EMILIO CRISPO

DIARIO DI UN ANGELO

 

"Se il Signore ha progettato che questa esperienza fosse vissuta e testimoniata in seno a una famiglia cristiana, non escludendo che possa essere consumata o sia già stata consumata e testimoniata in ambiti religiosi diversi, avrà la Sua imperscrutabile ragione. Ma, imperscrutabile sino a che punto? ...Convergere su Dio è diritto di tutti gli uomini. Perché non aprire a tutti questi orizzonti? Rendere tutti partecipi senza riserva? Fin dove è possibile. Per tutti ci pensa comunque Dio, Lui sa come fare".

EMILIO NEL NOSTRO 2000

febbraio - marzo - aprile - maggio - giugno - luglio -
agosto - settembre - ottobre - novembre - dicembre

 

IMPERSCRUTABILE RAGIONE DI DIO

In seno a una famiglia cristiana nell'orizzonte del Dio di tutti

2 gennaio 2000

Miei cari, lo so benissimo che sono il benvenuto, ma vediamo di non esagerare, perché c'è tanto di quell'arretrato da smaltire e mettere in ordine da riempire un 2000. Dal momento che sono qui, e potete immaginare con quanta gioia, desidero farvi una raccomandazione piccola piccola. Del Diario del vostro Angelo, a quanti sottolineano un contenuto troppo cristiano, e si domandano e vi chiedono se questo taglio non risulti troppo esclusivo per il lettore al quale si rivolge, rispondete con molta serenità e con fermo convincimento che:

il Dio di cui vi parlo e vi racconto con gioia, esaltazione e tenerezza filiale, non è il Dio di una piccola comunità di credenti, ma è il Signore Iddio Onnipotente di tutta l'umanità credente e, a sua insaputa o contro la sua volontà, anche dell'umanità non credente. Egli è creatore di tutte le cose visibili ed invisibili, ed invisibile vuol dire che chi vede solo con gli occhi non può vederLo. Ma non per questo può e deve stabilire che non esista. E l'invisibilità vale non solo per altri mondi ed altre creature create da Dio, ma soprattutto per il mondo eterno. Se il Signore ha progettato che questa esperienza fosse vissuta e testimoniata nell'ambito e in seno ad una famiglia cristiana, non escludendo che possa essere consumata o sia già stata consumata e testimoniata al tempo stesso in ambiti religiosi diversi, avrà la Sua imperscrutabile ragione.

Ma, imperscrutabile sino a che punto? Vi autorizzo a rispondere che questo Dio, Padre celeste di tutta l'umanità e Signore di tutte le cose visibili ed invisibili, ha voluto significare, ad un certo punto della storia dell'umanità, che disperazione, miseria, povertà, flagelli provocati dalla natura o dall'uomo, carestie, epidemie, mutazioni e sconvolgimenti epocali di cui l'uomo Gli faceva carico, non erano sufficienti ad accusarLo di ingiustizia e di impietosità, di disaffezione, di disinteresse, di assenza o inesistenza, e venne a dire di persona che poveri, perseguitati, umili sono i beati destinati alla ricchezza, alla giustizia e alla elevazione delle beatitudini celesti; e che, così come era nudo e l'avevano rivestito, era affamato e l'avevano rifocillato, era assetato e gli avevano dato da bere, nella stessa misura sarebbero stati ricompensati da Dio i reietti della terra. E venne a dire che i miracoli non si fanno solo resuscitando Lazzaro, o ridando la vista ai ciechi, o facendo camminare gli storpi, ma resuscitando il sentimento spento dell'amicizia, o riacquistando il dono di vedere Dio e la promessa di vita eterna anche nel buio del dolore, o sopportando il peso doloroso del corpo lungo il cammino della speranza. I miracoli si fanno o riconoscendo i propri torti prima di lapidare qualcuno, oppure non perdendo quella fede senza la quale non si riempiono le reti dei pescatori, o si sfama una moltitudine di quindicimila persone con pochi pani e pochi pesci. E' miracolo poter contare nella Misericordia divina sino all'ultimo istante della vita. O no?

Queste sono, miei cari, solo alcune piccole ma sostanziali riflessioni che dovrebbero essere sufficienti a non farci sentire in imbarazzo a chiamarci cristiani. Noi, invece, dobbiamo esserne fieri, e dobbiamo farci carico di rendere partecipe della promessa delle Beatitudini quanta più umanità possibile. Questo vuol dire convertire e condurre a compiere insieme il cammino, che ha come punto di arrivo la vita della beatitudine eterna. Convergere su Dio è diritto di tutti gli uomini. Perché non aprire a tutti questi orizzonti? Rendere tutti partecipi senza riserva? Fin dove è possibile. Per tutti ci pensa comunque Dio, Lui sa come fare.

Il Diario del Suo e vostro Angelo è solo una piccola freccia nell'immensa faretra amorosa di Dio. Quello di tutti gli esseri viventi, i mondi visibili e quelli invisibili. Qui mi fermo.

Un abbraccio forte come solo voi sapete sentirlo. Ciao   consiglio.

CON IL NASO ALL'INSU'

Guardando la luce dentro di noi

6 gennaio 2000

Caro Scriba, io vorrei mostrarti la Luce che mi pervade e che mi fa rifulgere per Suo volere. Rifulgere della Luce del Signore vuol dire amarlo ed esserne amato, e questo amore è così universale e totale da farci amare tutti gli spiriti ed esserne riamati nell'Amore dello Spirito Santo. Noi dunque siamo Luce, ma non brilliamo di luce uniforme.

Ognuno di noi vibra ed emana luce propria, sicché appariamo diversamente l'uno dall'altro e in tal maniera ci manifestiamo e ci distinguiamo. Per intenderci, è come se sulla terra qualcuno ti riferisse il pensiero di A, B, C. Tu, pur senza vederli fisicamente, per la differenza del loro pensare, sapresti distinguere A da B, A da C, e B da C, e potresti riconoscerli in ogni istante. Il nostro amore, la nostra luce si irradiano al modo stesso sulle creature della terra, ma il nostro fervore solo eccezionalmente è avvertito e non sempre è ricambiato. Quando ciò avviene, allora noi ci manifestiamo come possiamo, preferibilmente attraverso i sensi, non perché ci riesce più facile, ma perché è più facile colpire questi che l'immaginazione, i sentimenti, o la fantasia.

Ma, se sapessi che fatica! Non a caso ti sto parlando di manifestazioni, caro papi, proprio il giorno dell'epifania della Luce e dell'Amore di Dio in Gesù. Quanta fatica per convincere l'umanità che Dio lo si può incontrare, riconoscere, e adorare in una mangiatoia, già prima, molto prima di aver varcato la porta della morte. Egli accende continuamente tutte quelle stelle comete che l'umanità si affretta a spegnere, perché mal si adatta a stare col naso all'insù per seguirne la scia nel tormentoso cammino della vita.

Le scie luminose di quelle comete brillano di un numero incalcolabile di luci, quelle di noi spiriti che riflettiamo la Luce di Dio e portiamo la lieta novella. Sarebbe bello che gli animi umani, vibrando d'amore per il prossimo che incarna Dio in qualità di Sua creatura e figlio, amassero quella luce che si cela dentro di loro. La terra non avrebbe bisogno del sole o delle centrali per essere illuminata, e noi di quassù godremmo di ben altro spettacolo che del buio, a volte profondo, che ci colpisce e ci ferisce.

Caro scriba, vedi e fa' vedere come l'amore che non si lascia intimorire brilla come una stella che indica ed illumina, tra i tanti, l'unico cammino che conduce alla Gloria eterna. Contribuisci con mamma a tenere viva questa luce con la preghiera e con la testimonianza, perché questa stessa luce non vi farà mai sbagliare la strada. Dio vi benedica.
Bacioni dal vostro E come ed E come Epifanio. Ciao.


IL DOLORE DI DIO

Non il sentimento che affligge

9 gennaio 2000

Papi ciao. Ciao mamma. Nel tripudio di gioia e di gloria per il nostro Papi Celeste, le vicende umane non passano di certo inosservate ed inascoltate. L'essere inebriati del Signore non vuol dire disinteressarci delle umane sofferenze, anzi, proprio perché pervasi della Sua bontà e misericordia, noi ne siamo coinvolti e partecipi in prima persona, pardon, spirito. Questa partecipazione fa parte dei tanti compiti che ci vengono assegnati, si fa per dire, perché è la stessa condivisione della amorevole carità di Dio a renderci dispensatori di amorevole carità umana. Così come ci sentiamo felicemente partecipi di ogni palpito di gioia, che pervade i cuori degli uomini quando essi sanno riconoscere nello splendore della natura umana la fonte luminosa della natura divina, e in noi i suoi tedofori. Voi vi state chiedendo se le miserie umane siano motivo di cruccio e di sofferenza. Qui il dolore non corrisponde al sentimento che affligge gli esseri umani, nel senso che non si manifesta come valore negativo che toglie la gioia o ti impedisce di goderne a pieno. Il nostro dolore si misura, invece, nella maggiore intensità di energia che dobbiamo impegnare per far trapelare, oltre i sensi umani, la bellezza e la perfezione del mondo per il quale sono stati creati, e la luce di quel mondo strepitoso, che si può intravedere solo con gli occhiali della fede e che con gli occhi dello spirito diviene reale.

Il dolore esiste in Dio? Certo che esiste. Se Egli è padre e pastore, ogni volta che una sola anima o una sola pecora del Suo gregge si perde per sempre Egli ne soffre, e ne prova dolore per non poterla annoverare tra i Suoi figli, cioè Sua luce in cielo e Suo tedoforo in terra.

Questo è il dolore di Dio Onnipotente e Misericordioso. L'impotenza della Sua Misericordia verso un'anima irrecuperabile o irrecuperata. Ma Dio non si arrende, né si perde mai d'animo nella Sua immensa ed inesauribile Energia. E allora si fa uomo e redentore, e di nuovo verrà, cioè si rifarà vivo nel corpo del Figlio e della Giustizia, per giudicare i vivi e i morti. Ma, quali morti se non nello spirito? Ci vuole ancora un po' di pazienza e tanta fede, per vivere quell'attimo solenne in cui Dio, puro Amore, darà fondo a tutte le Sue energie per ripristinare l'Antico Ordine Armonico della Sua mirabile creazione.

In attesa di questo evento, godiamoci il Suo, il nostro paradiso in Cielo e in terra, cercando di non allontanarci dal Suo gregge. Ciao, dal vostro cane pastore. Bau bau ciao.


FEBBRAIO 2mila

 

I TESORI DEL CIELO

Messi a disposizione per abbreviare la distanza

5 febbraio 2000

Caro papi, lasciati prendere dall'estasi di questa luce calda e rassicurante, e fatti sollevare su oltre le cime dei monti, verso il cielo dell'amore e della speranza nell'amore, sicché ci si possa incontrare e stringerci in un tenero abbraccio.

Non confondere, quello azzurro e dorato che riempie ed appaga il tuo sguardo, con questo che è il cielo dell'armonia e dell'ordine primordiale, trasparente nello spirito che gli conferisce energia e moto perpetui. Nelle sue trasparenze vivono, palpitano, amano, gli spiriti di quella moltitudine incalcolabile, ma definita, di creature che, nel bene e nel male, hanno brevemente abitato la terra per essere abilitate alla vita eterna. Tutti noi, genitori e figli o fratelli, sorelle e sposi, siamo impalpabili nella materia, ma tosti e consistenti nello spirito dell'amore e nell'individualità del legame, che ognuno di noi ha gettato, elaborato e consolidato nella materia della propria persona e sublimato nella personalità indelebile della propria anima.

Questo cielo, questa moltitudine di cieli, così dilatata e diafana, ma al tempo stesso concentrata e partecipe, non dista mille miglia dalla vostra realtà, ma l'abbraccia, l'avvolge, la coinvolge in un travaso continuo d'amore che solo raramente diventa osmosi totale. Quando ciò si verifica, allora non esistono più barriere sensoriali, limiti razionali, preconcetti mentali, e l'amore scorre libero ed appagante tra cieli e terra e di qui verso il cielo, in un flusso di preghiere, di manifestazioni preternaturali e di premonizioni a volte stupefacenti, specie quando riguardano la vita dello spirito. La quale, tutta proiettata ad aiutare l'uomo alla ricerca del proprio equilibrio interiore, e al consolidamento del suo patrimonio soprannaturale, mal sopporta la strumentalizzazione delle energie elargite in termini di benessere unicamente materiale, né di appagamento esclusivamente privato non condivisibile. Mi riferisco all'uso sempre più improprio e spregiudicato che si fa del tesoro spirituale, che sempre più palesemente il Signore mette a disposizione delle Sue creature, per ridurre al minimo la distanza tra la terra e il cielo e per abbreviare i tempi burocratici del loro ritorno in patria.

Proprio così. Tutte queste comunicazioni amorose vogliono riaccendere quella nostalgia un po' annacquata per una terra lontana, dalla quale l'uomo è stato costretto ad espatriare, presumendo di trovare altrove condizioni più favorevoli al consolidamento del proprio mito di onnipotenza, che gli deriva dall'inconscia certezza di essere il figlio prediletto di Dio; vogliono valorizzare la nostalgia come richiamo insopprimibile alle proprie origini divine, come desiderio ancestrale di una vita che non si conosce o non si ricorda, ma della quale ci è già stato raccontato e ci viene tramandato in ogni occasione e in ogni modo; vogliono ravvivare la nostalgia come Fede, Speranza e Carità d'Amore, come Energia propulsiva verso la gioia eterna, non già verso un effimero edonismo terreno.

In tal senso il nostro amore è a vostra disposizione, in tal senso cieli e terra non sono divisi, ma si compenetrano e si fondono. Ciao, da pensiero di spirito amoroso e universale.


LA NOSTRA MISSIONE

Ricongiungere la terra al cielo

27 febbraio 2000

E' accaduto qualcosa che ha coinvolto tanti di noi del cielo e della terra. Ce ne siamo stupiti, con gioia. Quanto lavoro, per donare alla nostra vita la serena certezza della vita nell'amore di Dio!

