Emilio Crispo Diario di un angelo, 2004 maggio-settembre
Le letterine di Emilio 2011 -2012

VIVERE INSIEME

 

Cari amici di Emilio,
questa volta a scrivere sono solo io, la mamma di Emilio. Ma non da sola, come potete immaginare.
Molti di voi si chiedono come mai questo sito non è aggiornato con nuove letterine. Forse non ne arrivano più? Eppure, Emilio aveva scritto:

Nel momento in cui il Signore mi ha chiamato, Egli si è reso conto della forza dell’amore che mi circondava … e ha voluto che il mio spirito potesse a voi appalesarsi attraverso la scrittura diretta, strumento che potremo utilizzare fino al vostro trasferimento quassù”.
(3 luglio 1997)

Proprio così, sono passati 15 anni ed Emilio ci scrive sempre. Non così frequentemente, ma la penna ancora ci regala le sue parole.


17 agosto 2011

“ Miei cari e dolci genitori, così serenamente immersi nello splendore dorato del tramonto, aspettate che la luna faccia capolino dalla sommità del monte ed illumini la faccia buia della croce. In quel momento, anche se invisibile, sapete che risplende dell’argento lunare, anzi ne avete la certezza perché non potrebbe essere altrimenti.
Uscendo di metafora, la faccia della croce che, salvo non sia avvolta dalle nuvole, voi non perdete mai di vista, quella che vi sta davanti e si erge verso il cielo di giorno e di notte, quella faccia simboleggia il sacrifico di Gesù, la fine umana di una vita divina dedicata all’uomo.
L’altra, quella che non vi appare, ha bisogno della luce della fede per testimoniare, benché invisibile, la verità, la consistenza, la potenza dell’Amore di Dio.
Ma è proprio così invisibile questa verità, bastano davvero le nuvole basse, grigie e inconsistenti del dubbio a trasformarla in scetticismo, incredulità disperazione? E’ la vita solo sofferenza, sacrifico, dolore? E, della Croce l’uomo è condannato a patire solo il peso?
Certo, la luna non si alza ogni sera della vita dietro il monte per vivificare la luce di quell’Amore che ci sembra di non vedere. Eppure Egli è lì. Sempre Immutabile, Inesauribile, Gratuito, Eterno: vi ha avvolto nel caldo tepore del pomeriggio e del tramonto dorato, vi ha coccolato tra le verdi e riposanti colline che vi circondano, vi accarezza con il lieve venticello e i colori rosati della sera. Tra poco vi riempirà l’anima e lo spirito con l’ineguagliabile luce della luna.
Se non sono tutte queste cose il frutto dell’Amore di Dio, che ci sta a fare lassù quella Croce, e perché proprio voi dovreste gioire di queste meraviglie della natura? Perché mai dovreste sentirvi felici per quella creaturina che vi ho messo da poco alle costole e che vi sta riempiendo di morsi, di pipì e pupù?
Già conoscete la risposta a queste domande un po’ retoriche. Dunque godetevi lo spettacolo, provocazione non casuale a confrontare i dubbi con le nuvole e le certezze con la Luce. Godetevi in maniera altrettanto intensa tutto l’amore fedele che la piccola peste è venuta a portarvi. E’ un sentimento ispirato dall’amore fedele di Dio, che Dio stesso desidera sia ricambiato dalle Sue creature.
Del mio amore fedele non dubitate, anche se le mie letterine tre puntini di sospensione. Ma sappiate che ho in serbo per voi altre sorprese.
Bacioni. Sarò con voi in prima fila.  

Emilio ci scrive ancora oggi. Prendo spunto da questa lettera per spiegare il motivo del mancato aggiornamento del sito.
Quando ho visto che ci parlava della luna, appena superata la gioia e l’emozione della nuova pagina, sono tornata a leggere una “storica” e indimenticabile letterina sulla luna, che risale al novembre del ’96. Mi è così cara che la conosco a memoria, eppure mi ha rivelato nuovi significati, che hanno suscitato una riflessione profonda sulla nostra stagione del tramonto. Questo per dire che, rileggendo le lettere di Emilio a distanza di tempo, non soltanto abbiamo la possibilità di comprenderne meglio i contenuti, ma ne scopriamo di nuovi, perfettamente intonati all’attualità della nostra condizione. Non aggiornando il sito, ho sperato che i suoi visitatori si sentissero invitati ad attingere da tutte le lettere di Emilio che in questi anni sono state pubblicate, ma forse, sommerse dalle nuove, non abbastanza comprese e meditate.
I due libri di Emilio sono stati stampati e gli scritti di Emilio navigano in rete da oltre dieci anni perché desideriamo condividerne il dono con ognuno che insieme a noi sia lieto di riceverlo, lasciandosi raggiungere e aiutare dall'amore vivo che emana. O altrimenti perché?

