mi diceva: "Mamma, non esagerare,
questo non mi serve, non lo userò mai". Ma era rassegnato. Soltanto
quando mi vide cacciar dentro a forza un complicato ombrello pieghevole acquistato
per l'occasione, si ribellò. Era luglio e faceva un gran caldo: "No,
ti prego, l'ombrello no! Se per fortuna pioverà mi farò una doccia,
ma l'ombrello non me lo voglio portare"! Inutile dire che, sotto un sole
cocente, Emilio partì con l'ombrello nella valigia.
Andò a finire che io quel primo distacco lo presi malissimo e, dopo neppure
una settimana, volai a Londra anch'io.
Quando lo raggiunsi, i superiori del college mi accolsero bene e ci dettero
il permesso di uscire insieme. Il cielo era nuvoloso, Emilio mi venne incontro
con l'ombrello in mano e me lo consegnò. Io lo lasciai sul sedile della
metropolitana alla prima fermata, e non se ne parlò più.
Perché ho raccontato tutto questo?
Prendete con prudenza ciò che sto per dirvi, ma cercate di capirmi. L'ultima
lettera che Emilio mi scrive prima che mi senta male è questa, che per
la prima volta contiene un messaggio di Maria.
E' naturale che mi sia chiesta se, poco più di 24 ore prima, Emilio
sapesse già che cosa mi sarebbe capitato. Io penso di si, e credo di
aver capito che quella lettera e quel messaggio riguardano esattamente la sua
apprensione per me, perché mi vede esposta ad un pericolo grande e
teme il peggio. Non sto facendo l'ipotesi che Emilio abbia visto il futuro,
se ci fosse stato un motivo per farmi fare una risonanza magnetica, l'avrebbe
visto anche un medico di qui l'aneurisma che stava per rompersi. E cosa avrebbe
fatto? Mi avrebbe preparata ad affrontare l'operazione.
Emilio mi prepara a ben altro, mi prepara ad affrontare la guarigione. Cos'è
una guarigione Emilio lo spiega così: (il 16 settembre 1996)
"La guarigione dalla malattia vuol dire ripristino
delle condizioni di benessere preesistenti. Il malato esce da quello stato di
prostrazione, di abulia, di rassegnazione, di confusione, di torpore in cui
è precipitato, e rapidamente torna alla vita, ripromettendosi di seguire
con maggior vigore le regole di profilassi dal male".
Siamo ai tempi in cui Emilio mi porta a guarire non da una malattia ma dalla
disperazione. Nel suo primo anniversario, quando mi vede finalmente guarita,
è così felice che scrive: "Tutte
le anime esultano per la guarigione della mia mamma. Io sono molto orgoglioso
di questa conquista, perché ottenuta con la fedele convinzione della
mia vita extraterrena e con l'aiuto compiacente e caritatevole di Maria Misericordiosa".
(20 settembre 1996)
Ma subito dopo sto per ammalarmi ancora,
questa volta fisicamente. Dovrò affrontare una situazione difficile,
in un momento in cui le mie risorse sono al minimo. Perdonatemi se mi lascio
andare con la fantasia e il cuore di mamma. Ripensando a come sono andate le
cose, non posso fare a meno di constatare che mio figlio mi è stato sempre
accanto e ha fatto tutto quanto sapeva e poteva fare, contro il male che mi
era esploso nella testa. Probabilmente sapeva che fisicamente avrei superato
la malattia, ma come avrei reagito alla guarigione, dopo essermi trovata così
vicina a raggiungerlo?
Per questa guarigione del corpo, che non doveva mettere in pericolo ma anzi
doveva confermare la guarigione dell'anima, Emilio chiede ed ottiene ancora
una volta l'aiuto compiacente e caritatevole di Maria Misericordiosa. Chiede
a Lei di prepararmi la valigia per la clinica, e insieme ci mettono dentro proprio
tutto l'occorrente per far fronte ad ogni bisogno: anche l'ombrello. Tanto sanno
che quando li raggiungerò, ce ne dimenticheremo e non ci penseremo più.
Per concludere le mie riflessioni sul messaggio di Maria contenuto in questa
lettera, aggiungo brevemente che ne ho fatto un caso personale considerando
il particolare momento in cui è arrivato, ma non ho mai creduto che fosse
rivolto soltanto a noi, e particolarmente a me. Anzi, quando ho riletto le parole
di Maria, dopo quello che avevo passato, proprio allora ho capito il Suo
Amore universale che si rivolge a tutti, e ad ogni Suo figlio uno per uno.