Nulla accade per caso, miei cari. Avrete tutto il tempo per rendervene conto. Tutto si avvera perché è parte del progetto di Dio, nel quale ognuno di noi è chiamato a svolgere un ruolo, ad essere quel tassello necessario a dar vita al meraviglioso disegno divino. Così vuole il Signore, e la sua volontà è verità, l'unica verità vera ed attuabile. Tutto il resto è fatuità, precarietà, illusione. Comprendo i vostri stupori, ma vi esorto a credere che la sbalorditiva lungimiranza di Dio non finirà mai di creare, mai per sempre, verità e stupore, perché la Sua verità stupisce per la sua semplicità essenziale o, se preferite, è l'essenza delle cose semplici.

Tutto quello che state vivendo non è forse di una semplicità e linearità stupefacenti? E non vi dà la sensazione, o meglio la certezza che risponda ad una precisa strategia operativa? Dio è il sommo stratega. Noi angeli siamo il suo esercito con il quale sconfiggerà il male che si cela nel fatuo e nel falso. Ma siamo anche un esercito di pace, di sostegno, di conforto amoroso, di fede per tutti coloro che cercano lontano l'unica vera ricchezza interiore che posseggono. Noi angeli assicuriamo protezione devota, e discreta, ma sappiamo anche essere invadenti e persuasivi, quando le anime che abbiamo in consegna manifestano intemperanza e ribellione verso il bene. Noi siamo pure i tutori dell'infallibile giustizia di Dio, e siamo i garanti dei diritti che le creature del bene acquisiscono rispetto a quelle del male. Noi siamo i postini delle benedizioni e delle preghiere che le anime piene d'amore indirizzano alla fonte dell'Amore.

Mio compito è reclutare, tra quanti hanno lasciato la materia, coloro che sono stati particolarmente amati nel corpo e nello spirito, e sono amati ancora e per sempre, per aver gettato le basi di un amore duraturo e indistruttibile. Ad essi è assegnata la missione di ricongiungere la terra al cielo, vivificando il sentimento della speranza di ritrovarsi in Cielo così come si era in terra. Ad essi è affidato il compito di conferire l'autorità della certezza a tutti quegli eventi ai quali si tende, per superficialità, incredulità e distrazione, ad affibbiare l'aggettivo di occasionale.

Non ho altro da aggiungere, se non la rassicurazione che questa mia incombenza piacevole ed esaltante non mi impedisce di dedicarmi a voi, e a quanti altri amo di amore antico e rinnovato.
Ciao Amor


MARZO 2mila

A TUTTI COLORO CHE CHIEDONO A ME

Ogni mia parola è di tutti

11 marzo

Mio caro papi scriba. Non ti posso lasciare inattivo per tutto questo tuo tempo, altrimenti che cosa raccontiamo a quanti aspettano posta con impazienza ? Allora ti dico, caro papi, che quanti ti chiedono che io interceda per loro presso i loro cari in Cielo, non hanno bisogno del mio appoggio o di raccomandarsi a me.

Si raccomandino piuttosto al Signore, perché è l'unico che può concedere loro la grazia di dividere con Lui l'amore e la gioia spirituale nella quale sono immersi. E sappiano pure che ogni mia parola, ogni mia testimonianza, ogni riga del mio diario, non sono solo confidenze personali di Emilio in Cielo ai suoi genitori in terra, ma esprimono l'urgenza delle creature che abitano i cieli di Dio di comunicare ai propri cari la pienezza della propria vita e dell'amore luminoso, che li appaga e del quale vogliono renderli partecipi.

Quello che io dico a papi scriba e a mamma banana, essi stessi dicono, sussurrano, gridano alle persone care che hanno lasciato in terra perché si completasse anche il loro percorso, e con me sollecitano alla preghiera come più sicuro e diretto strumento di comunicazione terra-cielo.

A tutti coloro che da me vorrebbero sapere per vostro tramite come andranno a finire le proprie vicende umane, o se saranno esauditi i propri desideri terreni, dite pure che possiamo loro garantire solo il concretizzarsi della speranza in una vita futura assolutamente priva di incognite, se confideranno nella bontà misericordiosa di Dio Padre e del Figlio Redentore, e nella guida ispiratrice dello Spirito Santo.

Tutto il resto è nella mani e nel disegno del Signore. Solo Lui ne conosce la storia prima che la storia stessa si compia, e solo Lui può svelarne il destino. Noi no! A meno che Dio in persona non ci affidi il compito di portare in terra messaggi pertinenti, anche questo è accaduto ed accadrà.

Caro scriba, cara mamma, se sarete perseveranti nell'amare Dio in ogni Sua espressione di vita in cielo e in terra, e nello sperare di raggiungerLo in letizia dopo la morte, state tranquilli che questa speranza è già stata esaudita. Consegnate pure questo messaggio a quanti si aspettano messaggi privati. Più privati e personali di così non si può. Altri, o meglio tutti, si facciano forti della Materna benevolenza della Madonna del Rosario, che ama le preghiere a Lei dedicate e non si rifiuta mai di esaudirle.

Siate sereni e sperate nella Sua misericordia. Ciao


SOLO UNA DONNA SOLO UNA MADRE

L'esercito degli angeli e delle creature di Dio

26 marzo 2mila

Carissimi mamma e papà, la Luce del Signore che illumina Emiliospirito, e riempie persempre le nostre vite eterne di beatitudine, vi giunga e vi rischiari i cuori, e ve li scaldi del Suo tepore attraverso lo stesso cammino di fede che state compiendo, e con il concorso della comunione degli spiriti santi. Maria Misericordiosa vi ricopre e vi ricolma della Sua Grazia, non solo perché siete, e siamo noi tutti Suoi figli prediletti, ma anche perché vi ha dato il dono di portare nei cuori la commozione e l'emozione di essere da Lei amati e protetti, e di testimoniare la Sua diretta e instancabile partecipazione alla liberazione dal male dell'umanità. Con voi e con il vostro dolore elevato ad amore eterno, la Mater Dolorosa, divenuta roccaforte esemplare dell'Amore che genera Amore, ha fondato una colonia di anime, un nucleo di testimoni del mondo celeste: ma non crediate di essere i soli. Come voi tante, tantissime cellule di amore purificato nel dolore della valle di lacrime, operano per Suo conto, illuminate dalla Sua tenerezza ma temprate della Sua forza.
E formeranno il Suo esercito virtuoso, quell'esercito che cancellerà persempre ogni traccia del male, e riscatterà dall'eterna maledizione la donna che violò per prima il patto d'amore tra Dio e l'uomo.

Solo una Donna, che non ha mai spezzato il vincolo d'Amore che la legò a Dio persempre, ne partorì il Suo sembiante terreno dando vita umana alla Sua Parola ed alla Sua volontà, conobbe il Dolore di mamma alla quale l'umana insipienza aveva sottratto la vita del Figlio divino sacrificandolo alla sua presunzione, e poi visse il tripudio di vederLo risorgere per tornare alla Casa del Padre, per poi raggiungerlo Lei stessa nell'immortalità, solo una Madre può desiderare di cancellare per sempre il dolore alienante che pervade i cuori, dilaniati dalle ingiustizie, dalle mortificazioni, dall'arroganza, e di ripristinare l'Ordine, la Giustizia e l'Armonia dell'Amore.

E nessuna madre è, per questo, più qualificata della Madre di Dio. Sicché la storia del mondo, nel quale il Bene e il male si combattono nei cuori degli uomini, si chiuderà per sempre quando la Misericordia di Una, di Quella Madre speciale, otterrà il definitivo perdono dell'umanità di Eva e avrà schiacciato la testa del serpentedrago.

Ma perché tutto ciò avvenga, per la gloria del Signore, è necessaria la riconversione, e Maria Misericordiosa ne è ispiratrice e vessillo, e noi Angeli e voi, creature di Dio, siamo i Suoi soldati, e i Suoi portalettere al tempo stesso. E per portare a destinazione i Suoi messaggi dobbiamo sfruttare non solo la forza dell'amore, ma tutti i mezzi d'informazione, e gli strumenti di diffusione di cui si serve il male per diffondersi tra gli uomini, per batterlo coi i suoi stessi metodi. Capito l'allusione? All'opera, dunque, nel nome e nel segno di Maria, Misericordiosa verso la debolezza degli oppressi, ma Intransigente ed Indomita contro la potenza del diavolo. Dio si è fatto uomo perché gli uomini ne leggessero la bontà e l'amore: nel sacrifico al quale lo costrinsero e condannarono, Dio si fa Madre per portare conforto, tenerezza, dolcezza, ma per decretare al tempo stesso l'inizio della fine del maligno. E così sarà, e così è già stato scritto. Vi voglio, vi vogliamo bene. Ciao dal vostro unico


ALTRO CHE ETERNO RIPOSO

Le mie esperienze, le mie emozioni, la mia vita

29 marzo 2mila

Ciao papi, eccomi qua, tra te, mamma e i miei cagnolini, tutti insieme. Ho una gran voglia di fare quattro chiacchiere in famiglia, e raccontarvi le mie esperienze e le emozioni che me ne derivano. Ma, come si fa a descrivere un mondo senza confini, e dilatato nell'eternità, a chi non possiede la cognizione dell'eternità sconfinata?

Vi sollecito e vi raccomando sempre di lasciarvi guidare dalla fantasia della fede, ma, quando abbandonerete la materia angusta ed ingombrante, per lasciar andare il vostro spirito ad inebriarsi di Dio e della Luce che emana, allora comprenderete il significato dell'incommensurabilità di tutto ciò, in cui sarete liberi di dilatare le vostre menti e di abbeverarle alla fonte della Sapienza.

Allora conoscerete l'inesauribile Fantasia del Creatore di tutti i cieli, nei quali avrete guadagnato il premio di sbizzarrirsi a vivere, a gioire, ad amare, ad esaltarsi per l'amore di Dio e della Madre Celeste. E, da quegli stessi cieli, insieme potremo lanciare frecce d'amore all'indirizzo dell'umanità, proprio come già stiamo facendo con il nostro diario.

Scoprirete come lo spirito dell'anima, affrancatosi dal corpo che lo teneva ancorato alla terra, esploda nell'eternità senza dissolversi, ma acquistando la sua precisa ed inconfondibile identità eterea, con le sue personali vibrazioni, con l'intensità della luce e dell'energia tutta propria, tutta individuale.

Infatti quassù siamo spiriti individui o se preferite individui spirituali senza massa e privi di materia, ma ben definiti nel personale patrimonio energetico e nella personale carica d'amore. Tutto ciò vuol dire mantenere le sembianze più belle dei momenti più felici della nostra passata vita terrena. Quale fantasia umana può ispirare questa visione così concreta e realistica della vita spirituale? La stessa fede, che vi è chiesto di rinverdire incessantemente, non potrebbe aspirare a tanto.

Ogni spirito incarna le sconfinate varianti del bene, della bontà, della bellezza, dell'amore. Questo si traduce in un'intensissima vita di relazione e di confronto, di collaborazione e di verifica. Altro che eterno riposo! Lo spirito non conosce l'inerzia. Lo spirito è vita. Lo spirito è moto perpetuo. Lo spirito è il verbo divenuto energia.
Ma questo è argomento che tratteremo in una prossima chiacchierata. Ciao, ma l'abbraccio che ci ha tenuto sinora stretti stretti non cesserà mai. Buona notte


APRILE 2mila

LA SCANTAFAVOLA

E tutti vivremo felici e contenti

8 aprile 2mila

Caro papi, vorrei raccontarvi una scantafavola come quelle che Felicetta mi raccontava da piccolo, come ancora racconta ai piccoli del cielo. Allora.

C'era una volta all'alba di tutti i tempi un Signore buono e potente, che si sentiva tanto solo e voleva trasformare la Sua inesauribile energia ed il Suo inesauribile amore in un'opera concreta e stupefacente, che sopravvivesse all'eternità. Inventò così la vita e, una volta che l'ebbe costruita, la riversò nelle piante, negli animali, nei cieli e nelle terre che si erano già formate per Sua volontà. In uno di questi mondi creò l'uomo e ne fece la creatura eletta, perché l'aveva fatto a Sua immagine e somiglianza.

Tutto ciò che era bello e buono e dava felicità, Iddio, questo era il nome di quel Signore, l'aveva dedicato alla Sua creatura prediletta. Poi, siccome nel creare i mondi non aveva potuto fare a meno di ricacciarvi, in un piccolo angolo, tutto ciò che è il contrario del bello, del buono e della felicità, aveva detto all'uomo: "Figliolo mio, fidati di me, goditi il Bene e lascia che io solo sia a conoscenza del male, dal quale sono immune e che ho già messo al posto suo. E goditi questo paradiso con la compagna che ti darò".

Fu proprio questa compagna che sollecitò l'uomo a disobbedire alla paterna esortazione, e lo esortò alla conoscenza del male. Per questo il Signore Iddio li punì entrambi a confrontarsi con il male fino a quando non si fossero redenti da esso, e li condannò a soffrire della propria carnalità e della propria carnalità corporea, aspetti, questi, sino ad allora accessori della bellezza dello spirito che Dio vi aveva alitato, ben più pura e più divina.

Da quell'istante cominciarono le tribolazioni dell'uomo, che deve trarre proprio da questa terra matrigna le ispirazioni ed i suggerimenti, che gli indichino la strada della redenzione e del perdono, garanti dell'eterna riappropriazione del Bene. Ma, nel suo delirio di grandezza l'uomo pensò di asservire il male per accrescere il proprio potere terreno e sfidare così il Suo creatore di un tempo. Ma non era immune dal male come lo è Dio, e ne rimase contaminato.

Allora Iddio, mosso da orgoglio divino e da pietà paterna, si fece uomo in Cristo nascendo dal seno di Maria Vergine, per dimostrare all'umanità che il Bene divino si riconquista non solo attraverso il sacrificio della croce, ma anche, oggi o domani come allora, affidandosi alla parola e alle raccomandazioni di Dio. E agli insegnamenti che suo Figlio Gesù ha consegnato alla storia dell'umanità in cammino verso la riscoperta delle sue radici spirituali. Quanti impercettibili attimi sono trascorsi dalla resurrezione di Gesù e Sua ascesa in cielo in umane sembianze ad oggi, e quanti secoli sono passati da quando il male, decretandone il martirio e la morte, si affannò a farLo morire ogni giorno nel cuore degli uomini!