2 dicembre 2011

Cos’è caro papi che ti induce a prendere la penna in mano? Nostalgia? Desiderio di verifica? Solitudine? Rimorso? Esigenza d’amore?  O forse un po’ di tutte queste cose messe insieme? Poco importa che tu mi risponda, importante è che tu risponda a te stesso senza sentirti sotto processo, specie da parte mia. Qui c’è un solo Giudice ed è Supremo e conosce ognuno di noi, ogni pensiero più intimo. Io non posso che gioire di questa da tempo attesa e prevista iniziativa, che risponde ormai alla tua personale volontà e non è più riconducibile a sollecitazioni dall’Alto. Infatti si è concluso per te e per la mia mamma banana il tempo dell’iniziazione e della formazione, e avete dato prova, dimostrandolo concretamente, di essere allievi attenti e meritevoli della benevolenza del Signore e dell’ amorosa misericordia della nostra Madre Santissima.
Siete stati cresciuti a mollichelle, a letterine, per testimoniare l’Amore di Dio che avevate inizialmente ripudiato quando, storditi ed annichiliti dal dolore non eravate capaci di leggere il progetto e la volontà divina.
Caro Papi, se non avverti più la chiamata di un tempo per te trascorso, non devi pensare che noi quassù ci dimentichiamo di voi e che il mio amore sia dirottato altrove. Ne siamo forniti per l’eternità in quantità inesauribile. Né siamo parsimoniosi, anzi, abbiamo le mani bucate. In più tu e mamma ne avete credito ottimo ed abbondante, inoltre date prova di saperlo investire e farlo fruttare. Ogni giorno vi giungono prove del convinto consenso di cui siete fatti oggetto e della gratitudine che vi viene testimoniata.
Potete dunque procedere con le vostre forze per la via tracciata, senza timore di perdere la nostra amorosa collaborazione ed in particolare la mia incessante presenza. Ve lo dimostra il fatto che la mia penna è sempre vigile e reattiva, basta prenderla tra pollice e indice, poggiarla verticalmente sul foglio immacolato, pensare a me con l’intensità dell’amore di un papi per il proprio pippo, e voilà, ecco che la mia invisibile presenza si materializza in parole ispirate all’amore e al suo Massimo Ispiratore.
Anche la creaturina che vi sta intorno e che vi inonda di affetto e di birichinate, non è arrivata a caso. Ma che razza di nome le avete dato? In miei cagnolini ridono da matti, ma scodinzolano felici per questo nuovo arrivo che era programmato da tempo con ferma determinazione.
Siate felici anche voi per tutti i segnali incontestabili che vi giungono, e smettete di lamentarvi di non ricevere posta con la stessa cadenza di prima. L’amore che vi porto in primo spirito e consensualmente alla mia Comunità non ha bisogno di esplicitarsi in forme rudimentali. Dovreste sentirvene pervasi , anche se i vostri sensi speciali non sono costantemente allertati come nei primi tempi.
Ma questo discorso sul tempo presente e passato, sull’oggi e sull’allora lascia per noi il tempo che trova. Comunque fidatevi di me quando vi dico, anzi vi scrivo, che il vostro tempo perde ogni suo limite e confine quando si lascia pervadere dall’amore, che fortifica il nostro legame rendendolo universale ed eterno.
Caro papi, non lasciar trascorrere un altro secolo prima di riprendere in mano la penna. Non dimenticare di essere il mio vecchio scriba fedele. Ma, anche se la cosa non ti fosse possibile, per stanchezza, o pigrizia, o vecchiaia, ricorda che io sono sempre nel tuo cuore e in quello di mamma e che stanchezza, pigrizia o vecchiaia non potranno mai allontanarmi da lì.


Per l’eternità e per tutto il bene che vi voglio, per l’amore che vi porto.
vostro
Ciao, una carezza a quella pettegolina dal nome buffo.

 


Nota: La pettegolina si chiama Geffry, il nome viene fuori dall'assemblaggio delle iniziali di tutti i “piccoli” di Emilio.
Veramente non ne volevamo sapere di un altro cagnolino. A un caro amico che avrebbe voluto regalarci un cucciolo della sua Genny, avevamo risposto “Grazie, no”. Ma lui non si è arreso: “Me lo suggerisce Emilio -insisteva- sono sicuro che ne sarebbe contento, non lo sentite anche voi? Almeno venite a vederli”!
Provate a immaginare noi due (tre) davanti a una cucciolata di ben nove piccoli Golden. Con un batuffolino che si stacca dal gruppo e cerca di arrampicarsi in braccio a papi. Strenuamente abbiamo cercato di resistere … finché: “Quando sono nati”? Il 28 Maggio.
Il 28 Maggio?!? Non è possibile! Geffry è nata il giorno del mio compleanno, che è Sant’Emilio.
Brividi, commozione e tanti sorrisi.


Sì, è vero, Emilio ci scrive ancora. Noi non siamo più così ansiosi di prendere la penna in mano, forse anche per stanchezza o pigrizia, perché gli anni che passano su di noi pesano un bel po’. Ma la ragione essenziale è un’altra: quando la vita trascorre insieme, diminuisce l’esigenza di averne conferma continuamente.
Emilio ci ha detto molto e non ha parlato invano. Pensiamo che nelle sue tantissime lettere ci sia ancora molto da imparare. Il desiderio di leggere una nuova letterina non deve sovrapporsi a quello di capire meglio l’importanza e il significato profondo del dono che ci è stato fatto. Con la mia mano trepidante e incredula, quando ancora brancolavo nel buio della caverna, Emilio scriveva che la sua nuova vita è inondata di luce: “Non mi pensare mai senza un amore vivo”.