Non so quanto tempo mi resta per parlarvi ancora delle lettere di Emilio dedicate alla Madonna. Velocemente ne scelgo un'altra, anche questa inedita, che fu scritta in occasione del mio ritorno a casa dopo la malattia.
E' la vigilia dell'otto
dicembre 1997.
Domani si torna a casa, proprio in coincidenza con
la festa di Maria Misericordiosa Immacolata, Colei che senza macchia darà
tra qualche giorno alla luce la Luce, per illuminare le tenebre in cui è
piombata l'umanità.
Pensa alla grandezza morale di questa donna, che pur sovrastata da un compito
così sovrumano, come quello di concepire il Figlio di Dio, lo ha portato
a termine con dignità esemplare, non venendo meno ai suoi doveri di madre
e prendendosi cura di Lui con il solo amore che le mamme di questa terra sanno
dedicare ai propri figli. E' stata Lei, anche se nella Sua immacolata purezza,
ad umanizzare il Figlio di Dio, affinché Egli, incarnato in sembianze
umane, si spogliasse di quelle divine e dei vantaggi che gliene sarebbero derivati,
e potesse, da uomo tra uomini, portare la testimonianza dell'amore di cui è
oggetto ogni creatura della terra.
Il Suo cuore di mamma ha palpitato, gioito, sanguinato come tanti altri cuori
di tante altre anonime mamme. Eppure Lei sapeva di essere la Madre di Gesù,
ma non per questo ha rinunciato al Suo ruolo terreno, così dimostrando
che gli esseri umani, se non rinunciano alla loro dignità, sono proprio
fatti ad immagine e somiglianza di Dio.
Maria non ha mai macchiato, vivendo accanto al Figlio e dopo la Sua morte e
resurrezione, la propria dignità di madre. Anche per questo motivo ha
mantenuto la sua corporeità al momento della Sua Assunzione in cielo.
Il suo corpo immacolato non poteva frenare la Sua Ascensione.
Cara mamma, anche tu hai palpitato, gioito, sanguinato nel cuore per me dello
stesso amore materno di Maria. E' lo stesso amore incontaminato ed immacolato
che ha coccolato e consolato Gesù. Coltivalo con l'intensità di
sempre. Non lo disperdere, abbine cura. Custodiscilo con accuratezza. Fa che
non si esaurisca.
Maria Misericordiosa ne sarà felice e aiuterà te a ridiventarlo.
Bacini amorosi. (8 dicembre 1997)
Su questa lettera mi sembra impossibile
aggiungere qualcosa. Mi soffermerò soltanto sulla frase che offre lo
spunto per introdurre l'argomento che vorrei ancora trattare. Ed è questa:
Maria Misericordiosa Immacolata, Colei che senza macchia darà tra qualche
giorno alla luce la Luce, per illuminare le tenebre in cui è piombata
l'umanità.
Si riferisce al Natale, che viene pochi giorni dopo l'8 dicembre. Ma forse Emilio
vuol dirci di Maria qualcosa di più. Leggiamo un'altra delle sue
lettere.
26 marzo 2000
Maria Misericordiosa vi ricopre e vi ricolma della
Sua Grazia, non solo perché siete, e siamo noi tutti Suoi figli prediletti,
ma anche perché vi ha dato il dono di portare nei cuori la commozione
e l'emozione di essere da Lei amati e protetti, e di testimoniare la Sua diretta
e instancabile partecipazione alla liberazione dal male dell'umanità.
Con voi e con il vostro dolore elevato ad amore eterno, la Mater Dolorosa, divenuta
roccaforte esemplare dell'Amore che genera Amore, ha fondato una colonia di
anime, un nucleo di testimoni del mondo celeste. Come voi tante, tantissime
cellule di amore purificato nel dolore della valle di lacrime, operano per Suo
conto, illuminate dalla Sua tenerezza, temprate della Sua forza. E formeranno
il Suo esercito virtuoso, quell'esercito che cancellerà per sempre ogni
traccia del male, e riscatterà dall'eterna maledizione la donna che violò
per prima il patto d'amore tra Dio e l'uomo.