Forse che il Progetto di Dio, di affrancare l'uomo dal peccato anche attraverso la morte del Figlio, è fallito? No, e il male non si illuda e canti vittoria, Dio ha in serbo un altro Spirito esemplare al quale ha affidato, già a suo tempo, la salvezza e la redenzione dell'uomo. E Lei, che prima fu la Madre di Dio fatto uomo, Maria Misericordiosa, ora assunta in cielo in spirito e nel corpo, è impegnata ad organizzare quell'esercito invincibile con il quale schiaccerà per sempre la testa del serpentedrago, e farà trionfare il bene per tutti i secoli dei secoli.

Allora si compirà il progetto divino, che è a conoscenza prima di tutti i secoli della storia del peccato di Adamo ed Eva e della loro redenzione da parte di due esseri umani come essi furono, e come loro pervasi e amati dalla Spirito Santo.

E tutti vivremo felici e contenti. Ciao, da favoliere. 


SCOMPARSI IN APPARENZA

Il regno del signore con tutti i suoi abitanti 

18 aprile 2mila

Non ti meravigliare, caro papi, se il dolore annienta la capacità di leggere, comprendere e fare proprio il messaggio edificatorio ed emblematico del sacrificio di Gesù e della Sua resurrezione. Quanti genitori non si rassegnano alla prematura morte dei propri figli e, accecati dal dolore, non riescono a vederne l'ascesa in cielo o, se preferisci, osservare il loro spirito riprendere le sua dimensione naturale. Essi credono che la vita recisa sia l'unica vita possibile insieme, e si sentono ingiustamente derubati di questa felicità.

Cosa dire, allora, dell'ingiustizia patita da queste giovani vittime alle quali sembra negato non tanto il piacere della convivenza, quanto piuttosto il diritto ad una vita tutta loro, da condividere con chi desiderano essi stessi? Quanti genitori affranti sono disponibili ad anteporre, alle ferite mortali inferte dolorosamente al proprio cuore, il tormento o la gioia di chi li ha abbandonati in terra?

E' infatti proprio la frustrazione di sentirsi abbandonati dalle proprie creature e da Dio che spalanca le porte alla disperazione, precludendo ogni possibilità di vederli vivi e felici nell'aldilà. Sicché vengono definiti scomparsi, ma la loro scomparsa è il frutto di scomparsa di speranza e di fede per il progetto divino. Chi lascia la terra a qualsiasi età, caro papi, non abbandona i propri cari né lascia la terra, ma trasferisce la vitalità e l'energia del proprio spirito nella dimensione universale dell'Amore, quindi non inizia ad essere ma è già eterno ed ubiquitario. Proprio come Dio, dilatazione e concentrazione massima dell'Amore. Non vede Dio chi nei momenti di felicità più di tutto ama se stesso, e più di tutti compiange se stesso nel dolore. E se non si vede il Signore, scompare tutto il Suo regno con tutti gli abitanti, e chissà quanto bisognerà aspettare perché la sottile ma impenetrabile cortina di incredulità si dissolva e il mondo degli scomparsi appaia nella sua sconcertante realtà.

Alcuni credono di poter misurare il dolore e, sulla base del punteggio conseguito, ritengono di poterlo sottrarre alla bontà di Dio, dimenticando di attribuirGli il punteggio che si merita per la gioia donata a chi trasferisce il suo spirito dalla terra al cielo. E' il caso di dire che la matematica non è un'opinione, mentre l'opinione di Dio è matematica, ma molto spesso gli esseri umani non sanno fare i conti, nemmeno con se stessi e con i propri cari estinti.
Estinti da che? se non da una vita talmente ingrata, che guai non vi fosse la prospettiva di un'altra vita più appagante? Nulla appaga di più del vivere accanto al Signore nella Sua Luce, anche se tutto questo lo si può fare anche nella vita terrena.

Caro papi, cara mamma, mantenete sempre fervida la volontà di guadagnare i punti necessari ed offriteli al Signore, così come dovete offrirGli la gioia di sapermi al Suo fianco. Offritegli anche la nostalgia per quella che definite la mia mancanza. Voi ed io non manchiamo di nulla.
A voi il Signore dona tutto Se stesso, e la Sua Madre Misericordiosa lo esorta a donarsi di più ed esorta l'umanità tutta a donarsi completamente al Figlio Suo.

AssecondiamoLa e diamoLe anche noi la gioia di essere mamma di figli buoni ed obbedienti.  Ciao, un bacione vostro. 


IL TEMPO HA GIA' AVUTO INIZIO

Tutti i figli di Dio diverranno Suoi profeti

30 aprile 2mila

Maria vi vuole fedeli figli e convinti discepoli in Cristo risorto. Maria Misericordiosa, Madre degli esuli figli di Eva, confida nella vostra opera di testimoni della resurrezione della gioia dal dolore e della vita dalla morte. Cara mamma e caro papi, verrà il tempo in cui tutti i figlie e le figlie di Dio diverranno Suoi profeti, e questo tempo ha avuto inizio.

Dio, lo Spirito Santo, Gesù risorto e la Vergine Maria beatamente assunta in Cielo, preparano la Loro discesa in terra per liberarla definitivamente dal male che l'avvolge in intensità ed arroganza non più tollerabile, per predisporla al trionfo del Bene persempre. Ecco il motivo della moltiplicazione incessante di questi messaggi, e del coinvolgimento sempre più frequente di anime sensibili a riceverli e ritrasmetterli, per il bene non più privato ma generale. E' maturo il tempo nel quale l'umanità faccia quadrato contro i falsi valori dell'edonismo e della falsa solidarietà. Questi si invocano e si celebrano quando non esistono, perché da tempo scalzati e rimossi dal malessere spirituale e dall'egoismo più sfrenato.

E' tempo di porre fine all'arroganza e alla sfrontatezza del peccato e di ridare ordine ai valori morali, di una vita transeunte tutta protesa verso l'impagabile vita eterna e verso la riconquista della dignità umana. Il Signore pretende una partecipazione diretta ed un impegno non più partecipe dei soli ultimi istanti di vita. Per quanto inesauribile e provvida sia la Misericordia di Dio, non se ne deve abusare solo all'ultimo momento, ma è giunto il tempo di cominciare a guadagnarsela un po' più precocemente, riscoprendo ad esempio l'universalità dell'Amore, che è l'unica e vera forma con la quale si consolidano i rapporti tra gli uomini, quelli tra il singolo e Dio e tra Dio e tutta l'umanità. Questa è solidarietà. Il resto sono tutte balle, inventate dal grande bugiardo illusionista, il principe della divisione, dell'isolamento, della discordia, della contrapposizione che solo l'odio sa partorire.

Miei cari, fatevi apostoli di questa verità semplice, ma essenziale ed indispensabile a non perdere le tracce che il Signore lascia sulla terra per riportare in Cielo, accanto a Sé, i Suoi figli. Non siete soli e non sentitevi soli e inadeguati. La Fede e la fortuna vi aiutano in questi impegno. La Buona sorte. Infatti siete, siamo stati sorteggiati dal Bene per un Buon Progetto al quale dare il nostro contributo. E' sufficiente da parte vostra non abbandonare la fede e la speranza. Sta a voi non affievolirle o perderle, e noi faremo di tutto perché ciò non avvenga.

Per quanto riguarda invece la carità, dell'Amore ne siete vergognosamente ricolmi. Non siate perciò avari nel distribuirne e nel darne in cambio. Amorevolmente dal vostro Emilio, sempre con voi e in voi. Ciao, buonanotte.

Amore caro, scusami se ti chiedo di dirmi ancora qualche parola, su un altro argomento. Non è proprio una domanda che ti faccio, ma piuttosto un richiesta d'aiuto perché la mia testimonianza di fede sia condivisa: presto richiamerò due mamme come me, che mi hanno telefonato spesso dopo aver letto il tuo libro. Vorresti suggerirmi qualche particolare pensiero per loro?

Cara mamma, carissime mamme, non vi abbandonate mai più alla accecante inerzia di chi si sente abbandonato o trascurato da Dio. Cercate piuttosto Dio nei vostri cuori affranti, e Lo vedrete sorridente sottobraccio ai vostri ragazzi, anch'essi sorridenti e felici di riconoscere nel sorriso del Padre il sorriso delle loro mamme insostituibili.

Con amore infinito , Fabio e Paolino.


MAGGIO 2mila

TEST D'AUTENTICITA'

Non siete i soli privilegiati del Signore

1 maggio 2mila

Mio caro papi e scriba prezioso, quando ti dicono che anche loro ricevono miei scritti non trattare questi altri intercettori con sospetto o presunzione. Tutto è infatti possibile, e dal momento che i nostri messaggi corrono lungo i canali dell'Amore, e sono sospinti dall'energia dell'Amore, non è escluso che essi possano essere captati contemporaneamente da tutti coloro che sono sintonizzati sulle frequenze d'onda dell'Amore, dovunque essi si trovino.

Come ti ho già spiegato non si tratta di messaggi privati da tutelare con la riservatezza o da segretare. Essi sono manifestazioni della Divina Misericordia e come tali sono patrimonio universale e pertanto anche quelli apparentemente più personali vanno resi pubblici.

Quello che ne certifica l'autenticità sono i contenuti che testimoniano l'amore di Dio per le Sue creature, che si sublima nella misericordiosa redenzione dei peccati, e il bisogno d'Amore che Dio Stesso manifesta da parte dell'umanità, dal momento che l'Amore di Dio sin dall'origine non è fine a Se Stesso, ma pur essendo incommensurabile dispone di essere alimentato dall'amore e dalla richiesta filiale d'Amore.

Da ciò discende la seconda caratteristica autenticante. Che l'Amore elargito e quello richiesto non devono costituire apporto di energia materiale e indirizzata al solo benessere fisico, ma veicolo indispensabile ad elevare il valore dello spirito sino all'abbandono della materia e alla conquista della vita eterna, pura energia di amore incontaminato.

Il terzo elemento qualificante del messaggio è la gioia del vivere in braccio a Dio, che vi irrompe prepotente e che non può essere inequivocabilmente altro dallo stesso Amore del Supremo Padre: perché dove il Signore E', lì non c'è posto per il dolore.

L'ultimo distintivo inoppugnabile del messaggio ispirato dal Bene è la presenza inconfondibile della Parola di Dio e della luce di verità, che Essa contiene come primordiale Pensiero del Creatore e come veicolo di inesauribile Saggezza.

Se il messaggio contiene tutti questi requisiti non c'è motivo di sospettarne la genesi e di storcere il naso, ma è più piacevole lasciarsene pervadere per godere quello spicchio di Paradiso che vuol farvi intravedere oltre i sogni della speranza e della fede. Questo è in fondo il messaggio che ti affido, caro papi e scriba prezioso, per conto della Comunione dei Santi. E' la Parola del Signore.
Ciao, con tutto l'Amore che me ne deriva


IL MALE HA I GIORNI CONTATI

Quando le mamme concepiscono l'amore

14 maggio 2mila

Mio vecchio papi e giovine scriba, vorrei che tu potessi testimoniare e manifestare alla mia mamma tutta la mia gioia, non solo filiale ma anche comunitaria, nel vederla finalmente serena e partecipe del proprio destino. Questo miracolo è frutto della sua consapevole fede nella vita che le spetta e della quale io stesso sono fonte e bersaglio di energia, ed è attuazione della volontà e del disegno di Maria Misericordiosa, che nell'amore esemplare di tutte le madri come Lei stessa identifica la forza su cui poggia il destino dell'umanità. Partorire il proprio figlio alla vita eterna, e dargli la luce inesauribile dell'Amore di Dio, è l'atto d'amore più nobile e più sublime che essere umano possa concepire. E quando le mamme concepiscono l'Amore significa che il male ha i giorni contati, e il bene ha finalmente raggiunto il culmine del suo potere salvifico, garante della felicità eterna. L'Amore caparbiamente materno, inesauribile, perseverante ed inarrestabile, riscatta il figli di Dio dal peccato di superbia, e li riconverte al loro destino paradisiaco. Il Signore, che è Amore universale, non è certo estraneo all'attuazione di questo Progetto, ed indica nella Madre Assunta in Cielo la più fulgida e santa sintesi del Suo Amore di madre incarnandone l'orma in Maria Misericordiosa, doppiamente madre del Figlio e Madre di Dio. In Maria Immacolata si attua e prende vita la Sintesi della Santissima Trinità. Cioè si identifica l'energia del Bene assoluto di cui Maria è simbolo e serva. In Maria si riconoscono tutte quelle mamme che del dolore più lancinante hanno fatto vessillo di fede mai rassegnata ma sempre più partecipe e attiva. L'esercito di questa bandiere è al servizio della Madre Celeste, e L'affiancherà, e La sosterrà, e L'invocherà perché scenda con il Suo esercito di Angeli a liberare il mondo dal dominio delle tenebre, in cui lo vorrebbe ridurre il principe dal male. Ma è scritto che l'Amore di una Madre darà vita alla nuova era del mondo: e così sarà perché è volontà divina. Ciao caro scriba e grazie di cuore. Ciao caro papi e dolcissima mammabanana. Ciao. Emiliardo vostro ora e sempre.


IL NOSTRO DONO E' PER TUTTI

La mani scarabocchia sentimenti, emozioni

27-28 maggio 2mila

 

Mio caro papi, ogni tanto facciamo qualcosa di diverso. Scriviamo dunque con la sinistra come se fosse la destra, purché ciascuno sappia ciò che fa l'altra. Perché così dev'essere, se vogliamo che ciascuno si prenda le sue responsabilità e che, al tempo stesso, operi per la conoscenza comune. E' quanto stiamo facendo da un po' di tempo. Noi siamo le mani che scrivono ciò che occorre si sappia.
Non v'è dunque dubbio che da qualsiasi direzione e per qualsiasi mezzo provenga il messaggio di Dio, esso ci giunge comunque per quello che contiene e per la Sua volontà. E dove esso arriva lascia traccia indelebile sempre, anche in quei cuori che vorrebbero non esserne disturbati.