Una fede viva illumina il nostro amore. Sono diventata una mamma serena, che sa suo figlio vivo e felice, mai distratto o lontano, mai insofferente delle noiose urgenze delle nostre giornate terrene. Non so se arriverà la letterina di Natale, so che lo trascorreremo insieme con amore vivo. Ma se arriverà, cari amici di Emilio, la condivideremo.

Un abbraccio. Auguri sinceri  e affettuosissimi da con mamma e papà


25 dicembre 2011


Caro papi, mi sembra di essere quel barbiere cercato e voluto da tutti. Ma non sarebbe più logico che tutti chiedessero di un barbiere molto più professionale di me? Che si rivolgessero a quel Barbiere di qualità che sa sattamente quanti capelli ha in testa ogni uomo? Chi meglio di lui ti può servire di barba e capelli? Servire. Proprio così. Quel Figaro così onnisciente sta nella sua bottega ad aspettare il prossimo cliente per servirlo, per renderlo più ordinato, più presentabile, più attraente. E c'è di più. Lo fa con amore gratuito. Vabbè, vallo a capire l'uomo.
E siccome tutti vi chiedono che fine abbia fatto -tra parentisi io non ho fatto nessuna fine, ma un bellissimo inizio senza fine- perché non ricevete e di conseguenza essi non ricevono più mie letterine, se il mio scriba fedele dà la sua preziosa disponibilità eccomi a voi con la tradizionale letterina di Natale.

La tradizione vuole che a Natale si festeggi la nascita di Gesù, del Redentore, secondo copione. Questo povero Gesù, che una volta per tutte ha sconfitto la morte guadagnandoSi duramente la Vita Eterna, è quasi costretto a rinascere ogni anno per allietare con la Sua presenza i cuori e ahimé le tavolate dell'umanità credente. E' vero che Gesù, così come che Lo raccontano gli evangelisti, non ha mai disdegnato la vita conviviale, condividendo con gli amici il piacere di stare insieme nella gioia delle festività, in privato, in pubblico durante la vita e prima di risorgere.
Ma è pure vero che sarebbe più logico che l'umanità non lasciasse trascorrere un anno per rivisitare la memoria della Sua venuta in terra, perché Gesù non è nato per finire tumulato in un sepolcro, ma per occupare un posto fisso nel cuore degli uomini. Non ha usato tutta la Sua potenza divina per rimuovere l'enorme pietra che ostruiva la Sua tomba, ma per illuminare d'Amore gli anditi più bui e più reconditi delle anime avvolte dalle tenebre della mancanza di Dio.

Solo un Dio follemente innamorato dell'umanità da Lui creata poteva pianificare un recupero così generoso delle Sue creature, riappropriandosi di un angolo del loro cuore dove condividere con l'uomo la gioia di vita eterna, dove partecipare al tavolo dell'amicizia, al banchetto del cibo che alimenta e sostiene lo spirito eterno, dove riconoscerSi ospite fisso e desiderato.
Non si tratta dunque di festeggiare un compleanno, una ricorrenza, un evento eccezionale. La nascita di Gesù dovrebbe essere festeggiata ogni giorno che nasce il sole, ogni giorno che vive la terra, ogni palpito che dà la vita, ogni battito di cuore che pulsa, perché luce ed energie che regolano i flussi vitali altro non sono che il riverbero della luce di Dio.

Una volta passato il Natale non sparecchiate le tavole imbandite per il passaggio annuale del Cristo. Rimuovete gli avanzi, cambiate tovaglia e tovaglioli, piatti, posate e bicchieri e addobbi floreali, perché Gesù viene a trovarvi ogni giorno per godere della vostra ospitalità. E dopo pranzo ama trovare quiete e ristoro in quel comodo angolo di cuore che ognuno di voi dovrebbe riservarGli, per quanto ha fatto per liberarci dalla morte. Quell'angolo non deve essere disponibile un giorno all'anno per tutti gli anni della vita, ma tutti i giorni dell'anno per tutti gli anni della vita. Ogni giorno vanno aperte poté e finestre, va ricambiata l'aria, va rigenerato l'ambiente, va fatta entrare la Luce. La Luce del Signore, l'unica luce che non esige pagamento di canone, sempre che amare Dio non rappresenti una spesa. AmiamoLo dunque gratuitamente ed in ogni istante, così come Egli ama noi. In cambio dell'ospitalità giornaliera che Gli concederemo, e del pur piccolo spazio di cuore che Gli riserveremo, ci ha promesso non un angolo di paradiso ma il Paradiso intero. E Dio mantiene sempre le promesse.
E anche io, purché il vecchio scriba fedele abbia mano calda e penna scorrevole.

Buon Natale sia dunque. Vi voglio bene.
per sempre

 


 

 
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