Solo una donna, che non ha mai spezzato il vincolo d'Amore che la legò
a Dio per sempre e ne partorì il sembiante terreno dando vita umana alla
Sua Parola ed alla Sua volontà, conobbe il Dolore di mamma alla quale
l'umana insipienza aveva sottratto la vita del Figlio divino sacrificandolo
alla presunzione, e poi visse il tripudio di vederLo risorgere e tornare alla
Casa del Padre, per poi raggiungerlo Lei stessa nell'immortalità. Solo
una Madre può desiderare di cancellare per sempre il dolore alienante
che pervade i cuori dilaniati dalle ingiustizie, dalle mortificazioni, dall'arroganza,
e di ripristinare l'Ordine, la Giustizia e l'Armonia dell'Amore.
E nessuna madre è per questo più qualificata della Madre di Dio.
Sicché la storia del mondo, nel quale il Bene e il male si combattono
nei cuori degli uomini, si chiuderà per sempre quando la Misericordia
di Una, di Quella Madre speciale, otterrà il definitivo perdono dell'umanità
di Eva e avrà schiacciato la testa del serpentedrago.
Questa immagine di Maria, misericordiosa
verso la debolezza degli oppressi ma intransigente ed indomita contro il male,
ricorre spesso nelle lettere di Emilio. Molti di voi già conoscono queste
pagine che sono pubblicate nel secondo diario di Emilio. Cielo, che poesia!
Ma anche: che grande speranza, che luce radiosa nel nostro domani!
Ed eccomi pronta, come portalettere del portalettere, alla consegna di due missive
recentissime. Nella prima torniamo alla Festa dell'Assunzione, la più
cara alle mamme tra le feste dedicate a Maria.
15 agosto u.s.(2003)
Eccomi tra voi in occasione dei tradizionali festeggiamenti
della nostra Madre amatissima, Assunta nel cielo di Dio Padre, del Figlio Redentore
e di tutte, proprio tutte le creature che si sono guadagnate il diritto alla
santa ed eterna beatitudine
Noi, quassù dove vi piace immaginarci
e localizzarci, La festeggiamo incessantemente con tutta la nostra gratitudine
e il nostro amore, perché è grazie a Lei, al Suo sostegno, alla
Sua intercessione, alla Sua misericordia, che possiamo godere ed inebriarci
della Luce di Dio e vibrare del Suo Amore universale e perpetuo, con il quale
e per il quale siamo stati concepiti dal Creatore e siamo indirizzati e guidati
dalla mano materna di Colei che, al servizio di Dio, si è fatta serva
ausiliatrice dell'umanità
ApriteLe i vostri cuori e senza alcun
ritegno o vergogna, lasciate che li inondi del Suo Amore ed abbeveratevi delle
Sue Parole:
Miei figli amatissimi, è il
cuore della vostra madre celeste che parla ai vostri cuori, per ringraziarvi
dell'amore che mi portate e per esortarvi a renderlo fervido di santi proponimenti
e provvido di sante azioni.
Unitevi con me nella preghiera, ma anche nell'impegno convinto e costante di
non lasciare più spazio e tempo al peccato dilagante in ogni forma e
sostanza. Non arretrate di fronte al Bene e all'Amore che vi testimoniamo con
tutte le nostre energie e in tutta la Loro veemenza, perché il male lasci
per sempre la terra dei vostri cuori e la nostra bellissima terra.
Sostenetemi ed aiutatemi con la forza concreta del vostro amore, da elargire
nel più completo spirito di servizio, quello stesso che io ho sempre
seguito, dichiarandomi orgogliosamente serva del Signore.
E il male non avrà scampo, così come è già scritto
nel Progetto di Dio.
Così come sta scritto che solo l'uomo, e soltanto lui, nell'essenza dell'Amore
che l'ha creato, si è fatto Dio incarnato e Madre divinizzata, ha la
chiave per aprire la porta al Bene Eterno, quel Bene che non si manifesterà
mai più all'ombra del male. Sicché l'uomo e la donna, che per
primi vi si rifugiarono, finiscano di vagare perseguitati in un mondo ingrato
al quale non erano stati predestinati, e ritrovino in cielo il loro paradiso
eterno.
Figli miei diletti, so che non mi deluderete. Insieme faremo la gioia e la volontà
del Signore e con Lui e in Lui festeggeremo per sempre le nostre festività.
Vi benedico con il figlio mio, figli miei adorati, nel nome del Signore.