Mio caro papi, questo dono che Dio ci ha concesso non può essere riservato a noi tre per tenerci consapevolmente uniti aldilà del dolore. Se così fosse le comunicazioni si sarebbero già esaurite. Invece esse continuano, per coinvolgere tantissime altre anime che non attendono nient'altro se non di ricevere segnali di celeste potestà e di autorevole certezza. Disegna sentimenti, emozioni, turbamenti che sono tipici dell'animo umano ma che nascondono aspirazione divina, proprio come accade per l'anima.

Dentro tu ci puoi trovare tanti significati, ci puoi leggere tanti messaggi e riconoscere tante immagini. Ma io ti dico, e questo mio dire non è rivolto solo a te, che essi rappresentano il vibrare del nostro universo celeste d'amore senza confine, dedicato a chi vive, patisce e gioisce sulla terra, a chi ascolta la voce del Signore o è sordo ad essa, a chi nutre la speranza o vi ha rinunciato stremato dalla sfortuna, a chi si nutre di Fede o la considera un'inutile illusione. 

Essi rappresentano il caleidoscopio dell'Amore che si anima al raggio di Luce divina, in un'interminabile proposta di composizioni e di colori. Sono le trine delicate e laboriosissime delle vesti di Maria Misericordiosa. Sono la delicata ragnatela d'amore con la quale Gesù vuole catturare dolcemente i cuori tiepidi alla gioia e colmi di disperazione e di rancore. Sono le carezze delle ali degli Angeli e l'esultanza composta dei Santi. Sono l'impalpabile diffondersi dello Spirito Santo sul capo di chi ne è degno. Sono la forza delle preghiere che si incontrano e si rinsaldano tra cielo e terra. Sono gli auguri amorosi e teneri che ci scambiamo, auguri di godere senza limiti della bontà del Signore.
Ciao e buonanotte


GIUGNO 2mila

SIGNIFICATO DELLA VITA E VALORE DELLA MORTE

Percorso di ritorno a Dio

2 giugno 2000

Ciao, è un secolo che non ci si sente e mi sembra un'eternità. Oppure è la frazione di un attimo?
Poco importa, papi caro, di fronte all'eternità dell'amore che ci tiene uniti persempre. Invece è importante perseverare in questa ormai consueta rubrica postale, che serve anche a mantenere alto il livello di attenzione e ad aggiornare tutti coloro che confidano in Dio e nella Sua misericordia.
In attesa che mamma banana si decida a partorire il mio secondo diario ... vorrei che avesse un taglio un po' più serioso, ma non troppo, e soprattutto che testimoniasse il vostro completo recupero alla vita nel suo significato di percorso chiarificatore, e alla morte fisica in tutto il suo valore vivificante e affrancante.

E' proprio così. La tanto vituperata e temuta signora morte se non ci fosse bisognerebbe inventarla, perché senza di lei il percorso di ritorno per ricongiungersi a Dio diventerebbe interminabile ed insopportabile. Invece è giusto che la vita non duri più di tanto, e venga condizionata da circostanze intercorrenti e da accadimenti scontati, che aprono la via ad un'esistenza mai prevedibile, mai scontata. E' la via dell'Amore assoluto che non conosce regole, limiti, confini. E' l'apertura totale alla grazia di Dio che si manifesta in tutta la Sua prorompente energia vitale e in tutta la dolcezza del Suo tenero abbraccio, che ti fanno conoscere l'ebbrezza di essere in Stato di Grazia.

E' proprio il caso di dirlo. Vivere nella Grazia di Dio non vuol dire stare inerti, immersi nel Suo Amore, ma partecipare attivamente, in prima persona a pubblicizzarLo, diffonderLo, professarLo, ingigantirLo, offrendoLo agli altri per farne veicoli di nuovo e rinnovato Amore.

Ecco il messaggio del nostro secondo libro, cara mamma banana. L'amore condiviso è la Grazia, che Dio ci offre in cambio di altro Amore da condividere. Fino a quando il bene non avrà cancellato il male e la morte perderà per sempre la sua effimera immagine luttuosa e dolorosa.
Allora riprenderà la storia vera dell'uomo figlio di Dio, proprio lì dove si era interrotta prima di tutti i secoli.

L'AURORA DELLA NUOVA TERRA

Risurrezione profetizzata e promessa

8 giugno 2mila

Menomale che sei venuto al nostro appuntamento, caro papi. Vabbè che qui da noi la speranza fattasi certezza è una cosa sorpassata, sennò ti direi che stavo proprio per perdere ogni speranza. Noi, infatti, abbiamo visto avverato nella vita nuova tutto ciò che avevamo sperato si avverasse, così come ci era stato profetizzato e promesso. Sappiamo che tutte le altre verità annunciate seguiranno per l'eternità la logica divina, come il ritorno sulla terra del Corpo Glorioso di Cristo per resuscitare i vivi e i morti nella resurrezione della carne, e la discesa di Maria Misericordiosa per annichilire il male con l'Eternità. E sappiamo pure che ci saremo noi a fare Loro ala, per iniziare l'era sempiterna dell'Eterno Bene quando i tempi della terra saranno maturi. Ed essi lo sono.

Nell'attesa che tutto ciò avvenga, così come è stato profetizzato e promesso, noi ci adoperiamo, con amore ispirato dal Signore e diligenza consigliata e sollecitata dalla Madre di Gesù, nel proteggere e provocare le anime che ci è stato detto di proteggere e custodire dal peccato, provocare ed indirizzare al bene e alla speranza del bene.
Devo ammettere che in questi nostri compiti noi non perdiamo la fede né la speranza, né quasi mai la pazienza, anche se quei pestiferi che ci sono stati dati in custodia fanno di tutto per farcele perdere. Ma sappiamo che, lì dove non riusciamo noi, è pronta ad intervenire la Misericordia di Dio, quella finale, quella che solo Lui può esercitare.

Solo Dio sa se le nostre speranze erano ben riposte, mentre noi sappiamo che il passaggio dalla morte della vecchia terra all'aurora della Nuova Terra avverrà con le stesse modalità e procedure con le quali l'anima diventa spirito, e in Dio si aggiudica la vita eterna. Allora, come un tempo, la materia non morirà, ma perderà l'importanza conferitale nel peccato originale e sopravviverà in eterno, privata di età e di confini. E' quanto ci stiamo sforzando di farvi capire con ogni mezzo. E' quanto è destinato ad avverarsi.
E così sia. Ora e sempre. In un palpito d'ali il battito del mio cuore pieno d'amore per voi, e gonfio d'amore per l'immensa umanità celeste.

Ciao e spero a prestissimo. Siamo tanto felici noi 3! Vero?

Luglio 2mila

SEGNI DELLA PRESENZA DI DIO

Vedere con gli occhi e con il cuore

19 luglio 2mila

Mi avete riconosciuto nell'azzurro terso del cielo? Ero una di quelle ali che erano di scorta all'immagine di Gesù trionfante. E noi con Lui! Caro papi, il Signore lascia in giro continuamente i segni della Sua presenza, ma quanti li sanno vedere? Non dico interpretare, ma vedere con gli occhi e con il cuore la poesia di certi tramonti, e di tanti altri spettacoli ineguagliabili che Egli ci offre con cura e generosità gratuita. Non si può vedere il Signore se gli occhi Ne sono distolti, perché lo sguardo è attratto dalle manifestazioni del nulla, che infarciscono la mente di volgarità, di sciatteria, di violenza e di falsità.

Non si può vedere il Signore con il cuore, se il cuore non è aperto all'amore per tutto ciò che lo circonda in uomini, esseri viventi e cose, ed è invece tutto pieno di sé, ermeticamente chiuso in se stesso e per se stesso? Il dramma dell'umanità, che io ho lasciato non per ignavia o stanchezza, ma perché il mio cuore era ormai colmo dell'Amore di Dio, sta proprio nella cecità del cuore e nel disamore degli occhi a godere del concreto significato della vita del corpo e dello spirito. Voi, miei cari, siate sempre accorti e sensibili ai segni che vi giungono, e fatene tesoro e ricchezza da condividere. Ciao dalle vostre ali


LA CHIAVE E' IL TEMPO NON LO SPAZIO

Essenza pre-vista dello spirito

24 luglio 2mila

Miei cari, il mio spirito è tutto rivolto a voi perché coscientemente raggiungiate la serenità che guida e conduce alla riappropriazione della vita spirituale. Dicendo serenità mi riferisco a quella condizione, in verità assai rara, che si verifica quando l'orizzonte della vita appare sgombro di qualsiasi contaminazione diafragmatica, sicché ti sembra di poterlo toccare con mano, e con esso tutte le cose che abbraccia appaiono così nitidamente vicine ed ingrandite da darti l'impressione di essere già lì. Cos'è la contaminazione diafragmatica se non l'errore di accomodazione che rende sfocata all'orizzonte la visione della realtà spirituale dei primi palpiti di vita? La superbia, l'orgoglio, la presunzione sono paragonabili alla caligine, alla nebbia, alla foschia, che confondono e fanno svanire distanze e limiti, abbracci e allontanamenti. Non è vero dunque, miei cari, che la vita disegnata, promessa e ridisegnata dal Signore cominci oltre l'orizzonte della morte, piuttosto inizia quando superbia, orgoglio e presunzione vengono sepolte per sempre, e lo spirito appare in tutta la sua essenza disarmante e pre...vista. D'altronde è il tempo e non lo spazio, il quando e non il dove, la chiave che apre le porte dell'eternità. Perché il dove è già eterno e il tempo si traduce nell'istante della morte, che non è più orizzonte. Da quell'istante, poco importa quanto purgatorio impiegherà l'anima a diventare paradiso, perché è già spirito per tutti i secoli dei secoli. Amen Mi ricordo bene di certe sensazioni già condivise con te, caro scriba. A ripensarci bene l'emozione del paradiso è proprio dietro l'angolo. Vero. Ciao e bacioni a tutti 


LE STAGIONI DELLA VITA

Spogliarsi d'estate

25 luglio 2mila

Ciao papi caro, finalmente in perfetta sintonia per fare una delle nostre chiacchierate. Che ne dici di parlare dell'estate? E' la stagione più solare. Per questo l'uomo è condizionato ad immergersi intensamente nella natura per goderne a pieno, riducendo al massimo tutto ciò che lo separa da essa, dalle vesti al pudore.

Certo, occorre che questo suo spogliarsi non avvenga in maniera avventata e repentina, altrimenti i vantaggi del tuffo salutare potrebbero essere vanificati, e mi riferisco non solo alla salute del corpo, ma anche al corretto esercizio del senso del pudore, che non deve provocare, ma testimoniare l'armonia che regola i rapporti tra natura umana e natura natura.

Solo la sintonia permette di superare i fastidi che derivano da questo contatto diretto, al quale l'uomo si è disabituato nelle altre stagioni. Orbene, anche nella vita dell'anima sembrano esistere le stagioni. In alcune di esse sembra che l'anima sia restia ad aprirsi, a spogliarsi degli orpelli e delle sovrastrutture. Prima o poi, arriva la stagione in cui deve spudoratamente concedersi alla luce e al calore della stagione della vita eterna, e tutto ciò è possibile se si spoglia per ritrovare la sintonia col suo creato.

Sintonia: parola magica con la quale vicissitudini, sofferenze, disgrazie, dolori, avversità, distanze si annullano; o piuttosto ritorno alle origini di un mondo in cui il sole non scotta, la luce non ferisce, la natura non è nemica né infastidisce, il pudore non condiziona perché non ha motivo di essere, proprio come ai tempi del paradiso terrestre? Dove puoi farti quattro chiacchiere direttamente con Dio, senza temere, senza tremare, senza avere pudore? Con il cuore in mano e saturo di Lui.

Questa è la stagione di cui ti parlo, caro papi. Questa è la sintonia alla quale faccio sempre riferimento. Questa dovete cercare, coltivare e raggiungere se volete godere appieno l'esplosione dell'estate eterna che l'Amore di Dio vi offre in ogni istante.

Buon proseguimento. Ciao. per tutte le stagioni. Ciao

Agosto 2mila


CUORE

Perché il cuore e non il cervello?

8 agosto 2mila

Tantissimi bacini, miei cari, dal vostro pippo speciale. I vostri cuori sono il mio cuore anche nella mia condizione di spirito. Cos'è dunque questo cuore al quale facciamo sempre riferimento quando vogliamo esprimere sentimenti definiti astrattamente astratti, come il bene, l'amore, la tenerezza, l'entusiasmo? Che esaltiamo come centro d'energia dell'Amore di Gesù per l'umanità? Perché il cuore e non il cervello, organo sicuramente più complesso e sofisticato di cui è dotato anche il Corpo glorioso di Gesù? E come possono essere contenuti e compressi in un organo, relativamente piccolo come il cuore, dei sentimento così incomprimibili ed incontenibili come l'amore?

Quante domande, quante risposte evase, rimandate o accomodate! Che fiume di cavillose disquisizioni, di fumose argomentazioni più astratte degli stessi astratti sentimenti in argomento, quante chiacchiere, quante asserzioni pretestuose e presuntuose, quante mode!

Vediamo di chiarirci le idee partendo da una verità indiscutibile. L'uomo, da che mondo è mondo, ha sempre riposto nel cuore, il suo, quello degli altri, quello della divinità, il centro delle pulsioni positive. E non a caso. Infatti, il cuore pulsa dal primo all'ultimo atto della vita senza mai fermarsi, senza un attimo di tregua, ed è bello e normale pensare che, come pulsa il cuore dell'uomo, come pulsa la vita dell'uomo e dell'universo visibile, allo stesso modo pulsa il mondo dell'invisibile e dello spirito, senza mai fermarsi per tutta l'eternità.

Altra convinzione da sfatare: l'inconsistenza, l'astrattezza del bene. Come si può definire astratta un'idea che infonde concreta energia, palpabile benessere, manifesta salute? Vogliamo parlare dell'entusiasmo e della forza d'animo, capaci di centuplicare la forza fisica trasformando un pigmeo in un gigante? E l'amore: che cosa non si fa per l'amore? La domanda non è retorica. L'Amore di Dio, cuore dell'energia pura, ha creato ogni forma di vita e le ha conferito impulsi, battiti vitali ed eterni. Con buona pace dell'astrattezza.

L'Amore di Dio ha punito l'errore umano nella materia e ne ha decretato la precarietà. L'Amore di Dio si è incarnato facendosi uomo Egli stesso, ed ha assunto le sembianze eterne di Gesù. L'Amore di Dio si è fatto donna nel Corpo eterno della Vergine Maria Madre di Misericordia. Alla faccia dell'astratto.

Certo voi ben sapete, miei cari, che vi è un'altra forza, un altro sentimento cosiddetto astratto che pulsa nel cuore degli esseri umani e nel cuore dell'universo. E' il male. Anch'esso è palpabile ed è in grado di dar vita a fenomeni, eventi, realtà, al punto tale che molti ne sono suggestionati e convinti molto di più di quanto possano esserlo del bene. Ma, come vi ho detto, il male è stato incarcerato da Dio nella materia, e condannato alla precarietà. Verrà infatti il tempo nel quale sarà ridotto in polvere e la materia ne sarà purificata per sempre.
Nell'attesa che ciò avvenga, aprite il vostro cuore immortale all'ingresso di Dio. Provvederà Egli stesso a liberarlo dal male e a renderlo cuore di eterna gioia, e di Amore senza fine.

Bacioni di cuore. vostro


LA VITA INARRESTABILEPRENDE IL SOPRAVVENTO

Tutto ciò avviene perché non ti sei arreso

11 agosto 2mila

Ciao mio caro vecchio papi nonché scriba fedele, io vorrei che tu potessi toccare con mano la gioia che provo quando prendi carta, penna e sinergia e ti lasci guidare dall'amore che ci unisce persempre. Vorrei anche trasmetterti l'emozione che mi prende nel vedere tramutarsi in parole il mio pensiero con il moto della penna, che governi in questa maniera atipica con la quale cerchi ancora di convincere te stesso e gli altri che tutto avviene fuori dalla tua volontà.

Neanche per sogno, caro papi. Tutto ciò avviene perché tu hai sempre e fortemente voluto che avvenisse, perché non ti sei mai arreso all'idea consolidata che il dolore annichilisce, che la disperazione è incurabile e soprattutto che la morte è senza pietà. Poi perché mi hai lasciato venire quassù con la stessa fiducia, che mi accordasti quella sera che ci siamo separati nel nostro legame terreno, per non lasciarci mai più.

Gioia, emozione, pensiero, caro papi mio, mi animano come sempre e come vedi. Infatti nulla è cambiato, se non la precaria condizione di vivente mortale, che si è tramutata in quella di vivente immortale, indubbiamente più appagante.

Ho sempre temuto la morte dei valori della vita mentre non ho mai avuto paura della morte. Quando mi è venuta a liberare dal peso della materia ho sofferto molto meno di quanto si soffra o si faccia soffrire per un'ingiustizia, un tradimento, una cattiva azione. La morte non è ingiusta né tradisce, se non nella mente umana. Essa rappresenta un elemento, un evento paragonabile alla nascita, in cui gioia e dolore, attesa e apprensione, speranza e paura, si intrecciano e si scacciano rafforzandosi vicendevolmente. Poi, la vita prende il sopravvento, e questa volta è inarrestabile.

Stai dicendo a mamma che la penna scorre leggera e senza attrito apparente. Per forza! Essa è animata dall'amore che non crea frizioni, perciò, è leggera come lo spirito che dà la vita, la fondatezza e l'indissolubilità del vincolo eterno. Vincolo che non pesa e non opprime ma esalta e sublima, perché unisce a Dio perché Dio lo vuole, lo determina e lo consacra.

Gioia, emozione, pensiero non sono solo sentimenti umani, ma rallegrano gli spiriti nell'eternità, come fanno parte di Dio sin da quando Egli ideò, progettò ed attuò la vita. Certo, sono sentimenti rivolti solo in positivo. Non si portano appresso scoramento e disillusioni, anche se l'essere umano fa di tutto per far rimpiangere pure al Padreterno il giorno in cui l'ha creato. Ma il Creatore non conosce rimpianti, né rimorsi o scoramenti di sorta, mentre vi posso assicurare che è cocciuto come tutti i pastori e non si dà per vinto sino a quando non riporta all'ovile tutte le sue pecorelle smarrite.

Ecco perché non si deve aver paura della morte. Nel divino disegno essa rappresenta la porta attraverso la quale il Buon Pastore riconduce ogni creatura al calore protettivo del Suo Amore; perché il Cuore di Dio è un ovile senza confine e senza tempo, dove la sicurezza è rappresentata dalla Sua costante presenza. Così come Egli è sempre presente in ogni istante di vita del genere umano.
Ma l'uomo trova più spontaneo lamentarNe l'assenza, il disinteresse, il distacco dalle vicende terrene e, invece di cercarLo con un pò più di umiltà, si parla addosso e si crede il protagonista di una vita, che gli è stata data in prestito per dar modo al suo pastore di riportarlo nel gregge. Del quale io già faccio parte e nel quale le vostre vite e le nostre vicende si ricomporranno persempre.

Ve lo assicuro, quant'è vero che sono pecorella. Beeeeeh, cioè ciao.


L'ESERCITO DEI GIOVANI

Giovane esercito di apostoli estusiasti e inesauribili

18 agosto 2mila

Caro papi, hai capito che cosa siamo venuti a fare quassù anzitempo? Siamo stati chiamati perché la nostra vita, eterna nello spirito, è molto più importante ed utile di quanto sarebbe stata la nostra vita nella carne, giacché il Signoreinpersona ci avrebbe affidato la tutela e la guida di tante giovani anime, desiderose e bisognose di testimoniare Gesù, Gesù il figlio di Dio, quello che noi conosciamo nel corpo glorioso e nello spirito santo, lo stesso Gesù che rivive nelle giovani membra e si fa carico delle croci che si portano nelle loro giovani anime ancora odoranti di Grazia. Le ingiustizie, le violenze, le sopraffazioni morali e materiali, la povertà esteriore ed interiore, le guerre, la fame, l'assoluta ineguaglianza, l'intolleranza e il disprezzo dei simili, l'egoismo sfrenato ed insaziabile più della fame dei popoli, l'insofferenza e l'indifferenza per le altrui disgrazie, il cinismo, l'ignoranza di Dio e della Sua parola, l'ermetismo dei cuori al Suo Amore.

Noi siamo stati chiamati nella freschezza dello spirito e degli impeti giovanili a preparare l'esercito di Dio, destinati a rileggere l'esperienza umana di Gesù come l'unica possibile a superare la tentazione terrena di suicidare l'anima, per assicurarle l'eternità del regno dei cieli e per spiegare in Gesù la propria sete di giustizia, eguaglianza, fraternità partecipativa, condivisione di gioia e dolori, generosità, conoscenza profonda del Verbo e disponibilità totale ad aprire i cuori all'Amore.

Questo è il giovane esercito di apostoli entusiasti ed inesauribili che, pur nelle loro umane debolezze, le stesse di Simone, di Tommaso, di Giacomo, di Andrea, diffonderanno l'idea di Cristo che s'incarna in ciascuno di essi, e ridaranno lustro, credibilità e linfa vitale alla Sua Ecclesia, quella che sotto il segno e l'esempio di Maria Misericordiosa distruggerà persempre il serpentedrago.

A proposito di Simone, qui c'è, accanto a me, un giovane Simone che scalpita e si dà un gran da fare. Anche lui è una pietra angolare, una di quelle toste, sulle quali Cristo costruisce la Sua nuova chiesa, vecchia e mai superata nei suoi fondamenti di fede, speranza e carità, ma nuova ed originale nella sua esuberanza comunicativa, nella sua solarità, nella sua giovane freschezza, nella sua impetuosa allegria. E tutto questo è possibile solo se le forze giovani, alle quali affida il proprio messaggio evangelico, diventino esse stesse Chiesa Universale proiettata nel futuro, anzi, nell'eterno.

Gioite dunque, dolci e cari genitori, di avere consegnato al Signore la giovinezza, l'esuberanza, gli entusiasmi e le energie dei vostri figli, allo stesso modo e con gli stessi sentimenti che animarono Dio quando consegnò il Figlio Suo diletto all'umanità perché fosse redenta. I vostri figli sono gli angeli custodi di quella stessa umanità, che non può più rinunciare al dono divino dell'eternità e ne rivendica a gran voce il diritto nel nome di Gesù.

Non lo deluderemo, non la deluderemo, non vi deluderemo. Siate orgogliosi di noi e del nostro amore per tutti voi. Ciao


L'ORDINE DELLE COSE E' CATEGORIA DIVINA

L'uomo vuol mettere bocca nell'ordine divino

27 agosto 2mila

Non cambiamo l'ordine delle cose, caro papi . Quando l'abbiamo fatto non abbiamo mai contravvenuto la regola, anzi, l'abbiamo sottolineata ed esaltata.

Contravvenire la regola è lo sport preferito del genere umano, sin dai tempi remoti della prima coppia. Gli umani fanno in proposito una gran confusione. Infatti, in virtù di quella facoltà che chiamano libero arbitrio, si sentono autorizzati e spronati a perfezionarsi sempre di più ed eccellere in questo sport, dimentichi del fatto che esso è applicabile consapevolmente e responsabilmente nella scelta tra il bene e il male, e nulla ha a che vedere con l'ordine delle cose.

L'ordine delle cose è una immutabile categoria divina, che è espressione della Sua potenza energetica incommensurabile. Poiché Dio è Regola ed Armonia, tutte le manifestazioni della Sua creatività non potevano essere affidate al caso e, pertanto, ogni istante della Genesi fu pensato secondo Leggi rigorose, ideate per rimettere ordine nel caos in maniera stabile e definitiva, bella e funzionale, armoniosa e appagante. Appagante non solo le mire del Creatore, ma anche le aspettative di chi ne avrebbe goduto i frutti.

L'equilibrio ristabilito dall'energia dell'Amore infinito sarebbe durato in eterno, se l'uomo non si fosse fatto prendere dalla smania di modificare l'ordine delle cose, imposto alle cose, quelle divine, da Dio che è Regola. Dal calvario che gliene derivò il genere umano si sarebbe ritrovato nel caos, se non fosse nuovamente intervenuto il Signore consegnandogli la Regola di vita morale e sociale in dieci principi essenziali, ed applicabili a tutta l'umanità credente e non credente, anche questi elaborati ed enunciati secondo l'ordine naturale delle cose.

Anche questa Regola venne contravvenuta, o aggirata, o scardinata dall'uomo.

E, cosa dire dell'ordine naturale delle cose, che ne regola l'esistenza e la vita, e l'equilibrio della natura in cui era immerso? Era immerso a volte in maniera anche drammatica e spietata, ma, se la natura poteva allora essere considerata oltre che prodiga anche impietosa o matrigna, che dire del cinismo, del disprezzo e dell'ingratitudine dell'uomo verso l'ordine naturale delle cose?

L'ordine naturale delle cose aveva dotato l'uomo dell'intelligenza e gli aveva fornito, proprio nella natura, tutti gli elementi necessari ad avanzare nel progresso della conoscenza di Dio. Egli invece se ne è impadronito nel non più celabile delirio schizofrenico di grandezza, che lo illude di poter regolare la nascita, la vita, la morte, e gli fa intravedere il miracolo della creazione della vita.

Quando ciò avverrà egli si crederà regola e depositario del segreto dell'ordine naturale delle cose. Da qui al mettere bocca all'ordine divino delle cose il passo è breve. Allora Adamo si sentirà ingiustamente punito e sarà di nuovo il caos. E, a questo punto, neppure io, caro papi, posso immaginare cosa farà la Volontà del Signore Dio nostro.

Con l'impegno di dare il mio contributo a riportare l'uomo nelle sue originarie vocazioni di figlio di Dio, che lo aspetta in Cielo secondo l'ordine delle cose da Lui stabilito, nutro con te la speranza che l'ordine divino delle cose ha già decretato la sconfitta del male che colpisce e lacera l'animo umano.

E così sia. Ciao scavatore.


SETTEMBRE 2mila


PURGATORIO STAZIONE INTERMEDIA

Dio non fa fare anticamera a nessuno

17 e 22 settembre 2mila

Mamma banana, ti voglio tanto bene e ti aspetto per riprendere a scarabocchiare insieme, per disegnare il purgatorio, quella stazione intermedia tra cielo e terra, tra la morte e la rinascita, tra l'anima e Dio.

Cara mamma banana, nel purgatorio l'anima si purga, si libera di tutte le impurità, di tutte le contaminazioni, perché il Signore somministra la cura, il perdono senza indugi. E' l'uomo, non Dio, che attribuisce al luogo di villeggiatura un'importanza e una durata. La coscienza suddita della ragione pretende di quantizzare il tempo del perdono. Dio non fa fare l'anticamera a nessuno ed è sempre pronto ad elargire il premio, nello stesso attimo della richiesta della Sua Misericordia. Infatti, cara mamma banana, il purgatorio non misura il tempo del percorso che separa Iddio dalle Sue anime mondate dal perdono misericordioso, ma misura l'intensità della luce che arriva loro dalla Fonte inesauribile dell'Amore, dalla gioia che Essa produce, dall'Armonia che Essa induce, e dalle opportunità che Essa assicura di divenire partecipi dell'inesauribile attività del mondo dello Spirito.Il purgatorio dunque ha una durata temporale solo se l'opera di smacchiatura inizia già nel percorso terreno, ma, una volta invocata la remissione dei peccati, nell'istante della morte questi sono già stati rimessi, l'anima ritorna candida ed incontaminata. La Luce diventa meno violenta ma più vigorosa e corroborante e l'anima, ormai spirito, inizia per suo conto il cammino verso la Luce, per immergersi definitivamente in Essa acquistandone la Sua lucentezza, il Suo splendore e divenendo essa stessa fonte di Luce e di Amore. (continua)

22 settembre 2mila

Se Dio non fa fare anticamera a nessuno di coloro che sono degni della Sua Misericordia e del Suo Perdono, allora il purgatorio che senso ha, direte voi? Rispondo che il Purgatorio è in terra. Qui l'anima deve liberarsi di tutti i peccati che ne offuscano, indeboliscono e consumano la Grazia elargita e rinnovata; qui si deve compiere l'operazione di purificazione, qui l'anima deve riacquistare la consapevolezza della propria natura divina.