Ed Emilio conclude:
Caro vecchio papiscriba, ti sento emozionato e confuso e avverto il turbamento
di mamma. Questi vostri sentimenti non turbino la purezza del messaggio celeste,
che è dedicato all'umanità intera. Date sfogo a tutta la gioia
e all'energia repressa di essere figli di una Mamma così straordinaria,
ed assecondateLa tutti insieme nella Sua volontà, che coincide sempre,
per vocazione naturale, con quella di Dio.
Vi abbraccio nel caldo del mio cuore con tutto l'amore e la fierezza di essere
figlio vostro e di Maria al tempo stesso. Bacioni dal vostro Emilio
Su questa lettera faccio soltanto
una notazione: è il secondo messaggio di Maria che Emilio ci consegna.
Naturalmente intendo "messaggio diretto" che la Madonna personalmente
ci rivolge. Perché tutte le lettere di Emilio esprimono il Suo Amore
e sono un Suo dono. Un dono che non si rivolge ai genitori di Emilio più
che a tutti gli altri.
Posso capire che qualcuno, immedesimandosi nella nostra condizione, parli
di fortuna, di privilegio. Posso capire e non saprei smentirlo, ma Emilio
prende per mano noi, i suoi genitori, per aiutarci a vedere la verità,
per insegnarci ad ascoltare la parola di Gesù, per incoraggiarci a fare
la volontà di Dio. Per ottenerlo ha scritto migliaia di pagine, che a
nulla sarebbero servite se ci fossimo fermati alla consolazione di crederle
scritte da lui, senza farle nostre per vivere la fede, la speranza, l'amore
che sono dono di Dio a tutto il genere umano. Questa è veramente la fortuna,
il privilegio di lasciarsi prendere per mano da un figlio di Dio, che sta facendo
l'impossibile per ingrandire la famiglia più che si può.
Ed ecco, ancora quattro chiacchiere in famiglia per questo nostro incontro. Per finire, vi leggerò come Emilio mi ha incoraggiato a parteciparvi, ma lascio a voi il compito di concludere con una riflessione personale, ed un grazie di cuore alla Madre Misericordiosa di tutti noi, suoi figli in cielo e in terra.
22 agosto 2003
Madre amatissima, nella città intitolata
alla chiesa non troverai ostacoli nel raccontare la tua materna esperienza e
nel testimoniare il ruolo essenziale e la volontà indiscutibile e misericordiosa
della Nostra Madre Amatissima nella nostra straordinaria vicenda. Che è
tutta piena del Suo supplichevole appello che mai si stanca di rivolgere ai
figli Suoi in terra, è tutta intrisa delle Sue invocazione ed esortazioni
a ritrovare la via del Bene nella preghiera e nella carità, è
tutta dolcemente segnata e benedetta dalla santità del Suo Amore materno
e totale, per quell'uomo che Lei sola può ricondurre al riscatto definitivo
dal peccato originale ed alla riappropriazione della perduta felicità.
Cerca bene tra le pagine delle nostre letterine, cara mamma, e scoprirai la
costante, meravigliosa presenza del profumo del sorriso di Maria Misericordiosa,
cioè il vero senso, il significato più pregnante del Suo messaggio
di Madre.
Solo l'Amore sublime, quello che tutto concede e in tutto si concede, solo questo
amore può sconfiggere il male, ma non può fare a meno di quelle
promesse e di quelle dichiarazioni d'amore che le preghiere e la sincera devozione
possono testimoniare.
Il pensiero rivolto a Maria dal più profondo del cuore è la prova
più concreta della volontà degli esseri umani a sostenere la Nostra
Signora della speranza nella lotta contro il serpente drago, ed è la
forza necessaria alla Santa Madre di Gesù per schiacciarne la testa per
sempre.
Se e quando l'uomo Le farà sentire tutta la sua appassionata e sincera
solidarietà e Le si affiderà con tutto l'amore filiale, allora
la morte del male segnerà la fine della morte e l'inizio della più
totale felicità.
Il se e il quando sono già noti al pensiero di Dio. L'uomo li conoscerà
se confiderà nella Misericordia di Dio, se si confronterà con
l'esempio di Gesù Redentore, se si abbandonerà al conforto e alle
carezze della Madre Misericordiosa.
E così sia. Ciao madre amatissima, dal tuo bambino Emy
Con questo, insieme con Emilio, mi congedo
anch'io.
La mamma di Emilio