Il Purgatorio in cielo è invece tutta un'altra cosa, cara mamma. E' un bagno di purificazione totale nella Luce e attraverso la Luce, per farsi Luce e godere per sempre della Luce. Perché tu mi capisca meglio, mi rifaccio ad un esempio poco riverente. Al cambio di stagione i genitori accorti e premurosi hanno l'abitudine di dare la purghetta ai figli, perché siano meglio disposti ai cambiamenti del clima, dell'alimentazione o degli impegni intellettuali e scolastici che le stagioni stesse comportano. Ebbene, il Padreterno non è da meno. Una bella purghetta preventiva, e si affronta con maggior disinvoltura la Stagione della vita eterna, della felicità appagante, dell'Amore inesauribile e anche degli impegni che tutta questa realtà gioiosa comporta, dal momento che quassù non si sta con le mani in mano, ma tutto è proteso e finalizzato alla produzione e alla distribuzione del bene.

Perciò dobbiamo sempre essere in forma smagliante, senza acciacchi né stanchezze. In effetti noi non ne soffriamo più e abbiamo al tempo stesso la prova celeste che le malattie del corpo non sono lo strumento per espiare, tuttavia rappresentano un buon banco di prova per misurare la forza e la disposizione dell'anima ad accettarle come eventi naturali non desiderati da Dio, né a Lui imputabili se non come elementi particolari di una natura che il Padre benevolo non aveva destinato ai suoi figli.

Qui in cielo, dove tutto è stato pensato e disposto per la vita dello spirito come ispiratore della vita e nella dimensione dello spirito come ispiratore dello spirito, ovviamente non esistono malattie, se non una sorta di pena che ci assale nello scoprire che molte anime soffrono di ben altri cancri di quelli che affliggono il corpo e la materia umana. Ma noi non ci diamo mai per vinti, per vocazione amorosa facciamo di tutto affinché il dolore morale non annichilisca i corpi e quello della materia non annichilisca le anime. Specialmente se siamo i loro medici.

Ciao. Un bacione dal dottor Ciao


ANNIVERSARIO

23 settembre 2mila

Ieri per Emilio era il quinto compleanno del persempre. Ma sono sorte alcune difficoltà e non è stato possibile ricordare la ricorrenza come gli altri anni. Così, abbiamo semplicemente celebrato per lui una Santa Messa alle sette del mattino, come ogni altro mese.

Lasciati trasportare dalla soffice leggerezza dello spirito, cara mamma, scordati per qualche attimo l'impacciante gravità della materia. Se vuoi volare alto, fuori dalle cosuetudini e dai luoghi comuni, lascia pure che il tuo corpo invecchi, ma non cercare di gravare d'anni l'essenza eterna dell'anima, che è tutta protesa verso altri traguardi e verso altre conquiste. Metti da parte la ragione, che vorrebbe prendere il sopravvento non solo sulla tua speranza, ma soprattutto sulla nostra convinzione della tua speranza. Non ti perdere in meandri cronologici, che condizionano la mente e se ne lasciano condizionare.

Lo spirito, te l'ho già fatto vedere, è come un tappeto volante che procede fuori del tempo e dello spazio, quindi fuori della velocità e della adattabilità della logica razionale. Saltaci su, non ti meravigliare se ti sembra che viaggi a zigzag, senza una meta precisa. Chiudi gli occhi e vedrai nitidamente dove ti sta conducendo, prima però molla gli ormeggi, butta giù la zavorra e soffia con tutta la forza dell'anima, senza paura del vuoto o del silenzio o del buio, perché stai viaggiando nella pienezza, nella musica, nella luce e nell'animata compagnia che fa vibrare il mondo sconfinato dell'eternità. Chiedi ma non ti chiedere, non farti suggestinare da calendari, né da orologi, scadenze o ricorsi e ricorri al battito pulsante dell'amore che riempie il tuo cuore, se vuoi penetrare la dimensione del mondo senza dimensioni.

Se riesci a guardare oltre le categorie mentali scoprirai che solo l'amore non ha bisogno di conoscenza per diventare categoria, perché esso è già categoricamente strumento conoscitivo del mondo animato dalla conoscenza assoluta, che è la sapienza di Dio. Questo amore partecipa delle grandi e piccole cose, rende possibili i grandi e piccoli eventi, sostiene le grandi e piccole imprese, alimenta le grandi e piccole speranze, assicura le grandi e piccole certezze. Ma, perché ciò avvenga, occorre che non sia il frutto compiaciuto dell'elaborato mentale, ma il seme benedetto del volere e del progetto divino.

Vi abbiamo messo tutti alla prova, miei cari, abbiamo misurato la convinzione del vostro amore fuori dalle cerimonie, fuori dalle partecipazioni emotive o di sostegno, fuori dalle convenzioni e dalle abitudini consolidate. Abbiamo fatto in modo che ognuno nel suo intimo, nel privato, cercasse non il ricordo della ricorrenza, ma l'amore che nulla dimentica e tutto ricorda festosamente, senza rimpianti, nostalgie o rammarichi. Soprattutto vi abbiamo voluto dimostrare che dove ci sono lodevoli aspettative corroborate dal coraggio dell'umiltà e della preghiera, lì siamo noi a garantire con la nostra presenza la benevolenza e la protezione invocate.

Caro scriba, ti raccomando di rincuorare tutti coloro che avrebbero voluto dare testimonianza del loro affetto e della loro profonda amicizia, assicurandoli che io sono anche accanto a loro per trasformare in festa ogni attimo del loro dolore e della loro commozione.

Con risonanza armoniosa e piena di gioia. Ciao. vostro e di tutti voi. Ciao.


MESSAGGI INTERCETTATI

La fede fruga l'etere per ritrovare la fonte

30 settembre 2mila

Vuoi vedere che questo è il vecchio caro papi nonché il mio personalissimo e fedelissimo scriba? Ma dove vi eravate cacciati? Volete che mi rivolga a qualcun altro per fare arrivare in terra i nostri messaggi?

Caro vecchio papi, tu te ne approfitti perché sai molto bene che ciò non è possibile, anche se sono in tanti a farsi avanti vantando comunicazioni e lettere di mio pugno. Non che la cosa non risponda al vero, ma poche sono in realtà le confidenze che io faccio ad altri. Tutto il resto è diretto ed indirizzato a te e a mamma per posta prioritaria, perché vi arricchiate della mia esperienza voi per primi, ben sapendo che, godute le prime emozioni tutte nostre, le condividerete con quanti apriranno il cuore alla gioiosa parola di Dio di cui mi faccio partecipe portavoce. Buon per quanti frugano nell'elemento impalpabile sotteso tra cielo e terra se qualcuno di questi messaggi viene intercettato. Non è come aprire la posta altrui per rubarne il contenuto, la parola di Dio infatti è patrimonio di tutti. Poco importa come arrivi al cuore dell'uomo, quando lo raggiunge lo fa in tutta la sua forma universale e al tempo stesso privata, sì che non viene mai violata la riservatezza se il Signore ne vuole fare anche messaggio riservato.

Per esempio, cara mamma, quando mi rivolgo a te, chiamandoti teneramente mamma banana, se il messaggio cade nelle mani di qualche involontario ficcanaso, allora il contenuto si adatta a chi lo riceve per rispondere alle sue aspettative ed alle sue speranze, purché queste siano riposte nella Misericordia di Dio. Però mamma banana sei solo tu, lo sei per me e anche per il Signore Dio nostro, per la santa Mamma di Gesù, per il Figlio Suo e per tutta la comunità celeste, e nessun altro si può fregiare di cotanto titolo.

Questo per dirti che i nostri spiriti sono sempre ridondanti di tenero amore nei confronti dei fratelli in terra. L'amore universale che noi emaniamo per volere di Dio si fa amore privato ogni qualvolta raggiunge chi ha fede nell'amore, come elemento impalpabile sotteso tra cielo e terra e capace di perdonare, redimere, elevare oltre la morte, vivificare aldilà e aldiqua, resuscitare.

Questa fede è paragonabile all'attenzione vigile del radioamatore, che fruga l'etere in tutte le lunghezze d'onda in cerca di messaggi. E' simile anche alle aspettative, alla fantasia, ed alla sete di conoscenza di cose note ed ignote. Il cercatore più accorto, il più costante, il più fiducioso, il più instancabile, il più pervicace e, perché no, anche il più sensibile e dotato, ha maggiore opportunità di ricevere segnali vicini o lontani o messaggi più o meno chiari, più o meno forti, sino a ritrovare la fonte con gran facilità ad instaurare con essa un piacevole dialogo. Sicché, se l'amore, ormai universale e pur sempre personale che io vi indirizzo, si imbatte in sintonici bisogni d'amore, allora non può fare a meno di adeguarsi ad essi generando vibrazioni armoniose, linguaggi, consuetudini, modi d'intesa e lessici familiari del tutto personali e privati.

Ovviamente nulla viene sottratto allo spirito dell'amore personale che io provo per voi, e con il quale cimento e sollecito l'amore che voi provate per me, per condividerlo e goderne in ogni più delicata e sublime sfumatura. Ma, poiché l'Amore sconfinato di Dio ha potere e volontà di dividersi in mille e mille e mille e mille milioni di rivoli, è giusto che arrivi dove deve arrivare, non importa come, nelle forme più adatte ad essere goduto.
In questo non c'è nulla di nuovo sotto la Luce di Dio.

Da che la morte terrena ci ha riconsegnato a Lui, perché avevamo gelosamente custodito l'essenza del Suo spirito -alitato sui nostri corpi affinché vi si forgiasse l'individualità- noi siamo dispensatori della Sua ricchezza, della Grazia del perdono, della misericordia, della speranza e della fede. Come spiriti individuo ci siamo presentati al Suo cospetto e come tali manteniamo le nostre vocazioni amorose, ma come Spirito universale noi operiamo per il bene individuale e collettivo dell'umanità, che è unicamente quello di assicurare a tutti il bene della vita eterna.

Come potremmo operare questo miracolo se non fossimo in grado di dare segnali forti e costanti della nostra presenza? Ben vengano dunque le intercettazioni. L'Amore di Dio va infatti sempre condiviso ed io ne sono il vostro testimone particolare.

Ciao. Dio vi benedice.


OTTOBRE 2mila


IL MASSIMO DELLA FELICITA'

Testimoniare la potenza dell'energia divina

5 ottobre 2mila

Ci si risente, caro papi, ne sono tanto felice. Siamo tutti più felici quando possiamo confidare a qualcuno la felicità. E, che cos'è la felicità se non quello stato di grazia in cui si sente palpitare armoniosamente, in anestesia totale dei sensi, l'energia dello spirito che ha l'urgenza di irradiarsi in tutte le direzioni e di darsi senza pudori?

E' evidente che, in questa mia nuova vita puramente spirituale, l'energia non è condizionata dalla contaminazione sensoriale e quindi alimenta il massimo della felicità, di una felicità inimmaginabile per i mortali, perché unisce alla gioia di donarsi la consapevolezza di riflettere e di testimoniare la potenza dell'energia divina, che irradia l'universo della felicità prorompente del Suo Amore.

Ma, la mia felicità di vedervi e sentirvi, di sapervi sereni e consapevoli del vostro destino, miei cari, è anche la felicità tutta privata dell'amore filiale, che viene corrisposto e costantemente sollecitato dalla tenerezza dell'amore che lo ha generato. E lo rigenera senza un attimo di sosta. Ci tiene uniti fortemente ed indissolubilmente anche grazie a queste letterine, oggi sopra ogni cosa per merito della fede, domani nello splendore cementante della Luce del Padre onnipotente.
Nella felicità di volervi bene, vi stringo al mio cuore. Bacioni. vostro.


INCONTRI NEL MONDO SCONFINATO DI NOI SPIRITI

In sintonia amorosa l'uno con l'altro

17 ottobre 2mila

Evviva, evviva papi mio scriba a mia completa disposizione, evviva perché ho da confidarvi tante cose.

Per esempio, tu e mamma banana vi siete chiesti tante volte, senza peraltro mai farmene esplicita domanda, se incontro gli spiriti di Felicetta, dei nonni, degli zii ecc. ecc. ecc. Certo che li incontro, ma gli incontri tra noi non sono come quelli tra persone in carne ed ossa, che si abbracciano, si sbaciucchiano e si stringono la mano e poi blablablablabla.

In cielo, cioè nel mondo sconfinato di noi spiriti, lo spirito è Uno e infinito il numero di spiriti, che si compenetrano, si amalgamano, si dilatano, si concentrano, si permeano, si mescolano a tal punto che, pur gravitando ognuno di noi a livelli diversi intorno allo Spirito Supremo, siamo in ogni istante in contatto, in sintonia amorosa l'uno con l'altro.

E se, per esempio, Biki e Gretafioreoro si trovano in un cerchio gravitazionale diverso dal mio, perché hanno compiti diversi da quelli a me assegnati, purtuttavia sono sempre con me nelle nostre scorribande, anche se non hanno più bisogno di me per andare a fare i bisognini.
Perché l'Amore che ci illumina, ci guida, ci vivifica, ci fa felici per l'eternità, è uno solo, solo Lui, sempre Lui, e ci unisce in un solo, eterno, inesauribile Amore.

E' evidente che ognuno di noi è ispirato da Dio a svolgere un compito preciso, preordinato, imperscrutabile, ma comunque sempre esaltante, perché non riguarda la vita ed i rapporti tra noi spiriti in cielo, ma è finalizzato a mantenere sempre vivi i rapporti tra cielo e terra, testimoniando senza tregua l'Amore di Dio Padre per i suoi figli terreni, alimentando con tutte le nostre forze l'energia necessaria alle anime per non affievolirsi o spegnersi nel peccato, e partecipando attivamente nel sospingere verso il cielo le preghiere, le suppliche, le invocazioni e le lodi che gli uomini indirizzano al Signore, e, infine portando il nostro partecipe e commosso conforto a quanti si apprestano a diventare cittadini del cielo.

Per noi è sempre una gran festa fare da guida o da scorta o da ali di folla gioiosa, acclamante a quanti stanno riguadagnando la via della salvezza. Forza, non mollare. Metticela tutta. Ci sei quasi. Evviva. Sei arrivato. Finalmente sei dei nostri. Benvenuto. Dio ti benedica!
E poi, di corsa, giù subito, a cercare di confortare chi è rimasto a piangere e a domandarsi perché la vita terrena, se non addirittura Dio in persona, è così crudele.

In realtà, miei cari, non è crudele Dio, che è bontà d'Amore assoluto e quindi non conosce crudeltà se non quella degli uomini posseduti dal male, bensì è crudele l'aspettativa, o meglio la categoria mentale che l'uomo si è fatto della bontà divina, come tolleranza per le umane nefandezze in cambio di una vita di sofferenze e di tribolazioni.

Questa, dunque, dovrebbe essere per l'uomo la giustizia di Dio. Ma Dio è Eglistesso Giustizia, e si esprime riconoscendo e ricompensando come giusto chi si pente all'ultimo tempuscolo di una vita condotta senza di Lui, o contro di Lui.
E Dio Giustizia conosce solo il premio da comminare a chi compie questo grande atto di fede e piccolissimo atto di umiltà. Il premio che Dio promette è la liberazione eterna dal male. Non già Iddio, ma è satana il dispensatore della pena per chi trasgredisce il patto d'amore.

Se il Signore qualche volta prende a sculaccioni i Suoi figli ribelli e irrequieti, lo fa perché riscoprano la luce della Grazia e distinguano il bene dal male, l'amore dall'odio, il premio celeste dal castigo satanico, la felicità dal tormento senza fine. Che gusto c'è a vivere per l'eternità al buio e al gelo dell'odio, del rancore, del cinismo e della crudeltà? Boh.

Ammesso che dopo la vita non ci fosse più nulla, forse verrebbe ad esaurirsi l'odio, il rancore, il cinismo e la crudeltà ? Non credo proprio. Così dopo la morte non si dissolverebbe l'Amore, se ad esso e solo ad esso fosse improntata la vita terrena. Ma poiché non è così, solo l'immortalità dello spirito garantisce, a dispetto del peccato e della morte del corpo, l'eternità dell'Amore.

Perché dunque l'uomo dovrebbe rinunciare a questo opportunità? Boh. Sono sicuro che anche voi esclamerete "Boh" ed aiuterete tanta gente ad esclamare "Boh". Non ho dubbi sulla dolcezza, sull'intensità amorosa del bacione che vi dedico, e della gioia e della tenerezza con le quali vi apprestate a riceverlo. Chissà perché? Boh

vostro e di tutti coloro che credono nell'amore. Ciao ciao.


IL PADRE BUONO LA BUONA MORTE

Vi resterò vicino con molta discrezione

31 ottobre 2mila

Mio caro papi, cara banamma, noi siamo stati predestinati ad interpretare e rappresentare l'amore nella sua accezione di forte ed indissolubile legame familiare, senza il quale la famiglia, nucleo fondamentale e primordiale del vivere in contatto ed in rapporto amorevole e solidale, non sarà mai in grado di dare origine ad aggregazioni di individui in strutture sociali libere ed operanti, ad immagine e somiglianza della grande famiglia di Dio in cielo.

Poiché l'amore tra di noi è stato sempre schietto, tollerante, complice, disinteressato, ma sopra ogni cosa comprensivo ed aperto per vocazione al perdono, non facciamo alcuna fatica a ritrovarci in terra e non faremo alcuno sforzo per riabbracciarci in cielo, una volta che si sarà compiuto il vostro viaggio terreno e sarete introdotti nel regno del Signore. E io verrò a prendervi per mano e vi condurrò da Lui, perché vi ricolmi i cuori del Suo Amore Paterno e vi faccia partecipi della vita eterna.

Prima di allora vi resterò vicino con molta discrezione, ma sempre con tanta, tantissima tenerezza, ve lo prometto, e vi proteggerò dalle insidie del male, che sempre si annida nella mente dell'uomo, anche il più timorato di Dio, cioè il più convinto della Sua bontà ed il più riconoscente per i premi che gliene derivano.

Non abbiate timore del Padre buono. Non abbiate paura della buona morte, passaggio ineludibile dal finito all'infinito, dal temporaneo all'eterno. Non abbiate timore di trovarvi spaesati e soli con voi stessi. Non lo siete ora, figuriamoci quando vi ritroverete immersi nella folla di amici che vi faranno da ala festosa nel cammino di avvicinamento a Dio. Il Suo sorriso bonario ed invitante, il Suo gesto di benvenuto, il Suo abbraccio di amore incondizionato, cancelleranno in un attimo i brividi della morte e l'inevitabile dolore di abbandonare persempre le vostre spoglie, alle quali un po' ci si affeziona.

Nell'attesa che ciò si compia per volere di Dio, manteniamoci uniti e preghiamo il Signore che ci ricolmi della gioia di essere consapevoli del nostro destino.

Ciao, bacioni. vostro figlio amoroso


NOVEMBRE 2000


UN TOCCO PERSONALE

Ognuno si porta appresso la propria individualità

4 novembre 2mila

Mi meraviglia, caro papi, tutto questo darsi da fare, tutta questa smania di ricevere miei messaggi da parte di alcuni ai quali abbiamo aperto i nostri cuori. Questo volere essere protagonisti a tutti i costi. Forse non sono anche loro destinatari del mio diario, delle mie corrispondenze, del mio epistolario?

Io sono messaggero di un sentimento universale e di una meravigliosa realtà che si chiama amore. Noi siamo la prova vivente che non c'è soluzione di continuo tra l'amore soprannaturale e quello naturale, quando ci si lascia pervadere da esso dovunque si viva, nella realtà dell'eternità o in quella del finito. Tutto ciò non può essere che patrimonio di tutti e dunque la nostra storia va condivisa con tutti.

Ma essa contiene anche un'altra verità, questa volta tutt'affatto privata, e cioè che l'Amore di Dio si gode solo se Gli si spalancano le porte del cuore e che certe volte è il dolore a dovere aprire una breccia nel cuore, affinché l'amore vi si faccia strada. In questo, nessuno può condividere con noi la nostra esperienza, perché, per quante vicende possano essere simili alla nostra, la nostra è nostra e solo nostra, per quanto l'abbiamo vissuta e sofferta e per come continuiamo a viverla. Senza dimenticare che l'unico vero protagonista di questa rappresentazione è Dio, e che noi siamo i fortunati esecutori della Sua volontà e i fruitori della Sua recita sublime.

Ma quali cerchi, quali gironi, quali selezioni. Nel grande teatro dove lo spirito interpreta il meglio di sé, in uno spettacolo in cartellone da e per secula seculorum, non vi sono posti di prima fila, di platea, di proscenio o di loggione. Tutti gli invitati vi assistono e partecipano con la stessa gioia e ne godono con la stessa intensità.

Nella città celeste, allo stesso modo Dio è in ogni cosa, ed ogni suo abitante è ospite del Signore al tempo stesso nella sua casa accogliente e luminosa. La riconoscenza e l'amore che Dio dedica agli spiriti che gli hanno dato tutto se stesso nella vita terrena, dedicandogli il meglio di sé, sono identici a quelli che Egli dichiara a agli spiriti che si sono aperti a Lui un solo attimo prima del trapasso, perché l'Amore di Dio riconosce il solo merito di essere Suoi figli, sempre e dovunque.

Certo, poiché lo spirito di ognuno di noi si porta appresso la propria individualità, i rapporti che si instaurano ed intercorrono, tra noi e Lui, non sono omogenei, ripetitivi, monotoni e standardizzati, ed è per questo che Dio ci affida compiti differenti, conformemente alle propensioni di ciascuno di noi. Sicché, se è vero che ognuno di noi risplende della Sua Luce e riflette la Sua Luce, è pur vero che lo fa conferendoLe uno stile, un tocco personale che non guasta. Ecco perché brilliamo differentemente l'uno dall'altro nello sterminato firmamento del cielo.

Per questo siamo facilmente riconoscibili. Non farete dunque alcuna fatica a ritrovarmi, miei dolcissimi, quando il Signore vi chiamerà a sé. E quello sarà il secondo più bel giorno della nostra eternità. Vi aspetto con tanta allegria


CHE MUSICA RAGAZZI

Oggi siamo un trio, domani saremo saremo orchestra e coro

11 novembre 2mila

Noi siamo veramente forti, cari i miei papi scriba e mamma banana. Formiamo proprio un bel terzetto, tutti per uno e Uno per tutti. Solo che l'Uno al quale ci rivolgiamo, e dal quale siamo stati riuniti, è Dio. Grazie a Lui abbiamo ricevuto l'ispirazione e la forza di consolidare il nostro legame oltre la morte, perché in Dio si concretizza tutto quell'amore che tracima i vecchi confini del nostro legame, eretti prima che io fossi iniziato alle meraviglie dell'Amore che alberga nel cuore del nostro Padre celeste, per gioirne in primo spirito e per farvelo godere condividendolo come figlio vostro e Suo.

Oggi siamo il trio che si cimenta ad interpretare la sublime Musica, che sgorga dall'Amore di Dio perché giunga all'orecchio e al cuore di chi ascolta la parola sapiente del Verbo, pronunciata prima di tutti i secoli e impressa nella scrittura come viatico del regno dei Cieli. Domani saremo l'orchestra e il coro che canteranno la gloria del Signore, inebriandosi dell'Armonia che regola e governa la vita eterna dello spirito.

Ma già l'oggi è domani, e il domani è il sempre di un inarrestabile crescendo, in un vortice sublime di note che mai mente e orecchio umano hanno avuto la gioia di ascoltare, non perché è spenta la fonte, ma perché ne è annichilita la ricezione per la contaminazione dei rumori volgari e delle dissonanze cacofoniche, che abitualmente pervadono assordanti l'etere in cui si immerge il genere umano. Stridore di rabbia, sghignazzi di perversione, mugugni di frustrazione, ululati di odio, stropiccii di cinismo, singulti di disperazione, latrati di protervia. Che bella musica ragazzi! Roba da far venire la pelle d'oca e i sudori freddi, musica senza gioia, senza emozione, senza speranza, in parole povere diabolica.

Noi invece, nel piccolo del nostro terzetto d'archi, scocchiamo frecce d'amore all'indirizzo dei cuori da riconquistare alla gioia dell'Amore di Dio. Questo è il nostro compito e per questo mi siete stati affidati e raccomandati. Vedo che ve la cavate non c'è male. D'altronde i bersagli da raggiungere non vedono l'ora che la cosa succeda, anche a loro insaputa, anche se atei convinti o agnostici dichiarati. E' impossibile che una bella armonia, una musica sublime, un canto melodioso, possano ferire l'orecchio anche il più sofisticato ed esigente. Dio lo sa e non si lascia sfuggire l'occasione, usando tutti i modi e i mezzi. E voi siete tra questi, strumento di verità e di amore.

A proposito, dubito che voi siate solo strumento. Allora, miei cari, al lavoro: . . . cinque, sei, sette, otto.

Che musica ragazzi! Ciao, il vostro 


MADRE NOSTRA DOLCISSIMA

12 novembre 2mila

Caro papi mio, vorrei pregare con te e con la mia adorata mamma la nostra Madre Misericordiosa, perché apra i cuori di tutti i figli Suoi al messaggio d'amore che Suo Figlio Gesù ha impresso per sempre nella storia dell'umanità.

Madre Nostra dolcissima,
o nostra speranza di Amore purissimo, o nostra certezza di perdono totale, custodisci nel Tuo Cuore Immacolato tutte le tenerezze, i palpiti, gli aneliti, che noi Tuoi figli rivolgiamo a Te, quando il Tuo conforto rimane il solo sostegno della fatica di essere umani, perché al calore del Tuo Amore producano frutti di amore salvifico.

Fa che le nostre buone azioni, le nostre promesse di ben operare, i nostri ravvedimenti, i nostri pentimenti, il nostro impegno di figli responsabili, rallegrino con il Tuo il Cuore di Dio Padre, e ci riconcilino con Lui nel Suo Perdono.
Aiutaci ad amare i nostri fratelli, in ognuno dei quali Tu ami Tuo Figlio.
Guidaci e sostienici nel concedere perdono in cambio di torti, ingiustizie, prepotenze.
Aiutaci a confidare nella giustizia di Dio e nella sua indifferibile puntualità.
Concedici di leggere nella Tua umiltà il segno della Tua consacrazione divina e condividine con noi la forza interiore.
Illumina cuori e menti con l'umana storia di Tuo Figlio Gesù, e svelaci la fortezza del Vostro Amore, del Vostro esempio, del Vostro Sacrificio.

Ma soprattutto promettici di non negarci mai le Tue carezze, la Tua consolazione, la Tua protezione, la Tua comprensione, il Tuo perdono, con tutta l'allegra e materna complicità che Tu conosci meglio di tutte le mamme. E tienici compagnia nelle nostre preghiere, prima di darci il bacio della buona notte.

E così sia.

Riuniamoci ogni sera, alla fine della vostra giornata e nel bel mezzo della mia eternità insieme a voi, per rivolgere alla Nostra Madre Dolcissima questo pensiero d'amore, di fede e di speranza. Maria Misericordiosa custodirà nel suo gioiosissimo Cuore questo tesoro, che andrà ad arricchire i forzieri immensi dell'Amore Universale per esservi restituito con gli interessi nella vita corrente ed in quella futura.

Ciao vecchi paperoni. Ma, vi raccomando non siate solo accaparratori. Sappiate pure essere prodighi e generosi. Un bacione con interessi composti dal vostro


MENTE E RAGIONE

Alla ricerca della verità

17 novembre 2mila

Ti do il benvenuto tra noi, vecchio papi. Non pensare che ti stessimo aspettando, giacché da noi non esistono tempi d'attesa e l'eternità è l'attimo del sempre. Si attende uno che è lontano per consistenza materiale, ma quando lo spirito è in sintonia con il mondo dello spirito, allora le distanze si annullano, il tempo cronometrico si arresta e prevale la dimensione senza misure dell'Amore di Dio, che si manifesta attraverso la comunità di tutte le Sue creature celesti, all'unisono e in tutta la loro gioia e generosità.

Ecco perché, pur standovi noi sempre intorno, voi non riuscite a vederci se non con gli occhi del cuore. Noi sappiamo molto bene come la mente non sia in grado di affrancarsi dalla schiavitù terrena delle unità di misura, e di penetrare l'adiacentissima realtà dell'infinito dove noi siamo di casa.

La mente è capace di vedere con il criterio dell'esperienza anche la trasparenza dei gas, che alimentano l'atmosfera nella quale si trova immersa. E' probabile che, se soggiornasse più a lungo in atmosfere spirituali, alla fine vi potrebbe scorgere anche l'impalpabile immagine di Dio. Ma la ragione, quell'immenso serbatoio nel quale il Signore ha riposto il corredo spirituale di cui ha dotato l'uomo, conosce la via e possiede l'energia per animare l'invisibile di concreta e divina vitalità, per riconoscerne le radici e per desiderarne la cittadinanza eterna.

Solo che la ragione viene spesso accantonata in un ripostiglio o in soffitta, come un vecchio baule pieno di tante cose inutili, inutilizzabili e ingombranti come le idee. E quella più ingombrante sembra essere l'idea di Dio, sicché diviene polverosa e sbiadita, e resterebbe lì al buio se la fede non si affacciasse ogni tanto a sollevare il coperchio per frugare dentro e, tra uno sternuto e l'altro, rispolverare l'idea di Dio fattasi Verbo.

Ecco, dunque, la ragione per la quale ti diamo il benvenuto tra noi, caro papi. Spinto da un desiderio insopprimibile, da un ricordo lontano ma non del tutto cancellato, hai frugato nella soffitta che custodiva le vestigia delle tue origini di figlio di Dio, accantonatevi dalla mente che non le accettava o ne dubitava, ed hai chiesto alla ragione di aiutarti nella ricerca della verità, non soltanto confidando nel sostegno dell'umana conoscenza, ma pure affidandoti alla sapienza del Signore e della Sua parola. E ti sei elevato di quel tanto che ti permette di sentirti tra noi.

Il connubio fede e ragione dà origine al propellente, che spinge verso Dio e il nostro vivere il pesante vettore della vita terrena, a bordo della quale è stata sistemata l'anima dell'umanità, che anela di ritornare alle sue origini in Dio, piuttosto che orbitare intorno a Lui per il resto dell'eternità.

Tu scrivi, vecchio caro papi, perché hai riconosciuto ad entrambi questi doni preziosi, che il Signore ha consegnato all'umanità, il merito di averti fortificato, sostenuto e risollevato nel tempo della disperazione e della ribellione. Tu scrivi, scriba silenzioso e fedele, per indicare che quanto Dio ha donato all'uomo per Amore diventa esso stesso fonte d'amore, e amore è energia, e l'energia ha mosso e muoverà altre penne che sono destinate a scrivere lodi al Signore.

Tu scrivi perché il Signore vuole che tutte le mamme, nessuna esclusa, abbiano la forza di rivolgersi a Lui senza risentimento, ma con il cuore pieno di gratitudine o di speranza.

Tu scrivi, caro papi, perché l'amore lo esige e lo rende attuabile. Non ti chiedere perché né fino a quando, chiediti piuttosto perché tutto questo non dovrebbe accadere.

Un bacione a mammabanana, e uno a te, e a Gingere e Fred. Ciao.


6 RAGIONI D'AMORE

Vocazione ad aprire il proprio cuore a Dio

25 novembre 2mila

Caro papone, vorrei tutti qui con me per godere all'unisono della gioia e della consapevolezza di essere nelle grazie di Dio. Come sarebbe bello che i figli terreni di Dio potessero vedere e toccare con mano tutta la Grazia che il Padre celeste ha ad essi consegnato in dote, per farli molto, ma molto più ricchi di quanto si possa diventare di beni materiali nell'arco breve di una vita. Sarebbe giusto che questo generoso patrimonio non fosse sperperato e fosse addirittura fatto fruttare, investendolo in prove d'amore verso il Signore o verso i propri simili.

Cos'è infatti la Grazia di Dio, se non Amore e vocazione ad aprire a Dio il proprio cuore e la propria mente, accogliendoLo con l'orgoglio e l'umiltà chiudere la porta e buttarne via la chiave? Quando tutto ciò avviene, non è come trovarsi già in paradiso con tutte le sue creature?

Il solito qualcuno potrebbe obiettare che questo modo di pensare ed agire risponde ad una malcelata forma di egoismo. Infatti, uno apre il proprio cuore a Dio, ce Lo chiude dentro e chi s'è visto s'è visto. Tutto ciò non basta.

Primo: l'Amore di Dio va condiviso.

Secondo: l'Amore di Dio va alimentato con Amore.

Terzo: l'Amore di Dio non è un lasciapassare per il Suo Regno, ma è Luce per rischiarare la buia e tormentata via che riconduce a Lui, dal momento che la Grazia, che il Signore elargisce nell'atto della purificazione, garantisce già a tutti il diritto alla gioia eterna.

Quarto: l'Amore di Dio è l'energia vitale, che muove l'armonia di tutto l'universo, visibile ed invisibile. Non deve esserne sprecato nemmeno un palpito, anche se si rigenera senza posa.

Quinto: l'Amore di Dio è inesauribile, ma non per questo è gratuito, nel senso che è sufficiente anche il pegno di un pentimento sincero, se pur tardivo, per esserne ricolmati senza limiti.

Sesto, buon ultimo: l'Amore di Dio è vita in ogni sua dimensione terrena ed eterna.

L'Amore di Dio è dunque l'unisono di cui abbiamo bisogno per essere tutti figli Suoi, in armonia con Lui, tra noi e nelle realtà in cui siamo immersi.
Ma è anche l'amore che ci lega, caro papi, e che ci permette già di assaporare insieme il nostro futuro insieme. Rassicura mammabanana che questo vale anche per lei, sennò chi la sente quella lì!

Un bacione all'unisono dal vostro Ciao a tutti, l'Amore di Dio vi fortifichi e vi illumini sempre.


Dicembre 2000


PROVE D'AMORE

L'amore si lascia dietro prove concrete

2 dicembre 2mila

Caro papi, io sono vivo e vorrei che ti facessi vivo anche tu. Che aspetti? Ti aspetto. (Soltanto nel tardo pomeriggio papà può dedicarsi a Emilio).

Finalmente caro papi, era ora, insomma, certe volte il tuo silenzio imbarazzante mi costringe a ricorrere a concetti temporali, che ormai mi sono necessari solo per entrare nel vostro tempo. Cosicché io, che a rigor di logica potrei starmene zitto zitto nella mia armoniosa ed appagante realtà spirituale, mi devo dolere del fatto che sei tu a non trovar tempo per il dialogo, proprio tu che vivi su una terra caotica e rumorosa.

Veramente conosco bene i motivi che giustificano questa difficoltà di dialogo, peraltro solo formale, giacché, nella sostanza, il tuo amore e l'amore della mia mamma per me e il mio amore per voi si parlano fitto fitto incessantemente, rendendo immortale la nostra unione fuori delle angustie del tempo terreno e delle gramaglie del dolore.

L'uomo della verifica si sente tuttavia più gratificato se l'amore si lascia dietro prove concrete. Ma è proprio vero? L'esperienza e le prove scritte di due millenni di cristianesimo sembrerebbero indicare proprio il contrario, nonostante il fatto che tutta la sua storia basi profonde e poderose fondamenta sull'esile vicenda di un giovane trentenne, dichiaratosi nientedimeno che figlio di Dio e, praticamente per questo motivo, mandato al patibolo e giustiziato come malfattore. Solo un padreterno poteva essere capace di architettare un'invenzione di questo genere.

Un giovanotto di belle speranze, formatosi non si sa quando e a quale Scuola di pensiero, mette a soqquadro la coscienza di un piccolo popolo di pastori che si definisce popolo di Dio. Millantando cromosomi divini, mette insieme un gruppo di pescatori ignoranti e morti di fame, trasformandoli filosofi, poeti e martiri, in imprenditori, industriali, costruttori di una struttura portentosa, che da 2000 anni racconta in maniera ossessiva e monotona di un regno eterno, illuminato e vivificato dall'energia dell'Amore Assoluto, a cui si accede dopo la morte. Roba da non credere.

Ma è possibile che in tutti questi secoli nessuno sia riuscito a smascherare l'impostore e la sua banda di seguaci, che nel frattempo sono cresciuti a dismisura diffondendosi in tutto il mondo? Che nessuno, neppure il diavolo, riesca a buttar giù questo fragile e sgangherato castello di carte, che si fa forte delle debolezze altrui? Se è così, temo proprio che satanasso si sia invecchiato e rimbecillito. Oppure che tutta questa messinscena sia veramente il frutto di una mente raffinata, persuasiva, lungimirante, onnisciente ed onnipotente. Che sia il Padreterno in persona? Mi sa proprio di si.

Con questo convincimento, miei cari, vi lascio a meditare un po' su questa storia, insieme a tutti coloro che, bisognosi di un segno concreto dell'amore di Dio, riusciranno a trovare in queste nostre righe motivo di suggerimento e riflessione. Nel frattempo i nostri amori continueranno a parlarsi in maniera più intima.
E non è necessario che lascino altre tracce, tanto per dimostrare che sono cose di questo e di un altro mondo.

Il mio amore universale e personale è con voi, il vostro è con me e i nostri spiriti palpitano all'unisono nella Luce del Signore.

Così Lui vuole che sia. traccia. Ciao


NEL DONO DELLA MEMORIA IL SENSO DELLA VITA

Cercando le tracce della propria identità spirituale

9 dicembre 2mila

Mio caro papi, mi prude il naso, sono bacini? Io vorrei tanto strofinare il mio naso contro il nasone di Fred e il nasino di Ginger. Ma il mio naso è rimasto ad odorare i profumi deliziosi dei fiori della terra, e mi devo accontentare del ricordo di averlo già fatto quando erano appena cuccioli.

La memoria sensoriale non si cancella, giacché la vita terrena rimane comunque un'esperienza positiva, e certe sensazioni che procurarono gioia rimangono dentro di noi per sempre. Perché mai la vita spirituale dovrebbe annichilirle? La vita lascia invece una traccia indelebile che arricchisce lo spirito, e lo spirito non può fare a meno. Anche il dolore, le sofferenze, le malattie, le tentazioni, contribuiscono positivamente ad arricchire il corredo d'esperienza che ogni anima meritevole si porta in cielo, nella stessa maniera in cui Gesù, venuto in terra per portarvi la lieta novella dell'amore divino per le Sue creature, se ne tornò in cielo carico dei deliziosi dolori dell'umanità. E da quel giorno ripete la straordinaria esperienza umana e divina nel Sacramento dell'Eucaristia.

Lo stesso discorso si addice allo spirito, quella fiammella originata dalla Grazia di Dio e per Grazia di Dio affidata alla materialità di ogni Sua creatura, per permearla di santità. Anche il corpo si porta appresso questo corredo d'esperienza divina, e in cuor suo lo sa e lo considera come indispensabile alla sua formazione umana. Non è dunque un dono meraviglioso e superbo, questo della memoria?

Eppure l'uomo è incline, per sua natura, a dimenticare la sua natura divina, e a lasciarsi suggestionare dalla propensione della propria mente a sostituirsi a Dio. Se ciò non accadesse, la sua vita avrebbe senso? Certamente no. La vita dell'uomo ha senso proprio perché programmata da Dio, per cercarvi le tracce della propria identità spirituale e trovare il percorso che riconduce a Lui.

Avrebbe senso il mondo dell'aldiqua senza il mondo dell'aldilà? Che senso ha negare il mondo dell'aldilà in presenza del mondo dell'aldiqua? Ecco due argomenti su cui riflettere un po' prima di addormentarvi.

Buona notte con una stropicciatina di nasi. Ciao


NATALE 2000

DIO VESTITO DI UMANA IDENTITA'

Cari papà e mamma, la ricorrenza della festa di Natale scandisce nel calendario degli eventi dell'umanità l'anniversario del Figlio di Dio nato per la redenzione. Nato, morto, e risorto nelle umane sembianze che ancora, e per l'eternità, conserva nel corpo glorioso di Cristo, per testimoniare la solidarietà, la paterna comprensione e la misericordia del perdono di Dio nei confronti delle Sue creature, umanamente pervase e afflitte dalle tentazioni o già vittime del peccato.

Sono appena due millenni che la storia attribuisce allo straordinario evento e ne rinnova la straordinaria tradizione. Si tratta di pochi attimi, di pochi minuti, di poche ore, di pochi giorni, di pochi anni, di poche generazioni, cioè di un istante di eternità. Eppure l'uomo festeggia la nascita del suo Salvatore senza tener conto che l'anno è composto di tante giornate, di tante ore, di tanti minuti, di tanti secondi, e di tanti attimi nei quali Gesù rinasce in sembianze umane, si fa Agnello sacrificale, e risorge per riconquistare l'umanità alla Grazia del Padre.

Il Natale va quindi vissuto non già come ricorrenza storica ma come esigenza dello spirito, che non accetta l'attesa di un anno per poter gioire dell'ingresso del Figlio di Dio nel cuore dell'uomo; va festeggiato come la vocazione dell'anima, che anela di nutrirsi istante per istante del rapporto d'amore offerto da Dio vestito di umana identità.

Ogni creatura umana ascolti l'inesauribile richiamo di Dio che si manifesta nei santi vagiti del neonato Gesù. Non sono lontani come la povera capanna di Betlemme, ma provengono dall'intimo di ogni individuo sul quale si sia posata la benevolenza e la Grazia del Signore. Che è il Signore, il Padre buono e misericordioso di tutti, da quell'istante di due millenni fa, in cui Dio si fece Egli stesso uomo per patire della sua stessa umanità.

Questo accadde allora, ieri, un istante fa ed accadrà domani e tanti domani ancora, sino a quando non si sarà completato il reclutamento di tutte le anime destinate al regno del Cieli. Allora Gesù in persona tornerà sulla terra, non per festeggiare il Suo Natale, ma per consacrare la nascita della nuova e definitiva umanità.

E così sia. Che la nascita di Gesù riempia sempre, in ogni istante, di gioia i vostri cuori. Ciao e buon Natale


le lettere di Emilio
e il racconto della nostra esperienza, nei libri:

DIARIO DI UN ANGELO Lassù ci vogliono vivi

CIELO CHE POESIA Secondo Diario di un angelo

le tue riflessioni i tuoi consigli